Il drago del tempio Chùa Nam Sơn a Da Nang

Drago decorativo del tempio Chùa Nam Sơn a Da Nang in Vietnam con colori vivaci e motivi tradizionali orientali

Il drago del tempio Chùa Nam Sơn a Da Nang.
Davanti al mio obiettivo ho catturato un dettaglio ricco di colori e simbolismi: il drago del tempio Chùa Nam Sơn, una delle immagini più affascinanti da osservare in Vietnam per chi cerca architetture tradizionali e dettagli decorativi unici. La superficie scolpita e dipinta mostra un grande drago dorato circondato da nuvole stilizzate, un elemento che racconta la profonda presenza della simbologia orientale nei luoghi religiosi vietnamiti.
Avvicinandomi con lo sguardo a questo particolare architettonico, sono rimasto colpito dalla quantità di dettagli presenti nella composizione. Le forme sinuose del corpo del drago, i colori intensi e le decorazioni geometriche dello sfondo creano un insieme in cui ogni elemento sembra avere un significato preciso. La fotografia non mostra soltanto una decorazione, ma un frammento dell’atmosfera che caratterizza questo tempio.
Il Chùa Nam Sơn si trova a Da Nang, nella regione centrale del Vietnam, una zona conosciuta per il rapporto tra tradizione, spiritualità e paesaggi naturali. Durante la visita al tempio, questo tipo di decorazione attira naturalmente l’attenzione perché unisce arte, cultura e architettura in un unico elemento visivo.
Il drago nella cultura vietnamita è considerato un simbolo di forza, prosperità e protezione. Una curiosità interessante è che, nella tradizione dell’Asia orientale, il drago è spesso associato all’acqua e alla capacità di portare equilibrio e fortuna, caratteristiche che lo rendono una presenza frequente nei templi e negli edifici importanti.
Questa fotografia nasce dall’osservazione di un dettaglio che spesso rischia di passare inosservato rispetto all’intero edificio. Nei miei racconti fotografici dedicati ai luoghi asiatici del fotoblog, come quelli dedicati ai templi e alle architetture tradizionali, cerco proprio di fermarmi su questi particolari perché sono spesso loro a raccontare meglio lo spirito di un luogo.
Il drago del tempio Chùa Nam Sơn mostra un equilibrio particolare tra movimento e precisione: sembra quasi emergere dalla parete grazie alle forme curve e ai colori vivaci, creando una scena che cattura lo sguardo anche attraverso una semplice fotografia. Ogni linea decorativa contribuisce a creare una sensazione di energia e armonia.
Per chi cerca cosa vedere a Da Nang in Vietnam, il tempio rappresenta un luogo interessante non solo per la sua struttura generale, ma anche per la ricchezza dei suoi dettagli artistici. Fotografare questi elementi significa conservare una piccola parte di una cultura visiva antica e ancora oggi molto presente.

Quale dettaglio del drago o delle decorazioni tradizionali vietnamite ti incuriosisce maggiormente? Aggiungi un comment oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Drago decorativo del tempio Chùa Nam Sơn a Da Nang in Vietnam con colori vivaci e motivi tradizionali orientali

Drago decorativo del tempio Chùa Nam Sơn a Da Nang in Vietnam con colori vivaci e motivi tradizionali orientali

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

Per vedere tutte le foto scattate nella pagoda clicca qui:
foto gallery

Da Nang, il gallo di pietra a Linh Ung

Statua del gallo a Linh Ung Pagoda a Da Nang in Vietnam con base decorata e contesto naturale del tempio buddhista

Da Nang, il gallo di pietra a Linh Ung.
La statua del gallo a Linh Ung Pagoda Da Nang mi ha colpito subito per il suo modo di emergere tra la vegetazione del tempio, quasi fosse un simbolo sospeso tra mito e quotidianità. La statua del gallo a Linh Ung Pagoda Da Nang non è soltanto un elemento decorativo, ma un dettaglio che sembra appartenere a una narrazione più ampia legata all’architettura sacra del complesso.
Mi trovo a Da Nang, Vietnam, all’interno dell’area della Linh Ung Pagoda, un luogo che unisce spiritualità e paesaggio in una composizione molto equilibrata. La statua del gallo a Linh Ung Pagoda Da Nang si inserisce in questo contesto come una presenza silenziosa ma forte, poggiata su una base decorata che richiama simboli tradizionali e motivi ornamentali tipici dell’arte religiosa asiatica.
Osservandola da vicino, noto la cura nei dettagli delle piume scolpite e nella postura fiera dell’animale, che sembra quasi pronto a cantare. In molte culture asiatiche il gallo è simbolo di vigilanza e rinascita, e non è raro trovarlo associato a spazi sacri o protettivi, come in questo caso.
La Linh Ung Pagoda è conosciuta anche per le sue grandi statue e per la vista panoramica sulla costa di Da Nang, ma questo dettaglio più piccolo crea un contrasto interessante con la monumentalità del luogo. In altri articoli del sito dedicati ai templi del Vietnam ho già raccontato come spesso siano proprio i particolari meno evidenti a rendere memorabile un luogo.
Resto qualche istante fermo a osservare la statua del gallo a Linh Ung Pagoda Da Nang mentre il contesto attorno continua a vivere in silenzio, tra alberi, pietra e visitatori che passano lentamente. È uno di quei momenti in cui il dettaglio diventa più importante dell’intero panorama.
E mentre mi allontano, mi chiedo quanti altri simboli simili si nascondano tra le aree del tempio senza essere notati davvero.

Ti è mai capitato di ricordare un luogo solo per un dettaglio così preciso? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Statua del gallo a Linh Ung Pagoda a Da Nang in Vietnam con base decorata e contesto naturale del tempio buddhista

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Tamron 16-300.

Per vedere tutte le foto che ho scattato nella pagoda clicca qui:
foto gallery

Dove si trova la pagoda:

Piccoli frutti di mare al mercato di Da Nang

Piccoli frutti di mare in un mercato di Da Nang con conchiglie miste, erbe e colori naturali tipici della cucina vietnamita

Piccoli frutti di mare al mercato di Da Nang.
Appena mi sono avvicinato al banco del mercato di Da Nang, quei piccoli frutti di mare hanno catturato subito la mia attenzione, una scena che racconta perfettamente cosa mangiare a Da Nang senza bisogno di spiegazioni. Tra conchiglie minuscole e colori naturali, ho capito quanto i frutti di mare Vietnam siano parte integrante della vita quotidiana qui, qualcosa di semplice ma profondamente radicato.
Il mucchio sembrava quasi vivo, con tutte quelle piccole conchigliette lucide, alcune striate, altre più opache, mescolate con erbe fresche e qualche pezzetto di peperoncino. L’odore era intenso ma non sgradevole, tipico dei mercati locali dove tutto è ancora autentico. Se ti chiedi cosa mangiare in Vietnam, probabilmente è proprio da queste bancarelle che dovresti iniziare, osservando prima ancora di assaggiare.
Ero a Da Nang, nel Vietnam centrale, Vietnam, e questa scena mi ha riportato alla mente altri mercati che ho raccontato sul sito, ma qui c’era qualcosa di diverso, forse il modo in cui il cibo viene esposto, così diretto, senza filtri. Non c’è estetica costruita, solo realtà.
Una curiosità interessante è che molte di queste piccole conchiglie vengono raccolte lungo le coste e poi saltate velocemente in padella con lemongrass e spezie, diventando uno street food molto diffuso e amato. È un esempio perfetto di come ingredienti semplici possano trasformarsi in qualcosa di sorprendente.
Ho cercato di fotografare il dettaglio, avvicinandomi il più possibile per catturare le texture e le sfumature. Non era solo una foto di cibo, ma un frammento di vita quotidiana, un momento che difficilmente si dimentica.

Ti è mai capitato di restare colpito da qualcosa di così semplice ma così pieno di significato? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Piccoli frutti di mare in un mercato di Da Nang con conchiglie miste, erbe e colori naturali tipici della cucina vietnamita

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

La casa gialla con lanterne nel cuore di Hoi An

Casa gialla a Hoi An con lanterne e piante sospese, edificio tradizionale trasformato in café nel centro storico vietnamita

La casa gialla con lanterne nel cuore di Hoi An.
La casa gialla con le lanterne a Hoi An mi appare come una presenza calda e vibrante tra le stradine del centro, dove ogni edificio sembra raccontare una storia trasformata dal tempo e dall’uso quotidiano. La casa gialla con lanterne a Hoi An, Vietnam, si inserisce perfettamente in questo tessuto urbano fatto di colori intensi, piante sospese e luci morbide che accompagnano il passaggio delle persone.
Camminando tra le vie del centro storico, la casa gialla con lanterne a Hoi An non è più soltanto una casa, ma una di quelle strutture che hanno cambiato funzione senza perdere identità, diventando un café o un piccolo ristorante su più livelli. Questa trasformazione è tipica del centro di Hoi An, dove l’architettura tradizionale si adatta alla vita contemporanea senza spezzare la sua armonia visiva.
Mi fermo davanti alla facciata e osservo le piante che scendono dai balconi, le lanterne che oscillano leggermente e la pittura gialla che riflette la luce in modo quasi morbido. Nel centro storico di Hoi An, Vietnam, questi elementi non sono decorazione, ma parte integrante dell’atmosfera che rende il luogo così riconoscibile e fotografato.
Una curiosità interessante è che molte di queste case mercantili storiche di Hoi An, un tempo legate ai commerci fluviali e marittimi, sono state conservate e riconvertite proprio per mantenere viva la struttura urbana originaria, oggi patrimonio UNESCO.
Mentre scatto, mi torna alla mente un altro tipo di architettura raccontata sul sito, come le facciate eleganti del lungomare di Rapallo, dove tutto è più lineare e occidentale. Qui invece a Hoi An la densità visiva è più ricca, quasi stratificata.

La casa gialla con lanterne a Hoi An rimane impressa come un piccolo equilibrio tra passato e presente, tra abitazione e spazio sociale, tra luce e colore che non smette mai di cambiare. Ti sei mai chiesto come sarebbe fermarsi davvero a vivere in un luogo così? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Casa gialla a Hoi An con lanterne e piante sospese, edificio tradizionale trasformato in café nel centro storico vietnamita

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

Clicca qui per vedere tutte le foto della cittadina:
foto gallery

La precedente città portuale dei Champa, situata presso l’estuario del Thu Bon, fu un importante centro di commercio vietnamita durante il XVI ed il XVII secolo, quando giapponesi e cinesi provenienti da varie provincie, olandesi ed indiani vi s’insediarono. In questo periodo di commercio con la Cina la città venne chiamata Hai Pho (Città sul mare) in vietnamita.
Continua e approfondisci su Wikipedia

The yellow house with lanterns in Hoi An – La casa gialla con lanterne nel cuore di Hoi An – La casa amarilla con faroles en Hoi An – A casa amarela com lanternas em Hoi An – Das gelbe Haus mit Laternen in Hoi An – Ngôi nhà vàng với đèn lồng ở Hội An – 会安带灯笼的黄色房子 – ホイアンの提灯がある黄色い家

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Durian al Con Market di Da Nang

Durian al Con Market di Da Nang esposti su banco di mercato vietnamita tra bancarelle e atmosfera affollata

Durian al Con Market di Da Nang.
L’impatto visivo dei durian al Con Market di Da Nang arriva subito, appena mi inoltro tra le corsie del mercato coperto, dove luci artificiali e movimento continuo creano un ritmo quasi ipnotico. Qui, nel Con Market di Da Nang, Vietnam, mi fermo davanti a questa frutta tropicale così particolare, lasciando che siano le forme e le superfici a guidare lo sguardo prima ancora delle parole.
Osservando i durian al Con Market di Da Nang, noto subito il contrasto tra la loro scorza spinosa e l’ordine apparentemente semplice del banco che li espone, quasi fossero oggetti preziosi più che semplici frutti. Il Con Market di Da Nang è uno dei mercati più noti della città, un luogo dove la vita quotidiana si mescola al commercio locale e dove ogni angolo racconta qualcosa di diverso della cultura vietnamita.
Mentre mi sposto lungo il mercato, continuo a incontrare i durian al Con Market di Da Nang, che diventano un punto visivo ricorrente tra spezie, frutta e bancarelle affollate. Da Nang, città costiera del Vietnam centrale, offre proprio in luoghi come questo una risposta concreta a chi si chiede cosa vedere oltre le spiagge e i punti panoramici: il Con Market è uno di quei posti che mostrano la città nella sua forma più autentica.
La scena mi riporta anche ad altri mercati asiatici raccontati su lucadea.com, dove spesso la fotografia diventa un modo per entrare in contatto diretto con la vita quotidiana. Qui però il Con Market ha una sua identità precisa, fatta di odori forti, colori intensi e una presenza costante di movimento umano.
Una curiosità: il durian è spesso chiamato “re dei frutti” nel Sud-est asiatico per la sua complessità aromatica, tanto amata da alcuni quanto evitata da altri, e questo lo rende un elemento quasi simbolico nei mercati locali.

Ti fermeresti a osservare questi durian al centro di un mercato così vivo? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Durian al Con Market di Da Nang esposti su banco di mercato vietnamita tra bancarelle e atmosfera affollata

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

Per vedere tutte le foto che ho scattato al mercato clicca qui:
foto gallery

Đậu đũa xào thịt heo cucinato a casa in Italia, la ricetta

Padella di Đậu đũa xào thịt heo con fagiolini e maiale saltati in casa in Italia, piatto vietnamita casalingo ricco e saporito

Đậu đũa xào thịt heo cucinato a casa in Italia.
Il profumo caldo che arriva dalla cucina mi riporta sempre a casa, anche se in questo momento sono in Italia, dove preparo spesso il mio Đậu đũa xào thịt heo, un piatto semplice ma pieno di ricordi. Il Đậu đũa xào thịt heo è una di quelle ricette che non hanno bisogno di presentazioni nella mia famiglia: basta il suono della padella per capire che qualcosa di buono sta nascendo.
Quando lo cucino, taglio i fagiolini lunghi e sottili e li unisco al maiale a pezzi, lasciando che il calore della padella faccia il resto. Anche il mio Đậu đũa xào thịt heo fatto in Italia conserva lo stesso spirito di quello che mangiavo in Vietnam, anche se gli ingredienti a volte hanno una piccola variazione. Mio marito osserva sempre curioso mentre preparo il Đậu đũa xào thịt heo, perché per lui è un viaggio in un mondo diverso senza uscire di casa.
Vivo in Italia, e questo piatto diventa un ponte tra la mia vita qui e le mie radici in Vietnam. Il profumo dei fagiolini saltati con la carne di maiale riempie la cucina e si mescola ai ricordi di mercati locali e pranzi in famiglia. A volte penso a quanto sia bello poter cucinare il Đậu đũa xào thịt heo anche lontano dal mio Paese, mantenendo viva una tradizione che non perde significato.

Ingredienti

– fagiolini lunghi (đậu đũa);
– carne di maiale a pezzi;
– aglio;
– salsa di pesce;
– salsa di soia;
– olio;
– sale e pepe.

Preparazione

Per prima cosa preparo tutti gli ingredienti in anticipo, perché questo piatto richiede una cottura veloce e a fuoco vivo. Taglio i fagiolini lunghi (đậu đũa) a pezzi di circa 4–5 cm, cercando di mantenerli della stessa dimensione per una cottura uniforme. La carne di maiale la scelgo leggermente grassa, così rimane più morbida e saporita in padella, e la taglio a bocconcini non troppo grandi.
Scaldo bene il wok o una padella ampia con un filo d’olio. Quando l’olio è caldo, aggiungo l’aglio tritato e lo lascio dorare appena, facendo attenzione a non bruciarlo perché darebbe un sapore amaro al piatto.
A questo punto inserisco la carne di maiale e la salto a fuoco medio-alto. La lascio rosolare bene su tutti i lati, finché non prende un leggero colore dorato e inizia a rilasciare il suo profumo. Se serve, aggiungo un pizzico di sale e una macinata di pepe per insaporire subito la base.
Quando la carne è quasi cotta (ma ancora leggermente tenera), alzo il fuoco e aggiungo i fagiolini. Li salto velocemente insieme alla carne, mescolando spesso per farli insaporire senza farli diventare troppo morbidi: devono restare croccanti e mantenere il loro colore verde brillante.
A questo punto verso la salsa di pesce e un piccolo splash di salsa di soia. Il profumo cambia subito e diventa più intenso e “vietnamita”. Continuo a saltare tutto per qualche minuto, finché i fagiolini sono cotti ma ancora consistenti e la carne è perfettamente glassata dal condimento.
Se il piatto risulta troppo asciutto, aggiungo un cucchiaio d’acqua calda per creare una leggera salsa che lega meglio gli ingredienti.
Prima di spegnere il fuoco, assaggio e regolo eventualmente con un altro goccio di salsa di pesce o un pizzico di pepe.
Servo il Đậu đũa xào thịt heo subito, ancora fumante, spesso accompagnato da riso bianco semplice, che assorbe perfettamente i succhi della carne e dei fagiolini.

Nel nostro blog c’è anche un altro piatto vietnamita cucinato in Italia che racconta lo stesso incontro tra due culture, e spesso li preparo uno dopo l’altro quando voglio sentirmi più vicina a casa.

E ogni volta che lo porto in tavola mi chiedo: quanto può un piatto semplice raccontare la storia di una vita lontana ma ancora presente? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

La cattedrale di Hanoi tra fede e caos urbano

Cattedrale cattolica di Hanoi con facciata gotica tra traffico e vita urbana, meta tipica per chi cerca cosa vedere a Hanoi

La cattedrale di Hanoi tra fede e caos urbano.
Camminando nel centro di Hanoi, cercando cosa vedere a Hanoi tra il traffico incessante e le strade piene di vita, mi sono ritrovato davanti alla cattedrale cattolica di Hanoi quasi senza accorgermene. Tra le cose da vedere a Hanoi, questa chiesa emerge all’improvviso, con la sua facciata che sembra appartenere a un’altra città, a un’altra epoca.
Il primo impatto è strano, quasi spiazzante. Sei immerso nel rumore dei motorini, nei clacson, nel flusso continuo di persone, e poi davanti a te si alzano queste torri in stile gotico, scure, un po’ consumate dal tempo. Cercare cosa vedere a Hanoi spesso significa lasciarsi sorprendere da contrasti come questo, dove il passato coloniale francese si intreccia con la vita quotidiana vietnamita.
Mi sono fermato qualche minuto a osservare la scena. Davanti alla cattedrale, la gente continuava a sedersi ai tavolini bassi, a bere qualcosa, a parlare. Nessuno sembrava farci troppo caso, come se fosse semplicemente parte del paesaggio. E forse è proprio questo che la rende così interessante per chi cerca cosa vedere a Hanoi: non è un monumento isolato, ma un luogo vivo.
Siamo ad Hanoi, nel nord del Vietnam, e qui la cattedrale di San Giuseppe rappresenta uno dei simboli più evidenti della presenza francese nel XIX secolo. Una piccola curiosità: è stata costruita nel 1886 ed è una delle chiese più antiche della città, ispirata alla Notre-Dame di Parigi.
Mi ha ricordato un’altra foto che avevo pubblicato tempo fa sempre qui ad Hanoi, in una strada poco distante, dove la vita quotidiana si mescola continuamente con l’architettura storica. È una città che non si lascia mai raccontare in modo semplice.
Se stai pensando a cosa vedere a Hanoi, questo è uno di quei luoghi che non colpiscono solo per l’estetica, ma per l’atmosfera che riescono a creare intorno.

Ti è mai capitato di trovarti davanti a un luogo così diverso da quello che ti aspettavi? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Cattedrale cattolica di Hanoi con facciata gotica tra traffico e vita urbana, meta tipica per chi cerca cosa vedere a Hanoi

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

Per vedere tutte le foto che ho scattato ad Hanoi clicca qui:
foto gallery

Ha Long Bay vista dall’alto

Vista dall’alto della baia di Ha Long Bay con isolotti rocciosi che emergono dal mare e vegetazione verde tra le formazioni

Ha Long Bay vista dall’alto.
Da questo punto panoramico la baia di Ha Long si apre davanti a me con una prospettiva completamente diversa da quella che si può avere dall’acqua. È una delle immagini che meglio raccontano cosa vedere a Ha Long Bay quando si riesce a osservare questo paesaggio da una posizione più elevata.
Arrivare fin quassù non è stato immediato, ma una volta raggiunto il punto più alto ho capito subito che la salita era valsa la pena. Davanti a me avevo un paesaggio enorme, quasi difficile da racchiudere in una sola fotografia, con il mare che occupava gli spazi tra centinaia di isolotti e le grandi formazioni rocciose che emergevano dall’acqua.
Ha Long Bay si trova nel nord-est del Vietnam, nella provincia di Quang Ninh, e vista dall’alto assume un aspetto completamente diverso rispetto alle immagini che normalmente si vedono delle sue acque. Dal livello del mare le isole sembrano soprattutto grandi pareti di roccia; da qui, invece, diventano parte di un disegno molto più ampio, fatto di forme, distanze e prospettive che cambiano continuamente.
Mi sono fermato a guardare prima ancora di pensare alla fotografia. C’erano alcune imbarcazioni molto lontane, quasi minuscole rispetto all’estensione della baia, e le pareti calcaree degli isolotti emergevano dalla superficie del mare ricoperte di vegetazione. Da questa altezza le distanze sembravano dilatarsi e anche le barche, che normalmente rappresentano un elemento importante nelle fotografie della baia, diventavano soltanto piccoli punti nel paesaggio.
Ho voluto scattare questa fotografia proprio per cercare di restituire quella sensazione di vastità. Non era semplice trovare un’inquadratura che comprendesse abbastanza panorama senza perdere completamente i particolari. La baia è talmente complessa che lo sguardo tende continuamente a spostarsi da un isolotto all’altro, seguendo le linee irregolari delle rocce e gli spazi d’acqua che le separano.
Se vi state chiedendo cosa vedere a Ha Long Bay, naturalmente le escursioni in barca permettono di vivere il paesaggio da vicino, ma una vista dall’alto aggiunge un’altra chiave di lettura. Da qui si comprende meglio quanto siano numerose le formazioni rocciose e quanto sia articolata la costa. È come passare dalla lettura di un singolo dettaglio alla visione dell’intero insieme.
Una curiosità che vale la pena ricordare è che Ha Long Bay è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale per il suo eccezionale paesaggio carsico. Le sue formazioni calcaree sono il risultato di processi geologici sviluppatisi nel corso di milioni di anni, modellati dall’azione dell’acqua e dagli agenti atmosferici. È proprio questa lunga evoluzione naturale ad aver creato l’incredibile successione di isolotti e pareti rocciose che si vede nella fotografia.
Riguardando lo scatto, però, non è tanto l’aspetto geologico a tornarmi in mente. È soprattutto quella sensazione di sospensione che ho provato arrivando in cima. Il paesaggio sembrava quasi immobile e, nonostante la presenza delle barche, dava l’impressione che il tempo scorresse molto più lentamente.
Fotografare un luogo così conosciuto ha anche una difficoltà particolare. Ha Long Bay è stata fotografata migliaia di volte e trovare un punto di vista che restituisca almeno una parte della sensazione provata sul posto non è scontato. In questo caso non cercavo necessariamente l’immagine perfetta, ma una fotografia che ricordasse la vastità che avevo davanti agli occhi.
La cosa che mi piace maggiormente è il contrasto tra la regolarità dell’acqua e le forme quasi casuali degli isolotti. Alcune rocce sembrano emergere isolate, altre sono raccolte in gruppi e creano passaggi e corridoi naturali. La vegetazione, poi, copre gran parte delle superfici e rende ancora più evidente la differenza tra il verde delle montagne e il blu del mare.
Questa fotografia si collega anche al mio racconto fotografico del Vietnam, dove ho raccolto nel tempo immagini di luoghi e momenti molto diversi tra loro. Dopo aver fotografato strade, città e dettagli della vita quotidiana, trovarmi davanti a un paesaggio di queste dimensioni ha significato cambiare completamente modo di osservare e di fotografare.
Ho scattato questa immagine proprio per conservare quella prospettiva e quel senso di ampiezza. Da terra si possono cogliere i dettagli delle singole formazioni, mentre da qui tutto diventa un grande mosaico naturale. E forse è proprio questo il motivo per cui una vista di Ha Long Bay dall’alto rimane così impressa: non mostra soltanto la baia, ma permette di percepirne la scala.
Guardando ancora una volta questa fotografia, mi sembra quasi di essere tornato per qualche istante lassù, davanti a quel panorama silenzioso e pieno di forme. È uno di quei luoghi nei quali la fotografia può conservare soltanto una parte dell’esperienza, lasciando fuori proprio quella sensazione di immensità che si prova quando ci si trova davvero davanti al paesaggio.

Avete mai visto Ha Long Bay dall’alto o preferite scoprirla navigando tra i suoi isolotti? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Ha Long Bay vista dall’alto, con isolotti calcarei ricoperti di vegetazione che emergono dal mare

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Per vedere tutte le foto che ho scattato ad Ha Long Bay clicca qui:

Dove si trova la baia:

Tra bancarelle di aglio al mercato del Vietnam

Bancarella del mercato in Vietnam piena di teste d’aglio bianche e violacee impilate in grandi quantità ravvicinate

Tra bancarelle di aglio al mercato del Vietnam.
Mi trovo davanti a una distesa compatta di aglio che riempie lo sguardo senza lasciare spazio ad altro, e l’aglio diventa subito il protagonista assoluto di questa scena semplice e concreta. Le teste d’aglio si accumulano una sull’altra come piccole architetture naturali, alcune perfettamente bianche, altre con leggere sfumature violacee che raccontano varietà diverse e passaggi di mani diverse prima di arrivare qui. In questo mercato del Vietnam l’aglio non è solo un ingrediente, ma una presenza quasi rituale, sempre ordinata ma mai davvero statica, perché sembra vibrare nel continuo passaggio di chi compra e chi vende.
L’odore non lo posso percepire attraverso l’immagine, ma lo immagino facilmente: un profumo pungente che si mescola all’umidità del mercato e al legno delle cassette. L’aglio diventa quasi un linguaggio comune tra le persone che si muovono attorno alle bancarelle, un punto fermo che accomuna cucine e tradizioni lontane. Qui l’aglio è ovunque, e osservandolo così da vicino sembra quasi di poter distinguere la trama sottile delle sue radici secche e la consistenza fragile della buccia.
Una curiosità interessante riguarda proprio il ruolo dell’aglio nella cucina vietnamita: viene spesso utilizzato come base aromatica fondamentale nei soffritti, insieme a scalogno e peperoncino, creando quella profondità di sapore che caratterizza molti piatti locali. Non è solo un condimento, ma un elemento identitario che attraversa ricette quotidiane e piatti delle feste.

Osservando questa scena mi chiedo quanto lavoro invisibile ci sia dietro ogni singola testa d’aglio e quante storie attraversino questo mercato prima di arrivare nelle cucine di chi vive qui ogni giorno. E tu, quante volte hai guardato davvero da vicino un ingrediente così semplice? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

Per vedere tutte le foto che ho scattato al mercato clicca qui:

La statua dorata nella Khai Dinh Tomb a Hue

Statua dorata dell’imperatore nella Khai Dinh Tomb a Hue con dettagli decorativi e ambiente interno riccamente decorato

La statua dorata nella Khai Dinh Tomb a Hue.
Entrando nella Khai Dinh Tomb a Hue, lo sguardo viene subito catturato dalla statua dorata che domina lo spazio con una presenza quasi immobile ma intensa. La statua dorata nella Khai Dinh Tomb sembra osservare tutto senza muoversi, seduta in un silenzio che riempie la stanza più di qualsiasi suono.
Mi sono fermato davanti a quella figura cercando di capire cosa mi colpisse davvero: non era solo l’oro, né la posizione, ma l’insieme di dettagli che la rendevano così viva pur essendo immobile. Le superfici riflettevano la luce in modo irregolare, creando zone più brillanti e altre più opache, come se il tempo avesse lasciato tracce anche lì. La statua dorata nella Khai Dinh Tomb non è semplicemente decorativa, ma sembra custodire qualcosa di più profondo.
Scattando le due foto, ho cercato di cambiare leggermente l’angolazione, per cogliere come la percezione cambiasse anche solo di poco. Da un lato la figura appariva più distante, quasi irraggiungibile, dall’altro più vicina, con i dettagli del volto e delle mani più evidenti. In entrambi i casi, però, rimaneva quella sensazione di rispetto che ti viene spontanea in un luogo del genere.
L’interno della tomba è ricco di decorazioni, ma questa statua riesce comunque a emergere senza sforzo. È come se tutto il resto fosse lì per accompagnarla, senza mai sovrastarla. Una curiosità interessante è che la Khai Dinh Tomb fu costruita per l’imperatore Khải Định, e la statua rappresenta proprio lui, realizzata per custodire simbolicamente la sua presenza anche dopo la morte.
Restando lì davanti ancora qualche istante, ho cercato di non pensare troppo, lasciando che fosse l’atmosfera a guidarmi. Le fotografie che ne sono uscite non vogliono spiegare, ma solo restituire quella sensazione di quiete e imponenza allo stesso tempo.

Ti è mai capitato di trovarti davanti a una statua che sembra avere una presenza reale? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS R50 V e lente Tamron 16-300.

Per vedere tutte le foto che ho scattato alla tomba clicca qui:
foto gallery

Khải Dinh (Huế, 8 ottobre 1885 – Huế, 6 novembre 1925) è stato un imperatore vietnamita. Visitò la Francia nel 1922, mentre nel 1923 fece costruire il padiglione Tứ Phương Vô Sự a Huế. Khải Định soffriva di problemi di salute come il padre e diventò un tossicodipendente. Morì di tubercolosi nella Città Proibita Viola a Huế, secondo la sua concubina Ba Phi, che lo ha descritto come “non interessato al sesso” e “fisicamente debole”.
Continua e approfondisci su Wikipedia

The golden statue inside Khai Dinh Tomb in Hue – La statue dorée dans la tombe de Khai Dinh à Hué – La estatua dorada en la tumba de Khai Dinh en Hue – A estátua dourada no túmulo de Khai Dinh em Hue – Die goldene Statue im Khai Dinh Grab in Hue – Tượng vàng trong lăng Khai Dinh ở Huế – 顺化启定陵中的金色雕像 – フエのカイディン廟の金色の像

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

🏠
  • English