Gli spaghetti al pesto fatto in casa

Gli spaghetti al pesto a casa

Gli spaghetti al pesto fatto in casa.
Finalmente a casa dopo quattro mesi lontano. Finalmente si ritrovano i piatti preferiti che tanto mi sono mancati, specialmente durante l’ultimo difficile mese.
Anche se sono in isolamento fiduciario e i miei genitori riescono a passarmi il cibo con qualche difficoltà (me lo lasciano fuori dalla porta per evitare contatti), i miei piatti preferiti non mancano mai.
Oggi spaghetti al pesto. La salsa la ha preparata la mamma, il resto l’ho fatto io (che fatica direte voi mettere su l’acqua…)!
Ovviamente erano ottimi e ve li faccio vedere:

Gli spaghetti al pesto a casa

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

Di questa salsa tipica ligure gli ingredienti base sono il basilico, l’aglio, l’olio d’oliva, il formaggio grattugiato ed i pinoli.
Adesso vi voglio descrivere alcuni dettagli appunto su alcuni di questi ingredienti, dettagli che si accompagnano a ricordi della mia infanzia e dei miei nonni materni, veri liguri della Riviera di Levante.
Continua e approfondisci la ricetta di Loris.

[ENG] Spaghetti with pesto at home.
Finally home after four months away. Finally we find the favorite dishes that I missed so much, especially during the last difficult month.
Even if I am in solitary confinement and my parents manage to pass the food to me with some difficulty (they leave it outside the door to avoid contact), my favorite dishes never fail.
Today spaghetti with pesto. My mother prepared the sauce, I did the rest (you will struggle to put the water on it …)!
Obviously they were excellent as you can se from the picture.

Fegato all’agiadda, la ricetta

Fegato all'agiadda

Fegato all’agiadda, la ricetta.
Oggi vi spiego un bel piatto di fegato che faceva mia nonna e che credo si chiami “fegato all’agiadda”.
Innanzi tutto si dovrebbe utilizzare fegato di vitello, meno nervoso e più tenero di quello di manzo. Il segreto sta nella salsa che viene fatta con mollica di pane messa a bagno nell’aceto e latte e fatta praticamente spappolare.
Poi metto il pane bagnato nel bicchiere del frullatore ad immersione e aggiungo aglio e sale.
Adesso faccio cuocere il fegato nel burro lasciando le fette intere e alla fine aggiungo la salsa: ora il piatto e’ pronto!

Attenzione a questa nota: la preparazione, essendo dal sapore molto forte, e’ soggetta al gusto soggettivo: a me, ad esempio, piacciono molto l’aceto e l’aglio e ne metto molto di entrambi. Ovviamente si possono diminuire o addirittura sostituire parte dell’aceto con vino bianco.
L’importante è che la preparazione si sciolga bene con il liquido e che poi copra bene il fegato lasciato al sangue e che sia servito ben caldo perché la salsa è fredda e va lasciata solo pochi secondi nella padella.

Eccovi un paio di foto scattate da mio figlio Luca:

Fegato all'agiadda

Fegato all'agiadda

Foto scattate con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

[ENG] Agiadda liver, the recipe.
Today I will explain to you a nice dish of liver that my grandmother used to make and which I think is called “liver with agiadda”.
First you should use veal liver, less nervous and more tender than beef. The secret lies in the sauce which is made with breadcrumbs soaked in vinegar and milk and practically pulped.
Then I put the bread soaked in the glass of the immersion blender and add garlic and salt.
Now I cook the liver in butter leaving the whole slices and finally add the sauce: the dish is ready.

Attention to this note: the preparation, being quite strong, is subject to the private taste: I like very much the vinegar and garlic but can be lowered by decreasing both the agiungendo vinegar and white wine and decreasing the garlic.
The important thing is that the preparation melts well with the liquid and then cover well the liver left to blood and is served piping hot because the sauce is cold and should be left only seconds into the pan.

Lumache a Hue, Oc Hut Hue

Lumache a Hue, Oc Hut Hue

Lumache a Hue, Oc Hut Hue

Lumache a Hue, Oc Hut Hue.
Quando sono stato nella citta’ vietnamita di Hue, la mia compagna Dao, mi ha portato a mangiare una specialita’ locale: la lumaca.
A dire il vero le ha mangiate solamente lei: un po’ perche’ non mi ispirano certo, un po’ perche’ le cuociono con tantissima salsa piccante. Persino lei che sembra avere lo stomaco di ferro aveva le lacrime agli occhi.
Nel ristorante dove siamo andati (ristorante e’ una parola grossa…) ne servivano di tre tipi di diversa grandezza. Queste erano quelle piccole.
Gli avventori erano tutti molto soddisfatti dalla cena!

Lumache a Hue, Oc Hut Hue

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

[ENG] Snails in Hue, Oc Hut Hue.
When I was in the Vietnamese city of Hue, my partner Dao, he brought me to eat a local specialty: the snail.
Actually, only she ate them: partly because they certainly don’t inspire me, partly because they cook them with a lot of spicy sauce. Even she who appears to have an iron stomach had tears in her eyes.
In the restaurant where we went (restaurant is a big word …) they needed three types of different sizes. These were the small ones.
The patrons were all very happy with the dinner!

Pesce in carpione o scabeccio, la ricetta

Pesce in carpione dell'Osteria da Sergio

Pesce in carpione o scabeccio, la ricetta.
I pescatori non sono mai stati ricchi, specialmente una volta quando non c’erano i frigoriferi e le attrezzature del giorno d’oggi e cercavano di conservare il pesce che non riuscivano a vendere.
Dopo quello di prima qualità e quello di seconda, rimaneva il pesce troppo piccolo, di qualità troppo scadente o magari rotto nella rete.
Per recuperare questo pesce i pescatori avevano inventato diversi sistemi e uno di questi è appunto il carpione che, a seconda delle zone, cambia nome e viene utilizzato in tutto il mediterraneo.

Adesso vi racconto come preparo io questo piatto.
Chiaramente non cerco pesce rovinato o di bassissima qualità e uso principalmente le boghe o pescetti piccoli ma troppo grossi per la frittura e spesso sardine che nel triestino chiamano “sarde in saor”.
Pulisco bene il pesce, tolgo le scaglie, le pinne e le interiora ma lascio la testa. Lo infarino bene e lo faccio friggere. A parte, in un’altra padella, faccio soffriggere abbondante cipolla, aglio e tutti i sapori in olio fresco dove ho aggiunto aceto e vino bianco, finché la cipolla è cotta ma non fritta.
Quando il pesce è ben fritto e freddo lo salo e lo copro completamente con questo preparato e lo lascio a bagno per almeno due giorni.
Adesso si può mangiare ma, se si resiste, più rimane a mollo meglio è perché così le lische e la testa diventano morbide e anch’esse possono essere mangiate.

Attenzione a queste note: le percentuali di olio e aceto possono variare a seconda del gusto, così come i sapori ed il vino bianco.

Eccovi un paio di foto, che ha scattato mio figlio Luca, del piatto servito nell’Osteria da Sergio di Sestri Levante:

Pesce in carpione dell'Osteria da Sergio

Pesce in carpione dell'Osteria da Sergio

Foto scattate con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

[ENG] Carpione or scabeccio fish, the recipe.
The fishermen have never been rich, especially once when there were no refrigerators and equipment of today and they tried to keep the fish that they could not sell.
After the first quality and the second, the fish remained too small, of too poor quality or perhaps broken in the net.
To recover this fish, the fishermen had invented different systems and one of these is precisely the carpione which, depending on the area, changes its name and is used throughout the Mediterranean.

Now I will tell you how I prepare this dish.
Clearly I am not looking for ruined or very low quality fish and I mainly use boghe or small fishes that are too big for frying and often sardines which in Trieste are called “sarde in saor”.
I clean the fish well, remove the scales, fins and entrails but leave the head. I flour it well and fry it. Aside, in another pan, I fry abundant onion, garlic and all the flavors in fresh oil where I added vinegar and white wine, until the onion is cooked but not fried.
When the fish is well fried and cold, add salt and cover it completely with this preparation and leave it to soak for at least two days.
Now you can eat but, if you resist, the longer it soaks, the better it is because in this way the bones and the head become soft and they too can be eaten.

Attention to these notes: the percentages of oil and vinegar can vary according to taste, as well as flavors and white wine.

Pansoti o pansotti al ragù

Pansoti o pansotti al ragù

Pansoti o pansotti al ragù

Pansoti o pansotti al ragù.
Una delizia della cucina ligure è questo tipo di pasta condito con il ragù di carne (il tocco).
Questi infatti sono comprati da un pastificio di Sestri Levante, il Pastifico Moderno proprio a metà del carruggio sestrese (non ha un suo sito, ecco la recensione su tripadvisor.it).
Il sugo di carne, quello sì, è fatto in casa. Non è il famoso tocco descritto da Loris ma è comunque quello che fa mia mamma (da ricetta di sua suocera) ed è buonissimo.
Non si capisce dalla foto?

Pansoti o pansotti al ragù

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

Questa pasta, i pansoti, pansòti in ligure, (dal ligure pansa, in italiano “pancia”), sono una pasta ripiena tipica della cucina ligure, simile ai ravioli, da cui differiscono essenzialmente per la grandezza e l’assenza di carne nel ripieno. I pansoti alla salsa di noci (pansöti co-a sarsa de noxe) sono uno dei piatti più economici e caratteristici della tradizione genovese. I pansoti dato che non contengono carne, sono un piatto a base di magro, un tempo considerato adatto al periodo penitenziale della quaresima. Vengono spesso erroneamente chiamati anche “pansòtti”, in quanto in alcune provincie Liguri avviene verbalmente un’enfatizzazione delle ultime sillabe; la doppia lettera è pertanto da attribuirsi ad un linguaggio esclusivamente vocale.
Continua e approfondisci su Wikipedia.

[ENG] Pansoti or pansotti with meat sauce.
A delight of Ligurian cuisine is this type of pasta seasoned with meat sauce (the touch).
These are bought from a pasta factory in Sestri Levante, the Pastifico Moderno just in the middle of the Sestri carruggio (it does not have its own site, here is the review on tripadvisor.it).
The meat sauce, yes, it is homemade. It is not the famous tocco described by Loris but it is anyway what my mom does (from her mother-in-law’s recipe) and it’s delicious.
Is it not clear from the photo?

Pho Bo: zuppa tipica vietnamita

Pho Bo: zuppa tipica vietnamita

Pho Bo: zuppa tipica vietnamita

Pho Bo: zuppa tipica vietnamita.
Questo piatto, è una semplice zuppa con noodles di riso e carne molto tipica del Vietnam qui con manzo (bo).
Mi ha praticamente sostenuto durante tutta la mia vacanza poiché semplice e non piccante e molto gradita da me.
Di solito infatti viene servita in maniera semplice ed il consumatore poi aggiunge verdure (di solito germogli di soia) e peperoncino.
Ovviamente, purtroppo, molto spesso è gustosa non perché cotta a lungo nella carne ma solo perché aggiunta di abbondante glutammato…

Pho Bo: zuppa tipica vietnamita

Pho Bo: zuppa tipica vietnamita

Foto scattate con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

Il phở è una zuppa di spaghetti vietnamita, generalmente servita con carne di manzo (pho bo) o di pollo (pho ga). La zuppa contiene spaghetti di riso ed è generalmente servita con basilico thai, lime e germogli di soia che vengono aggiunti dal consumatore.
Continua e approfondisci su Wikipedia.

[ENG] Pho Bo: typical Vietnamese soup.
pho, is a simple soup with rice noodles and very typical Vietnamese meat here with beef (bo).
It practically supported me throughout my vacation as it was simple and not spicy and very pleasing to me.
In fact, it is usually served simply and the consumer then adds vegetables (usually bean sprouts) and chilli.
Obviously, unfortunately, very often it is tasty not because it is cooked for a long time in the meat but only because it is added with abundant glutamate…