Le case alte e strette di Portovenere

Case alte e strette colorate di Portovenere affacciate sul mare, vicine tra loro con facciate verticali lungo la costa ligure

Le case alte e strette di Portovenere.
Mi sono trovato davanti a queste case di Portovenere quasi senza accorgermene, camminando lungo il borgo e alzando lo sguardo verso questa parete verticale di colori affacciata sul mare. C’è qualcosa di immediato in queste costruzioni, qualcosa che cattura l’occhio senza bisogno di cercarlo.
Le case alte e strette di Portovenere sembrano nate più per necessità che per estetica, e forse è proprio questo che le rende così autentiche. Si sviluppano verso l’alto, una accanto all’altra, con facciate sottili e colori diversi che però riescono a convivere senza creare confusione. Guardandole bene, si nota come ogni dettaglio sia leggermente diverso: una finestra più piccola, una persiana consumata, un balcone appena accennato.
Mi sono fermato a osservare come la luce scivolava lungo le superfici, creando ombre sottili tra una casa e l’altra. Non era una scena statica, anche se gli edifici non si muovono: era la luce a dare ritmo, a cambiare continuamente la percezione di profondità e distanza. Fotografare in quel momento significava cercare di mantenere quell’equilibrio tra struttura e variazione, senza perdere l’insieme.
Una curiosità interessante riguarda proprio la loro forma: queste case così alte e strette venivano costruite in questo modo per sfruttare al massimo lo spazio limitato tra mare e roccia, oltre che per motivi difensivi nei borghi marinari. Questa soluzione architettonica è diventata nel tempo una delle caratteristiche più riconoscibili di Portovenere.
Riguardando lo scatto, mi è rimasta la sensazione di una continuità visiva, come se tutte queste case fossero parti di un unico edificio spezzato solo dal colore. Non c’è una vera separazione, ma piuttosto una sequenza che accompagna lo sguardo verso l’alto e poi di nuovo verso il mare.

Ti è mai capitato di osservare un luogo dove ogni elemento è distinto, ma allo stesso tempo impossibile da separare dal resto? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Case alte e strette colorate di Portovenere affacciate sul mare, vicine tra loro con facciate verticali lungo la costa ligure

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Dove si trova Portovenere:

Nel 1997 Porto Venere, insieme con le isole Palmaria, Tino, Tinetto e le Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il comune di Porto Venere sorge all’estremità meridionale di una penisola, la quale, distaccandosi dalla frastagliata linea di costa della riviera ligure di levante, va a formare la sponda occidentale del golfo della Spezia, detto anche “golfo dei Poeti”.
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Nuvole e silenzio nella Baia di Sestri Levante

Nuvole e silenzio nella Baia di Sestri Levante

Nuvole e silenzio nella Baia di Sestri Levante.
Il 29 febbraio del 2024, camminando lungo la Baia del Silenzio a Sestri Levante, il cielo era un enorme drappo di nuvole grigie che sembrava abbracciare ogni cosa. Nonostante l’aria fosse carica di pioggia imminente, la baia trasmetteva una calma sorprendente, come se il mondo si fosse fermato per qualche istante. I riflessi sull’acqua erano smorzati, quasi pastello, e le barche ormeggiate ondeggiavano lente, creando una melodia silenziosa di legno e acqua.
Mi sono fermato a osservare le facciate colorate delle case che si affacciavano sulla baia, in contrasto con il cielo pesante: arancio, giallo e rosa pallido sembravano più vividi proprio perché tutto intorno era avvolto da una luce diffusa e morbida. L’insieme trasmetteva un senso di pace sospesa, una pausa dal ritmo frenetico della vita, dove anche il vento sembrava trattenere il respiro. Camminare lungo la passerella e sentire il mare muoversi lentamente sotto di me mi ha dato la sensazione di essere parte di un quadro vivo, dove ogni elemento – acqua, cielo, case – raccontava la sua storia in silenzio.
Le nuvole, così dense e cariche di grigio, trasformavano il cielo in un paesaggio dinamico, mai uguale a sé stesso. Ogni tanto un raggio di sole filtrava tra le pieghe di quell’enorme soffitto di nubi, accendendo una scintilla sul mare e facendo brillare le finestre della baia come piccoli fari. Ho ammirato il contrasto tra il movimento lento dell’acqua e la staticità impassibile delle case, e ho sentito quanto sia speciale un luogo che sa essere vivo anche nella quiete.
Quel giorno, la Baia del Silenzio mi ha ricordato che la bellezza non dipende sempre dai cieli limpidi o dal sole pieno. Spesso, le emozioni più intense nascono dai momenti in cui natura e città si fondono in una pausa contemplativa. Guardando la scena attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, ho percepito un senso di armonia perfetta, e una tranquillità che porto con me ancora oggi.

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Nuvole e silenzio nella Baia di Sestri Levante

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Cloudy skies over Sestri Levante’s Bay of Silence – Ciel nuageux sur la Baie du Silence de Sestri Levante – Cielos nublados sobre la Bahía del Silencio de Sestri Levante – Céu nublado sobre a Baía do Silêncio em Sestri Levante – Bewölkter Himmel über Sestri Levantes Bucht der Stille – Bầu trời nhiều mây trên Vịnh Im Lặng ở Sestri Levante – 云雾笼罩的塞斯特里莱万特寂静湾 – セストリ・レヴァンテの静寂の入り江、曇り空

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Le case colorate del porticciolo di Vernazza

Case colorate nel piccolo porticciolo di Vernazza

Le case colorate del porticciolo di Vernazza.
Arrivando davanti al piccolo porto ho voluto fermare con la mia macchina fotografica uno degli scorci più riconoscibili delle Cinque Terre: le case colorate di Vernazza che si affacciano direttamente sull’acqua, strette tra la roccia e il mare. Questa fotografia di Vernazza racconta un dettaglio semplice ma capace di racchiudere l’identità del borgo, con le facciate variopinte, le barche ormeggiate e quella particolare atmosfera che si respira solo nei piccoli paesi affacciati sulla costa ligure.
Nel porticciolo di Vernazza, comune di Vernazza, Liguria, Italia, mi sono fermato a osservare la fila di edifici dai colori diversi che sembrano quasi costruiti uno accanto all’altro seguendo la forma naturale del territorio. Rosa, giallo, azzurro e arancio si alternano lungo il fronte delle abitazioni, mentre finestre, persiane e piccoli balconi aggiungono dettagli che rendono ogni casa diversa dalle altre.
Ho scelto di fotografare questo punto perché rappresenta bene il rapporto diretto tra il borgo e il mare. Camminando sul piccolo molo, con le barche ferme sull’acqua e il rumore delle onde vicino alla banchina, si percepisce una dimensione più lenta rispetto alla vita quotidiana delle grandi città. Anche i gesti semplici, come sistemare una rete da pesca o fermarsi qualche minuto sui gradini davanti al porto, diventano parte del paesaggio.
Il particolare che più ha attirato la mia attenzione è stato il passaggio tra le case rosa e gialla, un piccolo spazio da cui si apre la vista verso il mare aperto. È uno di quei dettagli che spesso si scoprono camminando senza fretta, quando un luogo famoso riesce ancora a regalare angoli meno evidenti e personali.
Le case colorate di Vernazza, come quelle di molti borghi delle Cinque Terre, non sono soltanto una scelta estetica. Una curiosità storica racconta che i colori delle facciate aiutavano i pescatori a riconoscere la propria abitazione dal mare quando rientravano dopo il lavoro. Questa tradizione ha contribuito nel tempo a creare l’immagine caratteristica del borgo.
Vernazza è uno dei luoghi più fotografati delle Cinque Terre proprio perché riesce a unire elementi diversi: il mare, le abitazioni costruite sul pendio, i vicoli stretti e il piccolo porto naturale. Per chi cerca cosa vedere alle Cinque Terre, fermarsi nel porticciolo permette di osservare il borgo da una prospettiva più vicina e quotidiana.
Questa fotografia nasce dal piacere di raccontare luoghi conosciuti attraverso dettagli che spesso rimangono impressi più del panorama generale. Come in altri scatti dedicati ai borghi liguri, anche qui ho cercato di catturare non soltanto un’immagine bella da vedere, ma una sensazione legata al momento vissuto davanti alla scena.

Davanti a queste case colorate, quale colore sceglieresti per la tua abitazione affacciata sul mare? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Case colorate nel porticciolo di Vernazza alle Cinque Terre con barche e mare sullo sfondo

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Una casa gialla nel cuore di Hanoi

casa gialla Hanoi centro storico facciata stretta con balconi persiane verdi bandiera Vietnam piante rampicanti edifici vicini contesto urbano

Una casa gialla nel cuore di Hanoi.
Una casa gialla ad Hanoi è una di quelle immagini che mi è rimasta impressa fin dal primo sguardo, mentre camminavo senza fretta tra le vie del centro storico. Una casa gialla ad Hanoi riesce a emergere anche nel caos visivo di insegne, fili elettrici e facciate strette che si susseguono senza interruzione, come se ogni edificio cercasse di raccontare la propria storia.
Mi sono fermato quasi d’istinto. Il colore caldo della facciata contrastava con il cielo leggermente velato, creando una scena semplice ma piena di carattere. Le persiane verdi, segnate dal tempo, sembravano raccontare anni di vita quotidiana, aperture e chiusure, stagioni passate senza mai perdere la loro identità. I balconi, piccoli e ravvicinati, erano arricchiti da piante che crescevano senza ordine preciso, scendendo verso il basso come se cercassero la strada.
La bandiera del Vietnam appesa al centro dava un senso di appartenenza forte ma naturale, senza essere ostentata. Era semplicemente lì, parte integrante della scena, come tutto il resto. Guardando meglio, mi sono accorto di quanto queste case siano costruite in verticale, strette ma profonde, adattate a uno spazio urbano che non concede molto respiro.
Questa struttura così particolare nasce da esigenze pratiche, ma finisce per creare uno stile unico, riconoscibile a colpo d’occhio. Ogni piano sembra avere una funzione diversa, e l’insieme restituisce un senso di crescita continua, quasi organica.
Sotto, la strada continuava a vivere con il suo ritmo fatto di negozi, serrande, luci e persone di passaggio. Eppure, davanti a questa casa, ho sentito il bisogno di fermarmi più a lungo, come se racchiudesse qualcosa di più di una semplice facciata.

Ti è mai successo di trovarti davanti a un dettaglio così semplice da raccontare un’intera città? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

casa gialla Hanoi centro storico facciata stretta con balconi persiane verdi bandiera Vietnam piante rampicanti edifici vicini contesto urbano

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

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A Yellow House in the Heart of Hanoi – Une maison jaune au cœur de Hanoi – Una casa amarilla en el corazón de Hanoi – Uma casa amarela no coração de Hanoi – Ein gelbes Haus im Herzen von Hanoi – Một ngôi nhà màu vàng ở trung tâm Hà Nội – 河内市中心的一座黄色房子 – ハノイ中心部の黄色い家

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Via Cristoforo Colombo pedonale a Riva Trigoso

Via Cristoforo Colombo pedonale a Riva Trigoso

Via Cristoforo Colombo pedonale a Riva Trigoso.
Camminare oggi lungo via Cristoforo Colombo a Riva Trigoso ha un sapore diverso, più lento, quasi inatteso. La foto nasce proprio da questa sensazione: lo spazio davanti alle case è finalmente aperto, libero, senza auto in sosta né traffico di passaggio. Le facciate sembrano respirare meglio, come se aspettassero da tempo questo momento per tornare protagoniste.
Osservandole con calma, una dopo l’altra, emergono dettagli che prima passavano inosservati. I colori pastello, consumati dal sole e dalla salsedine, raccontano una quotidianità semplice e autentica. Le finestre con le persiane verdi aperte a metà, i balconi stretti con qualche pianta o un panno steso, le tende che si muovono appena con l’aria del mare. Tutto appare più vicino, più umano, ora che la strada non fa più da barriera ma da invito a fermarsi.
Scattando questa foto ho avuto la sensazione di trovarmi in un luogo che stava riscoprendo se stesso. Senza il rumore delle auto, anche i suoni cambiano: qualche voce dai bar, i passi sul pavé, il tintinnio dei bicchieri sotto gli ombrelloni. È una trasformazione che non stravolge, ma aggiusta, restituendo equilibrio a una via che è sempre stata vissuta più che attraversata.
Via Cristoforo Colombo è da sempre una delle arterie principali di Riva Trigoso, un collegamento naturale tra il mare e il resto del quartiere. La pedonalizzazione non ha cancellato la sua funzione, l’ha semplicemente trasformata. Oggi è una strada che invita alla passeggiata, allo sguardo verso l’alto, alla scoperta dei dettagli architettonici tipici delle case liguri di fine Ottocento e primo Novecento, nate per ospitare famiglie legate al mare e al lavoro quotidiano.
Questa immagine racconta un cambiamento silenzioso ma profondo, fatto di piccoli gesti e nuove abitudini. Sedersi su una panchina, attraversare senza fretta, riconoscere finalmente il valore di uno spazio condiviso. È una di quelle trasformazioni che si apprezzano davvero solo col tempo, giorno dopo giorno.

Che effetto ti fanno le strade che tornano alle persone invece che alle auto? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Via Cristoforo Colombo pedonale a Riva Trigoso

Foto scattata con Oppo Reno 12.

Dove si trova il punto in cui ho scattato:

Via Cristoforo Colombo pedestrian in Riva Trigoso – Via Cristoforo Colombo piétonne à Riva Trigoso – Vía Cristóbal Colón peatonal en Riva Trigoso – Via Cristóvão Colombo pedonal em Riva Trigoso – Fußgängerzone Via Cristoforo Colombo in Riva Trigoso – Phố đi bộ Via Cristoforo Colombo ở Riva Trigoso – 里瓦特里戈索的哥伦布街步行区 – リーヴァ・トリゴーゾのコロンボ通り歩行者天国

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Un vicolo di legno bianco nel silenzio di Bergen

Un vicolo di legno bianco nel silenzio di Bergen

Un vicolo di legno bianco nel silenzio di Bergen.
Questa foto l’ho scattata quasi senza pensarci, infilandomi in un piccolo vicolo della città di Bergen mentre il resto del centro restava alle spalle, più rumoroso e distratto. Qui dentro, invece, sembrava che tutto si fosse fermato. Le case di legno bianco si stringevano l’una all’altra, alte, ordinate, con quelle facciate scandite da assi verticali che raccontano una storia fatta di pioggia, di mare e di tempo che passa lentamente.
Camminando su questo acciottolato irregolare, il rumore dei passi cambia subito. È più ovattato, quasi rispettoso. Le pareti chiare riflettono una luce fredda, tipica di Bergen, e il vicolo sembra più luminoso di quanto sia in realtà. È una luce che non scalda, ma accompagna, e che rende ogni dettaglio più evidente: le grondaie, le tubature esterne, le piccole finestre tutte simili, come se seguissero una regola non scritta.
Mi ha colpito soprattutto il senso di ordine tranquillo. Non c’è nulla di pittoresco nel senso turistico del termine, e forse è proprio questo il suo fascino. Le panchine appoggiate al muro, semplici, quasi invisibili, sembrano lì più per abitudine che per essere usate. Mi sono chiesto chi si sieda davvero in questo vicolo, in quali momenti della giornata, con che pensieri. La fotografia nasce spesso da queste domande silenziose.
Bergen è una città che convive con il legno da secoli. In questo vicolo si percepisce bene: il bianco non è una scelta estetica casuale, ma una soluzione pratica, luminosa, che resiste al clima umido e rende gli spazi più aperti anche quando il cielo è basso. Le case di legno qui non sono una cartolina, sono semplicemente casa. Ed è questo che rende il luogo così autentico.
Mentre scattavo, non c’era nessuno. Nessuna voce, nessun passo alle spalle. Solo il rumore lontano della città e quello, più vicino, dell’acqua che scorre da qualche grondaia. Ho cercato di fermare proprio questo: la sensazione di essere ospite per pochi istanti di uno spazio quotidiano, discreto, che non chiede di essere fotografato ma lo accetta con naturalezza.
È uno di quei luoghi che probabilmente si dimenticano in fretta se non li si guarda davvero. Ma una volta osservato con attenzione, resta addosso come un ricordo leggero, fatto di silenzio, legno chiaro e luce nordica.

Ti è mai capitato di imbatterti in un angolo di città capace di farti rallentare senza un motivo preciso?
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Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

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A white wooden alley in the silence of Bergen – Une ruelle en bois blanc dans le silence de Bergen – Un callejón de madera blanca en el silencio de Bergen – Um beco de madeira branca no silêncio de Bergen – Eine weiße Holzgasse in der Stille von Bergen – Một con hẻm gỗ trắng trong sự tĩnh lặng của Bergen – 卑尔根寂静中的白色木屋小巷 – ベルゲンの静けさにある白い木造の路地

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Bolzano e le vie dalle case colorate

Bolzano e le vie dalle case colorate

Bolzano e le vie dalle case colorate.
Passeggiare per il centro di Bolzano è come aprire un libro di storie antiche, dove ogni vicolo custodisce un racconto segreto. Le strade strette e acciottolate si intrecciano tra edifici dai colori caldi e dalle decorazioni eleganti, tipiche dello stile austro-tirolese che ha segnato la città nei secoli. Camminando sento l’eco dei miei passi sui ciottoli, il profumo dei caffè appena aperti e il leggero fruscio delle biciclette che scivolano tra le piazzette.
Ogni casa è un piccolo capolavoro: facciate dipinte in tonalità pastello, balconi in legno finemente lavorati e persiane che si aprono su scorci di vita quotidiana. Mi soffermo davanti a un edificio giallo ocra con fiori rossi ai davanzali, e per un attimo mi sembra di essere dentro un dipinto romantico, dove il tempo rallenta e ogni dettaglio ha una sua armonia. Le insegne delle botteghe e delle pasticcerie invitano a fermarsi, curiosare e lasciarsi sorprendere dai piccoli particolari: una maniglia in ferro battuto, un cornicione scolpito, una nicchia con una statuetta.
Il contrasto tra la luce calda del sole e le ombre delle vie strette esalta i colori delle facciate e trasforma il centro storico in una galleria a cielo aperto. Anche di sera, quando i lampioni illuminano le pietre bagnate da una pioggia leggera e le luci dei negozi si riflettono sulle facciate, Bolzano mostra il suo fascino senza tempo, dove il passato austro-tirolese convive con la vita quotidiana moderna. Camminare qui significa lasciarsi trasportare dalla curiosità, respirare la storia e ammirare un’architettura che racconta radici lontane e un calore tipicamente italiano.

Guardando queste strade colorate, vi siete mai chiesti quante storie custodiscono i muri di Bolzano, silenziosi testimoni di secoli di vita quotidiana?
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Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Bolzano and the streets with colorful houses – Bolzano et les rues aux maisons colorées – Bolzano y las calles con casas coloridas – Bolzano e as ruas com casas coloridas – Bozen und die Straßen mit bunten Häusern – Bolzano và những con phố với những ngôi nhà nhiều màu sắc – 博尔扎诺色彩斑斓的街道 – ボルツァーノと色とりどりの家々の通り

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Il caruggio di Sestri Levante il 24 febbraio

Il caruggio di Sestri Levante il 24 febbraio

Il caruggio di Sestri Levante il 24 febbraio.
Il 24 febbraio 2024 il caruggio di Sestri Levante mi è apparso nella sua forma più autentica, come solo l’inverno sa regalare quando l’aria è limpida e la luce scivola tra le facciate strette e colorate. Camminando tra questi muri ocra e aranciati, ho avuto l’impressione che ogni dettaglio fosse più nitido: le persiane verdi aperte a metà, le botteghe che si preparavano alla giornata, il profumo del mare che arrivava improvviso da una traversa laterale. È un luogo che conosco bene, ma ogni volta riesce a sorprendermi.
Mentre avanzavo lungo il vicolo, la scena era quella della Sestri che amo: poche persone, passi lenti, chiacchiere leggere che si disperdevano verso l’alto. La luce del mattino scaldava gli intonaci e rivelava tratti che spesso sfuggono nella confusione estiva: le incisioni decorative vicino alle finestre, le insegne antiche, perfino l’usura delle pietre che racconta di quante vite siano passate di qui. Era come se il caruggio volesse concedersi senza fretta, lasciando spazio alla contemplazione.
Ho scattato la foto quasi d’istinto, attratto da quella prospettiva che si apre verso il cielo e che invita a proseguire il cammino. In quel momento ho percepito tutta la bellezza semplice e quotidiana di Sestri Levante: una città che non ha bisogno di ostentare, perché la sua magia sta proprio in questi angoli stretti, luminosi, sospesi tra mare e silenzi. È uno di quei posti che, ogni volta che li attraversi, sembrano ricordarti perché ami così tanto questa terra.

Conosci Sestri Levante ed il suo caruggio?
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Foto scattata con Gopro Hero 10 black.

The alley of Sestri Levante – La ruelle de Sestri Levante – El callejón de Sestri Levante – O beco de Sestri Levante – Die Gasse von Sestri Levante – Con hẻm ở Sestri Levante – 赛斯特里莱万特的小巷 – セストリ・レヴァンテの路地

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.
Riferimenti:
– https://www.comune.sestri-levante.ge.it
– https://www.lamialiguria.it

Madeira dal mare tra case e grande ponte

Madeira dal mare tra case e grande ponte

Madeira dal mare tra case e grande ponte.
Vista dalla nave, Madeira si presenta come un dipinto verticale che sale dal mare fino alle cime delle colline. Le case sembrano incastrate una sull’altra, arrampicate lungo i pendii come se cercassero di raggiungere la luce prima che tramonti dietro la montagna. Bianche, ocra, rosate, con i tetti rossi che spiccano contro il verde della vegetazione, formano un mosaico che racconta secoli di vita su un’isola modellata dal vento e dall’oceano.
Man mano che la nave si avvicina, il grande ponte stradale entra nella scena, elegante e imponente. La sua struttura moderna, sospesa a mezza costa, unisce due lembi di terreno con una leggerezza che sorprende. Da lontano sembra quasi sospeso nel vuoto, un tratto netto che incide il paesaggio e guida lo sguardo verso l’interno dell’isola. È uno dei simboli della Madeira contemporanea, capace di affiancare la tradizione senza cancellarla.
Sotto i pendii, dove il mare tocca la città, una piccola spiaggetta compare improvvisa. Stretta e raccolta, custodita dagli scogli scuri di origine vulcanica, offre un contrasto affascinante tra la sabbia scura e l’acqua turchese. Dalla nave si vede la risacca che accarezza dolcemente la riva, mentre qualche ombrellone colorato aggiunge un tocco di vivacità alla scena.
Da questa prospettiva marittima, Madeira sembra un anfiteatro naturale che abbraccia l’oceano. Le strade che salgono a zigzag, le terrazze coltivate, i tetti che scompaiono dietro altri tetti: tutto contribuisce alla sensazione di trovarsi davanti a una città viva, costruita in dialogo con il mare. È un’immagine che resta impressa, un invito silenzioso a scendere a terra e scoprire cosa si nasconde dietro ogni curva e ogni salita.

Conosci l’isola di Madeira?
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Madeira dal mare tra case e grande ponte

Madeira dal mare tra case e grande ponte

Madeira dal mare tra case e grande ponte

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

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L’arcipelago è formato da due isole maggiori, Madera e Porto Santo, da tre isole minori disabitate, note come le Desertas, e da altre due isole ancora più piccole, anch’esse disabitate, denominate le Isole Selvagge. L’isola maggiore è Madera. L’arcipelago insieme a Capo Verde, le Azzorre e le Canarie forma la Macaronesia; le Azzorre e Madera sono parte del Portogallo, le Canarie sono parte della Spagna e Capo Verde, un tempo portoghese, è oggi una repubblica indipendente.
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Madeira from the sea between houses and a large bridge – Madère vue de la mer, entre les maisons et un grand pont – Madeira desde el mar entre casas y un gran puente – Madeira vista do mar, entre casas e uma grande ponte. – Madeira vom Meer aus, zwischen Häusern und einer großen Brücke – Madeira từ biển giữa những ngôi nhà và một cây cầu lớn

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Riferimenti:
– https://www.visitmadeira.com
– https://www.madeira.gov.pt/drt/

Alcune case in via Aurelia a Sestri Levante

Alcune case in via Aurelia a Sestri Levante

Alcune case in via Aurelia a Sestri Levante.
Passeggiando per le strade della mia cittadina anche oggi vi lascio un punto che qualche tempo fa avev fotografato.
Ci troviamo in via Aurelia, poco prima di barattieri.

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Alcune case in via Aurelia a Sestri Levante

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Ecco dove ho scattato la foto:

Some houses on Aurelia Street in Sestri Levante – Quelques maisons de la rue Aurelia à Sestri Levante – Algunas casas en la calle Aurelia en Sestri Levante – Algumas casas na Rua Aurelia em Sestri Levante – Einige Häuser in der Aurelia Straße in Sestri Levante – Một số ngôi nhà trên phố Aurelia ở Sestri Levante
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