La fontana del Nettuno nel cuore di Bolzano

La fontana del Nettuno nel cuore di Bolzano

La fontana del Nettuno nel cuore di Bolzano.
La fontana del Nettuno a Bolzano l’ho fotografata avvicinandomi lentamente, lasciando che fosse il rumore dell’acqua a guidarmi prima ancora dello sguardo. È uno di quei punti che sembrano centrali non solo sulla mappa, ma anche nel ritmo della città. Intorno c’è movimento, passaggio, voci che si incrociano, eppure la fontana resta lì, stabile, come se il tempo le girasse attorno senza toccarla davvero. Guardandola da vicino, si ha la sensazione che non stia cercando attenzione: è presente, semplicemente.
Nelle foto ho cercato di tenere un’inquadratura pulita, senza forzare. Il Nettuno emerge con una forza tranquilla, più misurata di quanto ci si aspetterebbe da una figura mitologica. L’acqua scorre continua, senza zampilli eccessivi, e contribuisce a creare una specie di pausa visiva. È facile fermarsi qualche secondo in più, osservare i dettagli, le superfici consumate, il modo in cui la luce si appoggia sulla pietra. Anche chi passa di fretta rallenta istintivamente, come se la fontana imponesse un ritmo più umano.
Mi ha colpito il contrasto tra la solidità della statua e la vita quotidiana che le scorre intorno. Borse della spesa, biciclette, passi rapidi: tutto sembra temporaneo rispetto a quella figura che da secoli occupa lo stesso spazio. Fotografarla significa fare i conti con questo dialogo silenzioso tra permanenza e passaggio. Non serve cercare un momento speciale: è il luogo stesso a costruire la scena.
La fontana del Nettuno risale al XVI secolo ed è considerata uno dei simboli storici di Bolzano. Non nasce come semplice elemento decorativo, ma come segno di prestigio e di ordine urbano, collocata in una posizione strategica per essere vista e riconosciuta. Questo spiega forse perché, ancora oggi, riesca a tenere insieme funzioni diverse: punto di riferimento, luogo d’incontro, presenza familiare.
Restando qualche minuto lì davanti, con la macchina fotografica abbassata, si percepisce una calma particolare. Non è silenzio vero, ma un equilibrio fatto di acqua, pietra e città. E forse è proprio questo che rende la fontana del Nettuno così fotografabile: non chiede di essere interpretata, basta ascoltarla.

Ti sei mai fermato davanti a una fontana, in una città, sentendo che stava raccontando qualcosa anche senza parole? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

La fontana del Nettuno nel cuore di Bolzano

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Dove si trova la fontana:

The Neptune Fountain in the heart of Bolzano – La fontaine de Neptune au cœur de Bolzano – La fuente de Neptuno en el corazón de Bolzano – A fonte de Netuno no coração de Bolzano – Der Neptunbrunnen im Herzen von Bozen – Đài phun nước Hải Vương ở trung tâm Bolzano – 博尔扎诺市中心的海神喷泉 – ボルツァーノ中心部のネプトゥヌスの噴水

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Bergamo, la facciata del Sant’Alessandro Martire

Bergamo, la facciata del Sant'Alessandro Martire

Bergamo, la facciata del Sant’Alessandro Martire.
Passeggiando tra le vie di Bergamo alta, la prima cosa che cattura il mio sguardo è la facciata imponente della Cattedrale di Sant’Alessandro Martire. La pietra bianca riflette la luce del primo pomeriggio, e i dettagli scolpiti sulle colonne sembrano raccontare storie silenziose di secoli passati. Mi fermo a osservare le decorazioni barocche e i bassorilievi che incorniciano l’ingresso principale, e per un attimo mi sembra di percepire il rumore lontano dei passi di chi ha varcato queste porte nei secoli.
Il colore caldo della pietra si fonde con il cielo azzurro e con le ombre leggere delle vie acciottolate, creando un contrasto che rende la facciata viva e quasi tattile. Passeggiare davanti a questo edificio significa respirare la storia di Bergamo, cogliere le sfumature di una città che ha saputo custodire le proprie radici artistiche e religiose. La ricchezza dei dettagli mi invita a soffermarmi: ogni statua, ogni cornice sembra avere un’anima, un gesto fermato nel tempo.
Entrando mentalmente nella storia della cattedrale, scopro che Sant’Alessandro è il patrono della città, e il suo culto qui è sentito da secoli. La facciata attuale, completata nel XVIII secolo, è il risultato di più interventi e restauri che hanno saputo conservare armonia e monumentalità. La presenza di elementi barocchi dialoga con la sobrietà del complesso architettonico circostante, rendendo ogni angolo della piazza un piccolo scrigno di bellezza.
Resto lì a lungo, osservando il gioco di luci e ombre sui rilievi, e pensando a quante generazioni hanno guardato questa stessa facciata con stupore. Non è solo un edificio, è un punto di incontro tra arte, fede e memoria della città. Ogni volta che torno a Bergamo, non posso fare a meno di soffermarmi davanti a Sant’Alessandro, come se fosse un vecchio amico che mi accoglie con la sua maestosità discreta.

Ti sei mai fermato a osservare con attenzione una facciata così ricca di dettagli?
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Bergamo, la facciata del Sant'Alessandro Martire

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Questo é il sito web ufficiale: cattedraledibergamo.it.

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Ecco dove si trova la cattedrale:

La cattedrale di Sant’Alessandro è il principale luogo di culto cattolico della città di Bergamo, chiesa madre dell’omonima diocesi. È dedicata a Sant’Alessandro, patrono di Bergamo, ed è situata nella città alta, in piazza del Duomo, di fianco al palazzo della Ragione e alla basilica di Santa Maria Maggiore. La cattedrale, che nacque con la devozione a San Vincenzo, cambiò il suo titolo quando la chiesa di Sant’Alessandro, chiesa più antica della città dedicata al santo, luogo della sua sepoltura, fu demolita nel 1561 a opera dei veneziani per la costruzione delle nuove mura.
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Bergamo, the facade of Sant’Alessandro Martire – Bergame, la façade de Sant’Alessandro Martire – Bérgamo, la fachada de Sant’Alessandro Martire – Bérgamo, a fachada de Sant’Alessandro Martire – Bergamo, die Fassade von Sant’Alessandro Martire – Bergamo, mặt tiền của Sant’Alessandro Martire – 贝尔加莫,圣亚历山大大教堂的正面 – ベルガモ、サント・アレッサンドロ・マルティーレ大聖堂の正面

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Davanti alla cattedrale di Cadice in luce oro

Davanti alla Cattedrale di Cadice, un ricordo intenso

Davanti alla cattedrale di Cadice in luce oro.
La foto nasce in piedi, fermo di fronte alla facciata della cattedrale, con la macchina fotografica che pesa leggermente tra le mani e lo sguardo che continua a salire. La piazza è aperta, luminosa, attraversata da passi lenti e voci che si mescolano all’aria dell’oceano. Davanti a me la Cattedrale di Cadice occupa tutto lo spazio possibile, senza sembrare mai eccessiva. È una presenza piena, solida, che dialoga con il cielo e con il tempo. Premere il pulsante di scatto diventa quasi un gesto naturale, come respirare.
La facciata, osservata da vicino, restituisce una sensazione di equilibrio inatteso. Le torri laterali incorniciano il corpo centrale e la pietra chiara reagisce alla luce con riflessi caldi, quasi dorati. È questo che ho cercato di catturare nella foto: non solo l’architettura, ma il modo in cui la luce scivola sulle superfici, cambia colore, si ammorbidisce. Restando lì davanti, per qualche minuto, tutto sembra rallentare. Le persone entrano ed escono dall’inquadratura, qualcuno si ferma, altri passano senza guardare davvero.
Scattare da quella posizione frontale mi ha dato una sensazione di confronto diretto. Nessun angolo nascosto, nessuna prospettiva ricercata: solo io e la cattedrale, faccia a faccia. In quel momento ho percepito quanto questo edificio sia legato al mare, anche se non lo vedi subito. L’aria salata arriva fin lì, si deposita sulla pelle, rende i colori più vivi. Cadice ha questa capacità: ti accompagna con discrezione, senza mai imporsi.
Riguardando oggi quella foto, mi colpisce il silenzio che riesce a evocare. Una piazza che nella realtà era piena di suoni, nella mia memoria diventa uno spazio sospeso. La cattedrale resta al centro, immobile, mentre tutto il resto sembra muoversi ai suoi margini. Non è solo un monumento, ma un punto fermo, un riferimento visivo ed emotivo. Fotografarla da lì, anni fa, è stato un modo semplice per portare con me quell’equilibrio, quella luce calma che ancora adesso riesco a sentire.

Ti è mai capitato di fermarti davanti a un luogo e sentire che stava già diventando una fotografia dentro di te?
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Davanti alla Cattedrale di Cadice, un ricordo intenso

Foto scattata con Honor 20.

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Ecco dove si trova la cattedrale:

La cattedrale nuova di Cadice o cattedrale di Santa Croce sul Mare (in spagnolo: Catedral Nueva de Cádiz o Catedral de Santa Cruz sobre el Mar o Catedral de Santa Cruz sobre las Aguas) si trova a Cadice, in Spagna, ed è la cattedrale della diocesi di Cadice e Ceuta.
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In front of Cadiz Cathedral in golden light – Devant la cathédrale de Cadix dans une lumière dorée – Frente a la catedral de Cádiz en luz dorada – Em frente à catedral de Cádiz em luz dourada – Vor der Kathedrale von Cádiz im goldenen Licht – Trước nhà thờ chính tòa Cádiz trong ánh sáng vàng – 在加的斯大教堂前的金色光线中 – カディス大聖堂の前、黄金の光の中で

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La luce di Roma sulla Fontana del Nettuno

La luce di Roma sulla Fontana del Nettuno

La luce di Roma sulla Fontana del Nettuno.
In questa foto ho cercato di fermare uno dei momenti più tipici di Piazza Navona: quel miscuglio di storia, movimento e bellezza che a Roma sembra venir fuori naturalmente. La Fontana del Nettuno spicca al centro della scena, luminosa nel sole di mezzogiorno, con le sue figure bianche che sembrano quasi muoversi mentre l’acqua scorre ai loro piedi. Nettuno, teso nella sua lotta col mostro marino, è circondato da turisti che passano accanto senza immaginare che questa piazza esisteva molto prima di loro e continuerà a vivere molto dopo.
Attorno, le facciate color ocra e i terrazzi pieni di verde fanno da cornice perfetta alla vita quotidiana del luogo. È un punto che ho sempre apprezzato: ogni volta che torno qui, vedo la stessa scena ma cambia tutto—la luce, la gente, il ritmo. Anche la chiesa di Sant’Agnese in Agone, sulla destra, sembra custodire la piazza da sempre, immobile e solenne mentre tutto il resto si muove. Mi piace osservare chi si ferma sulle panchine, chi cerca un po’ d’ombra, chi scatta fotografie al volo: piccoli frammenti di vita dentro un luogo che resta eterno.
Questo scatto racconta proprio quello che amo di Roma: la storia che convive con il presente, la pietra antica che riflette il sole, e le persone che, senza pensarci, diventano parte della sua scenografia. Un momento semplice, ma che vale sempre la pena ricordare.

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La luce di Roma sulla Fontana del Nettuno

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Ecco dove si trova la piazza e la fontana:

The light of Rome on the Fountain of Neptune – La lumière de Rome sur la fontaine de Neptune – La luz de Roma en la Fuente de Neptuno – A luz de Roma na Fonte de Neptuno – Das Licht Roms auf dem Neptunbrunnen – Ánh sáng của Rome trên Đài phun nước Neptune

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L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e Mazzini

L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e la statua di Giuseppe Mazzini

L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e la statua di Giuseppe Mazzini.
Il palazzo e la statua formano un binomio storico e simbolico che racconta l’identità civile e culturale della città.
Nel cuore di Chiavari, affacciato sulla centrale piazza Mazzini, sorge l’ex Palazzo di Giustizia, uno degli edifici più rappresentativi della città. Costruito nel 1886 su progetto dell’architetto senese Giuseppe Partini, l’edificio venne realizzato sul sito dell’antica “Cittadella” quattrocentesca, voluta dalla Repubblica di Genova come centro del potere civile e militare. Di quell’antico complesso rimane visibile la torre merlata del 1537, oggi inglobata nella struttura neogotica del palazzo.
Il palazzo ha svolto la funzione di tribunale fino al 2013, quando venne dismesso nell’ambito della riorganizzazione giudiziaria nazionale. Oggi, pur non più operativo, conserva intatta la sua imponenza architettonica e il suo valore simbolico. Le forme neogotiche, le decorazioni in pietra e la posizione centrale lo rendono uno dei punti di riferimento visivi e storici di Chiavari.
Di fronte all’edificio, al centro della piazza che porta il suo nome, si erge la statua dedicata a Giuseppe Mazzini, uno dei padri del Risorgimento italiano. La sua famiglia era originaria proprio di Chiavari, e il monumento celebra il legame profondo tra il pensiero mazziniano e la tradizione civile della città. La statua, in bronzo, raffigura Mazzini in posizione eretta, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, simbolo della sua visione politica e morale. È una delle immagini più iconiche di Chiavari, spesso immortalata in fotografie che inquadrano insieme il monumento e il palazzo alle sue spalle.
Passeggiare in piazza Mazzini significa attraversare un luogo dove la storia si manifesta con forza: da un lato l’edificio che per oltre un secolo ha rappresentato la giustizia, dall’altro la figura di Mazzini, emblema dell’impegno per la libertà e l’unità nazionale. È uno spazio che invita alla riflessione, alla memoria, e alla riscoperta delle radici civiche della città.

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L’ex Palazzo di Giustizia di Chiavari e la statua di Giuseppe Mazzini

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

Dove si trova il palazzo:

Palazzo di Giustizia. L’edificio, sede del tribunale di Chiavari fino al 2013, è situato nel cuore del centro storico chiavarese in piazza Giuseppe Mazzini. Costruito nel 1886 su disegno del progettista Giuseppe Partini si presenta in stile medievale con forme ispirate al gotico toscano. Fu eretto sul luogo dell’antica “Cittadella” del Quattrocento, costruita dalla Repubblica di Genova come concentrazione del potere civile e militare, di cui rimane ancora visibile la torre merlata del 1537.
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The former Palace of Justice in Chiavari and the statue of Giuseppe Mazzini – L’ancien palais de justice de Chiavari et la statue de Giuseppe Mazzini – El antiguo Palacio de Justicia de Chiavari y la estatua de Giuseppe Mazzini – O antigo Palácio da Justiça em Chiavari e a estátua de Giuseppe Mazzini. – Der ehemalige Justizpalast in Chiavari und die Statue von Giuseppe Mazzini – Tòa án Công lý cũ ở Chiavari và bức tượng Giuseppe Mazzini

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di Copilot, un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.
Riferimenti:
– https://dearmissfletcher.com/2024/03/10/il-monumento-a-giuseppe-mazzini-a-chiavari
– https://piazzalevante.it/lottocento-a-chiavari-tracce-del-risorgimento-il-monumento-a-giuseppe-mazzini

Kultorvet Square: un angolo di Copenaghen

Kultorvet Square: un angolo di Copenaghen dove il tempo si mescola

Piazza Kultorvet: un angolo di Copenaghen dove il tempo si fonde.
Nel cuore della capitale danese, Piazza Kultorvet si apre come una pausa dal ritmo urbano, una piazza che racconta la storia di Copenaghen con discrezione e autenticità. Il suo nome, che significa “piazza del carbone”, risale al XVIII secolo, quando qui si commerciavano torba e legna da ardere, essenziali per il riscaldamento delle case cittadine.
La piazza nacque dopo il grande incendio del 1728, che distrusse gran parte del centro storico. La ricostruzione portò alla creazione di Kultorvet come spazio commerciale e sociale, e da allora ha continuato a evolversi mantenendo il suo ruolo di luogo di incontro. Oggi è una vivace zona pedonale, circondata da edifici storici e moderni, caffè all’aperto, negozi e bancarelle stagionali.
Questa foto cattura perfettamente l’anima di Kultorvet: un luogo dove passato e presente coesistono. Le facciate colorate, le persone che si muovono naturalmente, la luce nordica che accarezza le superfici: tutto contribuisce a creare un’atmosfera che invita alla contemplazione. Non è una piazza monumentale, ma è proprio questa semplicità a renderla speciale: è vissuta, quotidiana, vera.
Kultorvet è anche un esempio di come Copenaghen sappia valorizzare i suoi spazi pubblici. Qui si tengono concerti, eventi culturali e mercatini, soprattutto nei mesi estivi e durante il periodo natalizio. È un luogo che cambia con le stagioni, ma rimane sempre fedele alla sua vocazione di spazio aperto e accogliente.
L’immagine non è solo una testimonianza visiva: è un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi sorprendere da una piazza che, pur non cercando di impressionare, riesce a lasciare il segno.

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Kultorvet Square: un angolo di Copenaghen dove il tempo si mescola

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

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Ecco dove si trova la piazza:

Kultorvet Square: A Corner of Copenhagen Where Time Mixes – Place Kultorvet : un coin de Copenhague où le temps se mêle – Plaza Kultorvet: Un rincón de Copenhague donde el tiempo se mezcla – Praça Kultorvet: Um recanto de Copenhaga onde o tempo se mistura. – Kultorvet-Platz: Eine Ecke Kopenhagens, wo die Zeiten verschwimmen – Quảng trường Kultorvet: Góc phố Copenhagen nơi thời gian hòa quyện

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di Copilot, un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.
Riferimenti:
– https://www.visitcopenhagen.com/copenhagen/planning/kultorvet-square-gdk1116066
– https://kbharkiv.dk/english/the-fire-of-1728
– https://www.copenhagen.dk/en/history/

Il palazzo del Municipio di Chiavari

Palazzo del Municipio di Chiavari, edificio bianco affacciato su Piazza Nostra Signora dell'Orto

Il Palazzo del Municipio di Chiavari.
Nel centro di Chiavari, in Liguria, mi sono fermato davanti alla facciata chiara del Palazzo del Municipio, affacciato su Piazza Nostra Signora dell’Orto. È uno di quegli edifici che si incontrano durante una passeggiata senza necessariamente cercarli, ma che meritano qualche istante di attenzione per la loro presenza nel paesaggio della città.
Ho voluto fotografare proprio questo palazzo perché rappresenta bene uno degli aspetti che mi piace osservare nei centri storici liguri: edifici che non sono soltanto belli da vedere, ma che continuano ad avere una funzione nella vita quotidiana della comunità. Il Municipio, infatti, non è semplicemente un edificio storico, ma ancora oggi è il luogo dell’amministrazione cittadina.
La facciata bianca è probabilmente il primo elemento che colpisce osservandolo dalla piazza. Da qui deriva anche il nome di Palazzo Bianco, con cui l’edificio è conosciuto. Le linee ordinate e abbastanza sobrie danno alla costruzione un carattere neoclassico, senza ricorrere a una decorazione particolarmente elaborata.
Mi interessa proprio questo equilibrio. Quando fotografo un palazzo storico, non cerco necessariamente il dettaglio più spettacolare: spesso preferisco osservare come l’edificio si inserisce nello spazio circostante. In questo caso è il rapporto tra la facciata, la piazza e il resto del centro di Chiavari a rendere interessante la fotografia.
Il Palazzo del Municipio di Chiavari venne costruito nella prima metà dell’Ottocento sull’area precedentemente occupata dalla chiesa di San Francesco. La trasformazione dell’area racconta quindi anche un momento di cambiamento della città, quando il vecchio tessuto urbano venne modificato per creare nuovi spazi e nuove funzioni pubbliche.
Una piccola curiosità riguarda proprio la precedente presenza della chiesa. La cancellata in ferro battuto dell’edificio religioso, realizzata dal ferraio Cassinelli, venne rimossa durante la trasformazione dell’area e la decisione suscitò alcune polemiche tra i cittadini. È un dettaglio che fa capire come anche le trasformazioni urbanistiche che oggi consideriamo parte della storia possano essere state molto discusse all’epoca.
Guardando il palazzo attraverso la macchina fotografica, mi piace pensare a questa stratificazione. La fotografia mostra una costruzione ottocentesca, ma sotto di essa rimane la memoria di uno spazio che aveva avuto una funzione completamente diversa.
Se ci si chiede cosa vedere a Chiavari durante una passeggiata nel centro, il Palazzo del Municipio è sicuramente uno degli edifici che vale la pena osservare. Non lo considero però una meta isolata: il suo interesse nasce soprattutto dal rapporto con la piazza e con le altre architetture che si incontrano camminando per il centro.
Piazza Nostra Signora dell’Orto contribuisce infatti a dare al palazzo il suo contesto. Fermarsi qualche minuto permette di guardare la facciata con maggiore attenzione, cogliendo le proporzioni dell’edificio e il modo in cui il suo colore chiaro emerge nel panorama urbano.
La fotografia è stata scattata da me proprio con l’intenzione di conservare questo scorcio. Quando fotografo luoghi che fanno parte del territorio ligure, mi piace alternare i soggetti più conosciuti ai palazzi e agli angoli che costituiscono la normale fisionomia delle città. Sono immagini che magari non hanno la spettacolarità di un panorama, ma che nel tempo diventano una memoria personale dei luoghi attraversati.
Il Municipio continua inoltre a essere legato alla vita pubblica di Chiavari. Al suo interno si svolgono le attività amministrative e le occasioni ufficiali della comunità. Questa continuità d’uso è uno degli aspetti che trovo più interessanti negli edifici storici: possono cambiare le persone, cambiare la città intorno e cambiare le esigenze, mentre il palazzo continua a essere utilizzato.
Il Palazzo Bianco si collega naturalmente anche ad altri miei articoli dedicati ai centri storici liguri, nei quali ho fotografato piazze, strade e particolari architettonici. Sono tasselli diversi dello stesso racconto, costruito nel tempo attraverso immagini scattate durante le mie passeggiate.
In questo caso ho scelto di concentrarmi sul Palazzo del Municipio perché mi sembrava un buon esempio di come un edificio pubblico possa raccontare contemporaneamente architettura e storia urbana. La facciata semplice nasconde infatti il cambiamento avvenuto nell’area e, allo stesso tempo, continua a essere parte della Chiavari di oggi.
È questo il genere di fotografia che mi piace conservare: non necessariamente quella di un luogo che tutti cercano, ma quella di un edificio che, osservato con un po’ di attenzione, permette di conoscere meglio la città.

Avete mai fotografato il Palazzo del Municipio durante una passeggiata nel centro di Chiavari? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Palazzo del Municipio di Chiavari, edificio bianco affacciato su Piazza Nostra Signora dell'Orto

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

La piazza del castello di Varese Ligure

La piazza del castello di Varese Ligure

La piazza del castello di Varese Ligure.
La piazza dedicata a Guglielmo Marconi a Varese, quella su cui si affaccia il centro del borgo.
Spicca la facciata della chiesa dedicata a San Filippo Neri e a Santa Teresa d’Avila che faceva parte del Monastero Suore Agostiniane

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La piazza del castello di Varese Ligure

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

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Dove si trova il punto in cui ho scattato:

Filippo Romolo Neri (Firenze, 21 luglio 1515 – Roma, 26 maggio 1595) è stato un presbitero e educatore italiano, beatificato nel 1615 e proclamato santo da papa Gregorio XV nel 1622. Fiorentino d’origine, si trasferì, ancora molto giovane, a Roma, dove decise di dedicarsi alla propria missione evangelica in una città corrotta e pericolosa, tanto da ricevere l’appellativo di «secondo apostolo di Roma». Radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e giocando senza distinzioni tra maschi e femmine, in quello che sarebbe, in seguito, divenuto l’Oratorio, ritenuto e proclamato come vera e propria congregazione da papa Gregorio XIII nel 1575.
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The castle square of Varese Ligure – La place du château de Varese Ligure – La plaza del castillo de Varese Ligure – A praça do castelo de Varese Ligure – Der Schlossplatz von Varese Ligure – Quảng trường lâu đài Varese Ligure

Piazza Gio Cademartori a Chiavari

Piazza Gio Cademartori a Chiavari

Piazza Gio Cademartori a Chiavari.
Ho fotografato questo vicolo un poco di tempo fa e come sempre cerco di sapere di piú su chi era colui al quale é dedicato un nome nella topografia.
In questo caso questo vicolo si chiama piazza Gio Cademartori (credo Gio Batta).
Purtroppo non ho trovato nulla online che mi spiegasse chi fosse stato questo signore e invito i visitatori a scrivermelo.

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Piazza Gio Cademartori a Chiavari

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

Dove si trova il punto in cui ho scattato:

Gio Cademartori Square in Chiavari – Place Gio Cademartori à Chiavari – Plaza Gio Cademartori en Chiavari – Praça Gio Cademartori em Chiavari – Piazza Gio Cademartori in Chiavari – Quảng trường Gio Cademartori ở Chiavari

Le case colorate di piazza Fieschi a Varese Ligure

Case colorate di piazza Fieschi a Varese Ligure, con portici e facciate storiche nel cuore del borgo

Le case colorate di piazza Fieschi a Varese Ligure.
Arrivando nel centro di Varese Ligure, in Liguria, sono proprio le facciate colorate che attirano subito lo sguardo e danno alla piazza un aspetto molto particolare. Tra portici, finestre e persiane, piazza Fieschi è uno di quegli angoli in cui basta fermarsi qualche minuto per trovare diversi dettagli da osservare e fotografare.
Ho voluto fermare con la mia macchina fotografica proprio questo scorcio, cercando di mantenere nell’immagine il rapporto tra le diverse facciate e la forma della piazza. Le case non sono semplicemente uno sfondo colorato: sono parte dell’identità del borgo e, viste una accanto all’altra, contribuiscono a rendere immediatamente riconoscibile questo angolo di Varese Ligure.
Se si cerca cosa vedere a Varese Ligure, piazza Fieschi è naturalmente uno dei punti da non perdere durante una passeggiata nel centro storico. La piazza si trova nel cuore del Borgo Rotondo, la particolare struttura urbanistica che caratterizza il paese, e le sue case seguono la forma dello spazio centrale creando una successione continua di facciate e portici.
Quello che mi piace di questa piazza è che non bisogna necessariamente cercare un singolo monumento per trovare un soggetto interessante. Basta guardare le case una dopo l’altra. I colori cambiano, così come cambiano le finestre, le persiane, le porte e i piccoli particolari che emergono sulle facciate. È una fotografia che nasce quindi più dall’osservazione che dalla ricerca di un’immagine spettacolare.
Varese Ligure si trova in provincia della Spezia, nella Liguria orientale, all’interno della Val di Vara, e offre un aspetto della regione molto diverso da quello delle località della costa. Qui non ci sono il mare e le grandi prospettive panoramiche a dominare la scena: sono soprattutto il borgo, le sue strade e la sua architettura a costruire il paesaggio.
Una delle caratteristiche più interessanti di piazza Fieschi è proprio il rapporto tra le abitazioni e i portici. Camminando sotto queste strutture si percepisce come la piazza sia stata pensata come uno spazio centrale attorno al quale si sviluppava la vita del paese. Le facciate colorate rendono oggi questo ambiente particolarmente fotogenico, ma la loro funzione non è soltanto decorativa: fanno parte della storia e della trasformazione del borgo nel corso del tempo.
C’è anche una curiosità che mi piace ricordare quando si parla di Varese Ligure: il paese è conosciuto per il suo Borgo Rotondo, progettato secondo una disposizione ellittica. È una soluzione urbanistica abbastanza insolita e rende ancora più interessante osservare le case della piazza non come edifici separati, ma come parti di un unico disegno.
In questa fotografia ho cercato proprio quella continuità. I colori delle facciate accompagnano lo sguardo da un edificio all’altro, mentre i portici creano una linea visiva che rende la piazza facilmente riconoscibile. È il genere di scatto che mi piace realizzare quando visito un paese: non necessariamente il monumento più famoso, ma un’immagine capace di restituire il carattere del luogo.
Anche la posizione della piazza contribuisce a questa sensazione. Basta allontanarsi dalle strade principali e lasciarsi guidare dagli spazi del centro per incontrare architetture che raccontano un modo di vivere molto diverso da quello delle città più grandi. In questo senso, Varese Ligure conserva una dimensione raccolta che si presta bene alla fotografia.
Questa immagine si collega anche alla fotografia che ho dedicato al Castello di Varese Ligure e al Borgo Rotondo. Sono due soggetti diversi, ma fanno parte dello stesso racconto: da una parte le strutture storiche che testimoniano il passato del paese, dall’altra le abitazioni e i portici che permettono di percepirne ancora oggi la forma e l’atmosfera.
Mi piace tornare su questi piccoli borghi dell’entroterra ligure proprio per questo motivo. A volte un luogo apparentemente semplice offre più spunti fotografici di una destinazione molto conosciuta. Basta cambiare angolo, osservare una facciata o aspettare il momento giusto per trovare una composizione che racconti qualcosa.
Le case colorate di piazza Fieschi sono quindi diventate per me il soggetto principale di questa fotografia, ma anche un modo per ricordare una passeggiata nel centro di Varese Ligure. Un’immagine semplice, costruita su colori, architettura e proporzioni, che mi sembra rappresentare bene il carattere del paese.

Conoscete già piazza Fieschi oppure è uno di quei luoghi della Liguria che avete ancora voglia di scoprire? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Case colorate di piazza Fieschi a Varese Ligure, con portici e facciate storiche nel cuore del borgo

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

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Dove si trova la piazza:

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