Pizza napoletana: la migliore se mangiata a Napoli

pizza napoletana

Pizza napoletana: la migliore se mangiata a Napoli

Era diverso tempo che non andavo a Napoli con la nave ed ancora molto di più che non riuscivo a mangiare una buona pizza napoletana.
Non me ne vogliano i miei amici pizzaioli ma a Napoli è un’altra cosa. Poi, posso ammettere che in certe pizzerie sia altrettanto buona, ma è una cosa quasi differente.

Questa era una semplicissima margherita mangiata in una altrettanto semplice trattoria/pizzeria proprio di fronte al terminal crociere della città Partenopea.

pizza napoletana

Foto scattate con iPhone 6.

Ma ovunque si possa mangiare una pizza a Napoli, andate sempre sul sicuro perché è buona in ogni posto scegliate.

Una diffusa credenza vuole che nel giugno 1889, per onorare la Regina d’Italia, Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito della Pizzeria Brandi inventò una pietanza che chiamò proprio pizza-Margherita (con riferimento al fatto che il termine “pizza”, allora sconosciuto al di fuori della città partenopea, indicava quasi sempre le torte dolci), dove i condimenti salati capitategli tra le mani, pomodoro, mozzarella e basilico, rappresentavano addirittura gli stessi colori della bandiera italiana.
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Capperi sotto sale

Capperi sotto sale

Capperi sotto sale.
A dire la verità non sono proprio i capperi sotto sale che stavate cercando. Infatti, a casa mia, i capperi si conservano sotto aceto. Il sale grosso lo mettiamo appena i frutti sono raccolti per ridurre l’acqua al loro interno.
Questa perciò è solo una delle prime fasi della preparazione:

Capperi sotto sale

Foto scattata con macchina Canon 600D e lente Canon EF 40.

Successivamente, dopo un paio di giorni sotto sale, noi li mettiamo nei barattoli sotto aceto assieme a qualche foglia (ebbene si anche le foglie si mangiano) e a qualche frutto (vi ricordo che il cappero in sé è il bocciolo del fiore da cui poi nasce un frutto carnoso simile ad un cetriolo).

A Portobello il 28 giugno 2017

portobello 28 giugno 2017

Portobello il 28 giugno 2017

Una foto di Portobello il 28 giugno quando c’erano un po’ di nuvole.
Foto scattata dal violetto che porta alla Canala. Credo che sia una foto, aggiustata in hdr, realizzata molto bene.

portobello 28 giugno 2017

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

Il simbolo per eccellenza di Sestri Levante è Portobello (la nota Baia del Silenzio). Le case che si sporgono sul mare, una volta abitate solo da pescatori locali. Le barchette parcheggiate in mezzo. L’ex convento dell’Annunziata che oggi, ristrutturato, è utilizzato per mostre ed eventi. Una atmosfera da favola e, se avrete la fortuna di trovarvi qui in un momento dell’anno non particolarmente affollato, potrete capire perché viene chiamata la baia del Silenzio.

Dove si trova Portobello:

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[ENG] A photo of Portobello on June 28 when there were a few clouds.
Photo taken by the violet that leads to Canala. I think it is a photo, adjusted in hdr, done very well.

Graffiti dalla Canala di Portobello (foto hdr)

graffiti canala a Portobello

Graffiti dalla Canala di Portobello

Un posto a Sestri Levante dove sempre si possono trovare dei graffiti è il vicoletto che porta alla Canala a Portobello, nella Baia del Silenzio.
Non li chiamo murales perché non sono disegni artistici ma piuttosto scritte e disegnini, anche parecchio brutti, che si affollano sul muro.
Però, da quando ne ho io memoria, ce ne sono sempre stati e credo di aver già postato qualche foto in passato.

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

[ENG] A place in Sestri Levante where graffiti can always be found is the alleyway that leads to Canala of Portobello, in the Bay of Silence.
I do not call them murales because they are not artistic designs but rather written and designing, even ugly, flocking to the wall.
However, since I remember, they’ve always been and I think I’ve already posted some photos in the past.