Piazza Prampolini e il Crostolo a Reggio Emilia

Piazza Prampolini e il Crostolo a Reggio Emilia

Piazza Prampolini e il Crostolo a Reggio Emilia.
Piazza Prampolini è uno di quei luoghi che non si attraversano soltanto: ci si finisce dentro, quasi senza accorgersene, seguendo il ritmo naturale del centro storico di Reggio Emilia. La fotografia che ho scattato nasce da una sosta, da un momento in cui lo sguardo si è fermato sulla statua del Crostolo, lì davanti al palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori. Una presenza discreta ma centrale, come spesso accade alle cose davvero radicate nella vita di una città.
La piazza ha un equilibrio tutto suo. Non è scenografica in modo evidente, non cerca effetti immediati, ma restituisce una sensazione di ordine, di misura. Il Duomo, il Municipio, gli edifici che la circondano sembrano dialogare tra loro senza alzare la voce. In questo contesto, il Crostolo appare quasi come un segno di familiarità, un dettaglio che racconta Reggio Emilia più di tante parole.
La statua, con la figura che versa l’acqua, richiama il torrente Crostolo, corso d’acqua che ha segnato la storia della città, anche quando oggi non è più visibile nel tessuto urbano. Fotografarla davanti al palazzo della Fondazione Manodori mi ha dato la sensazione di un incontro simbolico tra passato e presente: da una parte l’acqua, la natura, la memoria; dall’altra un’istituzione che rappresenta il sostegno culturale e sociale della Reggio di oggi.
La luce in piazza cambia rapidamente. Quando ho scattato, il sole disegnava ombre nette sul selciato e rendeva il bronzo della statua più vivo, quasi mobile. Ho cercato di includere il palazzo sullo sfondo senza renderlo protagonista, lasciandolo come una presenza solida, silenziosa, che osserva. La fotografia, per me, è diventata un modo per raccontare questo equilibrio: nessun elemento prevale davvero, tutto contribuisce a definire l’identità del luogo.
Il Crostolo, trasformato in figura simbolica, non è solo un riferimento geografico. È un richiamo alla relazione profonda tra la città e il suo territorio, a ciò che scorre sotto la superficie, anche quando non lo vediamo più. In piazza Prampolini questa relazione diventa visibile, concreta, quasi domestica. Sedersi lì, anche solo per pochi minuti, dà l’impressione di essere nel cuore autentico di Reggio Emilia, dove la vita quotidiana e la storia si sovrappongono senza attriti.

Ti è mai capitato di riconoscere l’anima di una città in una statua o in un dettaglio apparentemente secondario? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Piazza Prampolini e il Crostolo a Reggio Emilia

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Nel giugno del 1973, Reggio Emilia venne sconvolta da un tragico evento. Nella notte tra l’8 ed il 9 di quel mese infatti, a causa di piogge eccezionali, le acque del torrente Crostolo si riversarono lungo via Monte Cisa, che all’epoca non era ancora protetta dall’argine sul quale sorge il Parco delle Caprette. La violenza dell’acqua fu devastante, due persone perirono, le automobili vennero spazzate via, molte case vennero distrutte.
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Dove si trova la statua:

Piazza Prampolini and the Crostolo in Reggio Emilia – Piazza Prampolini et le Crostolo à Reggio Emilia – Piazza Prampolini y el Crostolo en Reggio Emilia – Piazza Prampolini e o Crostolo em Reggio Emilia – Piazza Prampolini und der Crostolo in Reggio Emilia – Quảng trường Prampolini và Crostolo ở Reggio Emilia – 雷焦艾米利亚普兰波利尼广场与克罗斯托洛 – レッジョ・エミリアのプランポリーニ広場とクロストロ

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Walther von der Vogelweide a Piazza Walter

Walther von der Vogelweide a Piazza Walter

Walther von der Vogelweide a Piazza Walter.
A Piazza Walter a Bolzano la statua di Walther von der Vogelweide cattura subito lo sguardo. Mi sono fermato davanti al marmo, osservando i dettagli della sua figura: il volto fiero, lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, le mani ferme che sembrano pronte a comporre versi. La luce del sole gioca sulla pietra, illuminando i tratti e facendo risaltare la sua presenza tra la fontana e le pietre della piazza.
Mi piace immaginare Walther non come un’icona lontana, ma come un uomo che camminava tra i boschi della Valle Isarco, forse nel maso Vogelweiderhof davanti a Castel Forte a Ponte Gardena. La sua poesia, i suoi minnesang, sembrano riecheggiare ancora, mentre il rumore dell’acqua accompagna i miei pensieri. La statua non è solo un monumento: diventa un dialogo tra passato e presente, tra la storia di Bolzano e il mio modo di percepirla attraverso l’obiettivo della macchina fotografica.
La piazza ha un ritmo proprio, con turisti che passeggiano e caffè che si animano. Ma davanti a Walther il tempo sembra rallentare. Fotografarlo è un’esperienza diversa ogni volta: un angolo d’ombra, un riflesso sull’acqua, un passante che attraversa la scena possono trasformare completamente l’immagine e l’atmosfera.
L’approfondimento concreto: la fontana di Piazza Walter accompagna la statua con un gorgoglio delicato. Progettata per essere punto di incontro e sollievo nelle calde giornate estive, unisce funzionalità e bellezza, offrendo riflessi interessanti per chi, come me, ama catturare l’interazione tra luce, acqua e scultura.
Ogni visita lascia un’impressione nuova. Osservare Walther da vicino, con la città che pulsa intorno, fa percepire quanto la poesia possa abitare spazi urbani e farci sentire vicini a chi ha vissuto secoli fa, legando il presente a un’epoca lontana.

Vi siete mai fermati davanti a un monumento e avete sentito quasi parlare la storia? commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Walther von der Vogelweide a Piazza Walter

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Dove si trova l statua:

Walther von der Vogelweide dominates Piazza Walter in Bolzano – Walther von der Vogelweide domine la Piazza Walter à Bolzano – Walther von der Vogelweide domina la Piazza Walter en Bolzano – Walther von der Vogelweide domina a Piazza Walter em Bolzano – Walther von der Vogelweide dominiert den Waltherplatz in Bozen – Walther von der Vogelweide chiếm Quảng trường Walter ở Bolzano – 瓦尔特·冯·福格尔韦德俯瞰博尔扎诺瓦尔特广场 – ヴァルター・フォン・デア・フォーゲルヴァイデがボルツァーノのヴァルター広場を支配する

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT

La statua davanti al Palazzo di Giustizia di Funchal

La statua davanti al Palazzo di Giustizia di Funchal

La statua davanti al Palazzo di Giustizia di Funchal.
Passeggiando lungo la strada che costeggia il Palazzo di Giustizia di Funchal, mi sono ritrovato davanti a una statua che cattura lo sguardo senza bisogno di parole. La sua presenza mi ha fermato per un istante, sospendendo il ritmo frenetico dei passi dei passanti e dei motorini nelle vicinanze. C’era qualcosa nella postura dell’opera, nei dettagli dei lineamenti, che sembrava raccontare una storia senza tempo, come se fosse una memoria silenziosa della città.
Mi sono avvicinato, osservando i giochi di luce sul bronzo mentre il sole del tardo pomeriggio accarezzava la superficie. Ogni angolo della statua offriva una sfumatura diversa, un’ombra che cambiava la percezione di ciò che stavo guardando. Ho pensato a quante mani e occhi avevano contribuito a darle forma, a quante storie aveva osservato nel corso degli anni.
Dietro di me, il Palazzo di Giustizia si ergeva imponente, con le sue linee eleganti e la facciata dai colori caldi. L’insieme creava un dialogo silenzioso tra arte e architettura, tra storia e quotidianità. Non potevo fare a meno di sentire una curiosa armonia tra la rigidità istituzionale dell’edificio e l’espressività morbida della statua.
Piccolo approfondimento: questa statua funge da simbolo della giustizia e della riflessione, posta strategicamente davanti al Palazzo per ricordare che le decisioni prese all’interno non sono solo leggi scritte, ma anche riflessioni umane e responsabilità collettive.

Mi chiedo spesso se chi passa davanti si soffermi davvero a guardarla, se percepisce la storia che racchiude, o se scivola via senza notarla. E voi, vi siete mai fermati davanti a una statua così senza tempo, lasciandovi trasportare dalle sensazioni che suscita? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

La statua davanti al Palazzo di Giustizia di Funchal

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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La statue in front of the Palace of Justice of Funchal – La statue devant le Palais de Justice de Funchal – La estatua frente al Palacio de Justicia de Funchal – A estátua em frente ao Palácio da Justiça de Funchal – Die Statue vor dem Justizpalast von Funchal – Tượng trước Tòa án Funchal – Funchal 司法宫前的雕像 – フンシャル裁判所前の像

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Il cerbiatto di bronzo sul mare di Sestri Levante

Il cerbiatto di bronzo sul mare di Sestri Levante

Il cerbiatto di bronzo sul mare di Sestri Levante.
Ci sono presenze che non fanno rumore, ma che restano incollate alla memoria più di tante immagini spettacolari. La statua in bronzo del cerbiatto sulla passeggiata a mare di Sestri Levante è una di queste. Non è imponente, non domina il panorama, e forse proprio per questo è sempre stata parte naturale del mio sguardo. Se mi affido ai ricordi, era già lì quando ero bambino, e questa certezza un po’ sfocata le dà ancora più valore.
Da piccolo la vivevo come un incontro silenzioso. Quel cerbiatto chino, intento a brucare l’erba, mi sembrava calmo, assorto, quasi protetto dal caos estivo della passeggiata. Passavo di lì tenendo la mano di qualcuno più grande, e lo osservavo senza farmi notare, come se potessi disturbare. Non pensavo fosse una statua, almeno non del tutto. Era semplicemente “il cerbiatto”, un elemento fisso del percorso, come una panchina o un lampione, ma con qualcosa di più vivo dentro.
Col tempo sono cambiato io, è cambiata la passeggiata, sono cambiate le stagioni della mia vita. Eppure lui è rimasto lì. Ogni volta che torno a Sestri Levante, finisco sempre per rallentare quando mi avvicino a quel punto. Non è una decisione consapevole, succede e basta. Lo sguardo scivola sul mare, poi torna a lui, e in quell’attimo riaffiora un senso di continuità difficile da spiegare. È come se il cerbiatto avesse visto passare tutte le mie età senza muoversi di un millimetro.
Il bronzo porta addosso i segni del tempo, dell’aria salmastra, delle piogge e delle estati infinite. Ma la postura è la stessa, umile, raccolta. Ho visto bambini accarezzarlo distrattamente, turisti fotografarlo senza conoscerne la storia, anziani sedersi poco lontano ignorandolo del tutto. Lui resta, non pretende attenzione, accompagna soltanto. Ed è forse questa la sua forza più grande.
In mezzo al mare, al passeggio, al vociare estivo e al silenzio invernale, quel cerbiatto è diventato per me una piccola ancora. Un ricordo che non cambia forma, un punto fermo che mi ricorda da dove vengo ogni volta che ci torno.

Ti è mai capitato di avere un luogo o un oggetto che ti accompagna fin dall’infanzia senza che tu te ne accorga davvero?
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Il cerbiatto di bronzo sul mare di Sestri Levante

Il cerbiatto di bronzo sul mare di Sestri Levante

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Dove si trova la statua:

The bronze fawn in Sestri Levante – Le faon en bronze à Sestri Levante – El cervatillo de bronce en Sestri Levante – O veado de bronze em Sestri Levante – Das bronzene Rehkitz in Sestri Levante – Chú nai bằng đồng ở Sestri Levante – 塞斯特里莱万特的青铜小鹿 – セストリ・レヴァンテの青銅の子鹿

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Il portone di Via Asilo Maria Teresa a Sestri Levante

Il portone di Via Asilo Maria Teresa a Sestri Levante

Il portone di Via Asilo Maria Teresa a Sestri Levante.
Passeggiando per Via Asilo Maria Teresa a Sestri Levante, mi sono subito fermato davanti a un portone che colpisce per la sua eleganza e per la cura dei dettagli. Il legno, lavorato con maestria, racconta storie di mani esperte e di tempi passati, mentre la struttura nel complesso trasmette un senso di solidità e armonia. Sopra il portone, una statua di Nettuno seduto domina la scena: nella mano destra tiene un tritone, mentre con la mano sinistra indica il mare che osserva davanti a sé. È un dettaglio che cattura subito l’occhio: un simbolo potente e al tempo stesso poetico, che sembra invitare lo sguardo verso l’orizzonte azzurro e le onde calme del golfo.
Mi sono fermato a osservare ogni particolare, cercando di cogliere la luce giusta per la fotografia, ma più guardavo, più mi rendevo conto che la vera bellezza sta nella sensazione che suscita: un invito a guardare oltre, verso il mare, a sentire la vicinanza dell’acqua e la leggerezza dell’aria. La statua di Nettuno, fiera e protettiva nella sua posa seduta, sembra quasi raccontare le storie di marinai e viaggiatori che nel corso dei secoli hanno attraversato questo tratto di costa.

Ti sei mai soffermato su un dettaglio architettonico che ti ha fatto sentire piccolo di fronte alla storia e alla bellezza di un luogo? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Il portone di Via Asilo Maria Teresa a Sestri Levante

Foto scattata con Honor 20.

The Main Door on Via Asilo Maria Teresa in Sestri Levante – La porte principale de la Via Asilo Maria Teresa à Sestri Levante – La puerta principal en la Via Asilo Maria Teresa en Sestri Levante – A porta principal da Via Asilo Maria Teresa em Sestri Levante – Das Haupttor in der Via Asilo Maria Teresa in Sestri Levante – Cửa chính trên Via Asilo Maria Teresa ở Sestri Levante – 塞斯特里莱万特 Asilo Maria Teresa 街的正门 – セストリレヴァンテ、アシロマリアテレサ通りの正門

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Le statue del Palazzo Tributario a Barcellona

Le statue del Palazzo Tributario a Barcellona

Le statue del Palazzo Tributario a Barcellona.
Passeggiando per Barcellona, mi sono spesso soffermato davanti al Palazzo dell’Agenzia Tributaria, affascinato dalle sue linee architettoniche e dalle statue imponenti che coronano la struttura. Ogni figura scolpita sembra raccontare una storia antica, un equilibrio tra forza e leggerezza, tra simbolismo e maestria artigianale. In particolare, quella con le ali che si staglia verso il cielo mi ha catturato: la sua espressione potente e il gesto audace sembrano sfidare il tempo e lo sguardo di chi passa.
Amo osservare i dettagli: le piume delle ali, la tensione dei muscoli scolpiti, l’energia della posa. Ogni statua sembra voler comunicare qualcosa, forse la vigilanza sulla città, forse la solennità del ruolo dell’edificio stesso. Salire la scalinata e alzare lo sguardo verso queste figure mi dà sempre un senso di meraviglia e rispetto, come se fossi davanti a guardiani silenziosi di un mondo antico, sospeso tra arte e storia.
Resto a contemplare queste statue, immaginando la mano dell’artista che le ha concepite e la pazienza necessaria per scolpire ogni dettaglio. Ogni volta che torno qui, penso a quanto sia straordinario trovare frammenti di bellezza in contesti quotidiani, come un palazzo governativo, e quanto sia importante fermarsi e guardare davvero.

Hai mai notato statue così sorprendenti in edifici della tua città e ti sei fermato a osservarle con attenzione? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Dove si trova il palazzo:

The statues of the Tax Agency building in Barcelona – Les statues du bâtiment de l’Agence fiscale à Barcelone – Las estatuas del edificio de la Agencia Tributaria en Barcelona – As estátuas do edifício da Agência Tributária em Barcelona – Die Statuen des Finanzamtsgebäudes in Barcelona – Những bức tượng tại tòa nhà Cơ quan Thuế ở Barcelona – 巴塞罗那税务局大楼的雕像 – バルセロナの税務庁ビルの彫像

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e Mazzini

L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e la statua di Giuseppe Mazzini

L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e la statua di Giuseppe Mazzini.
Il palazzo e la statua formano un binomio storico e simbolico che racconta l’identità civile e culturale della città.
Nel cuore di Chiavari, affacciato sulla centrale piazza Mazzini, sorge l’ex Palazzo di Giustizia, uno degli edifici più rappresentativi della città. Costruito nel 1886 su progetto dell’architetto senese Giuseppe Partini, l’edificio venne realizzato sul sito dell’antica “Cittadella” quattrocentesca, voluta dalla Repubblica di Genova come centro del potere civile e militare. Di quell’antico complesso rimane visibile la torre merlata del 1537, oggi inglobata nella struttura neogotica del palazzo.
Il palazzo ha svolto la funzione di tribunale fino al 2013, quando venne dismesso nell’ambito della riorganizzazione giudiziaria nazionale. Oggi, pur non più operativo, conserva intatta la sua imponenza architettonica e il suo valore simbolico. Le forme neogotiche, le decorazioni in pietra e la posizione centrale lo rendono uno dei punti di riferimento visivi e storici di Chiavari.
Di fronte all’edificio, al centro della piazza che porta il suo nome, si erge la statua dedicata a Giuseppe Mazzini, uno dei padri del Risorgimento italiano. La sua famiglia era originaria proprio di Chiavari, e il monumento celebra il legame profondo tra il pensiero mazziniano e la tradizione civile della città. La statua, in bronzo, raffigura Mazzini in posizione eretta, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, simbolo della sua visione politica e morale. È una delle immagini più iconiche di Chiavari, spesso immortalata in fotografie che inquadrano insieme il monumento e il palazzo alle sue spalle.
Passeggiare in piazza Mazzini significa attraversare un luogo dove la storia si manifesta con forza: da un lato l’edificio che per oltre un secolo ha rappresentato la giustizia, dall’altro la figura di Mazzini, emblema dell’impegno per la libertà e l’unità nazionale. È uno spazio che invita alla riflessione, alla memoria, e alla riscoperta delle radici civiche della città.

Conosci Chiavari?
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L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e la statua di Giuseppe Mazzini

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

Dove si trova il palazzo:

Palazzo di Giustizia. L’edificio, sede del tribunale di Chiavari fino al 2013, è situato nel cuore del centro storico chiavarese in piazza Giuseppe Mazzini. Costruito nel 1886 su disegno del progettista Giuseppe Partini si presenta in stile medievale con forme ispirate al gotico toscano. Fu eretto sul luogo dell’antica “Cittadella” del Quattrocento, costruita dalla Repubblica di Genova come concentrazione del potere civile e militare, di cui rimane ancora visibile la torre merlata del 1537.
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The former Palace of Justice in Chiavari and the statue of Giuseppe Mazzini – L’ancien palais de justice de Chiavari et la statue de Giuseppe Mazzini – El antiguo Palacio de Justicia de Chiavari y la estatua de Giuseppe Mazzini – O antigo Palácio da Justiça em Chiavari e a estátua de Giuseppe Mazzini. – Der ehemalige Justizpalast in Chiavari und die Statue von Giuseppe Mazzini – Tòa án Công lý cũ ở Chiavari và bức tượng Giuseppe Mazzini

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di Copilot, un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.
Riferimenti:
– https://dearmissfletcher.com/2024/03/10/il-monumento-a-giuseppe-mazzini-a-chiavari
– https://piazzalevante.it/lottocento-a-chiavari-tracce-del-risorgimento-il-monumento-a-giuseppe-mazzini

Un palazzo storico in viale Dante a Chiavari

Un bel palazzo in viale Dante a Chiavari

Un palazzo storico in viale Dante a Chiavari.
Passeggiando con il naso all’insù per le strade del Tigullio mi capita spesso di scoprire dettagli architettonici che, pur facendo parte della quotidianità, meritano di essere osservati con più attenzione. Questa fotografia nasce proprio da uno di questi momenti, davanti a un elegante palazzo di viale Dante a Chiavari, dove la facciata cattura lo sguardo con le sue linee imponenti e le due strutture verticali che la caratterizzano.
Ho scattato questa immagine perché mi ha colpito il modo in cui alcuni elementi decorativi riescono a dare personalità a un edificio senza bisogno di grandi monumenti o particolari effetti scenografici. Le due parti sporgenti della facciata, che ricordano dei contrafforti decorativi, accompagnano lo sguardo verso l’alto e sono completate da due statue poste sulla sommità. Non sono un elemento che si incontra frequentemente nelle abitazioni cittadine e proprio questa particolarità mi ha fatto fermare.
Il palazzo si trova in viale Dante a Chiavari, nella città metropolitana di Genova, Liguria, Italia, una zona conosciuta per i suoi edifici eleganti, i portici e il rapporto tra architettura urbana e vita quotidiana. Per chi cerca cosa vedere a Chiavari, spesso l’attenzione va al centro storico, ai suoi caruggi, ai palazzi nobiliari e ai caratteristici portici, ma anche percorsi più moderni o residenziali possono regalare scorci interessanti come questo.
La fotografia è un esempio del motivo per cui continuo a guardare le città con curiosità: anche una strada percorsa molte volte può nascondere un dettaglio nuovo. Non sempre serve raggiungere un luogo famoso per trovare un soggetto fotografico; a volte basta cambiare prospettiva e osservare una facciata con un po’ più di calma.
Non ho trovato informazioni certe sull’origine delle statue e sulla storia specifica di questo edificio, ma proprio questa mancanza di informazioni rende ancora più interessante lo scatto: lascia spazio all’osservazione e alla curiosità personale, che spesso sono alla base della fotografia urbana.
Questo articolo si collega naturalmente agli altri racconti fotografici che ho dedicato a Chiavari e ai luoghi del Tigullio, dove spesso ho cercato di raccontare non solo le mete più conosciute, ma anche quei piccoli particolari che fanno parte del paesaggio quotidiano.

Camminando per le vie della tua città ti è mai capitato di alzare lo sguardo e scoprire un edificio che non avevi mai davvero osservato? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Facciata di un palazzo storico con statue in viale Dante a Chiavari nel Tigullio

Facciata di un palazzo storico con statue in viale Dante a Chiavari nel Tigullio

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Dove si trova il palazzo:

La statua marmorea dell’Assunta a Sestri

La statua marmorea dell’Assunta a Sestri Levante

La statua marmorea dell’Assunta a Sestri Levante.
All’interno della Basilica di Santa Maria di Nazareth, nel cuore di Sestri Levante, si trova una delle opere scultoree più affascinanti della Riviera ligure: la statua marmorea dell’Assunta. Collocata sull’altare maggiore, questa scultura rappresenta la Vergine Maria portata in cielo, circondata da cherubini che sorreggono la Santa Casa di Nazareth. L’opera è attribuita allo scultore genovese Francesco Maria Schiaffino, attivo nel XVIII secolo, noto per la sua abilità nel modellare il marmo con eleganza e dinamismo.
La statua si distingue per la sua verticalità slanciata e per la raffinatezza delle pieghe del manto, che sembrano muoversi con leggerezza celeste. Il gruppo scultoreo è incorniciato da un altare in marmi policromi, databile al 1762, che ne esalta la solennità e la bellezza. L’intera composizione trasmette un senso di elevazione spirituale, in perfetta sintonia con l’atmosfera raccolta della basilica.
La presenza della casetta di Nazareth nella parte inferiore della statua è un dettaglio iconografico significativo: non si tratta solo di una rappresentazione dell’Assunta, ma di una celebrazione della Madonna di Nazareth, a cui la chiesa è dedicata. Questo particolare conferisce all’opera un’identità unica, legata profondamente alla devozione locale e alla storia della comunità.
La Basilica di Santa Maria di Nazareth, costruita a partire dal 1604, è uno dei principali luoghi di culto di Sestri Levante. Situata in Piazza Matteotti, accanto al municipio, è facilmente riconoscibile per la sua facciata bianca e per la posizione strategica sull’istmo che collega il centro storico alla penisola dell’“Isola”. La chiesa, con il suo mix di stile barocco e neoclassico, ospita numerose opere d’arte, ma la statua dell’Assunta rimane uno dei suoi tesori più preziosi.

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Foto scattate con Oppo Reno 12.

Ecco dove si trova la basilica:

The marble statue of the Assumption in Sestri Levante – La statue en marbre de l’Assomption à Sestri Levante – La estatua de mármol de la Asunción en Sestri Levante – A estátua de mármore da Assunção em Sestri Levante – Die Marmorstatue Mariä Himmelfahrt in Sestri Levante – Tượng Đức Mẹ Lên Trời bằng đá cẩm thạch ở Sestri Levante

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di Copilot, un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.
Riferimenti:
– https://en.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Maria_di_Nazareth,_Sestri_Levante
– https://www.sestrilevanteligure.com/basilica-di-santa-maria-di-nazareth/

I particolari della Sagrada Família a Barcellona

Particolari della Sagrada Familia di Barcellona

I particolari della Sagrada Família a Barcellona.
Quando mi sono trovato davanti alla Sagrada Família, il primo impulso è stato quello di guardare l’insieme, ma dopo poco l’attenzione è inevitabilmente finita sui tantissimi dettagli che ricoprono la basilica. Tra sculture, figure umane e forme ispirate alla natura, ogni parte sembra offrire qualcosa da osservare più da vicino.
Questa fotografia nasce proprio dalla voglia di fermare uno di questi particolari della Sagrada Família, invece di fotografare ancora una volta soltanto la grande struttura nel suo complesso. Antoni Gaudí ha lasciato sulle facciate e sulle torri una quantità enorme di elementi decorativi e molti di questi acquistano un significato diverso quando ci si prende il tempo di osservarli.
La Sagrada Família si trova a Barcellona, in Catalogna, in Spagna, ed è probabilmente uno dei luoghi che più facilmente fanno capire quanto l’architettura di Gaudí fosse lontana dalle forme tradizionali. Quando si cerca cosa vedere a Barcellona, la basilica è naturalmente tra i primi luoghi che vengono in mente, ma credo che una visita non debba limitarsi alla vista generale dell’edificio.
Sono proprio i particolari a rendere interessante una fotografia come questa. Avvicinando lo sguardo alle decorazioni si incontrano figure che sembrano appartenere contemporaneamente al mondo umano, a quello animale e a un immaginario quasi fantastico. Alcune ricordano i tradizionali gargoyle delle architetture religiose europee, anche se non tutte hanno realmente la funzione di doccione.
Tra le figure che mi hanno incuriosito c’è quella di due persone raccolte in preghiera, collocata nella zona dell’abside. Le mani giunte e il volto rivolto verso l’alto danno alla scena un’espressione molto intensa. Non è tanto la dimensione della scultura a colpire, quanto il modo in cui una figura umana così semplice riesca a inserirsi all’interno di un’architettura già ricchissima di forme e simboli.
È un dettaglio che rischia facilmente di passare inosservato se si guarda la Sagrada Família soltanto da lontano. Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi piace della fotografia: poter isolare una piccola parte di un’opera enorme e provare a raccontarla attraverso un’inquadratura diversa.
La curiosità più interessante riguarda proprio il rapporto tra queste sculture e i cosiddetti gargoyle. Non tutte le figure che ricordano i doccioni hanno una funzione pratica legata allo smaltimento dell’acqua piovana. Gaudí utilizzò invece la decorazione come parte integrante della narrazione architettonica, inserendo forme naturali, animali, figure umane e simboli religiosi all’interno del progetto.
La Sagrada Família, del resto, è costruita secondo un linguaggio nel quale natura e architettura sono continuamente messe in relazione. Le colonne ricordano tronchi e rami, le strutture si sviluppano verso l’alto come una sorta di foresta e molti dettagli sembrano appartenere a un mondo naturale reinterpretato attraverso la scultura.
Fotografando questi particolari mi sono quindi trovato a fare quello che spesso faccio quando visito un luogo molto conosciuto: smettere per qualche momento di cercare la fotografia più ovvia e concentrarmi su qualcosa che normalmente rischia di rimanere sullo sfondo. Una grande attrazione può essere raccontata anche attraverso un dettaglio piccolo, soprattutto quando quel dettaglio contiene una parte della sua identità.
È anche un approccio che ritrovo in altre fotografie di Barcellona pubblicate sul blog, come quelle dedicate alla Rambla e agli angoli della città che ho incontrato durante le mie passeggiate. In tutti questi casi mi interessa più il particolare che la semplice immagine da cartolina, perché è spesso osservando da vicino che un luogo riesce a sorprendere.
La Sagrada Família continua a essere un’opera in cui è difficile separare architettura, scultura e simbolismo. Anche una figura apparentemente secondaria può quindi diventare interessante proprio perché contribuisce al racconto complessivo della basilica.
Questa fotografia è nata da uno di questi incontri ravvicinati con l’architettura di Gaudí. Un piccolo dettaglio, ma sufficiente a ricordarmi quanto ci sia ancora da osservare quando si guarda la Sagrada Família con un po’ più di attenzione.

Quale particolare della Sagrada Família vi ha colpito di più? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

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Dove si trova la cattedrale:

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