Uno scorcio del centro storico di Chiavari

Portici del centro storico di Chiavari con palazzi gialli e persiane verdi incorniciati da un arco in primo piano

Uno scorcio del centro storico di Chiavari.
Passare sotto questi portici nel centro storico di Chiavari è uno di quei piccoli gesti che fanno capire davvero cosa vedere a Chiavari senza bisogno di cercare troppo. Tra i palazzi colorati e le persiane verdi, questo angolo della città ligure racconta in modo spontaneo cosa significa vivere e passeggiare nel cuore di Chiavari, in Liguria.
Mi sono fermato proprio sotto l’arco, quasi per istinto, attratto dalla cornice naturale che si creava tra la pietra e la luce. Le linee curve del portico accompagnano lo sguardo verso la facciata gialla di fronte, mentre i dettagli delle finestre e delle persiane aggiungono ritmo alla scena. È uno di quei momenti in cui non serve cercare il soggetto: è già lì, basta solo accorgersene.
Nel centro storico di Chiavari, in Liguria, Italia, ogni strada sembra costruita per essere attraversata lentamente. Non è solo una questione architettonica, ma di atmosfera. Qui i negozi sotto i portici convivono con edifici storici che mantengono ancora intatto il loro carattere. Una curiosità interessante è che i portici di Chiavari sono tra i più lunghi della Liguria e rappresentano da secoli un punto di incontro e riparo per la vita quotidiana della città.
Mentre osservavo la scena, mi è tornato in mente un altro scatto che avevo condiviso tempo fa proprio su questi portici, ma in una luce completamente diversa: cambia l’ora, cambiano le ombre, ma la sensazione resta la stessa. È questo che mi affascina di questi luoghi, la loro capacità di rimanere coerenti pur trasformandosi continuamente.
Le auto che passano ai margini dell’inquadratura ricordano che la città è viva, ma non disturbano l’equilibrio dell’immagine. Anzi, aggiungono un dettaglio contemporaneo a un contesto che sembra sospeso nel tempo.

Hai mai notato come certi scorci quotidiani riescano a diventare speciali solo fermandosi un attimo in più? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Le case eleganti sul lungomare di Rapallo

Le eleganti case sul lungomare di Rapallo in Liguria con ristoranti e bar al piano terra lungo la passeggiata fronte mare

Le case eleganti sul lungomare di Rapallo.
Il lungomare di Rapallo scorre davanti ai miei occhi con quella continuità fatta di facciate ordinate e dettagli che non si impongono subito, ma si lasciano scoprire lentamente. Il lungomare di Rapallo in Liguria, Italia, diventa una linea narrativa dove architettura e vita quotidiana si intrecciano senza separarsi mai davvero.
Cammino lungo la passeggiata e il lungomare di Rapallo mi restituisce l’immagine di edifici eleganti che sembrano quasi dialogare tra loro attraverso balconi, finestre e colori che hanno assorbito il passare del tempo. Qui il fronte mare non è solo uno sfondo, ma una presenza costante che modifica il modo in cui percepisco ogni dettaglio.
Le case che si affacciano sulla passeggiata hanno al piano terra ristoranti e bar, e questo crea una continuità tra spazio pubblico e privato che rende il lungomare di Rapallo ancora più vivo. È una sensazione particolare: architettura residenziale e vita sociale si sovrappongono senza soluzione di continuità, soprattutto nelle ore in cui la città si muove tra pausa e incontro.
Mi trovo esattamente a Rapallo, Liguria, Italia, lungo uno dei tratti più riconoscibili del Tigullio, dove la passeggiata a mare diventa un vero palcoscenico urbano. Un aspetto interessante è che molte di queste facciate sono state rimaneggiate nel tempo mantenendo però una coerenza stilistica che dà al fronte mare un’eleganza quasi teatrale, tipica delle località storiche liguri.
Ripensando a questo scatto, mi viene naturale collegarlo ad altre atmosfere raccontate sul sito, come la Baia del Silenzio a Sestri Levante, dove invece il paesaggio domina sulla struttura urbana. Qui invece il lungomare di Rapallo è tutto costruito sull’equilibrio tra presenza umana e architettura.

C’è qualcosa di ipnotico nel modo in cui il lungomare di Rapallo riesce a restare elegante anche nella sua quotidianità più semplice. Ti è mai capitato di fermarti a osservare davvero queste facciate senza pensare alla destinazione ma solo al loro insieme? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Le eleganti case sul lungomare di Rapallo in Liguria con ristoranti e bar al piano terra lungo la passeggiata fronte mare

Le eleganti case sul lungomare di Rapallo in Liguria con ristoranti e bar al piano terra lungo la passeggiata fronte mare

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

I portici e la strada nel centro di Reggio Emilia

Strada con portici e palazzi colorati nel centro di Reggio Emilia con persone e biciclette su asfalto bagnato

I portici e la strada nel centro di Reggio Emilia.
L’asfalto bagnato riflette appena i colori caldi delle facciate, mentre la strada si allunga davanti a me come una linea tranquilla che invita a camminare senza fretta. I portici accompagnano lo sguardo, creando un ritmo fatto di archi e ombre che si ripetono con naturalezza lungo tutto il centro di Reggio Emilia. Non c’è bisogno di cercare qualcosa di speciale: è tutto già lì, nel modo in cui la città si lascia attraversare.
Cammino lentamente, osservando le finestre chiuse, le persiane inclinate, i piccoli dettagli che raccontano una vita quotidiana silenziosa. I portici non sono solo un elemento architettonico, ma una presenza continua, quasi protettiva. Mi accorgo che anche chi passa sembra adattarsi a questo spazio: qualcuno cammina rasente ai muri, altri si spostano verso il bordo della strada, mentre una bicicletta attraversa la scena con naturalezza.
Il centro di Reggio Emilia ha un carattere discreto, che non cerca di imporsi. I colori delle case, tra l’arancio e il giallo, sembrano attenuati dalla luce uniforme, e proprio per questo risultano ancora più armoniosi. È una bellezza che non ha bisogno di essere enfatizzata, ma che emerge poco a poco, osservando.
Una curiosità che spesso passa inosservata è che i portici emiliani, diffusi in molte città della regione, nascono anche come risposta pratica: offrire riparo dalla pioggia e dal sole, permettendo di vivere la strada in ogni stagione. Qui a Reggio Emilia questo si percepisce chiaramente, come se lo spazio pubblico fosse stato pensato per essere attraversato sempre, senza interruzioni.
Resto fermo qualche secondo prima di scattare. La strada è semplice, ma proprio per questo sincera. Non cerco una scena perfetta, ma un equilibrio tra linee, colori e presenza umana. Quando finalmente scatto, ho la sensazione di aver colto qualcosa di quotidiano che spesso si lascia sfuggire.

Ti è mai capitato di trovare qualcosa di speciale in una strada apparentemente normale? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Strada con portici e palazzi colorati nel centro di Reggio Emilia con persone e biciclette su asfalto bagnato

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Il Palazzo delle Esposizioni a Chiavari

Facciata del Palazzo delle Esposizioni a Chiavari con ingresso centrale, statue laterali e auto parcheggiate lungo la strada.

Il Palazzo delle Esposizioni a Chiavari.
Mi fermo davanti a questo edificio mentre la strada continua a scorrere lenta, tra auto parcheggiate e qualche scooter che passa senza fretta. Il Palazzo delle Esposizioni si alza davanti a me con una presenza solida, quasi discreta, ma capace di catturare l’attenzione se ci si concede qualche secondo in più per osservarlo davvero.
La facciata è ordinata, simmetrica, con quelle linee pulite che raccontano un’epoca precisa senza bisogno di troppe parole. Le finestre, alcune chiuse e altre socchiuse, creano un ritmo visivo che accompagna lo sguardo verso il centro, dove l’ingresso si fa più importante. Sopra la porta, la scritta incisa nella pietra non lascia dubbi: Palazzo delle Esposizioni. È uno di quei dettagli che mi piace fotografare, perché non è solo un nome, ma un’identità.
Resto qualche istante a guardare le statue ai lati dell’ingresso. Sono ferme, silenziose, come se custodissero qualcosa che va oltre l’edificio stesso. Intorno, la vita quotidiana continua senza fermarsi: una macchina passa, qualcuno entra, qualcun altro esce. Questo contrasto tra il movimento della città e la stabilità dell’architettura mi colpisce sempre.
Il Palazzo delle Esposizioni di Chiavari è stato costruito negli anni Trenta ed è legato alla tradizione delle fiere e degli eventi della città, diventando nel tempo un punto di riferimento per la vita culturale locale. Pensare a quante persone siano passate da questo ingresso aggiunge una dimensione diversa alla scena.
Scatto la foto cercando di mantenere questa sensazione: non solo un edificio, ma un luogo che vive nel tempo, tra passato e presente. Anche il cielo sopra, con qualche nuvola leggera, sembra voler alleggerire la rigidità delle linee.

Ti è mai capitato di fermarti davanti a un edificio e sentirlo raccontare qualcosa senza dire nulla? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

The Exhibition Palace in Chiavari – Le Palais des Expositions de Chiavari – El Palacio de Exposiciones de Chiavari – O Palácio das Exposições de Chiavari – Der Ausstellungspalast in Chiavari – Cung triển lãm ở Chiavari – 基亚瓦里展览宫 – キアーヴァリの展示宮殿

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L’arco della vittoria e piazza della Vittoria a Genova

Arco della Vittoria a Genova al centro di piazza della Vittoria, con colonne monumentali e spazio urbano aperto attorno.

L’arco della vittoria e piazza della Vittoria a Genova.
Mi fermo al centro della piazza, lasciando che l’arco della vittoria riempia lentamente lo sguardo mentre cerco l’inquadratura giusta. Le linee della piazza della Vittoria si aprono attorno a me con ordine e respiro, e l’arco sembra raccogliere tutto in un unico punto, come un fulcro silenzioso che tiene insieme lo spazio.
Cammino piano, cambiando prospettiva a ogni passo. Le proporzioni dell’arco della vittoria cambiano leggermente, ma la sua presenza resta costante, solida, quasi immobile rispetto al movimento continuo della piazza. Le persone attraversano lo spazio senza fermarsi davvero, mentre io resto lì, a osservare come i dettagli emergono poco alla volta: le decorazioni, le superfici, il ritmo delle colonne.
Fotografare piazza della Vittoria significa anche accettare questo dialogo tra pieno e vuoto. Ci sono momenti in cui lo spazio sembra dilatarsi, lasciando l’arco isolato al centro, e altri in cui il passaggio delle auto e dei pedoni riempie ogni angolo. Cerco un equilibrio tra questi due stati, aspettando che la scena trovi da sola una forma naturale.
Mi soffermo sui particolari, ma senza perdere l’insieme. L’arco della vittoria non è solo un soggetto, è una presenza che definisce la piazza, che le dà un ritmo. Ogni scatto diventa un tentativo di raccontare questo rapporto, più che l’oggetto in sé. Anche un piccolo cambiamento di posizione modifica tutto: una linea che si allinea, una prospettiva che si apre.
C’è un dettaglio che mi torna sempre in mente: l’arco fu costruito per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale, e forse è anche per questo che trasmette una certa gravità, una quiete che si percepisce anche senza conoscerne la storia. Non è qualcosa che si impone, ma che si sente lentamente.

Quando abbasso la macchina fotografica, resto ancora qualche istante a guardare la piazza della Vittoria nel suo insieme. Non c’è un momento perfetto, ma tanti piccoli istanti che si intrecciano. Ti sei mai fermato davvero al centro di una piazza così, senza avere fretta? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Arco della Vittoria a Genova al centro di piazza della Vittoria, con colonne monumentali e spazio urbano aperto attorno.

Foto scattata con Oppo Reno 12.

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Uno scorcio di Vicolo dello Stagno, La Spezia

Uno scorcio di Vicolo dello Stagno, La Spezia

Uno scorcio di Vicolo dello Stagno, La Spezia.
La foto di questo scorcio di Vicolo dello Stagno l’ho scattata quasi senza pensarci, mentre attraversavo il centro della Spezia con passo lento, lasciando che fosse la città a guidarmi. Non stavo cercando un luogo preciso, né un’inquadratura studiata: ero semplicemente lì, con la macchina fotografica pronta e lo sguardo aperto. Quel vicolo si è fatto notare da solo, con la sua discrezione, come fanno certi posti che non alzano mai la voce.
Vicolo dello Stagno è stretto, raccolto, fatto di muri che sembrano conoscersi da sempre. La luce entra con fatica, rimbalza sulle superfici chiare e poi si perde, creando un’atmosfera sospesa. In quel momento ho avuto la sensazione che tutto fosse fermo, anche se sapevo che a pochi passi c’erano strade più vive, traffico, voci, negozi. Lì dentro, invece, il tempo sembrava essersi messo in pausa.
Ricordo il silenzio interrotto solo da qualche rumore lontano, il passo di qualcuno che attraversava l’incrocio più avanti, una finestra aperta da cui usciva un suono domestico. Fotografare quel vicolo è stato come prendere un appunto visivo, un modo per dire: “Ecco, questo è un dettaglio che racconta la città meglio di tante parole”. Non c’era nulla di spettacolare, eppure tutto aveva un suo equilibrio.
Mi piacciono questi scorci perché non chiedono attenzione, ma se ti fermi un attimo sanno restituire molto. Vicolo dello Stagno mi ha dato l’impressione di una Spezia quotidiana, vissuta, lontana dalle immagini più immediate del mare e del porto. Una città che si lascia scoprire solo se accetti di camminare senza fretta, di infilarti dove forse non pensavi di andare.
Rivedendo oggi quella foto, mi tornano alla mente le sensazioni di quel momento: la calma, la curiosità, il piacere di osservare. È uno scatto che non racconta un evento, ma uno stato d’animo. Ed è forse per questo che continua a parlarmi, anche a distanza di tempo.

Ti è mai capitato che un semplice scorcio di vicolo raccontasse più di un’intera città?
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Uno scorcio di Vicolo dello Stagno, La Spezia

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Dove si trova il vicolo:

Il territorio spezzino fu abitato già in età preistorica, come testimoniano sia le numerose statue stele sia i reperti dell’età del bronzo e del ferro ritrovati in varie occasioni sulle alture del Golfo e delle vallate adiacenti. Più tardi, in epoca storica, il territorio vide lo stanziamento delle popolazioni Liguri, sottomessi nel 155 a.C. dal console Marco Claudio Marcello.
Continua e approfondisci su Wikipedia

A glimpse of Vicolo dello Stagno in La Spezia – Un aperçu du Vicolo dello Stagno à La Spezia – Un rincón del Vicolo dello Stagno en La Spezia – Um recanto do Vicolo dello Stagno em La Spezia – Ein Blick auf die Vicolo dello Stagno in La Spezia – Một góc nhỏ của Vicolo dello Stagno ở La Spezia – 拉斯佩齐亚斯塔尼奥小巷一角 – ラ・スペツィア、スターニョ小路の一角

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Sotto i portici del centro storico di Modena

Sotto i portici del centro storico di Modena

Sotto i portici del centro storico di Modena.
Camminare sotto i portici del centro di Modena è una di quelle esperienze che sembrano semplici, quasi banali, e che invece riescono sempre a riportarmi a uno stato di calma inattesa. La foto da cui nasce questo articolo l’ho scattata senza fretta, come spesso mi succede quando non sto cercando “l’immagine giusta” ma solo un frammento di atmosfera. I portici mi accompagnavano passo dopo passo, offrendo riparo, ritmo, una continuità silenziosa che rende il centro compatto e umano.
Ricordo il suono delle scarpe sul pavimento, le voci che rimbalzavano sotto le arcate, i negozi con le luci già accese anche di giorno. Sotto quei portici ci si sente parte di un flusso antico, come se la città avesse deciso da tempo di prendersi cura di chi la attraversa. Non importa se piove o se il sole è troppo forte: lì sotto il tempo sembra rallentare, e anche io rallento con lui.
Fotografare i portici significa fare attenzione ai dettagli. Le colonne non sono mai identiche, le ombre cambiano a ogni ora, le prospettive si allungano e si accorciano a seconda di dove mi fermo. In certi punti lo sguardo viene catturato da una vetrina, in altri da una bicicletta appoggiata al muro, o da una persona che passa veloce mentre io resto immobile con la macchina fotografica in mano.
Mi piace pensare che questi portici siano una specie di corridoio emotivo della città. Qui ho incrociato studenti, anziani, turisti distratti e persone che sembravano sapere esattamente dove andare. Io no, e forse è per questo che mi sono sentito così a mio agio. Non avevo una meta precisa, solo il piacere di camminare e osservare.
Riguardando la foto oggi, sento ancora quell’aria ferma, quel senso di protezione discreta. I portici di Modena non chiedono attenzione, ma se ti fermi a guardarli ti restituiscono molto più di quanto ti aspetti. Sono uno spazio di passaggio che, paradossalmente, invita a restare.

Ti è mai capitato di perderti sotto dei portici senza avere fretta di arrivare?
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Sotto i portici del centro storico di Modena

Foto scattata con Oppo Reno 12.

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Under the arcades of Modena’s old town – Sous les portiques du centre de Modène – Bajo los soportales del centro de Módena – Sob os pórticos do centro de Modena – Unter den Arkaden der Altstadt von Modena – Dưới những mái vòm ở trung tâm Modena – 漫步在摩德纳老城的拱廊下 – モデナ旧市街のポルティコの下で

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Il caruggio di Lavagna e la Basilica sullo sfondo

Il caruggio principale di Lavagna con la Basilica di Santo Stefano sullo sfondo, tra le case del centro storico

Il caruggio di Lavagna e la Basilica sullo sfondo.
Passeggiando nel centro storico di Lavagna, il caruggio principale accompagna naturalmente lo sguardo verso la Basilica di Santo Stefano, che compare in fondo alla strada. È uno di quegli scorci che mi piace fotografare proprio perché riescono a mettere insieme, nella stessa immagine, la dimensione quotidiana del borgo e la presenza di uno dei suoi edifici più importanti.
La fotografia è stata scattata in una mite giornata di ottobre, durante una passeggiata nel centro di Lavagna. Il caruggio, con le sue case affacciate direttamente sulla strada, conduce verso la piazza e rende la basilica visibile quasi come un punto di arrivo. Non serve cercare un punto panoramico particolare: basta camminare nel cuore della città e lasciarsi guidare dalla prospettiva della strada.
Questo è uno dei modi in cui preferisco fotografare Lavagna. Invece di concentrarmi soltanto su un singolo edificio, mi interessa mostrare il rapporto tra le architetture e gli spazi attraverso i quali ci si muove. In questa immagine il caruggio occupa la scena e la Basilica di Santo Stefano diventa il riferimento che chiude la prospettiva.
Lavagna si trova in Liguria, nella città metropolitana di Genova, Italia, affacciata sul Golfo del Tigullio. Il suo centro storico conserva ancora bene il carattere tipico dei borghi liguri, con strade strette, edifici ravvicinati e numerosi dettagli architettonici che emergono durante una passeggiata senza una meta precisa.
Il caruggio principale è proprio uno dei luoghi in cui questo carattere si percepisce meglio. Camminando si incontrano portoni, finestre, insegne e facciate che cambiano continuamente davanti agli occhi. Sono dettagli che magari non attirano immediatamente l’attenzione quando si attraversa la strada per raggiungere una destinazione, ma che diventano interessanti quando ci si ferma a osservare.
Sul fondo della fotografia si riconosce la Basilica di Santo Stefano, uno dei principali riferimenti architettonici di Lavagna. La costruzione dell’attuale edificio risale al XVII secolo, mentre la sua consacrazione avvenne nel 1703. Nel 1921 la chiesa fu elevata a basilica minore da papa Benedetto XV. La sua facciata e la scenografica scalinata contribuiscono ancora oggi a renderla immediatamente riconoscibile.
È proprio la prospettiva a interessarmi in questa fotografia. La basilica non occupa tutta l’immagine, ma rimane abbastanza presente da dare un senso alla strada. Il mio occhio passa dalle case più vicine fino alla facciata sul fondo, seguendo quella naturale direzione che la strada suggerisce.
Anche la stagione contribuisce al ricordo della fotografia. Era ottobre e la giornata era mite, una condizione che rendeva piacevole passeggiare senza fretta. Non ho bisogno di aggiungere particolari sull’atmosfera che non ricordo con precisione: quello che rimane nella fotografia è soprattutto la sensazione di trovarmi nel centro storico, con la basilica davanti e le case del caruggio ai lati.
Ho voluto fermare questo scorcio con la mia macchina fotografica proprio perché rappresenta bene il tipo di immagine che cerco quando cammino per Lavagna. Non necessariamente il monumento isolato, ma il monumento inserito nella vita della città, raggiunto attraverso una strada che gli abitanti percorrono normalmente.
Una delle curiosità che trovo più interessanti è la presenza dei leoni scolpiti ai lati della scalinata della basilica. Sono un elemento che contribuisce alla forte caratterizzazione dell’edificio e che si nota particolarmente quando ci si avvicina dal caruggio.
Nel blog ho già raccontato altre immagini di Lavagna, compresa una villa di Corso Buenos Aires. Sono fotografie molto diverse tra loro, ma fanno parte dello stesso modo di osservare la città: cercare edifici e scorci che, messi insieme, permettono di raccontare Lavagna attraverso le passeggiate e non soltanto attraverso i suoi monumenti più conosciuti.
Questa fotografia, in particolare, mi piace perché non separa il centro storico dalla basilica. La strada diventa una sorta di cornice naturale e la facciata di Santo Stefano appare alla fine del percorso. È una composizione che probabilmente esiste ogni giorno, ma che vale la pena fermare quando si passa nel momento giusto.
Se siete alla ricerca di cosa vedere a Lavagna, questo è sicuramente uno degli scorci da osservare con calma, soprattutto se vi piace fotografare il rapporto tra le strade del centro storico e gli edifici che le caratterizzano.

Qual è lo scorcio del centro storico di Lavagna che vi piace fotografare di più? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Il caruggio principale di Lavagna con la Basilica di Santo Stefano sullo sfondo, tra le case del centro storico

Foto scattata con Oppo Reno 12.

La dritta via che attraversa Sestri: via Nazionale

La dritta via che attraversa Sestri: via Nazionale

La dritta via che attraversa Sestri: via Nazionale.
Non è sicuramente la foto di una strada che attirerà molti curiosi ma questa via, nella quale io abito, ha un posto fisso nel mio cuore.
Praticamente la strada che collega l’uscita del casello autostradale con il centro di Sestri Levante.

Conosci questa via di Sestri?
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Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Dove si trova il punto in cui ho scattato:

The straight road that crosses Sestri: National road – La route droite qui traverse Sestri : Route nationale – La carretera recta que cruza Sestri: Carretera nacional – A estrada reta que atravessa a Sestri: Estrada nacional – Die gerade Straße, die Sestri durchquert: Nationalstraße – Con đường thẳng băng qua Sestri: Đường quốc lộ

Il palazzo sopra al Caffè Centrale a Sestri Levante

Il palazzo sopra al Caffè Centrale a Sestri Levante

Il palazzo sopra al Caffè Centrale a Sestri Levante.
Uno dei bar storici di Sestri Levante é sicurament il Gran Caffè Centrale in Corso Colombo, nel pieno centro della mia cittadina.

Conosci il Centrale di Sestri?
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Il palazzo sopra al Caffè Centrale a Sestri Levante

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Dove si trova il Caffè:

The building above the Caffè Centrale in Sestri Levante – Le bâtiment au-dessus du Caffè Centrale à Sestri Levante – El edificio encima del Caffè Centrale en Sestri Levante – O edifício acima do Caffè Centrale em Sestri Levante – Das Gebäude über dem Caffè Centrale in Sestri Levante – Tòa nhà phía trên Caffè Centrale ở Sestri Levante
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