Đậu đũa xào thịt heo cucinato a casa in Italia, la ricetta

Padella di Đậu đũa xào thịt heo con fagiolini e maiale saltati in casa in Italia, piatto vietnamita casalingo ricco e saporito

Đậu đũa xào thịt heo cucinato a casa in Italia.
Il profumo caldo che arriva dalla cucina mi riporta sempre a casa, anche se in questo momento sono in Italia, dove preparo spesso il mio Đậu đũa xào thịt heo, un piatto semplice ma pieno di ricordi. Il Đậu đũa xào thịt heo è una di quelle ricette che non hanno bisogno di presentazioni nella mia famiglia: basta il suono della padella per capire che qualcosa di buono sta nascendo.
Quando lo cucino, taglio i fagiolini lunghi e sottili e li unisco al maiale a pezzi, lasciando che il calore della padella faccia il resto. Anche il mio Đậu đũa xào thịt heo fatto in Italia conserva lo stesso spirito di quello che mangiavo in Vietnam, anche se gli ingredienti a volte hanno una piccola variazione. Mio marito osserva sempre curioso mentre preparo il Đậu đũa xào thịt heo, perché per lui è un viaggio in un mondo diverso senza uscire di casa.
Vivo in Italia, e questo piatto diventa un ponte tra la mia vita qui e le mie radici in Vietnam. Il profumo dei fagiolini saltati con la carne di maiale riempie la cucina e si mescola ai ricordi di mercati locali e pranzi in famiglia. A volte penso a quanto sia bello poter cucinare il Đậu đũa xào thịt heo anche lontano dal mio Paese, mantenendo viva una tradizione che non perde significato.

Ingredienti

– fagiolini lunghi (đậu đũa);
– carne di maiale a pezzi;
– aglio;
– salsa di pesce;
– salsa di soia;
– olio;
– sale e pepe.

Preparazione

Per prima cosa preparo tutti gli ingredienti in anticipo, perché questo piatto richiede una cottura veloce e a fuoco vivo. Taglio i fagiolini lunghi (đậu đũa) a pezzi di circa 4–5 cm, cercando di mantenerli della stessa dimensione per una cottura uniforme. La carne di maiale la scelgo leggermente grassa, così rimane più morbida e saporita in padella, e la taglio a bocconcini non troppo grandi.
Scaldo bene il wok o una padella ampia con un filo d’olio. Quando l’olio è caldo, aggiungo l’aglio tritato e lo lascio dorare appena, facendo attenzione a non bruciarlo perché darebbe un sapore amaro al piatto.
A questo punto inserisco la carne di maiale e la salto a fuoco medio-alto. La lascio rosolare bene su tutti i lati, finché non prende un leggero colore dorato e inizia a rilasciare il suo profumo. Se serve, aggiungo un pizzico di sale e una macinata di pepe per insaporire subito la base.
Quando la carne è quasi cotta (ma ancora leggermente tenera), alzo il fuoco e aggiungo i fagiolini. Li salto velocemente insieme alla carne, mescolando spesso per farli insaporire senza farli diventare troppo morbidi: devono restare croccanti e mantenere il loro colore verde brillante.
A questo punto verso la salsa di pesce e un piccolo splash di salsa di soia. Il profumo cambia subito e diventa più intenso e “vietnamita”. Continuo a saltare tutto per qualche minuto, finché i fagiolini sono cotti ma ancora consistenti e la carne è perfettamente glassata dal condimento.
Se il piatto risulta troppo asciutto, aggiungo un cucchiaio d’acqua calda per creare una leggera salsa che lega meglio gli ingredienti.
Prima di spegnere il fuoco, assaggio e regolo eventualmente con un altro goccio di salsa di pesce o un pizzico di pepe.
Servo il Đậu đũa xào thịt heo subito, ancora fumante, spesso accompagnato da riso bianco semplice, che assorbe perfettamente i succhi della carne e dei fagiolini.

Nel nostro blog c’è anche un altro piatto vietnamita cucinato in Italia che racconta lo stesso incontro tra due culture, e spesso li preparo uno dopo l’altro quando voglio sentirmi più vicina a casa.

E ogni volta che lo porto in tavola mi chiedo: quanto può un piatto semplice raccontare la storia di una vita lontana ma ancora presente? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

Una rosa porpora nel giardino di casa

Rose porpora in un giardino vicino casa con abitazione sullo sfondo

Una rosa porpora nel giardino di casa.
Questa mattina sono uscita presto, quando l’aria è ancora fresca e tutto sembra più silenzioso. Vicino a casa nostra c’è un piccolo giardino che mi piace osservare ogni tanto, senza fretta. Oggi però qualcosa ha attirato subito il mio sguardo: una rosa dal colore intenso, un rosso così profondo da sembrare quasi porpora.
Ho scattato la prima foto restando un po’ distante. Mi piaceva l’insieme: le rose in primo piano e, dietro, la casa e il giardino che fanno da sfondo. È una scena semplice, quotidiana, ma proprio per questo autentica. Non c’è bisogno di andare lontano per trovare qualcosa di bello, a volte basta fermarsi qualche minuto e guardare meglio quello che abbiamo intorno.
Poi mi sono avvicinata. Le altre due foto raccontano un dettaglio più intimo, più silenzioso. I petali sono pieni, morbidi, leggermente aperti. La luce del mattino li sfiora appena e cambia il colore in modo delicato: in alcuni punti è più scuro, quasi velluto, in altri si accende con riflessi più luminosi. Guardandoli così da vicino, mi è venuto naturale fermarmi ancora un momento, come se quella rosa meritasse un po’ più di tempo.
C’è qualcosa di speciale nel fotografare fiori così, senza preparazione, senza cercare lo scatto perfetto. È un gesto semplice, ma che mi fa sentire presente. Questa rosa porpora, nel suo piccolo angolo di giardino, è diventata per me un momento da ricordare: una luce gentile, un colore intenso e una sensazione di calma.
Le rose mi hanno sempre affascinata, soprattutto quelle dai toni più scuri. Hanno un carattere diverso, più profondo, quasi misterioso. Ma al di là dei significati, quello che porto con me oggi è la sensazione di questa mattina: tranquilla, silenziosa, piena di piccoli dettagli che spesso passano inosservati.

Ti capita mai di fermarti per osservare un fiore così, senza un motivo preciso?
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Foto scattate con iPhone 17e.

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Cucina vietnamita: Cơm hến a Huế, la ricetta

Cơm hến a Huế

Cucina vietnamita: Cơm hến a Huế, la ricetta.
Ieri mattina siamo entrati nel vivace Đông Ba Market, nel cuore di Huế. Tra bancarelle di frutta tropicale, spezie profumate e piccole cucine improvvisate, mi sono fermata davanti a una signora che preparava uno dei piatti più semplici e popolari della città: il Cơm hến.
Huế è famosa per la sua cucina intensa e ricca di contrasti, e questo piatto ne è un perfetto esempio. Il cơm hến nasce con le piccole vongole di fiume chiamate hến, pescate tradizionalmente nel Perfume River. Sono minuscole, ma hanno un sapore molto forte e caratteristico.
A dire la verità, ieri nella mia ciotola le vongole quasi non si vedevano. Forse perché accanto a me c’era mio marito europeo e la venditrice ha pensato di non esagerare con un ingrediente che per molti stranieri può sembrare un po’ troppo intenso. In Vietnam succede spesso: quando i venditori vedono un turista, cercano di rendere il piatto un po’ più “facile”.
Nonostante questo, il risultato era comunque delizioso. Una base di riso bianco, sopra la quale vengono aggiunti germogli croccanti, erbe aromatiche fresche, arachidi tostate, peperoncino e qualche pezzo di cotenna fritta. Accanto alla ciotola arriva sempre anche una piccola zuppa calda preparata con il brodo delle vongole.
Il bello del cơm hến è proprio la combinazione di consistenze: il riso morbido, le erbe fresche, le arachidi croccanti e il tocco piccante del peperoncino. È un piatto povero, nato dalla cucina popolare di Huế, ma ricco di sapori e di storia.

Ingredienti

– 2 ciotole di riso bianco cotto;
– 100 g di piccole vongole (facoltative ma tradizionali);
– 2 cucchiai di arachidi tostate;
una manciata di germogli di soia;
– erbe aromatiche vietnamite (menta e coriandolo);
– qualche fetta sottile di banana verde o mango acerbo;
– 1 peperoncino rosso fresco;
cotenna di maiale fritta o crackers di riso;
– 1 cucchiaio di salsa di pesce;
– 1 cucchiaino di pasta di gamberi fermentati (mắm ruốc, tipica di Huế);
– olio allo scalogno o all’aglio;
– semi di sesamo tostati.

Preparazione

Lavare bene le vongole e cuocerle in poca acqua finché si aprono. Conservare il brodo: verrà servito a parte come zuppa.
Saltare velocemente le vongole con un filo d’olio, aglio o scalogno e un po’ di salsa di pesce.
Mettere il riso bianco in una ciotola.
Aggiungere sopra le vongole, le arachidi tostate, i germogli di soia, le erbe aromatiche e le fettine sottili di banana verde o mango acerbo.
Completare con peperoncino, semi di sesamo e qualche pezzo di cotenna croccante.
Servire con una piccola ciotola di brodo caldo delle vongole a parte.
Il modo migliore per mangiarlo è semplice: mescolare tutto. A Huế ognuno aggiunge più peperoncino, più brodo o più erbe secondo il proprio gusto. Ed è proprio questa libertà che rende il cơm hến così speciale.
E mentre mangi questo piatto semplice, circondato dal rumore del mercato e dal profumo delle cucine di strada, capisci perché la cucina di Huế è considerata una delle più affascinanti del Vietnam.

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Dĩa bánh ướt và bánh ít ram a Đà Nẵng

Dĩa bánh ướt và bánh ít ram a Đà Nẵng

Dĩa bánh ướt và bánh ít ram a Đà Nẵng.
Ieri pomeriggio, tornando a casa qui a Da Nang, mi sono fermata in una piccola bancarella del quartiere. Sono quei posti semplici che si trovano facilmente nelle strade del Vietnam: pochi tavolini bassi, piatti di plastica colorata e una cucina veloce ma piena di sapore.
Ho ordinato una dĩa bánh ướt và bánh ít ram, un piatto che unisce due specialità molto amate nel Vietnam centrale.
Le sottili sfoglie di riso del Bánh ướt erano morbide e lucide, appena condite con cipollotti verdi, peperoncino fresco tagliato a rondelle e un po’ di cipolla fritta croccante. Sono semplici ma molto profumate e quando si mescolano con la salsa diventano ancora più gustose.
Sotto e accanto alle sfoglie c’erano i Bánh ít ram, una specialità originaria della regione di Bình Định Province. Questo piatto ha una caratteristica molto particolare: unisce due consistenze diverse nello stesso boccone. Sotto c’è una base fritta croccante, sopra un piccolo gnocco di riso glutinoso morbido con ripieno saporito.
Nel piatto c’erano anche piccoli pezzi di chả, un po’ di polvere di gamberi secchi e naturalmente la salsa di pesce, la classica Nước chấm, che lega tutti i sapori con il suo equilibrio tra salato, dolce e leggermente acido.
È uno di quei piatti semplici che si trovano facilmente nei quartieri popolari di Đà Nẵng, lontano dai ristoranti turistici. Qui la cucina resta quella di tutti i giorni: veloce, economica e incredibilmente saporita.
Ogni volta che mi fermo in questi piccoli posti mi ricordo quanto la cucina vietnamita sappia essere ricca anche nelle preparazioni più semplici.

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Cháo chân vịt: zampe di anatra bollite

Cháo chân vịt: zampe di anatra bollite

Cháo chân vịt: zampe di anatra Bollite.
Quando torno in Vietnam mi piace raccontare non solo i piatti finiti, ma anche i momenti che vengono prima della cucina vera e propria. Questa foto mostra proprio uno di quei passaggi semplici ma importanti: un piatto di zampe di anatra bollite, pronte per essere utilizzate nella preparazione del Cháo chân vịt.
Eravamo a casa di mia sorella e, come spesso accade nelle cucine vietnamite, la preparazione iniziava con calma. Le zampe di anatra richiedono sempre una pulizia molto accurata. Prima vengono lavate con attenzione e poi sbollentate per alcuni minuti in acqua calda. Questo passaggio è importante perché elimina le impurità e prepara la carne per la cottura più lunga che avverrà poi nella zuppa di riso.
Guardando il piatto così, semplice e senza condimenti, potrebbe sembrare un ingrediente insolito. In realtà in Vietnam è molto apprezzato. Le zampe di anatra hanno una consistenza particolare, ricca di collagene, che durante la cottura lenta rilascia una gelatina naturale capace di rendere il cháo più cremoso e saporito.
Mentre queste zampe riposavano nel piatto, nella cucina si preparava il resto degli ingredienti: il riso, il brodo e le erbe aromatiche. Sono momenti tranquilli, quasi silenziosi, che fanno parte della vita quotidiana. Non è una preparazione complicata, ma richiede pazienza e attenzione, proprio come molte ricette della cucina vietnamita.
Tra poco tutto finirà nella stessa pentola e queste zampe diventeranno parte di una zuppa calda e nutriente. Il cháo chân vịt è uno di quei piatti semplici che raccontano bene la cucina di casa: ingredienti umili, lavorati con cura, per creare qualcosa di profondamente confortante.
E guardando questa foto, per me non è solo un ingrediente: è l’inizio di un piatto che profuma di casa.

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Ốc Lể: le piccole lumache di mare da sgranocchiare

Ốc Lể: le piccole lumache di mare da sgranocchiare

Ốc Lể: le piccole lumache di mare da sgranocchiare.
A volte i piatti più semplici sono quelli che mi riportano più facilmente a casa. Le ốc lể, queste piccolissime lumache di mare, per me non sono solo cibo: sono quasi uno snack, un passatempo, qualcosa che si mangia con calma mentre si chiacchiera o si guarda la televisione.
Quando ero più giovane le mangiavo spesso nei piccoli chioschi di strada del Vietnam centrale. Ma anche a casa mi piace prepararle. Non è un piatto complicato, anzi. L’importante è avere delle lumache fresche e qualche ingrediente profumato che esalti il loro sapore di mare.
Di solito le faccio cuocere velocemente con lemongrass, peperoncino, un pizzico di sale e un filo di salsa di pesce. A volte aggiungo anche un po’ di olio allo scalogno fritto, che rende tutto ancora più fragrante. Bastano pochi minuti sul fuoco e il profumo riempie subito la cucina.
La cosa divertente però non è tanto cucinarle, quanto mangiarle.
Le ốc lể sono minuscole. Per tirare fuori il mollusco dal guscio bisogna usare uno stecchino o una piccola punta di legno. Si infila piano nel guscio e si estrae la lumachina con un piccolo movimento. Poi si passa alla successiva, e poi alla successiva ancora.
È quasi un rito.
Quando mi siedo con una scodella davanti posso restare lì anche un’ora intera, prendendone una alla volta. Non è un piatto che si mangia in fretta. È più simile a quando si sgranocchiano semi o noccioline. Si parla, si ride, si raccontano storie e intanto le lumachine spariscono lentamente dal piatto.
Mio marito ogni tanto mi guarda divertito perché procedo con calma, guscio dopo guscio. Ma è proprio questo il bello delle ốc lể: non riempiono solo lo stomaco, ma anche il tempo.
In Vietnam molti le mangiano nei chioschi serali con una birra fresca, seduti su piccoli sgabelli di plastica lungo la strada. Io invece le preparo volentieri anche a casa, quando ho voglia di qualcosa di semplice che sappia di mare e di ricordi.

E voi avete mai mangiato delle lumache di mare così piccole da doverle tirare fuori una alla volta con uno stecchino? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

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Cucina vietnamita: chíp chíp hấp, la ricetta

Cucina vietnamita: chíp chíp hấp, la ricetta

Cucina vietnamita: chíp chíp hấp, la ricetta.
Qualche sera fa, a Quy Nhon, abbiamo ordinato un piatto che per molti vietnamiti è semplice e quotidiano, ma che ogni volta riesce a sorprendermi per il suo profumo intenso: il Chíp chíp hấp.
Era una sera tranquilla, il mare non lontano e l’aria ancora tiepida. Sul tavolo è arrivata una grande ciotola fumante piena di piccole vongole locali, aperte dal vapore e immerse in un brodo profumato. Sopra, tagli sottili di citronella, zenzero e qualche peperoncino rosso davano colore e promettevano un gusto deciso.
Le chíp chíp sono piccole vongole molto diffuse lungo la costa del Vietnam centrale. Nei ristorantini di mare o nelle trattorie locali vengono spesso cucinate nel modo più semplice possibile: al vapore. È proprio questa semplicità che permette al sapore del mare di rimanere protagonista.
Quando il piatto arriva in tavola, di solito lo accompagnano con piccole ciotole di salse. Una con salsa di soia e peperoncino fresco, un’altra con una salsa verde più aromatica. Ognuno può intingere le vongole secondo il proprio gusto, ma spesso basta già il brodo leggero e profumato che si crea durante la cottura.
Mi piace osservare come in Vietnam anche i piatti più semplici abbiano un equilibrio perfetto tra ingredienti freschi e aromi naturali. La citronella dà una nota agrumata, lo zenzero aggiunge freschezza e il peperoncino un leggero calore che rende tutto più vivace.
Alla fine della cena succede sempre la stessa cosa: quando le vongole sono finite, qualcuno prende la ciotola e beve il brodo rimasto. È troppo buono per lasciarlo lì.
Ecco come preparare questo piatto anche a casa.

Ingredienti

– 1 kg di vongole piccole;
– 2 gambi di citronella;
– 1 pezzetto di zenzero fresco;
– 1 peperoncino rosso;
– 2 cipollotti;
– 200 ml di acqua;
– sale o salsa di pesce (facoltativo).

Preparazione

Lava bene le vongole e lasciale spurgare in acqua salata per eliminare la sabbia.
Taglia la citronella a fettine sottili e lo zenzero a julienne.
Metti le vongole in una pentola con acqua, citronella, zenzero e peperoncino.
Copri con un coperchio e cuoci a fuoco medio finché le vongole si aprono.
Aggiungi i cipollotti tagliati e mescola leggermente.
Servi subito con il brodo di cottura.
Questo piatto è perfetto come antipasto o come piatto da condividere al centro della tavola. È leggero, profumato e racchiude tutto il sapore della costa vietnamita.

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Foto scattate con Oppo Reno 12.

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Una pizza margherita sorprendente da 4P’s Nha Trang

Una Margherita sorprendente da 4P’s Nha Trang

Una pizza margherita sorprendente da 4P’s Nha Trang.
Quando si viaggia per molte settimane lontano da casa, capita che ogni tanto venga voglia di ritrovare un sapore familiare. Non per nostalgia, ma per il piacere di fermarsi un momento e gustare qualcosa che ricorda l’Italia. A mio marito succede spesso con la pizza. Così, durante il nostro viaggio in Vietnam, una sera a Nha Trang abbiamo deciso di concederci una pizza Margherita.
Abbiamo scelto la Pizza 4P’s, una catena molto conosciuta in Vietnam che negli ultimi anni si è costruita una reputazione davvero interessante tra gli amanti della pizza. Devo ammettere che ero curiosa: trovare una pizza davvero buona fuori dall’Italia non è sempre così scontato.
Appena entrati nel locale si respira un’atmosfera moderna ma accogliente. La cucina è organizzata in modo che si possa vedere il lavoro dei pizzaioli e, soprattutto, il forno a legna. Ed è proprio lì che tutto comincia: il calore del forno, l’impasto steso a mano, i gesti veloci e precisi di chi prepara una pizza con attenzione.
Naturalmente abbiamo ordinato una Margherita. È la pizza più semplice, ma proprio per questo è quella che racconta meglio la qualità di una pizzeria. Quando è arrivata al tavolo mi ha subito colpito il suo aspetto: il rosso brillante del pomodoro, il bianco della mozzarella che si scioglieva lentamente e qualche foglia di basilico fresco. Tre ingredienti essenziali, ma capaci di creare un equilibrio perfetto.
L’impasto era leggero, con il bordo ben gonfio e leggermente dorato. Il profumo del forno a legna si sentiva chiaramente. Al primo morso ho capito che non era solo una buona pizza “per essere in Asia”: era semplicemente una buona pizza, punto. L’impasto soffice dentro e appena croccante fuori, il pomodoro equilibrato e la mozzarella cremosa creavano un risultato sorprendentemente vicino a quello di tante ottime pizzerie italiane.
Mio marito ha sorriso subito dopo il primo pezzo, e questo è sempre il miglior giudizio possibile.
Viaggiando amiamo scoprire il cibo locale, i mercati e i piatti della tradizione vietnamita. Ma ogni tanto è bello anche fare una piccola pausa e ritrovare un sapore che parla di casa. In questa pizzeria di Nha Trang abbiamo trovato proprio questo: una pizza Margherita cotta nel forno a legna, semplice e autentica, capace di regalarci un piccolo momento d’Italia dall’altra parte del mondo.

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Foto scattate con Oppo Reno 12.

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Bún cá tra le colline e il mare di Quy Nhơn

Bún cá tra le colline e il mare di Quy Nhơn

Bún cá tra le colline e il mare di Quy Nhơn.
Certe volte i piatti più semplici sono quelli che raccontano meglio un luogo. Questo Bún cá l’ho mangiato in un piccolo ristorante nella provincia di Quy Nhơn, una zona dove il mare è sempre vicino e il pesce arriva in cucina poche ore dopo essere stato pescato.
Quando la ciotola è arrivata al tavolo, la prima cosa che ho notato è stato il profumo del brodo: leggero, pulito, con una nota delicata di pesce e di erbe fresche. Dentro galleggiavano i sottili noodles di riso, i bún, quasi nascosti tra le foglie verdi e il cipollotto.
In superficie c’erano alcune fette di pesce e un cucchiaio di pasta di peperoncino rosso brillante che aggiungeva colore e carattere al piatto. Accanto, cavolo tagliato sottile ed erbe aromatiche che in Vietnam non mancano mai: fresche, profumate, capaci di cambiare completamente il gusto del brodo ad ogni boccone.
Il Bún cá è una delle zuppe più amate nel nord del Vietnam, soprattutto a Hanoi, ma si trova facilmente anche lungo tutta la costa. Qui vicino a Quy Nhơn il pesce è ovviamente protagonista e spesso proviene direttamente dai villaggi di pescatori che punteggiano il litorale.
Il bello di questo piatto è l’equilibrio. Il brodo è leggero, quasi trasparente, ma allo stesso tempo ricco di sapore. Le erbe aggiungono freschezza, il peperoncino un tocco piccante, mentre i noodles di riso rendono la zuppa sostanziosa senza appesantirla.
È uno di quei piatti che in Vietnam si mangiano in qualsiasi momento della giornata: a colazione, a pranzo o quando si ha semplicemente voglia di qualcosa di caldo e confortante.
Seduto al tavolo, con la ciotola fumante davanti e il rumore lontano delle moto sulla strada, ho pensato che questo è esattamente il tipo di cucina che mi fa amare il Vietnam: ingredienti semplici, sapori puliti e quella sensazione di autenticità che si trova solo nei piccoli ristoranti locali.

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Piccoli Bánh xèo di mare a Quy Nhơn

Piccoli Bánh xèo di mare a Quy Nhơn

Piccoli Bánh xèo di mare a Quy Nhơn.
In un piccolo locale semplice, lungo una strada polverosa della provincia di Quy Nhơn, mi sono trovato davanti a un piatto che racconta molto bene la cucina di questa parte del Vietnam. Sul tavolo è arrivato un grande piatto colmo di piccole crêpe dorate: i famosi Bánh xèo, ma in una versione diversa da quella più grande e conosciuta nel sud del paese.
Qui sono piccoli, quasi come delle mini frittelle croccanti. La superficie è leggermente dorata e piena di piccoli buchi, segno che la pastella di farina di riso ha sfrigolato bene sulla piastra calda. Dentro si vedono gamberi rosa, qualche pezzetto di calamaro e una manciata di germogli di soia appena scottati. Ingredienti semplici, ma con tutto il sapore del mare che circonda questa regione del Vietnam centrale.
Accanto al piatto arrivano sempre altri elementi indispensabili: un mucchio di erbe fresche, lattuga croccante e sottili strisce di mango verde ancora acerbo, che aggiungono una nota acidula e fresca. E poi una cosa che per molti viaggiatori è una sorpresa: i sottili fogli di carta di riso trasparente, i Bánh tráng.
È proprio così che si mangiano qui. Si prende un foglio di carta di riso, lo si appoggia sul palmo della mano e si aggiunge una delle piccole crêpe croccanti. Sopra si mettono le erbe, un po’ di lattuga e qualche striscia di mango verde. Poi si arrotola tutto con le dita fino a formare un piccolo involtino.
A quel punto arriva il gesto finale: l’involtino viene immerso nella salsa Nước chấm, la classica salsa vietnamita a base di salsa di pesce, lime, zucchero e peperoncino. Il contrasto tra la crêpe calda e croccante, le erbe fresche e la salsa sapida crea un equilibrio perfetto di sapori.
È un piatto conviviale, informale, che si mangia lentamente, chiacchierando, mentre dal retro della cucina continuano ad arrivare nuove crêpe appena cotte. In queste zone della provincia di Quy Nhơn il mare è sempre vicino, e lo si sente in ogni boccone.
Sono piatti come questo che fanno capire quanto la cucina vietnamita sia fatta di gesti semplici e ingredienti freschi. Non serve molto altro: una padella calda, qualche gambero, un po’ di erbe e la voglia di sedersi a tavola insieme.

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