Chiavari, portici di Corso Garibaldi

Porticato di Corso Garibaldi a Chiavari con pavimento decorato e arcate storiche nel centro urbano della città ligure

Chiavari, portici di Corso Garibaldi.
Il porticato di Corso Garibaldi a Chiavari mi accoglie sempre con quella geometria regolare che sembra guidare i passi senza sforzo, e proprio il porticato di Corso Garibaldi a Chiavari diventa qui il vero protagonista dello scatto. Camminando sotto le arcate, il porticato di Corso Garibaldi a Chiavari si trasforma in una linea continua di ombre e luce che accompagna la prospettiva fino al fondo del corridoio urbano.
Mi trovo a Chiavari, Liguria, Italia, in uno dei tratti più riconoscibili della città, dove i portici storici costruiscono un ritmo architettonico che protegge e allo stesso tempo incornicia la vita quotidiana. La scena si sviluppa come un passaggio sospeso, con il pavimento decorato che guida lo sguardo e le colonne in pietra che scandiscono il tempo del cammino.
Il porticato di Corso Garibaldi a Chiavari ha una funzione storica molto legata alla tradizione urbana ligure: i portici, infatti, nascono come soluzione pratica per proteggere i percorsi pedonali da pioggia e sole, ma nel tempo sono diventati anche un elemento identitario delle città del nord Italia, soprattutto nei centri storici medievali e rinascimentali.
Osservando meglio questo tratto, noto come il disegno del pavimento crei un effetto ottico quasi ipnotico, una sequenza di forme che amplifica la profondità del portico. In un altro articolo del sito dedicato agli scorci di Chiavari avevo già raccontato come questi passaggi coperti siano tra gli elementi più fotografati della città, proprio perché cambiano continuamente percezione a seconda della luce e del movimento.
Continuo a camminare lentamente, lasciando che il porticato di Corso Garibaldi a Chiavari mi accompagni fino all’uscita del portico, dove la luce esterna interrompe bruscamente la sequenza regolare delle arcate. È un passaggio semplice, ma sempre efficace, che trasforma anche un momento ordinario in una composizione visiva precisa.

Ti è mai capitato di attraversare un portico e sentirti dentro una prospettiva già disegnata? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Porticato di Corso Garibaldi a Chiavari con pavimento decorato e arcate storiche nel centro urbano della città ligure

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

Il sagrato in risseu della Basilica dei Fieschi

Sagrato in risseu della Basilica dei Fieschi a San Salvatore dei Fieschi con portone in pietra e disegni in ciottoli bianchi e neri

Il sagrato in risseu della Basilica dei Fieschi.
Appena arrivato davanti alla Basilica dei Fieschi, il sagrato in risseu mi ha subito colpito, una di quelle immagini che raccontano cosa vedere a San Salvatore dei Fieschi senza bisogno di parole. Le pietre bianche e nere disposte con precisione creano disegni che sembrano muoversi sotto i piedi, e osservandole ho capito quanto il risseu ligure sia parte integrante del paesaggio.
Davanti al portone della basilica, tutto sembrava immobile e allo stesso tempo vivo. Il contrasto tra la facciata in pietra e il sagrato decorato rende questo angolo unico, uno di quei luoghi che consiglieresti a chi si chiede cosa vedere in Liguria lontano dai percorsi più affollati. Il risseu della Basilica dei Fieschi non è solo un dettaglio estetico, ma un elemento che accompagna lo sguardo verso l’ingresso, quasi a guidarti.
Mi trovavo a San Salvatore dei Fieschi, in Liguria, Italia, in una di quelle giornate tranquille in cui il tempo sembra rallentare. Non c’era fretta, solo il silenzio rotto da qualche passo e da un leggero vento. Mi ha ricordato altri scorci che ho raccontato sul sito, dove le superfici raccontano più delle architetture stesse.
Una curiosità interessante è che il risseu è una tecnica tradizionale ligure che utilizza ciottoli di mare per creare motivi decorativi, spesso con simboli religiosi o geometrici, e ogni sagrato ha un disegno unico che lo rende riconoscibile.
Ho cercato di fotografare la scena includendo sia il portone che il sagrato, per non perdere quel dialogo visivo tra sopra e sotto. Non era solo una foto architettonica, ma un modo per fermare un’atmosfera precisa.

Ti è mai capitato di restare colpito più dal pavimento che da ciò che hai davanti? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Oppo Reno 12.

Clicca qui per vedere tutte le foto scattate fuori e dentro la Basilica nel tempo:
foto gallery

Eccovi anche un bel video che ho registrato all’interno della Basilica:

Dove si trova la basilica:

Uno scorcio del centro storico di Chiavari

Portici del centro storico di Chiavari con palazzi gialli e persiane verdi incorniciati da un arco in primo piano

Uno scorcio del centro storico di Chiavari.
Passare sotto questi portici nel centro storico di Chiavari è uno di quei piccoli gesti che fanno capire davvero cosa vedere a Chiavari senza bisogno di cercare troppo. Tra i palazzi colorati e le persiane verdi, questo angolo della città ligure racconta in modo spontaneo cosa significa vivere e passeggiare nel cuore di Chiavari, in Liguria.
Mi sono fermato proprio sotto l’arco, quasi per istinto, attratto dalla cornice naturale che si creava tra la pietra e la luce. Le linee curve del portico accompagnano lo sguardo verso la facciata gialla di fronte, mentre i dettagli delle finestre e delle persiane aggiungono ritmo alla scena. È uno di quei momenti in cui non serve cercare il soggetto: è già lì, basta solo accorgersene.
Nel centro storico di Chiavari, in Liguria, Italia, ogni strada sembra costruita per essere attraversata lentamente. Non è solo una questione architettonica, ma di atmosfera. Qui i negozi sotto i portici convivono con edifici storici che mantengono ancora intatto il loro carattere. Una curiosità interessante è che i portici di Chiavari sono tra i più lunghi della Liguria e rappresentano da secoli un punto di incontro e riparo per la vita quotidiana della città.
Mentre osservavo la scena, mi è tornato in mente un altro scatto che avevo condiviso tempo fa proprio su questi portici, ma in una luce completamente diversa: cambia l’ora, cambiano le ombre, ma la sensazione resta la stessa. È questo che mi affascina di questi luoghi, la loro capacità di rimanere coerenti pur trasformandosi continuamente.
Le auto che passano ai margini dell’inquadratura ricordano che la città è viva, ma non disturbano l’equilibrio dell’immagine. Anzi, aggiungono un dettaglio contemporaneo a un contesto che sembra sospeso nel tempo.

Hai mai notato come certi scorci quotidiani riescano a diventare speciali solo fermandosi un attimo in più? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

Uno scorcio del centro storico di Chiavari – A glimpse of Chiavari old town – Un aperçu du centre historique de Chiavari – Un rincón del centro histórico de Chiavari – Um vislumbre do centro histórico de Chiavari – Ein Blick auf die Altstadt von Chiavari – Một góc khu phố cổ Chiavari – 基亚瓦里历史中心的一角

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Il Cantero chiuso a Chiavari e lavori in corso

Ingresso del Teatro Cinema Cantero a Chiavari con serranda chiusa, edificio storico del centro cittadino in attesa di riapertura

Il Cantero chiuso a Chiavari e lavori in corso.
L’ingresso del Teatro Cinema Cantero a Chiavari si presenta con la serranda abbassata, una superficie metallica che riflette in modo opaco la luce della strada e restituisce subito la sensazione di un luogo sospeso nel tempo. L’ingresso del Teatro Cinema Cantero a Chiavari in Liguria, Italia, è uno di quei punti urbani che raccontano più di quanto mostrino, soprattutto quando il silenzio prende il posto del flusso quotidiano.
Mi fermo davanti alla facciata e osservo i dettagli che resistono anche nella chiusura: le linee dell’ingresso, la struttura architettonica che lascia intuire ancora l’eleganza di uno spazio pensato per essere vissuto. L’ingresso del Teatro Cinema Cantero a Chiavari oggi appare chiuso, ma non abbandonato, come se stesse attraversando una fase intermedia.
Da quello che si percepisce dall’esterno e da quanto si sa, il teatro è rimasto inattivo per diversi anni dopo la chiusura e negli ultimi tempi si parla di lavori e di un possibile percorso di riapertura. Il Cinema Teatro Cantero è stato per decenni un punto centrale della vita culturale del Tigullio, inaugurato nei primi anni del Novecento e capace di attraversare epoche diverse tra cinema e teatro.
Una cosa interessante è che questa sala è considerata uno degli esempi più significativi di teatro-cinema storici della Liguria, con una struttura che ha accompagnato l’evoluzione dello spettacolo in Italia senza perdere la sua identità originaria.
Mentre resto davanti alla serranda, mi torna alla mente un altro scatto raccontato sul sito, quello delle architetture sul lungomare di Rapallo, dove invece gli spazi sono ancora completamente vivi e aperti. Qui a Chiavari, invece, tutto sembra in attesa.

L’ingresso del Teatro Cinema Cantero a Chiavari diventa così un simbolo di transizione, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe tornare ad essere, e questa sospensione rende l’immagine ancora più forte nella sua semplicità. Ti è mai capitato di osservare un edificio chiuso e immaginare la sua vita dall’altra parte della serranda? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Ingresso del Teatro Cinema Cantero a Chiavari con serranda chiusa, edificio storico del centro cittadino in attesa di riapertura

Foto scattata con macchina Canon EOS R50 V e lente Canon RF 28.

Tra i portici neri di Chiavari in Piazza Fenice

Vista del Palazzo dai Portici Neri a Chiavari in Piazza Fenice ripreso da vico Emanuele Gonzales tra archi e pietra storica

Tra i portici neri di Chiavari in Piazza Fenice.
La luce che scivola tra le pietre del Palazzo dai Portici Neri in piazza Fenice a Chiavari, Liguria, Italia, crea un dialogo silenzioso con il vicolo stretto da cui ho scattato, vico Emanuele Gonzales, dove lo sguardo si apre improvvisamente su una delle architetture più riconoscibili del centro storico. In questa fotografia del Palazzo dai Portici Neri a Chiavari mi sono fermato a osservare come la materia del tempo si stratifica tra archi e superfici irregolari, senza fretta, lasciando che lo spazio mi parli prima ancora dell’immagine.
Il Palazzo dai Portici Neri a Chiavari emerge con quella presenza compatta che appartiene ai luoghi nati nel cuore medievale della città, e mentre lo guardo attraverso il mirino penso a quanto spesso il Palazzo dai Portici Neri venga cercato da chi vuole capire cosa vedere nel centro storico di Chiavari senza perdere il filo della sua identità più antica. Non è un monumento isolato, ma parte viva del tessuto urbano, vicino alle antiche mura e al castello, come ricordano anche altri miei scatti già pubblicati su lucadea.com dedicati alle strade e ai dettagli nascosti della città.
Qui il centro storico si stringe e si apre insieme, e proprio in questo contrasto il Palazzo dai Portici Neri a Chiavari trova la sua forza visiva. Una curiosità spesso citata è che il nome deriva dal colore scuro dei portici, una caratteristica che lo rende unico nel panorama ligure e che lo ha reso riconoscibile nei secoli anche attraverso numerosi restauri.

Mi piace pensare che ogni volta che passo da questo punto, il Palazzo dai Portici Neri a Chiavari racconti una versione leggermente diversa di sé, a seconda di chi lo osserva e da dove lo si guarda. E da questo vicolo tutto sembra più vicino, quasi sospeso tra passato e presente. Ti sei mai fermato a guardarlo da un punto così nascosto? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Vista del Palazzo dai Portici Neri a Chiavari in Piazza Fenice ripreso da vico Emanuele Gonzales tra archi e pietra storica

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Dove si trova il palazzo:

Atmosfere in Piazza Giacomo Matteotti a Chiavari

Scorci di Piazza Giacomo Matteotti a Chiavari con prospettive urbane, edifici storici e atmosfera del centro cittadino ligure

Atmosfere in Piazza Giacomo Matteotti a Chiavari.
Le immagini che ho scattato in Piazza Giacomo Matteotti a Chiavari raccontano un momento sospeso tra quotidianità e movimento, dove lo spazio urbano si apre in modo armonico e naturale davanti allo sguardo. Conosciuta da molti anche come Piazza delle Carrozze, questa piazza di Chiavari conserva ancora oggi una forte identità legata alla vita cittadina, ai passaggi lenti e agli incontri improvvisi.
Chiavari, in Liguria, Italia, è una città che vive di equilibri sottili tra mare e centro storico, e Piazza Giacomo Matteotti a Chiavari rappresenta uno dei suoi punti più riconoscibili. È uno di quei luoghi che spesso si attraversano senza pensarci troppo, ma che nelle fotografie rivelano dettagli e geometrie che normalmente sfuggono.
Nelle due immagini mi sono concentrato sulle prospettive della piazza, sulle linee degli edifici e sulla luce che scivola tra gli spazi aperti, creando contrasti delicati ma leggibili. Piazza Giacomo Matteotti a Chiavari diventa così un luogo di osservazione più che di semplice passaggio, quasi un palcoscenico urbano in cui la città si mostra nella sua forma più autentica.
Mentre osservavo la scena attraverso l’obiettivo, mi è tornato alla mente un altro articolo pubblicato sul sito dedicato ai centri storici liguri, dove raccontavo proprio questa sensazione di continuità tra architettura e vita quotidiana. Anche qui, nella piazza, si percepisce la stessa relazione silenziosa tra persone e spazio.
Una curiosità interessante è che Piazza Giacomo Matteotti è storicamente uno dei principali luoghi di aggregazione di Chiavari, e la sua ampiezza rispetto ad altre piazze del centro deriva proprio dalla sua funzione originaria di spazio di scambio e movimento urbano, da cui deriva anche il nome popolare “Piazza delle Carrozze”.
Osservando queste foto, mi rendo conto che spesso non sono i monumenti a definire un luogo, ma il modo in cui lo spazio viene vissuto ogni giorno.

Ti è mai capitato di guardare una piazza che attraversi spesso e scoprire, in una fotografia, qualcosa che non avevi mai notato? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Via Entella a Chiavari tra palazzi e vita

Via Entella a Chiavari con palazzi allineati, negozi e persone che camminano lungo la strada in un’atmosfera quotidiana

Via Entella a Chiavari tra palazzi e vita.
Appena entro in via Entella, a Chiavari, sento subito un ritmo diverso, fatto di passi, voci e piccoli gesti quotidiani che si intrecciano senza fretta. La via Entella scorre davanti a me come una linea viva, attraversata da persone che la abitano più che semplicemente percorrerla.
Cammino lentamente, lasciandomi guidare dallo sguardo tra le facciate dei palazzi che si susseguono ordinati, ognuno con dettagli che raccontano qualcosa di diverso. Alcuni balconi sono aperti, altri custodiscono piante che scendono leggere verso la strada. La via Entella non ha bisogno di attirare l’attenzione con qualcosa di straordinario: è proprio nella sua normalità che trovo il motivo per fermarmi a scattare.
Mi soffermo a osservare come la luce si appoggia sulle pareti, senza mai essere invadente, e come le ombre creino piccoli contrasti che cambiano mentre avanzo. Non è una scena costruita, ma qualcosa che esiste indipendentemente dalla mia presenza, ed è questo che cerco sempre in una fotografia. Via Entella diventa così un racconto spontaneo, fatto di linee, prospettive e movimenti.
C’è una curiosità che rende questa strada ancora più interessante: prende il nome dal fiume Entella, che scorre poco distante e rappresenta uno degli elementi geografici più importanti per Chiavari e tutta la zona del Tigullio.
Continuo a camminare senza una meta precisa, lasciando che siano i dettagli a guidarmi. Una porta socchiusa, un’ombra più marcata, un passaggio improvviso di qualcuno: tutto contribuisce a creare quell’equilibrio che cerco di catturare. Non c’è bisogno di aspettare il momento perfetto, perché qui ogni momento ha qualcosa da dire.

Ti capita mai di trovare qualcosa di speciale proprio nei luoghi più quotidiani? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Via Entella a Chiavari con palazzi allineati, negozi e persone che camminano lungo la strada in un’atmosfera quotidiana

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Il Palazzo delle Esposizioni a Chiavari

Facciata del Palazzo delle Esposizioni a Chiavari con ingresso centrale, statue laterali e auto parcheggiate lungo la strada.

Il Palazzo delle Esposizioni a Chiavari.
Mi fermo davanti a questo edificio mentre la strada continua a scorrere lenta, tra auto parcheggiate e qualche scooter che passa senza fretta. Il Palazzo delle Esposizioni si alza davanti a me con una presenza solida, quasi discreta, ma capace di catturare l’attenzione se ci si concede qualche secondo in più per osservarlo davvero.
La facciata è ordinata, simmetrica, con quelle linee pulite che raccontano un’epoca precisa senza bisogno di troppe parole. Le finestre, alcune chiuse e altre socchiuse, creano un ritmo visivo che accompagna lo sguardo verso il centro, dove l’ingresso si fa più importante. Sopra la porta, la scritta incisa nella pietra non lascia dubbi: Palazzo delle Esposizioni. È uno di quei dettagli che mi piace fotografare, perché non è solo un nome, ma un’identità.
Resto qualche istante a guardare le statue ai lati dell’ingresso. Sono ferme, silenziose, come se custodissero qualcosa che va oltre l’edificio stesso. Intorno, la vita quotidiana continua senza fermarsi: una macchina passa, qualcuno entra, qualcun altro esce. Questo contrasto tra il movimento della città e la stabilità dell’architettura mi colpisce sempre.
Il Palazzo delle Esposizioni di Chiavari è stato costruito negli anni Trenta ed è legato alla tradizione delle fiere e degli eventi della città, diventando nel tempo un punto di riferimento per la vita culturale locale. Pensare a quante persone siano passate da questo ingresso aggiunge una dimensione diversa alla scena.
Scatto la foto cercando di mantenere questa sensazione: non solo un edificio, ma un luogo che vive nel tempo, tra passato e presente. Anche il cielo sopra, con qualche nuvola leggera, sembra voler alleggerire la rigidità delle linee.

Ti è mai capitato di fermarti davanti a un edificio e sentirlo raccontare qualcosa senza dire nulla? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

The Exhibition Palace in Chiavari – Le Palais des Expositions de Chiavari – El Palacio de Exposiciones de Chiavari – O Palácio das Exposições de Chiavari – Der Ausstellungspalast in Chiavari – Cung triển lãm ở Chiavari – 基亚瓦里展览宫 – キアーヴァリの展示宮殿

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Via Martiri della Liberazione a Chiavari, un caruggio insolito

Via Martiri della Liberazione a Chiavari, un caruggio insolito

Via Martiri della Liberazione a Chiavari, un caruggio insolito.
Passeggiando lungo Via Martiri della Liberazione a Chiavari, a ottobre 2024, ho trovato un’atmosfera sorprendentemente rara: un caruggio dritto, normalmente animato, completamente deserto. Nessun passante, nessun rumore di passi o di voci che si mescolano tra i portici. Solo il vento leggero che accarezzava le persiane e qualche foglia caduta che rotolava sul pavimento in pietra. Fotografare quel momento è stato quasi uno scherzo della città: un luogo conosciuto, abitualmente vivo, che per qualche minuto si mostrava in una calma quasi irreale.
Il caruggio dritto di Chiavari ha una linearità che guida lo sguardo da un’estremità all’altra, e quell’assenza di movimento ha messo in risalto la simmetria delle facciate, le luci e le ombre dei portici, le linee semplici dei balconi. In questo silenzio, ogni dettaglio prende corpo: un’insegna stinta, il riflesso di una vetrina, i segni del tempo sui muri. Tutto sembra respirare lentamente, come se la strada stessa rallentasse il passo per permettere di osservarla senza fretta.
Passeggiare lì, in quel raro vuoto, è stato quasi meditativo. Via Martiri della Liberazione è una di quelle vie che raccontano la vita di Chiavari: attività, negozi, incontri improvvisi. Vederla senza persone è stato uno strappo alla routine, che ha reso evidente quanto l’architettura stessa, con i suoi portici e la linearità del caruggio, possa definire il carattere di un luogo, anche senza la presenza degli abitanti.
Quel pomeriggio d’ottobre, il silenzio non era inquietante, ma quasi rassicurante. Era un invito a osservare, a fermarsi, a notare ciò che spesso sfugge nella frenesia della città. Fotografare il caruggio così deserto ha trasformato una strada familiare in un piccolo scenario sospeso, in cui l’ordinario si è fatto straordinario per qualche minuto.

Ti è mai capitato di vedere una via che conosci bene completamente vuota e di sentirla cambiare sotto i tuoi occhi? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Via Martiri della Liberazione a Chiavari, un caruggio insolito

Foto scattata con Oppo Reno 12.

Via Martiri della Liberazione in Chiavari, an unusually empty street – Via Martiri della Liberazione à Chiavari, une rue inhabituellement vide – Via Martiri della Liberazione en Chiavari, una calle inusualmente vacía – Via Martiri della Liberazione em Chiavari, uma rua incomumente vazia – Via Martiri della Liberazione in Chiavari, eine ungewöhnlich leere Straße – Via Martiri della Liberazione ở Chiavari, một con phố bất thường vắng vẻ – 奇亚瓦里解放烈士街,异常空旷的街道 – キアヴァリのマルティリデッラリベラツィオーネ通り、異例の閑散とした通り

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

La spiaggia di Preli sotto Torre Fara a Chiavari

Spiaggia di Preli a Chiavari sotto Torre Fara con persone al mare e il paesaggio della costa ligure

La spiaggia di Preli sotto Torre Fara a Chiavari.
La spiaggia di Preli a Chiavari, sotto la Torre Fara, è uno di quei luoghi della Liguria dove la fine dell’estate mostra un volto più tranquillo e autentico. Ho scattato questa fotografia quasi per caso, durante una passeggiata lungo il mare, quando la stagione estiva iniziava lentamente a lasciare spazio ai mesi successivi ma il mare conservava ancora tutta la sua voglia di essere vissuto.
Guardando questa immagine ritrovo subito quella sensazione particolare delle giornate di settembre: la spiaggia di Chiavari non è più affollata come nei mesi centrali dell’estate, ma non è ancora vuota. Gli ombrelloni sono pochi e distanziati, le persone si godono il mare senza fretta e ogni gesto sembra avere un ritmo più lento. Qualcuno entra in acqua, qualcuno legge, qualcuno semplicemente rimane seduto a osservare il panorama.
La fotografia è stata scattata a Chiavari, in Liguria, Italia, in un tratto di costa dove la passeggiata incontra una spiaggia più raccolta rispetto ad altre zone della città. Ho voluto fermare con la mia macchina fotografica proprio questo equilibrio tra la presenza della Torre Fara, la linea del lungomare e la semplicità della spiaggia di Preli.
Questa zona è particolarmente apprezzata da chi vive Chiavari ogni giorno perché rappresenta un modo più quotidiano di vivere il mare. Non è una spiaggia costruita per stupire chi arriva per la prima volta, ma un luogo fatto di abitudini, incontri e piccoli momenti ripetuti nel tempo. Il fondale che scende abbastanza rapidamente e l’acqua spesso limpida la rendono una meta molto frequentata dai residenti.
La Torre Fara, costruita nell’area dell’ex Colonia Fara, è diventata uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio chiavarese. La sua presenza divide ancora le opinioni, ma ormai è un punto di riferimento visivo impossibile da ignorare quando si guarda questo tratto di costa.
Mi piace fotografare questi angoli perché raccontano una Liguria meno appariscente, fatta di momenti normali che proprio per questo rimangono impressi. È lo stesso approccio che ho seguito anche raccontando altri scorci del Tigullio, come le fotografie dedicate alle spiagge di Sestri Levante e ai piccoli cambiamenti del suo lungomare.
Riguardando questa foto penso proprio a quel periodo sospeso tra estate e autunno, quando il mare sembra rallentare insieme alle persone.

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Spiaggia di Preli a Chiavari sotto Torre Fara con persone al mare e il paesaggio della costa ligure

Foto scattata con Oppo Reno 12.

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