Nel caruggio di Sestri Levante tra colori

Caruggio di Sestri Levante con fiori rossi e palazzi colorati nel centro storico ligure tra vicoli suggestivi

Nel caruggio di Sestri Levante tra colori.
Il caruggio di Sestri Levante si apre davanti a me con una naturalezza che sembra quasi orchestrata, mentre i muri color pastello guidano lo sguardo verso il fondo della via. Nel caruggio di Sestri Levante il passo rallenta senza che me ne accorga, come se lo spazio stesso chiedesse di essere osservato più che attraversato.
Le piante di gerani rossi ai bordi della strada diventano il primo punto di attrazione, vibrano contro le tonalità calde degli edifici e trasformano la scena in un equilibrio semplice ma continuo. Qui, nel centro storico di Sestri Levante, Liguria, Italia, ogni dettaglio sembra avere una sua posizione naturale, quasi fosse sempre stato lì, anche quando lo si osserva per la prima volta. Il caruggio di Sestri Levante non è solo una strada stretta, ma una sequenza di prospettive che si aprono e si richiudono tra facciate, insegne e ombre leggere.
Camminando, mi accorgo di come i suoni siano attutiti dalla pietra del pavimento, e il ritmo delle persone che si muovono diventa parte del paesaggio. Le finestre aperte, le tende leggere dei negozi, e i piccoli dettagli quotidiani raccontano una vita che non si mette in mostra ma si lascia intuire. In un mio precedente racconto fotografico dedicato a Sestri Levante sul sito, avevo già notato questa capacità del borgo di trasformare ogni vicolo in una narrazione spontanea, ma qui il caruggio di Sestri Levante sembra avere una luminosità diversa, più morbida, quasi domestica.
Una curiosità: il termine “caruggio” deriva dal ligure antico e indica proprio questi vicoli stretti tipici dei centri storici della costa, pensati per proteggere dal vento e per creare ombra naturale durante le giornate più calde.

E mentre continuo a camminare, mi chiedo quanto spesso si riesca davvero a guardare un luogo senza attraversarlo soltanto di fretta. Tu ti fermeresti a osservare i colori di un vicolo così? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Le linee di poppa della Costa Toscana

Le linee di poppa della nave Costa Toscana viste da bordo, con curve moderne e design imponente sul mare aperto durante la navigazione

Le linee di poppa della Costa Toscana.
Mi è rimasta impressa la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa di enorme ma allo stesso tempo sorprendentemente fluido, quasi scolpito dal vento e dal mare. Le linee di poppa della Costa Toscana si aprono nello sguardo come una geometria morbida, fatta di curve che sembrano disegnate per seguire il movimento dell’acqua più che per tagliarla.
Ricordo il momento in cui osservavo la poppa della nave Costa Toscana dal ponte in cui mi trovavo imbarcato: non c’era fretta, solo il ritmo lento della navigazione e quel modo particolare in cui la nave sembrava dialogare con il mare aperto. La Costa Toscana non appare mai statica, anche quando è ferma in porto o in navigazione tranquilla, perché la sua architettura porta dentro di sé un’idea di movimento continuo.
Le linee di poppa della Costa Toscana diventano quasi un linguaggio visivo, una firma estetica che si riconosce da lontano. Mi sono trovato a seguirle con lo sguardo più volte, come se ogni curva potesse raccontare qualcosa di diverso a seconda della luce e della distanza. La poppa della nave Costa Toscana, in particolare, ha quella sensazione di apertura verso l’esterno, come se la nave non finisse davvero lì ma continuasse idealmente verso l’orizzonte.
C’è un dettaglio che mi ha colpito mentre ero lì: la percezione delle proporzioni cambia completamente quando ci si trova a bordo. Quello che da lontano sembra compatto, una volta sopra diventa un insieme complesso di livelli, terrazze e superfici che si incastrano tra loro. La Costa Toscana è stata varata nel 2021 ed è una delle navi moderne più grandi della flotta Costa Crociere, progettata per unire sostenibilità e design ispirato alle città italiane, con spazi che richiamano proprio l’idea di una “città galleggiante”.
Rimettendo insieme quei ricordi, quello che resta più vivo non è solo la scala della nave, ma il modo in cui la luce si appoggiava sulle linee di poppa della Costa Toscana, trasformandole continuamente. Mi sono chiesto quanto cambi la percezione di una nave quando la si vive dall’interno rispetto a quando la si osserva da lontano.

E alla fine, guardando ancora quelle forme, mi sono chiesto: può una nave diventare un paesaggio a sé stante? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Oppo Reno 12.

Costa Toscana è una nave da crociera della compagnia genovese Costa Crociere costruita presso il cantiere navale Meyer Turku, in Finlandia, ha una nave gemella denominata Costa Smeralda. Costa Toscana è parte della classe Excellence, categoria di navi da crociera progettata per il gruppo crocieristico Carnival Corporation & plc per i suoi marchi, ed è la seconda nave di questa tipologia costruita per Costa Crociere.
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Fiori e finestra blu alla Marina di Da Nang

Finestra blu aperta con bouganville rosa su muro bianco alla Da Nang Marina, interno semplice visibile sullo sfondo

Fiori e finestra blu alla Marina di Da Nang.
Mi fermo davanti a questa scena quasi per caso, attirato da quel contrasto così netto tra il bianco del muro e il blu intenso della finestra. Alla Da Nang Marina, questo angolo sembra costruito apposta per essere osservato con calma, senza fretta, lasciando che siano i dettagli a parlare.
Le bouganville scendono morbide lungo il lato dell’inquadratura, con quel colore acceso che rompe la semplicità dell’insieme. Mi avvicino un po’, cercando di capire come includerle senza farle diventare troppo invadenti. La finestra aperta, con il suo legno verniciato di blu, crea una profondità inaspettata: dentro si intravede una stanza semplice, quasi minimale, con pochi oggetti e colori tenui che non rubano la scena.
È proprio questo equilibrio che mi colpisce. Alla Da Nang Marina ogni elemento sembra studiato, ma non in modo artificiale. La parete bianca ha una texture leggermente irregolare, la vernice non è perfetta, e proprio per questo tutto appare più autentico. Anche la sedia e il piccolo mobile all’interno contribuiscono a creare una sensazione di vita vissuta, senza bisogno di persone nell’inquadratura.
Scatto qualche foto cercando di mantenere questa armonia tra interno ed esterno. Le bouganville diventano quasi una cornice naturale, mentre la finestra blu resta il punto fermo, quello che tiene insieme tutta la composizione. Non c’è bisogno di cercare qualcosa di spettacolare: qui basta fermarsi e osservare.
C’è una piccola curiosità che rende questo luogo ancora più interessante: la Da Nang Marina è stata progettata proprio per richiamare le atmosfere delle isole greche, con i suoi colori tipici e le forme semplici, diventando negli anni un set fotografico molto amato.
Rimango ancora qualche secondo a guardare questa scena, pensando a quanto sia facile passare oltre senza notarla davvero.

Ti è mai capitato di trovare bellezza in un dettaglio così semplice? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Finestra blu aperta con bouganville rosa su muro bianco alla Da Nang Marina, interno semplice visibile sullo sfondo

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Per vedere tutte le foto che ho scattato alla marina clicca qui:
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Flowers and a blue window at Da Nang Marina – Fleurs et fenêtre bleue à la marina de Da Nang – Flores y ventana azul en la Marina de Da Nang – Flores e janela azul na Marina de Da Nang – Blumen und blaues Fenster in der Marina von Da Nang – Hoa và cửa sổ xanh tại Da Nang Marina – 岘港码头的花与蓝色窗户 – ダナンマリーナの花と青い窓

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Pesce spada marinato tra le onde blu

Pesce spada marinato tra le onde blu

Pesce spada marinato tra le onde blu.
Il pesce spada marinato sul mare restituisce subito l’idea di una cucina legata alla navigazione, e in questa fotografia il piatto e l’acqua sembrano appartenere allo stesso momento. Ho voluto fermare con la macchina fotografica proprio questo contrasto: la consistenza del pesce nel piatto e il movimento delle onde blu intorno, con un’immagine che racconta più l’esperienza che la semplice pietanza.
Quando penso al pesce spada marinato, penso a una preparazione mediterranea nella quale pochi ingredienti riescono a lasciare spazio al sapore principale. Limone, olio extravergine d’oliva, prezzemolo e, secondo le interpretazioni, un po’ di aglio sono aromi capaci di accompagnare la carne compatta del pesce senza nasconderne completamente il gusto.
In questo caso, però, il contesto è quasi importante quanto quello che si trova nel piatto. Mangiare a bordo di una nave cambia inevitabilmente la percezione di un pranzo. Il movimento della navigazione, il profumo salmastro e il mare che continua a cambiare aspetto rendono anche una preparazione semplice parte di un ricordo più ampio.
È proprio questo uno degli aspetti che cerco quando fotografo il cibo durante un viaggio. Non mi interessa soltanto mostrare cosa ho mangiato, ma anche conservare qualcosa dell’ambiente nel quale l’ho mangiato. Una fotografia gastronomica può diventare così anche una fotografia di viaggio, soprattutto quando il luogo entra naturalmente nell’inquadratura.
Il pesce spada si presta particolarmente bene a questo tipo di preparazione grazie alla sua carne consistente. La marinatura può essere più o meno aromatica e può comprendere anche capperi, altre erbe mediterranee o diversi agrumi. Personalmente trovo più interessante quando il condimento rimane equilibrato e lascia riconoscibile il sapore del pesce.
C’è anche una piccola curiosità legata alla marinatura. L’acidità del limone modifica la struttura superficiale del pesce, dando quella caratteristica consistenza che spesso associamo alle preparazioni marinate, ma questo processo non deve essere confuso con una vera cottura. Per il consumo di pesce crudo o marinato è quindi fondamentale utilizzare prodotto idoneo e rispettare le corrette procedure di conservazione e sicurezza alimentare.
Nella fotografia, comunque, la parte che mi interessa maggiormente è il rapporto tra il piatto e il mare. Le onde blu non sono un semplice sfondo decorativo: danno immediatamente una collocazione alla scena e fanno capire che quel pesce spada è stato gustato durante una giornata di navigazione.
È un tipo di immagine che si collega bene anche ad altri miei racconti fotografici dedicati al mare e alla cucina, dove spesso cerco di raccontare il viaggio attraverso piccoli dettagli invece di concentrarmi soltanto sui luoghi più conosciuti. In questo senso, anche un piatto può diventare una traccia del percorso.
Il pesce spada marinato rimane una preparazione relativamente semplice, ma proprio questa semplicità secondo me funziona bene quando si trova nel posto giusto. A bordo, con il mare davanti agli occhi, il piatto acquista un significato diverso e diventa parte di una pausa durante la navigazione.
Guardando oggi questa fotografia, quello che mi torna alla mente non è soltanto il sapore del pesce. Ricordo soprattutto l’insieme della scena: il piatto, il blu dell’acqua e quella sensazione particolare di essere lontani dalla terraferma.

Anche voi avete un piatto che associate immediatamente a una giornata trascorsa sul mare? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

Spaghetti al sugo di astice e pomodorini

Spaghetti al sugo di astice e pomodorini serviti in un piatto di cucina di mare

Spaghetti al sugo di astice e pomodorini.
Tra i piatti di mare che più mi piace fotografare e raccontare ci sono gli spaghetti al sugo di astice e pomodorini, una preparazione che unisce il sapore intenso del crostaceo alla freschezza del pomodoro. In questa immagine ho voluto fermare un piatto che, oltre ad essere bello da vedere, rappresenta uno di quei sapori capaci di trasformare un pranzo in un momento speciale.
La fotografia nasce dalla passione per la cucina che spesso accompagna le mie giornate. Nel mio fotoblog non racconto solamente luoghi, borghi e panorami, ma anche quei piccoli dettagli della vita quotidiana che meritano di essere ricordati. Un piatto preparato con attenzione può raccontare una storia tanto quanto una strada antica o uno scorcio di paese.
Gli spaghetti al sugo di astice e pomodorini sono sicuramente una delle ricette di mare più gustose che si possano preparare. Il sapore dell’astice, arricchito dalla dolcezza dei pomodorini e dalla semplicità della pasta, crea un equilibrio che rende questo piatto uno dei preferiti da molti amanti della cucina mediterranea.
Ho scattato questa fotografia proprio per valorizzare il risultato finale: il colore del condimento, la presenza del crostaceo e quella sensazione di piatto appena pronto che invita all’assaggio. Anche la cucina, come la fotografia, richiede attenzione ai particolari: basta un dettaglio ben curato per rendere l’immagine più interessante.
Qualche tempo fa ho già raccontato la preparazione completa degli spaghetti al sugo di astice in un’apposita ricetta dedicata, dove ho raccolto tutti i passaggi per realizzare questo piatto. Spero che chi segue il sito non se la sia persa, perché è una di quelle ricette che vale la pena provare almeno una volta.
Una piccola curiosità è che i sughi con i crostacei fanno parte della grande tradizione della cucina mediterranea, dove spesso gli ingredienti del mare vengono abbinati a preparazioni semplici per lasciare protagonista il loro sapore naturale.
Come per altre fotografie dedicate alla cucina e ai prodotti del territorio che ho pubblicato sul sito, anche questa immagine nasce dal desiderio di conservare un ricordo attraverso il cibo. Un piatto non è solamente qualcosa da mangiare, ma può diventare il racconto di una passione e di un momento condiviso.

Hai mai assaggiato gli spaghetti al sugo di astice e pomodorini? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Spaghetti al sugo di astice e pomodorini serviti in un piatto di cucina di mare

Foto scattata con Honor 20.

Spaghetti alle vongole veraci a Riva Trigoso

Un ottimo piatto di spaghetti alle vongole veraci del ristorante le Gardenie

Spaghetti alle vongole veraci a Riva Trigoso.
Tra i piatti di pasta che fotografo più spesso ci sono sicuramente gli spaghetti alle vongole veraci, un grande classico della cucina di mare che accompagna molti dei miei pranzi e delle mie cene fuori casa. Questo piatto, gustato a Riva Trigoso, è un altro piccolo ricordo legato alla buona cucina ligure.
La fotografia è nata durante una cena al ristorante pizzeria Le Gardenie a Riva Trigoso, una frazione di Sestri Levante affacciata sul mare della Liguria, in Italia. Davanti a me è arrivato un piatto di spaghetti alle vongole veraci che meritava di essere fermato con la macchina fotografica, come spesso accade quando un piatto riesce a raccontare un momento vissuto.
Gli spaghetti alle vongole sono probabilmente uno dei piatti più richiesti dagli amanti della cucina di mare. Quando si cerca cosa mangiare in Liguria, spesso si pensano ai sapori della tradizione locale, al pesce fresco e alle ricette semplici dove la qualità degli ingredienti fa davvero la differenza. Le vongole, con il loro gusto delicato, sono perfette per accompagnare la pasta senza coprirne il sapore.
Nel mio caso c’è anche un motivo particolare per cui questo tipo di fotografia ritorna spesso sul sito: è il piatto preferito da mia moglie. Ogni volta che troviamo gli spaghetti alle vongole nel menù di un ristorante, lei tende a sceglierli e io finisco quasi inevitabilmente per fotografarli. È diventato quasi un piccolo rituale delle nostre uscite a mangiare fuori.
Questo piatto non è soltanto una fotografia di cibo, ma il racconto di un’abitudine e di tanti momenti trascorsi insieme. Ho voluto conservare questa immagine proprio per questo motivo: dietro una semplice portata può esserci un ricordo, un luogo e una giornata particolare.
Riva Trigoso è un posto che ho fotografato molte volte, dai suoi scorci sul mare alle case colorate della passeggiata di Ponente. Come per altre immagini dedicate a questa zona del Levante Ligure, anche questa fotografia nasce dall’attenzione verso quei piccoli dettagli quotidiani che spesso raccontano meglio un territorio.
Gli spaghetti alle vongole veraci sono un piatto semplice, ma proprio per questo richiedono attenzione nella preparazione. La freschezza delle vongole e il giusto equilibrio tra gli ingredienti sono fondamentali per ottenere un risultato piacevole.
Questa volta il risultato del ristorante Le Gardenie è stato davvero positivo e il piatto è entrato nella mia piccola raccolta fotografica dedicata alla cucina.

Qual è il vostro piatto di pasta preferito quando andate al ristorante? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

Spaghettoni alle vongole nel cuore di Genova

Gli spaghettoni alle vongole della Buca di San Matteo a Genova

Spaghettoni alle vongole nel cuore di Genova.
Tra i piatti di pasta che fotografo più volentieri ci sono sicuramente gli spaghettoni alle vongole, una variante del grande classico di mare che ritrovo spesso nelle mie uscite al ristorante. Questa volta il ricordo arriva dal centro storico di Genova, dove ho fotografato un piatto con vongole veraci e bottarga.
La fotografia è stata scattata durante un pranzo alla Buca di San Matteo, un ristorante nel cuore di Genova, in Liguria, Italia. Davanti a noi sono arrivati questi spaghettoni con un aspetto davvero invitante e, come spesso accade quando siamo fuori a mangiare, il piatto scelto da mia moglie è diventato anche il soggetto della mia macchina fotografica.
Gli spaghettoni alle vongole sono probabilmente il piatto italiano preferito da mia moglie. Quando troviamo questo tipo di pasta nel menù di un ristorante, la scelta per lei è quasi sempre semplice: ordina le vongole e io mi preparo a fotografare. Nel tempo questa abitudine è diventata una piccola tradizione delle nostre giornate insieme, un dettaglio che ritorna in diverse immagini pubblicate sul sito.
La particolarità di questo piatto era anche la presenza della bottarga, un ingrediente dal sapore più deciso che accompagna molto bene il gusto delicato delle vongole. Ricordo che gli spaghettoni, se non sbaglio, erano preparati con pasta Senatore Cappelli, una varietà di grano italiano apprezzata per le sue caratteristiche e per la consistenza che riesce a mantenere in cottura.
Quando si cerca cosa mangiare a Genova, spesso si pensa alla focaccia, al pesto o ai piatti della tradizione ligure, ma anche la cucina di mare trova spazio grazie alla vicinanza con il Mediterraneo. Un piatto come questo racconta proprio il rapporto tra la città e il mare, senza bisogno di grandi elaborazioni.
Ho voluto fermare questa portata con la mia macchina fotografica perché anche un pranzo può diventare un ricordo legato a un luogo. Non fotografo soltanto piazze, palazzi o scorci urbani: spesso sono i piccoli dettagli quotidiani a raccontare meglio le esperienze vissute.
Genova è una città che ho fotografato molte volte, dai vicoli alle chiese del centro storico. Come nel caso delle immagini dedicate al chiostro dell’Abbazia di San Matteo, anche questa fotografia nasce dalla curiosità di osservare e conservare particolari che fanno parte della vita della città.
Gli spaghettoni alle vongole della Buca di San Matteo sono rimasti sicuramente tra i piatti che valeva la pena ricordare, sia per il gusto sia per il momento in cui li abbiamo assaggiati.

Qual è il piatto che ordinate quasi sempre quando andate al ristorante? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

La costa di Pieve Ligure tra gli scali a mare

La costa di Pieve Ligure tra gli scali Demola e Chiappa

La costa di Pieve Ligure tra gli scali a mare.
La costa ligure di Pieve Ligure tra lo Scalo Demola e lo Scalo Chiappa mi ha regalato uno scorcio in cui il rapporto tra mare, rocce e tradizione marinara emerge con grande semplicità. Guardando questa fotografia della costa di Pieve Ligure, si riconoscono subito quei piccoli angoli della Riviera Ligure dove gli scali a mare raccontano ancora il legame quotidiano tra il paese e il Mediterraneo.
Arrivando in questo tratto della costa, ho trovato un paesaggio fatto di scogli, acqua e percorsi che scendono lentamente verso il mare. Gli scali Demola e Chiappa non sono grandi approdi turistici, ma piccoli spazi costruiti nel tempo dall’uomo per adattarsi alla conformazione della costa. Sono luoghi dove un tempo venivano tirate in secca le barche dei pescatori e dove ancora oggi si percepisce una dimensione più raccolta rispetto alle località balneari più conosciute.
Ho voluto fermare questo dettaglio con la mia macchina fotografica perché proprio questi passaggi tra terra e mare raccontano molto della Liguria più autentica. La fotografia nasce dall’attenzione verso quei particolari che spesso si osservano velocemente: una scogliera modellata dalle onde, un accesso al mare nascosto tra le case e il modo in cui gli abitanti hanno saputo convivere con un territorio difficile ma ricco di fascino.
Pieve Ligure si trova nella città metropolitana di Genova, in Liguria, Italia, affacciata sul Golfo Paradiso tra Genova e Camogli. In questo tratto della Riviera Ligure di Levante, gli scali a mare rappresentano ancora oggi alcuni dei punti più caratteristici per capire il rapporto storico tra i borghi costieri e il mare. Se si cerca cosa vedere a Pieve Ligure, questi piccoli accessi alla costa sono sicuramente tra gli elementi che meritano attenzione, soprattutto per chi ama scoprire luoghi meno convenzionali.
Una curiosità legata agli scali è il loro utilizzo durante eventi culturali estivi: alcuni di questi spazi naturali vengono trasformati in palcoscenici per spettacoli all’aperto, valorizzando il paesaggio senza modificarne l’identità. Lo Scali a Mare Art Festival è nato proprio con l’idea di portare teatro e cultura in questi angoli affacciati sul mare.
Passeggiando lungo le creuze che conducono verso gli scali, si incontrano prospettive sempre diverse sul Golfo Paradiso. È una sensazione che ho ritrovato anche in altre fotografie dedicate alla costa ligure pubblicate sul sito, dove il tema comune è sempre la ricerca di piccoli dettagli capaci di raccontare un luogo.
Questa immagine rimane per me un ricordo di una Liguria fatta di silenzi, rocce e antichi passaggi verso il mare, lontana dai percorsi più affollati ma piena di identità. Ogni volta che riguardo questo scatto penso a quanto siano importanti questi piccoli luoghi per conservare la memoria di una comunità.

Hai mai camminato lungo gli scali a mare di Pieve Ligure e osservato questo incontro tra costa e tradizione marinara? Aggiungi un comment oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.


La costa di Pieve Ligure tra gli scali Demola e Chiappa

Foto scattate con Honor 20.

Ecco dove si trova questa parte di costa:

La vista su Scalo Chiappa a Pieve Ligure

La vista su Scalo Chiappa a Pieve Ligure

La vista su Scalo Chiappa a Pieve Ligure.
Lo Scalo Chiappa e la costa di Pieve Ligure mostrano uno degli scorci più caratteristici della Riviera Ligure di Levante, dove il mare incontra le rocce e i piccoli accessi costruiti nel tempo dalle comunità locali. Questa fotografia della costa ligure nasce da una delle tante fermate lungo la via Aurelia, quando percorrendo la strada tra Genova e i paesi affacciati sul mare ho avuto la possibilità di osservare un panorama che spesso si nasconde dietro una curva o oltre un semplice punto di sosta.
Era un percorso che facevo abitualmente, anche un paio di volte alla settimana, spostandomi in motorino e lasciandomi la libertà di fermarmi quando un dettaglio attirava la mia attenzione. Da largo Pagnini ho guardato verso Scalo Chiappa e verso questo tratto di costa di Pieve Ligure, cercando di catturare non soltanto il paesaggio ma anche quella sensazione di vicinanza tra il paese e il mare che rende particolare questa parte della Liguria.
Ho scattato questa immagine con la mia macchina fotografica proprio perché questi scorci quotidiani sono quelli che spesso raccontano meglio un territorio. Non sono necessariamente i luoghi più famosi o fotografati, ma hanno una propria identità fatta di scogliere, sentieri verso l’acqua e panorami che cambiano continuamente seguendo il movimento del mare.
Pieve Ligure si trova nella città metropolitana di Genova, in Liguria, Italia, lungo il Golfo Paradiso tra Genova e Bogliasco. La sua costa è conosciuta per gli scali a mare, piccoli spazi ricavati tra gli scogli che in passato erano legati alla vita dei pescatori e oggi sono ancora luoghi vissuti dagli abitanti e apprezzati da chi cerca cosa vedere a Pieve Ligure lontano dai percorsi più affollati.
Una curiosità interessante riguarda proprio questi scali: durante l’estate alcuni vengono utilizzati come ambientazioni naturali per eventi culturali e spettacoli all’aperto, trasformando gli spazi della costa in piccoli teatri affacciati sul Mediterraneo. Questa caratteristica unisce la tradizione marinara alla vita culturale del paese.
La vista da largo Pagnini permette di cogliere bene il rapporto tra la strada principale, le abitazioni arroccate sulla costa e il mare sottostante. È un punto di osservazione semplice ma capace di raccontare molto della Liguria, dove anche un breve viaggio lungo l’Aurelia può diventare un’occasione per scoprire angoli nuovi.
Un tema che ho raccontato anche in altre fotografie dedicate alla Riviera Ligure pubblicate su Lucadea.com è proprio questo: cercare quei dettagli del territorio che non sempre compaiono nelle guide, ma che rimangono impressi nella memoria di chi li attraversa.
Riguardando questo scatto penso a quanto sia importante fermarsi ogni tanto durante un percorso conosciuto. Anche una strada percorsa molte volte può ancora regalare un’immagine capace di raccontare un luogo e il suo rapporto con il mare.

Hai mai percorso la via Aurelia fermandoti a osservare gli scorci della costa di Pieve Ligure? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Vista della costa di Pieve Ligure con lo Scalo Chiappa, scogli e mare della Riviera Ligure di Levante

Vista della costa di Pieve Ligure con lo Scalo Chiappa, scogli e mare della Riviera Ligure di Levante

Vista della costa di Pieve Ligure con lo Scalo Chiappa, scogli e mare della Riviera Ligure di Levante

Vista della costa di Pieve Ligure con lo Scalo Chiappa, scogli e mare della Riviera Ligure di Levante

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Dove si trova questo punto:

Spaghetti alle vongole veraci a Genova

Spaghetti alle vongole veraci del ristorante I Portici in piazza Caricamento a Genova

Spaghetti alle vongole veraci a Genova.
Tra i piatti di mare che fotografo più spesso ci sono sicuramente gli spaghetti alle vongole veraci, un grande classico che ritorna spesso nei miei pranzi e nelle mie cene fuori casa. Questa volta il ricordo arriva da piazza Caricamento, davanti al Porto Antico di Genova, dove ho trovato un piatto semplice ma davvero piacevole.
La fotografia è stata scattata durante un pranzo al ristorante I Portici, uno dei locali che si affacciano sulla zona del porto storico di Genova, in Liguria, Italia. Quando sono in città per qualche commissione oppure semplicemente per fare un giro, cerco spesso una trattoria o un ristorante dove mangiare bene senza necessariamente scegliere posti troppo impegnativi.
Gli spaghetti alle vongole veraci sono uno di quei piatti che riescono a mettere d’accordo semplicità e gusto. Pochi ingredienti, ma tutti importanti: la pasta, le vongole fresche e quel sapore di mare che richiama subito la cucina delle località costiere. Quando il piatto è arrivato al tavolo ho deciso di fotografarlo perché, come spesso mi capita, anche un momento quotidiano può diventare un piccolo ricordo da conservare.
Mia moglie era con me anche questa volta e, come per altre fotografie di piatti simili che ho pubblicato sul sito, le vongole sono spesso una scelta quasi obbligata quando compaiono nel menù. Negli anni sono diventate un piccolo tema ricorrente delle nostre uscite a mangiare fuori e naturalmente anche delle mie fotografie.
Cercando cosa mangiare a Genova, oltre ai grandi classici della cucina ligure come pesto e focaccia, vale la pena ricordare anche i piatti di pesce. La posizione della città, affacciata sul Mar Ligure e con uno dei porti storici più importanti del Mediterraneo, ha sempre avuto un forte legame con la cucina di mare.
Una piccola curiosità riguarda proprio la zona di piazza Caricamento: per molto tempo è stata uno dei punti più vicini alle attività portuali genovesi e ancora oggi rappresenta un collegamento naturale tra il centro storico e il Porto Antico.
Ho voluto fermare questo piatto con la mia macchina fotografica perché il mio blog non racconta solo monumenti e panorami, ma anche quei momenti normali che fanno parte delle giornate trascorse in giro. Dopo aver fotografato tanti angoli di Genova, dai vicoli alle chiese, anche questa immagine aggiunge un dettaglio più quotidiano alla mia raccolta.
Gli spaghetti alle vongole veraci gustati ai Portici sono stati una piacevole scoperta e un altro ricordo legato alla mia città ligure preferita.

Qual è il piatto di mare che scegliete più spesso quando andate al ristorante? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Spaghetti alle vongole veraci del ristorante I Portici in piazza Caricamento a Genova

Foto scattata con Honor 20.

Ecco dove si trova questo ristorante:

Gli spaghetti alle vongole sono un piatto a base di pasta e vongole. Come molti altri piatti della cucina marittima, dello stesso piatto esistono più versioni: rossa e bianca. La pasta può essere spaghetti, linguine o vermicelli e va cotta al dente e poi mantecata in padella nel sauté di vongole, sfumate con vino bianco secco possibilmente.
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