Zoom di Portobello dalla Mandrella

Zoom di Portobello dalla Mandrella

Zoom di Portobello dalla Mandrella

Zoom di Portobello dalla Mandrella.
Non mi sono dimenticato della mia Sestri Levante e’ solo che stando da diversi mesi con la nave in Asia non posso scattare foto fresche della mia cittadina.
Questa foto infatti l’avevo scattata quest’estate in una delle mie passeggiate (non cosi’ frequenti a dire il vero) sulla Mandrella. Con il mio bel obiettivo anche se alla fine, vista l’umidita’ dell’aria, e’ venuta un pochino sgranata.

Zoom di Portobello dalla Mandrella

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

La Baia del Silenzio verso il Citto

Baia del Silenzio verso il Citto

La Baia del Silenzio verso il Citto

La Baia del Silenzio verso il Citto. Questa foto non è di oggi ma di alcuni mesi fa esattamente di fine maggio.
E’ stata scattata dalla piccola rotonda vicina all’Hotel Miramare che è uno dei molti accessi alla Baia, forse non il più famoso.
Potete vedere un muro della Galleria Museo Rizzi, l’hotel Helvetia ed il Citto Bar.
In alto, ma sfocato perché ho usato il filtro miniature, il convento dei Cappuccini:

Baia del Silenzio verso il Citto

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Ecco dove si trova la Baia se ancora non lo sappiate:

Balcone sul mare

Balcone sul mare

Balcone sul mare

Balcone sul mare. Forse non tutti i turisti che sono arrivati nella Baia del Silenzio di Sestri Levante hanno mai notato questo balcone, che poi altro non è che il terrapieno di una villa, su cui probabilmente c’è un magnifico giardino con vista sulla Baia e sull’Isola di Sestri.
Da quella parte della baia infatti, raggiungibili con la strada dei cappuccini, sorgono ville bellissime e veramente splendide, alcune con piscina, ma evidentemente tutte con una vista superlativa.

Balcone sul mare

Balcone sul mare

Balcone sul mare

Foto scattate con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Ecco, per chi non lo sapesse ancora, dove si trova la Baia del Silenzio:

Vite sulla casa

Vite sulla casa

Vite sulla casa

Vite sulla casa. Capita spesso, dalle nostre parti, di vedere delle piante di vite crescere lungo i miri delle case.
A Sestri Levante ce ne sono un paio ben visibili: una in Via della Chiusa e l’altra (in questa foto) in Vico del Bottone.
La vite arriva fino al tetto e offre, durante l’estate, riparo dal sole. Uva invece credo che ne faccia poca e non credo nemmeno si da farci il vino.
Vi piace?

Vite sulla casa

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Ecco dove è stata scattata questa foto, in Vico del Bottone:

Scorcio di Sestri Levante

Scorcio di Sestri Levante

Scorcio di Sestri Levante

Un altro scorcio di Sestri Levante, questo è Vico del Bottone preso dalla piazzetta della Torre dei Doganieri.
Cosa mi piaceva molto era la pianta di vite che arriva fino al soffitto della casa sulla destra:

Scorcio di Sestri Levante

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Questo è un angolo di Sestri Levante che forse in pochi vedono. E’ praticamente una creuza con un arco all’inizio.
E siamo proprio nel centro storico di Sestri. Forse sono passati di qui tutti i turisti che invece di andare in Baia del Silenzio hanno preferito fare una passeggiata. Sulla destra infatti comincia il sentiero che va alla Mandrella.

Dove è stata scattata questa foto:

Cima alla genovese tagliata

Cima alla genovese

Cima alla genovese tagliata

Cima alla genovese tagliata. La cima alla genovese è uno dei piatti tipici liguri di carne più apprezzati a casa mia.
Semplice (non semplice da preparare però), gustosa e magra: ideale per chi vuole mangiare leggero ma gustoso.

Cima alla genovese tagliata

Foto scattata con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

La cima (a çimma in ligure) è un secondo piatto italiano tipico della cucina ligure. Consiste in un pezzo di carne di pancia di vitello tagliato in modo da formarvi una tasca e farcito di numerosi ingredienti. Una volta preparata viene chiusa, cucendola a mano per evitare che la farcitura esca. Viene quindi bollita in brodo con verdure per alcune ore in un telo di lino e lasciata a riposo sotto un peso.
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