Le guglie della Sagrada Familia a Barcellona.
Alzando lo sguardo tra le strade di Barcellona, le guglie della Sagrada Familia attirano immediatamente l’attenzione e rendono riconoscibile il profilo della basilica. È una delle immagini da vedere a Barcellona che più mi hanno colpito, soprattutto per il modo in cui le torri sembrano cambiare aspetto a seconda del punto da cui le si osserva.
Quando ho scattato questa fotografia, il mio interesse era proprio rivolto verso l’alto, cercando di isolare le guglie dal resto della costruzione e di mettere in evidenza quella particolare verticalità che caratterizza il progetto di Antoni Gaudí. Più che una semplice decorazione, le torri sembrano guidare lo sguardo verso il cielo, creando un rapporto molto forte tra architettura e spazio.
La Sagrada Familia si trova nel cuore di Barcellona, in Catalogna, Spagna, e le sue guglie sono probabilmente l’elemento che più di ogni altro ne ha costruito l’immagine nell’immaginario collettivo. Guardandole da vicino si notano forme, aperture, superfici e dettagli che da lontano diventano invece parte di un unico profilo.
Gaudí aveva progettato diciotto torri in totale. Dodici sono dedicate agli Apostoli e si distribuiscono sulle tre facciate della basilica, mentre le sei torri centrali rappresentano Gesù Cristo, la Vergine Maria e i quattro Evangelisti. Le torri hanno quindi una funzione architettonica, estetica e simbolica allo stesso tempo.
C’è poi un particolare che rende ancora più interessante osservare oggi queste guglie: la Sagrada Familia continua a cambiare. Nel febbraio 2026 è stato completato l’esterno della torre centrale dedicata a Gesù Cristo, raggiungendo il punto più alto del tempio a 172,5 metri. Con questo intervento sono state completate le sei torri centrali; rimangono invece da costruire le quattro torri della facciata della Gloria.
Questo aggiornamento è importante anche quando si riguardano fotografie scattate qualche anno fa, perché il profilo che appare nell’immagine può raccontare una fase precisa della costruzione. La fotografia conserva quindi non soltanto una veduta della basilica, ma anche un momento della sua storia costruttiva.
La facciata della Natività conserva inoltre un legame diretto con Gaudí, che seguì personalmente una parte importante dei lavori. Le torri degli Apostoli sono caratterizzate da una forma slanciata e da pinnacoli ricchi di simboli, mentre le scale elicoidali interne permettono di raggiungere i livelli superiori delle torri accessibili ai visitatori.
A me interessa soprattutto il rapporto tra i dettagli e la grande dimensione dell’edificio. Da lontano le guglie sembrano quasi fondersi in un’unica struttura, mentre avvicinandosi emergono particolari che meritano di essere osservati uno alla volta. È un po’ lo stesso approccio che ho cercato di mantenere in altre fotografie dedicate all’architettura: lasciare che sia un dettaglio a raccontare qualcosa dell’intero luogo.
Se si cerca cosa vedere a Barcellona e si arriva davanti alla Sagrada Familia, vale la pena non fermarsi soltanto alla vista generale della basilica. Alzare lo sguardo verso le guglie permette di cogliere meglio l’idea di Gaudí, fatta di verticalità, simbolismo e forme che sembrano nascere dalla stessa struttura dell’edificio.
Riguardando questa fotografia oggi, mi piace pensare proprio a questo: la Sagrada Familia non è soltanto un monumento da fotografare, ma un’opera che continua a modificare il proprio aspetto nel tempo.
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Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.
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Dove si trova la cattedrale:
Le guglie degli evangelisti, terminate nel corso del 2023, sono sormontate da sculture dei loro simboli tradizionali: un angelo, un bue, un’aquila e un leone. La guglia della Madonna, completata nel 2021, è sormontata da una grande stella a dodici punte, che simboleggia la Stella del Mattino, mentre quella centrale del Cristo, che sarà innalzata sulla base della cupola sovrastante la navata centrale, sarà sormontata da una grande croce a sei bracci, alta 15 metri. L’altezza totale dell’edificio sarà tuttavia inferiore di mezzo metro rispetto a quella del Montjuïc, poiché Gaudí riteneva che la sua creazione non dovesse superare quella di Dio. I pinnacoli della navata invece sono sormontati da sculture (opera di Etsurō Sotoo) raffiguranti fasci di spighe di grano su cui si erge un’ostia, o grappoli d’uva su cui si erge un calice, a rappresentare l’eucaristia nelle due specie del pane e del vino.
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