Gli gnudi gratinati al forno (foto)

Gnudi

Gli gnudi gratinati al forno

Gli gnudi sono delle quenelle (o anche possiamo dire che sono come degli gnocchi) di ortica, bietole, borragine e ricotta nostrana, gratinati al forno.
Sono un piatto semplice ma delicato e molto gustoso proveniente dalla Toscana questa volta preparati dalla bravissima Natalia dell’Agriturismo il Castagneto (a Castiglione Chiavarese).

Gnudi

La quenelle (in italiano canederli, grossi gnocchi) è una pietanza d’origine francese composta di crema di pesce, pollo, o carne, a volte mescolata con molliche di pane e legata da piccole quantità d’uovo. Può essere anche vegetariana, o al naturale.
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Cavolo Navone, la ricetta

Cavolo Navone, la ricetta.
L’altro giorno il mio amico Giulio, esperto orticoltore nonché attento conoscitore di prodotti della nostra terra ligure, mi ha regalato un cavolo Navone, un grande tubero della famiglia dei cavoli di cui si mangia la grande radice. Questo vegetale non va confuso con il cavolo rapa e nemmeno con il sedano rapa o sedano di Verona. Somiglia a questi ultimi anche se è più allungato ma è un’altra cosa. Sinceramente ho visto molti tipi di radici e tuberi in tutto il mondo ma non ricordo di aver mai visto prima un cavolo Navone. Il mio amico mi ha detto che questa radice ha un sapore dolciastro ed io prima di provare a cucinarlo, ne ho bollito una fetta e la ho assaggiata. Cotto, risulta di colore bianchissimo, compatto, di gusto delicato e leggermente dolciastro.

Ho affettato questa radice a fette alte circa mezzo centimetro e le ho fatte sbollire in acqua calda salata per alcuni minuti.

Poi ho preparato una besciamella leggera e piuttosto liquida e ho adagiato sul fondo di un tegame da forno, unto con olio d’oliva, uno strato di fette di Navone, le ho coperte con un po’ di questa besciamella e una leggera spolverata di grana grattugiato. Ho fatto un secondo strato ed ho aggiunto, dopo la besciamella ed il grana una ulteriore spolverata di pane grattugiato. Alla fine ho aggiunto un poco di olio di oliva ed ho infornato a 180° per circa una ventina di minuti. Questo è un ottimo contorno ma con l’aggiunta di un poco di mozzarella a quadrettini sopra ogni strato, può diventare un ottimo piatto unico ed un modo per rivalutare i prodotti antichi, semplici e genuini.

Eccovi qualche foto in hdr del cavolo navone:

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Canon EF 40.

[ENG] The other day my friend Giulio, horticulturist expert and connoisseur of Italian products of our land, gave me a cabbage Navone, a large tuber of the cabbage family of which you eat large root. This plant should not be confused with kohlrabi and even with celery root or celeriac. Looks to the latter although it is more stretched but it is another thing. Honestly I have seen many types of roots and tubers in the world but do not remember ever having seen a Navone cabbage. My friend told me that this root has a sweetish taste and I before you try to cook it, I boiled a slice and I tasted it. Cotto, is of white color, compact, delicate and slightly sweet taste.
I sliced ​​this root into slices about half a centimeter, and I made them simmer in salted hot water for several minutes.
Then I prepared a light white sauce and fairly liquid, and I laid on the bottom of a baking pan, greased with olive oil, a layer of sliced ​​Navone, I covered with a little ‘of this sauce and a light sprinkling of grana grated. I made a second layer and added, after the sauce and parmesan cheese a further sprinkling of breadcrumbs. At the end I added a little olive oil and I baked at 180 degrees for about twenty minutes. This is a great side dish but with the addition of small checks a little mozzarella over each layer, can become a great main dish and a way to re-evaluate the old products, simple and authentic.