La targa del Sestriere Borzoli nel centro di Rapallo

Targa del Sestriere Borzoli nel centro storico di Rapallo su una parete con edifici colorati liguri

La targa del Sestriere Borzoli nel centro di Rapallo.
Passeggiando tra i vicoli e le vie del centro di Rapallo mi sono imbattuto in questo piccolo ma interessante dettaglio, una targa che racconta una parte della storia e della suddivisione storica della città. È proprio osservando questi particolari che si scoprono aspetti meno evidenti ma profondamente legati all’identità del luogo.
Nella fotografia si vede chiaramente la targa dedicata al Sestriere Borzoli, inserita sulla parete di un edificio nel cuore della città. Accanto, i colori caldi delle facciate liguri e le persiane tipiche contribuiscono a creare quella tipica atmosfera che si respira passeggiando in Riviera. Sono proprio questi contrasti tra elementi decorativi e architettura quotidiana a rendere ogni scorcio unico.
Rapallo, in Liguria, Italia, conserva ancora oggi tracce della sua organizzazione storica in “sestieri”, suddivisioni che identificavano diverse zone della città. Il Sestriere Borzoli è uno di questi e la presenza di queste targhe aiuta a mantenere viva la memoria di questa antica ripartizione urbana.
Fotografare dettagli come questo significa raccontare una città in modo diverso, andando oltre i panorami più conosciuti. Non si tratta solo di immortalare un luogo, ma di coglierne l’anima attraverso simboli, scritte e piccoli elementi che spesso passano inosservati.
Una curiosità interessante è che i sestieri erano utilizzati non solo per identificare le zone cittadine, ma anche per organizzare la vita sociale e, in alcuni casi, le competizioni e le tradizioni locali.
Nel blog ho raccontato anche altri angoli di Rapallo e della Liguria, perché credo che siano proprio questi dettagli a rendere ogni passeggiata speciale e diversa ogni volta.

Questa immagine mi fa pensare a quante storie siano nascoste nei muri delle nostre città. Hai mai notato una targa o un dettaglio che ti ha fatto scoprire qualcosa di nuovo su un luogo che credevi di conoscere? Aggiungi un comment oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Targa del Sestriere Borzoli nel centro storico di Rapallo su una parete con edifici colorati liguri

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 24-50.

Trenette al pesto, il gusto della Liguria

Trenette al pesto con parmigiano a Genova, un piatto ligure tradizionale fotografato a tavola

Trenette al pesto, il gusto della Liguria.
Davanti a questo piatto ritrovo il piacere semplice della cucina ligure, con il profumo del basilico e una consistenza che racconta subito cosa vedere nei sapori tradizionali della Liguria. La scena fotografica cattura un momento intimo a tavola, dove le trenette al pesto con parmigiano abbondante mostrano tutta la loro anima casalinga e autentica.
Ho scattato questa immagine il 2 marzo 2025 alle 13:11:14, fermando un dettaglio che per me rappresenta uno di quei momenti in cui il cibo diventa memoria. Non c’è bisogno di grandi composizioni quando il protagonista è un piatto preparato con cura: il colore intenso del condimento, la pasta avvolta dal pesto e quella spolverata generosa di parmigiano raccontano già una storia fatta di gesti familiari e di sapori conosciuti.
Quando penso alle specialità italiane, le trenette al pesto sono uno dei primi piatti che riportano immediatamente alla Liguria, e in particolare a Genova, Liguria, Italia, dove questa tradizione culinaria è profondamente legata alla cultura locale. La fotografia nasce proprio da questa sensazione: osservare un piatto non solo come qualcosa da mangiare, ma come un piccolo frammento di territorio da ricordare.
Una curiosità legata a questa preparazione è che il pesto tradizionale genovese viene storicamente realizzato con basilico, pinoli, aglio, olio extravergine di oliva, formaggi e sale, lavorati insieme fino a ottenere una crema profumata. La sua caratteristica principale è mantenere vivo il contrasto tra freschezza aromatica e sapidità.
In questa immagine ho voluto lasciare spazio anche ai dettagli meno perfetti: il piatto già pronto, il tavolo, gli elementi intorno che suggeriscono un momento reale e non costruito. È proprio questa spontaneità che cerco spesso nei miei scatti gastronomici, come in altri racconti dedicati ai sapori locali pubblicati nel fotoblog.
Per chi cerca cosa mangiare in Liguria, questo piatto rimane una delle esperienze più riconoscibili, capace di unire semplicità e carattere senza bisogno di trasformarsi in qualcosa di elaborato. La mia attenzione è rimasta concentrata sulle forme della pasta e sul modo in cui il condimento riesce a legare ogni elemento, creando una fotografia che parla prima ancora di essere assaggiata.
Ogni volta che riguardo questa foto penso a quanto alcuni piatti riescano a raccontare un luogo attraverso pochi ingredienti. Il pesto, la pasta e quel tocco finale di parmigiano diventano così un ricordo visivo oltre che un piacere da condividere.

Qual è il piatto della tradizione italiana che riesce più di tutti a riportarti immediatamente a un luogo o a un ricordo? Aggiungi un comment oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Se volete conoscere la ricetta del vero pesto alla genovese (quello di casa mia) vi invito a leggere l’articolo scritto un po’ di tempo fa da mio papà Loris.

Foto scattate con Oppo Reno 12.

I ravioli al ragù della Trattoria Pagliettini a Comeglio

Piatto di ravioli al ragù della Trattoria Pagliettini a Comeglio, sulle colline di Moneglia, nella Liguria di Levante

I ravioli al ragù della Trattoria Pagliettini a Comeglio.
Ci sono piatti della cucina ligure che riescono a raccontare un territorio meglio di tante parole, e per me i ravioli al ragù sono sicuramente tra questi. In questa fotografia vi mostro un piatto di ravioli al ragù che ho mangiato alla Trattoria Pagliettini, nella località di Comeglio, sulle alture di Moneglia, in provincia di Genova, in Liguria.
La Trattoria Pagliettini è un locale dedicato alla cucina tipica ligure, situato nell’entroterra di Moneglia, lontano dal lungomare e dal ritmo delle località costiere più frequentate. Per raggiungerla bisogna salire verso le colline, attraversando un paesaggio che restituisce un’immagine più tranquilla e rurale della Riviera di Levante. È una zona in cui la tradizione gastronomica dell’entroterra conserva un ruolo importante e in cui i piatti di pasta fatta in casa sono ancora una presenza significativa della tavola.
Davanti a questo piatto, l’attenzione va subito ai ravioli, conditi generosamente con il ragù di carne. Il colore rosso del sugo avvolge la pasta e crea un insieme semplice e invitante, senza bisogno di presentazioni elaborate. È proprio questo che apprezzo nella cucina tradizionale: ricette conosciute, sapori familiari e piatti che puntano sulla sostanza. I ravioli al ragù sono un classico della gastronomia ligure, accanto ad altre specialità come i pansoti con salsa di noci e le tagliatelle al pesto.
La storia della Trattoria Pagliettini è legata alla tradizione locale: secondo il sito del locale, nel dopoguerra il posto era già presente come una piccola osteria dove si servivano pane, salame e vino, prima di diventare una trattoria conosciuta per la cucina ligure. Questa origine racconta bene il legame tra le osterie dell’entroterra e una cucina concreta, nata per accogliere chi viveva e lavorava nella zona.
Ho scattato personalmente questa fotografia durante il mio pasto, perché volevo conservare il ricordo di un piatto tradizionale che merita di essere raccontato anche attraverso le immagini. Quando fotografo il cibo, cerco di mostrare ciò che arriva davvero in tavola: i colori, la consistenza della pasta e il condimento che rende ogni piatto riconoscibile.
Vai a vedere il mio articolo con la mia personale classifica dei ristoranti dove ho mangiato i migliori ravioli al ragù della Provincia di Genova di Levante.

E voi, dove avete mangiato i ravioli al ragù che ricordate con più piacere? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Oppo Reno 12.

Ex Annunziata vista dalla Baia del Silenzio

Ex Annunziata vista dalla Baia del Silenzio a Sestri Levante con mare calmo e piccola barca in primo piano

Ex Annunziata vista dalla Baia del Silenzio.
Quando si parla di Baia del Silenzio a Sestri Levante, uno degli scorci più riconoscibili è proprio quello dell’ex Annunziata che si affaccia sull’acqua calma. Tra le cose da vedere a Sestri Levante, questo punto ha qualcosa di speciale, una prospettiva che racconta la Liguria in modo semplice ma profondo.
Ero fermo lungo la Baia del Silenzio, senza cercare un’inquadratura perfetta, ma lasciandomi guidare da quella calma quasi sospesa che spesso si trova qui. L’ex convento dell’Annunziata emergeva con le sue linee regolari e i colori chiari, riflessi appena increspati dal mare. È uno di quei momenti in cui capisci davvero cosa vedere a Sestri Levante in Liguria: non serve molto, basta osservare.
Sestri Levante, in Liguria, Italia, ha questa doppia anima tra mare aperto e baie raccolte, e la Baia del Silenzio rappresenta forse il lato più intimo. Qui il rumore si abbassa, le voci diventano lontane e anche le barche sembrano muoversi con più cautela. Guardando l’ex Annunziata da questa prospettiva, tutto appare equilibrato, come se ogni elemento fosse al posto giusto.
Mi ha fatto tornare in mente un altro scatto che avevo fatto sempre qui, ma dalla riva opposta, dove la luce cambiava completamente il carattere della scena. In quel caso il mare era più vivo, mentre oggi sembrava quasi trattenere il respiro. È curioso come lo stesso luogo possa raccontare storie diverse a seconda di dove ti fermi.
Una piccola curiosità: l’ex convento dell’Annunziata ha origini antiche e nel tempo è stato utilizzato per diversi scopi, fino a diventare oggi uno spazio culturale per eventi e mostre. Sapere questo aggiunge un livello in più alla scena, come se le sue mura custodissero molte vite diverse.
Se stai cercando cosa vedere a Sestri Levante, la Baia del Silenzio con l’ex Annunziata è sicuramente uno di quei luoghi che restano impressi senza bisogno di effetti speciali.

Ti è mai capitato di guardare un posto da lontano e sentirlo comunque così vicino? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS R50 V e lente Tamron 16-300.

Sotto la pietra di Genova iscrizione latina

Dettaglio dell’arco marmoreo a Genova con iscrizione latina di Genova e stemma del grifone scolpito nella pietra storica

Sotto la pietra di Genova iscrizione latina.
La superficie marmorea dell’arco si impone con una presenza silenziosa, quasi trattenuta nel tempo, mentre mi avvicino con lo sguardo alla scena incisa. L’iscrizione latina di Genova emerge come una traccia antica che sembra ancora parlare al presente, e la iscrizione latina di Genova diventa subito il punto di attrazione visiva e mentale, un dettaglio che cattura e non lascia andare facilmente.
Qui mi trovo a Genova, Liguria, Italia, in un contesto urbano dove la pietra non è mai solo materiale ma memoria stratificata. L’iscrizione latina di Genova si legge come un frammento di identità cittadina, mentre la luce radente valorizza le venature del marmo e le geometrie dell’arco sottostante. È un dettaglio che avevo già notato in altri miei scatti dedicati a Genova sul sito, ma ogni volta assume una vibrazione diversa, quasi una nuova interpretazione dello stesso linguaggio architettonico.
Sul lato sinistro compare anche lo stemma con il grifone, e qui si collega una curiosità storica: il motto “Griffus ut has angit sic hostes Janva frangit” richiama il simbolo del grifone che domina e protegge, un emblema medievale che rappresentava la forza della città contro i nemici. Questo elemento rende la scena ancora più intensa, perché la pietra non è solo decorazione ma dichiarazione di potere.
Mi soffermo sulle alternanze cromatiche dell’arco e sulla precisione dell’incisione, pensando a quanto questa iscrizione latina di Genova sia rimasta stabile nel tempo, attraversando secoli di trasformazioni urbane. In un certo senso, la fotografia diventa un modo per fermare un dialogo antico tra materia e linguaggio.

E mentre resto lì, mi chiedo quanto spesso passiamo accanto a queste tracce senza davvero leggerle: tu ti fermeresti a osservare un dettaglio così nascosto nel tessuto della città? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Dettaglio dell’arco marmoreo a Genova con iscrizione latina di Genova e stemma del grifone scolpito nella pietra storica

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

Under the Stone of Genoa Latin Inscription – Sous la pierre de Gênes inscription latine – Bajo la piedra de Génova inscripción latina – Sob a pedra de Génova inscrição latina – Unter dem Stein von Genua lateinische Inschrift – Dưới đá Genoa bia khắc Latin – 热那亚石下的拉丁铭文 – ジェノヴァの石の下のラテン碑文

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

I portici di via XX Settembre a Genova

Portici di via XX Settembre a Genova con palazzo decorato giallo e autobus che passa tra le colonne

I portici di via XX Settembre a Genova.
Camminare sotto i portici di via XX Settembre a Genova è una di quelle esperienze che raccontano subito cosa vedere a Genova senza bisogno di allontanarsi troppo. In questo tratto del centro, tra colonne imponenti e palazzi decorati, si percepisce chiaramente perché via XX Settembre sia una delle strade più rappresentative della città ligure.
Ero fermo proprio tra due colonne, quasi nascosto, mentre osservavo la facciata di questo palazzo illuminato dalla luce che scivolava tra gli spazi dei portici. Le decorazioni, i balconi e le finestre creavano un gioco di pieni e vuoti che attirava lo sguardo verso l’alto, mentre sotto, il passaggio continuo di autobus e persone riportava tutto alla vita quotidiana. È uno di quei momenti in cui Genova si mostra per quello che è davvero: elegante ma concreta.
Nel cuore di Genova, in Liguria, Italia, via XX Settembre rappresenta uno dei punti più vivi della città. Non è solo una strada commerciale, ma un vero e proprio asse urbano che collega storia e modernità. Una curiosità che ho sempre trovato interessante è che questi portici sono tra i più lunghi d’Europa e furono progettati per rendere la città più funzionale e riparata dalle intemperie, mantenendo allo stesso tempo un forte impatto estetico.
Mentre scattavo, mi è venuto in mente un altro angolo della città che avevo raccontato sul sito, sempre sotto i portici ma con una prospettiva più raccolta. Qui invece tutto sembra più ampio, quasi teatrale, con le colonne che fanno da quinte e la strada che scorre come un palcoscenico.
Il contrasto tra l’architettura storica e i mezzi moderni, come l’autobus che passa proprio sotto, aggiunge un dettaglio interessante senza togliere nulla all’equilibrio dell’immagine. Anzi, è proprio questo dialogo continuo tra passato e presente a rendere unico questo scorcio.

Ti è mai capitato di alzare lo sguardo in una strada trafficata e scoprire dettagli che non avevi mai notato prima? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Portici di via XX Settembre a Genova con palazzo decorato giallo e autobus che passa tra le colonne

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Un angolo quieto di via Olive Stanghe a Sestri

Scorcio di via Olive Stanghe a Sestri Levante con strada stretta del centro storico ligure tra muri e prospettive urbane

Un angolo quieto di via Olive Stanghe a Sestri.
Uno scorcio di via Olive Stanghe a Sestri Levante si apre davanti a me con quella semplicità tipica delle strade che non cercano di attirare l’attenzione, ma la trattengono lentamente mentre ci passi attraverso. Uno scorcio di via Olive Stanghe a Sestri Levante in Liguria, Italia, è fatto di dettagli minimi: muri che raccontano il tempo, prospettive strette e una luce che cambia senza fretta.
Camminando lungo via Olive Stanghe a Sestri Levante mi accorgo che il ritmo del borgo si fa più intimo rispetto alle zone più conosciute della città. Qui non c’è il respiro ampio del mare, ma una dimensione più raccolta, quasi domestica, dove ogni elemento sembra appartenere a chi lo attraversa ogni giorno.
Nel cuore di Sestri Levante, Liguria, Italia, questo piccolo tratto urbano diventa una pausa visiva tra percorsi più frequentati. È interessante come anche una strada secondaria possa contenere la stessa identità del centro storico, ma in una forma più silenziosa e meno esposta.
Via Olive Stanghe a Sestri Levante mi ricorda quanto spesso siano proprio i dettagli marginali a costruire la percezione di un luogo. Una curiosità su queste vie del centro è che molte hanno mantenuto nel tempo tracciati antichi, legati a percorsi pedonali e collegamenti interni del borgo prima dell’espansione moderna.
Mentre osservo lo scorcio, mi torna alla mente un altro tipo di atmosfera raccontata sul sito, quella della Baia del Silenzio, dove tutto è apertura e luce. Qui invece è il contrario: chiusura apparente, ma grande densità visiva.

Questo scatto su via Olive Stanghe a Sestri Levante diventa così un piccolo frammento di quotidianità, un passaggio che non si impone ma resta. Ti è mai capitato di scoprire una strada secondaria che ti è sembrata raccontare più del centro stesso? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Scorcio di via Olive Stanghe a Sestri Levante con strada stretta del centro storico ligure tra muri e prospettive urbane

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Tamron 16-300.

Dove si trova la via:

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

La torre di Fascie Rossi a Sestri Levante

La torre Fascie Rossi a Sestri Levante nel centro urbano ligure, elemento architettonico storico tra edifici cittadini.

La torre di Fascie Rossi a Sestri Levante.
La luce che attraversa il centro di Sestri Levante si posa sulla Torre Fascie Rossi con una calma quasi silenziosa, mentre passo lentamente lungo le strade del borgo. La torre di Fascie Rossi a Sestri Levante in Liguria, Italia, emerge tra gli edifici con una verticalità semplice ma decisa, come un punto fermo dentro il movimento quotidiano della città.
La torre di Fascie Rossi a Sestri Levante resta davanti a me mentre cambio prospettiva, e ogni passo modifica leggermente il modo in cui la percepisco, come se fosse sempre la stessa e allo stesso tempo diversa. Non c’è nulla di costruito in questo momento, solo la sensazione di osservare un elemento urbano che appartiene profondamente al ritmo del luogo.
Mi trovo nel cuore di Sestri Levante, dove la dimensione storica si intreccia con la vita contemporanea senza soluzioni di continuità. La torre di Fascie Rossi diventa così un riferimento visivo che non impone, ma accompagna lo sguardo.
Il Palazzo Fascie Rossi è uno degli edifici più riconoscibili del centro e ospita oggi anche funzioni culturali, un dettaglio che lo rende parte attiva della vita cittadina e non solo memoria architettonica. Una cosa interessante è che la sua torre è rimasta il segno più stabile nel tempo, anche quando il resto dell’edificio ha cambiato funzione e interpretazione.
Ogni volta che torno a Sestri Levante, mi capita di ritrovare questa stessa sensazione, simile a quella che ho raccontato anche in altri scatti dedicati alla Baia del Silenzio, dove invece domina il paesaggio marino. Qui tutto è più urbano, più compatto, ma ugualmente narrativo.

La torre di Fascie Rossi a Sestri Levante rimane così un piccolo punto di equilibrio tra memoria e presente, tra architettura e quotidianità che scorre senza interrompersi. Ti sei mai accorto di quanto certi dettagli urbani restino impressi anche senza volerlo? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

La torre Fascie Rossi a Sestri Levante nel centro urbano ligure, elemento architettonico storico tra edifici cittadini.

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Trofie al pesto e gamberi, la ricetta

Piatto di trofie al pesto con gamberi servito in un ristorante, con pasta verde cremosa e crostacei visibili

Trofie al pesto e gamberi, la ricetta.
Quando mi sono trovato davanti a questo piatto di trofie al pesto e gamberi, ho subito pensato a quanto fosse particolare per la mia idea di cucina ligure, eppure incredibilmente invitante. Le trofie al pesto, così tipiche della Liguria, qui incontrano i gamberi creando una variante che incuriosisce e sorprende, una di quelle combinazioni che ti fanno chiedere cosa vedere — o meglio cosa assaggiare — di diverso dal solito.
Il profumo del pesto era quello classico, intenso ma fresco, con il basilico che si faceva sentire senza essere invadente. I gamberi aggiungevano una nota più dolce e delicata, quasi in contrasto ma allo stesso tempo perfettamente armonizzata. Non è il piatto che ti aspetti camminando tra Genova, in Liguria, Italia, dove la tradizione delle trofie al pesto è quasi sacra, ma proprio per questo mi ha colpito ancora di più.
Mi ha ricordato un altro piatto raccontato tempo fa sul sito, sempre legato al pesto ma in una versione più tradizionale, e il confronto nasce spontaneo: qui c’è qualcosa di più moderno, forse meno ortodosso, ma decisamente interessante. Una curiosità è che le trofie, nate proprio in Liguria, venivano originariamente lavorate a mano e la loro forma serviva a trattenere meglio il condimento, rendendole perfette proprio per il pesto.
Se ti stessi chiedendo cosa vedere (o meglio cosa provare) in Liguria oltre ai piatti classici, questa versione con i gamberi potrebbe essere una sorpresa piacevole, soprattutto per chi ama sperimentare senza allontanarsi troppo dalla tradizione.

Ingredienti

– 200 g di trofie fresche;
– 150 g di gamberi sgusciati;
– 50 g di basilico fresco;
– 30 g di pinoli;
– 50 g di parmigiano grattugiato;
– 20 g di pecorino grattugiato;
– 1 spicchio di aglio;
– olio extravergine d’oliva;
– sale.

Preparazione

Per prima cosa prepara il pesto: in un mortaio (o frullatore, se preferisci) pesta il basilico con l’aglio, i pinoli e un pizzico di sale, aggiungendo l’olio a filo fino a ottenere una crema. Unisci poi i formaggi grattugiati e mescola bene.
Nel frattempo porta a ebollizione una pentola d’acqua salata e cuoci le trofie. In una padella, fai saltare velocemente i gamberi con un filo d’olio per pochi minuti, giusto il tempo di farli diventare rosati.
Scola la pasta tenendo da parte un po’ di acqua di cottura, quindi condisci le trofie con il pesto aggiungendo, se serve, un cucchiaio di acqua per rendere il tutto più cremoso. Unisci infine i gamberi e mescola delicatamente.

Hai mai provato anche tu una variante così insolita delle classiche trofie al pesto? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Oppo Reno 12.

Case colorate nel centro storico di Sestri Levante

Case colorate nel centro storico di Sestri Levante in vico dei Macelli con persiane verdi e balconi in ferro

Case colorate nel centro storico di Sestri Levante.
Passeggiando nel centro storico di Sestri Levante, queste case colorate catturano subito lo sguardo con le loro facciate vissute e i contrasti tra persiane verdi e intonaci caldi. In questo angolo di vico dei Macelli a Sestri Levante, Liguria, Italia, mi fermo a osservare uno di quei palazzi che raccontano la quotidianità più autentica del borgo.
La scena è semplice, quasi ordinaria, ma proprio per questo mi colpisce: le finestre chiuse, i balconi con le ringhiere in ferro e qualche pianta che si affaccia timidamente creano un equilibrio spontaneo. Le case colorate nel centro storico di Sestri Levante sono spesso ciò che si cerca quando ci si chiede cosa vedere in questa parte della Liguria, ma trovarsi davanti a una facciata come questa è diverso dal vederla in foto o immaginarla.
Mi soffermo sui dettagli, sulle piccole imperfezioni dell’intonaco e sulle tracce del tempo che rendono ogni edificio unico. In vico dei Macelli, lontano dai punti più affollati, il ritmo sembra rallentare e permette di cogliere meglio queste sfumature. È uno di quei luoghi dove non serve cercare qualcosa di speciale: basta osservare.
Ripenso ad altri scorci di Sestri Levante che ho raccontato su lucadea.com, tra vicoli, portici e affacci sul mare, e mi accorgo che sono proprio questi dettagli urbani a restare più impressi, più delle vedute più celebri.
Una curiosità: nei centri storici liguri, i colori delle facciate non sono casuali ma spesso seguono tradizioni locali e regolamenti storici che contribuivano a distinguere le abitazioni e a rendere più luminose le strade strette.

Resto ancora qualche istante davanti a questa facciata, chiedendomi quante storie siano passate da queste finestre. Anche tu ti fermeresti a guardare un angolo così semplice? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Case colorate nel centro storico di Sestri Levante in vico dei Macelli con persiane verdi e balconi in ferro

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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