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Polpettone di verdure

Uno dei piatti tipici della antica e povera cucina ligure è il polpettone di verdure.

Un piatto di solito utilizzato per il riciclo degli avanzi del giorno prima (ovviamente delle verdure principalmente) ma che con pochi accorgimenti diventa un piatto che ormai è diventato una prelibatezza.

Scaloppine ai funghi e panna

Questo è un piatto più tipico svizzero che della Liguria.

Scaloppine di vitello cotte con funghi (in questo caso dei banali Champignon) e panna.

Una delizia.

Tagliolini al salmone

Un altra foto di un buonissimo piatto di pasta: come da titolo tagliolini al salmone.

Tagliatelle al ragù

Un classico: le tagliatelle al ragù.
Purtroppo non sono fatte in casa (sarebbero ancora più buone) ma comprate in un negozio di pasta fresca che però le prepara molto bene.
Buon appetito!

Hamburger e luganega

Una strana accoppiata però quando la graticola è calda ci sta.

Un paio di belle svizzere (non so come mai da noi gli hamburger si chiamano anche così) accompagnato da un bel pzzo di luganega (la tipica salsiccia ligure).

Ottimo piatto, anche se nella foto sono ancora in fase di preparazione!

Verdure ripiene

Un altro piatto tipico genovese: le verdure grigliate.
Non sono altro che verdure (peperoni, cipolle, melanzane, zucchine) cotte e riempite con un buon ripieno.

Cima alla genovese

Un ottimo piatto della cucina genovese: la cima (o cimma in dialetto).
Questa l’ha cucinata mia mamma.
Una tasca di carne cucita riempita di erbe, pinoli, uova e altre cosine deliziose.
Eccovi la foto per farvi venire l’acquolina in bocca:

Minestrone alla genovese

Un cibo sano, ricco e buono!
Un buon minestrone alla genovese cotto in un pentolone di terracotta a fuoco lento!
Da mangiare con un po’ di pasta!
A dire la verità io lo preferisco decisamente quando è passato ma è di sicuro più bello da vedere a pezzettoni!

Salmone alla norvegese

Questa mattina sono stato al supermercato ed ho visto, tra pesce brutto e carissimo un bel salmone, di media grandezza, di ottimo aspetto e di prezzo contenuto. Modestamente ho una certa esperienza di salmoni, che ho pescato sia in Alaska che in Norvegia, di cui ho visto l’inseminazione artificiale, l’allevamento, la preparazaione del pesce fresco per l’esportazione e i vari sistemi di affumicamento. Più avanti magari vi farò vedere alcune foto che ho fatto in Norvegia…

Bene, venendo a noi e guardando il salmone ne ho comperato uno di di circa un chilo e mezzo ed ho pensato di suggerire a Marietto un meraviglioso sistema di preparazione di questo pesche straordinario, ricco di grassi buonissimi, leggero e saporito: il salmone crudo alla Norvegese.

Per eseguire questa preparazione bisogna avere un salmone fresco di medie/grandi dimensioni: se non siete convinti della freschezza del pesce che vedete esposto, potete informarvi sul prossimo arrivo e potete stare tranquilli perchè il salmone arriva in aereo giornalmente dalla Norvegia, freschissimo e già sventrato. Se non ne siete capaci, chiedete all’addetto del negozio di squamarlo, togliere la testa e di sfilettarlo togliendo la spina centrale. Una volta a casa, con una pinzetta, togliete pazientemente le spine che sono rimaste vicino alla testa, anche quelle morbide, che sono sotto una pellicina bianca, togliete anche questa e lavate bene il pesce sotto l’acqua corrente. Prendete poi alcuni cucchiai di sale fino e spolverate con una certa abbondanza ma senza esagerare uno dei due filettoni (che si chiamano baffe) e poi, con altri cucchiai di zucchero (lo zucchero deve essere un po’ meno del sale) e spolverate ancora lo stesso filetto. Poi, con attenzione mettete il secondo filetto esattamente sopra a quello spolverato di sale e zucchero. Avvolgete adesso il pesce in un telo o un asciugamano, mettetelo in un piatto che possa contenere l’acqua che il pesce perderà e mettetelo in frigorifero. Ogni giorno, per tre giorni, togliete il piatto dal frigorifero e buttate l’acqua che sarà uscita ma senza aprire il telo. La terza volta, dopo aver fatto uscire l’ultima acqua, aprite l’involto, e vedrete che il salmone avrà un bel colore e non ci sarà più nè sale nè zucchero che saranno stati assorbiti dallo stesso. Adesso, se volete ed a seconda dei gusti, mettete su di una metà abbondante finocchietto selvatico o grani di pepe rosa e verde, rimettete le due baffe assieme e rimettete il pesce in frigo per ancora un paio di giorni, dopo i quali il salmone marinato sarà pronto per essere consumato, senza l’aggiunta di nulla, né olio né limone.
Marietto, che è solo, surgela una baffa e comincia a mangiare l’altra metà affettandola di piatto iniziando dalla coda come se fosse affumicato. Il salmone crudo alla norvegese, infatti, si presenterà compatto e di uno splendido color rosa come se fosse affumicato ma sarà meno salato e molto saporito, specialmente se affettato e mangiato assieme al finnocchietto ed ai grani di pepe. Quersto ottimo pesce potrà essere servito con verdura, potrà far parte di una ottima insalata, potrà essere utilizzato per tartine o, più semplicemente messo in un panino, che magari prima avrete spalmato con formaggio filadelfia e con l’aggiunta di alcuni anelli di cipolla. Marietto è soddisfatto e, se riuscirà a resistere senza mangiarla, pensa di utilizzare l’altra metà che ha surgelato per stupire i suoi amici per il pranzo di Natale…. e che risparmio rispetto al salmone affumicato!!!

Ingredienti: un salmone fresco di un chilo e mezzo circa; 80 grammi di sale circa, 60 grammi di zucchero circa, un mazzetto di finocchietto selvatico, pepe rosa e pepe verde a seconda dei gusti.