Omini di pasta frolla

Omino di pasta frolla

Omini di pasta frolla

Passeggiando in carruggio a Sestri Levante ho trovato questi due omini di pasta frolla nelle vetrine dell’alimentari le dolci piazze in carruggio.
Sono proprio bellissimi, non vi pare?

Omino di pasta frolla

Omino di pasta frolla

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

Ecco come si fa la pasta frolla:

La pasta frolla è un impasto di farina, generalmente con un fattore di panificabilità piuttosto basso, e altri ingredienti quali il sale, lo zucchero, il burroe le uova. A questi vengono aggiunti aromi come vaniglia, vanillina o la buccia di un agrume ed eventualmente un pizzico li lievito. L’impasto è lavorato fino ad assumere una consistenza piuttosto compatta che può variare a seconda della ricetta e della quantità degli ingredienti che saranno aggiunti e dell’uso che se ne farà.
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Calamari ripieni e risotto ai frutti di mare: la ricetta

Calamari ripieni e risotto ai frutti di mare: la ricetta

Buongiorno a tutti.

Questa mattina ho comperato un piccolo astice, due bei calamari e un chilo circa di muscoli che inizialmente volevo riempire assieme ai calamari. Successivamente ho aperto un muscolo e mi sono reso conto che il mollusco al suo interno era molto piccolo ed ho cambiato idea sul suo uso.

Ho pulito bene e spellato i calamari ed ho pulito i muscoli con attenzione, li ho fatti aprire con un goccio di acqua e li ho messi da parte e filtrato il loro liquido.

Per prima cosa ho preparato l’astice, l’ho lavato bene sotto l’acqua fredda, tagliato in due per lungo e messo in padella con un poco di olio ed uno spicchio d’aglio. Una volta preso calore e mentre iniziava a diventare rosso, ho aggiunto un po’ di rum e ho lasciato cuocere per ancora un paio di minuti. Poi ho preso uno dei due ciuffi e le alette dei calamari, li ho tagliati a pezzetti e messi a cuocere in poco olio, una volta scaldati li ho bagnati con un po’ di vino bianco e lasciati cuocere per alcuni minuti. Un volta raffreddato ho pulito l’astice da tutto il suo carapace lasciando la polpa alla quale ho poi aggiunto i pezzetti di calamaro cotti. Ho lasciato tutto da parte per il risotto.

Per il ripieno del calamaro ho fatto bollire alcune foglie di lattuga, che ho tritato grossolanamente aggiungendo poi in un contenitore un uovo intero, un po’ di grana grattugiato, un poco di mollica di pane bagnata nel latte e poi strizzata, il resto dei tentacoli e alette dei calamari tagliati fini, sale e pepe.

Con questo ripieno ho farcito attentamente i calamari, li ho chiusi con uno stuzzicadenti ed ho fatto sopra di essi alcuni buchini perché, durante la cottura, potesse evaporare l’umidità contenuta nel ripieno e nei pezzetti di calamaro.

Ho poi messo in una padella i calamari, con poco olio, uno spicchio d’aglio ed ho fatto prendere loro calore. Li ho poi bagnati con vino bianco e, una volta evaporato ho aggiunto buona parte del liquido di cottura (filtrato) dei muscoli, poca passata di pomodoro e ho fatto cuocere lentamente a pentola chiusa per un’oretta. Cinque minuti prima di spegnere il fuoco, ho aggiunto i muscoli sgusciati.

Per il risotto ho fatto come al solito: fatto scaldare il riso arborio in una casseruola con olio e poca cipolla tritata, ho bagnato con poco vino ed ho aggiunto l’astice e i pezzetti di calamaro che ho fatto prima scaldare. Ho ancora aggiunto poca passata di pomodoro ed ho coperto il tutto con il liquido di cottura dei muscoli ed un poco di acqua. Ho fatto cuocere lentamente il risotto per una ventina di minuti aggiungendo acqua calda se asciugava troppo e alla fine l’ho mantecato con poco olio d’oliva. Una volta nel piatto di portata ho aggiunto prezzemolo tritato ed ho servito.

Il tutto è stato apprezzato come spero siano apprezzate le foto dei piatti scattate dal fotografo di casa, Luca:

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Canon EF 40.

Cavolo Navone: la ricetta

Cavolo Navone: la ricetta

L’altro giorno il mio amico Giulio, esperto orticoltore nonché attento conoscitore di prodotti della nostra terra ligure, mi ha regalato un cavolo Navone, un grande tubero della famiglia dei cavoli di cui si mangia la grande radice. Questo vegetale non va confuso con il cavolo rapa e nemmeno con il sedano rapa o sedano di Verona. Somiglia a questi ultimi anche se è più allungato ma è un’altra cosa. Sinceramente ho visto molti tipi di radici e tuberi in tutto il mondo ma non ricordo di aver mai visto prima un cavolo Navone. Il mio amico mi ha detto che questa radice ha un sapore dolciastro ed io prima di provare a cucinarlo, ne ho bollito una fetta e la ho assaggiata. Cotto, risulta di colore bianchissimo, compatto, di gusto delicato e leggermente dolciastro.

Ho affettato questa radice a fette alte circa mezzo centimetro e le ho fatte sbollire in acqua calda salata per alcuni minuti.

Poi ho preparato una besciamella leggera e piuttosto liquida e ho adagiato sul fondo di un tegame da forno, unto con olio d’oliva, uno strato di fette di Navone, le ho coperte con un po’ di questa besciamella e una leggera spolverata di grana grattugiato. Ho fatto un secondo strato ed ho aggiunto, dopo la besciamella ed il grana una ulteriore spolverata di pane grattugiato. Alla fine ho aggiunto un poco di olio di oliva ed ho infornato a 180° per circa una ventina di minuti. Questo è un ottimo contorno ma con l’aggiunta di un poco di mozzarella a quadrettini sopra ogni strato, può diventare un ottimo piatto unico ed un modo per rivalutare i prodotti antichi, semplici e genuini.

Eccovi qualche foto in hdr del cavolo navone:

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Canon EF 40.

Foto di Pompei – Italia

Foto di Pompei – Italia

Erano anni che avrei voluto visitare le rovine di Pompei e questa volta non mi sono lasciato scappare l’occasione.

Ho immortalato alcuni, ahimè il tempo non era molto, dei luoghi più belli e famosi (tempio di Apollo, Lupanare, statua del fauno…) e li condivido qua sperando vi piacciano.

In questa foto una panoramica dal Foro di Pompei con il Vesuvio sullo sfondo e le statue, moderne, dell’artista franco-polacco Igor Mitoraj.

pompei

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

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Vernazza in notturna per la festa

Vernazza in notturna

Vernazza in notturna per la festa

Vernazza in notturna per la festa.
Ieri sera grande festa patronale a Vernazza per Santa Maria di Antiochia e non potevo esimermi dallo scattare una foto notturna del piccolo borgo delle Cinque Terre:

Vernazza in notturna

Qui le migliori immagini dei fuochi d’artificio!

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Foto scattata con macchina Canon 600D e lente Canon 18-55 EFS.

Dove si trova Vernazza:

Partendo da occidente, è il secondo dei paesi che costituiscono le Cinque Terre, incastonato in una baia tra i comuni di Monterosso al Mare e Riomaggiore. Comprende anche il successivo borgo di Corniglia, sua frazione. Il territorio è anch’esso caratterizzato dai tipici terrazzamenti per la coltivazione della vite, uno stile morfologico realizzato nei secoli dall’uomo, che, secondo una stima, pare sia sviluppato per oltre 7.000 km di muretti a secco. Il territorio fa parte del Parco nazionale delle Cinque Terre.
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Vernazza il 23 giugno 2016: la più bella delle Cinque Terre

Vernazza il 23 giugno

Vernazza il 23 giugno 2016: la più bella delle Cinque Terre

Splendida come sempre Vernazza il 23 giugno, ed il suo porticciolo.
Camminata da Monterosso come al solito piena di turisti “arrampicatori” ed il solito spettacolo è garantito.

Vernazza il 23 giugno

Foto scattata con macchina Canon 600D.

Se volete, come al solito, qui c’è la pagina dove raccolgo diverse foto della cittadina delle Cinque Terre.

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