Pasta con le cicale di mare, la ricetta.
Questa mattina ero uscito con l’idea di comprare una fetta di tonno, ma davanti al banco del pesce ho trovato una cassetta di cicale di mare, o canocchie, ancora vive e che si muovevano. È bastato questo incontro per cambiare completamente il programma e farmi venire voglia di preparare degli spaghettoni con il loro sapore di mare.
Mi piace quando una ricetta nasce in questo modo, senza essere stata programmata. Invece di arrivare a casa con quello che avevo pensato di comprare, ho seguito semplicemente quello che mi aveva attirato in quel momento. Le cicale erano fresche e in ottime condizioni e mi sembravano perfette per preparare un sugo semplice ma intenso.
Ho deciso di utilizzare gli spaghettoni integrali che avevo a disposizione. Mi piace il loro carattere più rustico, soprattutto quando vengono abbinati a un condimento di pesce nel quale il sapore deve rimanere ben riconoscibile. Per completare il piatto avevo anche della bottarga e del prezzemolo, due ingredienti che avrebbero dato un tocco finale senza rendere la preparazione troppo elaborata.
La parte alla quale ho dedicato più attenzione è stata il recupero del sapore delle cicale. In cucina tendo a non buttare via le parti che possono ancora dare qualcosa al piatto e, in questo caso, teste, code e altre parti dei crostacei sono diventate la base di un brodo. È proprio questo tipo di passaggio che, secondo me, permette a un piatto di pasta di mare di avere un gusto più profondo senza dover aggiungere una quantità eccessiva di ingredienti.
Per il condimento ho scelto pochi elementi: aglio, un peperoncino intero, olio d’oliva e alcuni pomodorini privati dei semi. Non volevo coprire il gusto delle cicale, ma creare semplicemente una base sulla quale costruire il sugo. Anche il vino bianco è servito soltanto per sfumare e dare un ulteriore profumo al fondo di cottura.
Una volta pronto il brodo, l’ho utilizzato per dare corpo al condimento. La differenza si sente soprattutto nel momento in cui la pasta viene saltata in padella: gli spaghettoni non ricevono soltanto il condimento superficiale, ma assorbono parte del liquido e del sapore del mare.
Ho scelto 80 grammi di spaghettoni integrali, una quantità che per me era sufficiente per il piatto che avevo in mente. Dopo la cottura li ho saltati direttamente nella padella insieme alle cicale, lasciando che il sugo si amalgamasse bene alla pasta.
Alla fine ho aggiunto la bottarga grattugiandone direttamente sul piatto una piccola quantità. È un ingrediente dal sapore deciso e per questo preferisco usarlo senza esagerare. Il prezzemolo tritato ha completato il piatto con una nota fresca.
La cosa che mi piace di questa ricetta è che non era affatto quella con cui avevo iniziato la giornata. Cercavo del tonno e mi sono ritrovato a cucinare cicale di mare. È uno dei piccoli piaceri della cucina: lasciarsi guidare da quello che si trova e trasformarlo in qualcosa di diverso dal programma iniziale.
Le cicale di mare, conosciute anche come canocchie, sono crostacei molto apprezzati nelle preparazioni di mare proprio per il sapore che riescono a dare a sughi, brodi e zuppe. La loro parte più saporita non è necessariamente quella che si vede nel piatto, ed è per questo che utilizzare teste e gusci per il fondo può fare una grande differenza.
In questa preparazione ho quindi cercato di sfruttare al massimo quello che avevo comprato, senza complicare troppo la ricetta. Il risultato è un piatto di pasta dal carattere marino, con il gusto delle cicale accompagnato dal pomodoro, dal peperoncino e dalla nota sapida della bottarga.
Ingredienti
– 80 g di spaghettoni integrali;
– cicale di mare o canocchie;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 peperoncino intero;
– alcuni pomodorini;
– olio d’oliva;
– poco vino bianco di qualità;
– prezzemolo;
– bottarga;
– acqua per il brodo.
Preparazione
Pulisco le cicale eliminando zampine, teste e code e conservo queste parti per preparare il brodo. Le metto in acqua e le lascio bollire per quasi un’ora, quindi filtro il liquido ottenuto e lo tengo da parte.
In una padella faccio imbiondire uno spicchio d’aglio e un peperoncino intero nell’olio d’oliva. Aggiungo i pomodorini tagliati a metà e privati dei semi e li lascio insaporire.
Unisco le cicale e le faccio insaporire nel condimento, quindi sfumo con poco vino bianco di qualità. Aspetto che il vino sia evaporato e aggiungo il brodo preparato con le parti delle cicale precedentemente utilizzate.
Nel frattempo metto a cuocere 80 grammi di spaghettoni integrali. Una volta raggiunta la cottura desiderata, li trasferisco nella padella e li salto con il sugo e le cicale, lasciando che assorbano bene il condimento.
Servo gli spaghettoni caldi e completo il piatto con una piccola quantità di bottarga grattugiata e del prezzemolo tritato.
La prossima volta che andrò al mercato del pesce potrei anche partire con un’idea completamente diversa, perché questa volta ho imparato che vale la pena guardare bene cosa c’è sul banco prima di decidere cosa cucinare.
Voi avreste scelto le cicale di mare al posto del tonno? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

La cannocchia o canocchia, detta anche pannocchia o pacchero o cicala di mare (Squilla mantis) è un crostaceo della famiglia degli Squillidae che può raggiungere una lunghezza massima di 20 cm.
Continua, anche se c’e’ scritto poco, su Wikipedia
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