L’inizio del caruggio di Chiavari da piazza Matteotti.
Appena mi sono affacciato verso via Martiri della Liberazione, il colpo d’occhio mi ha portato subito dentro il cuore del centro storico: una successione di portici, colonne e facciate colorate costruisce quella prospettiva che rende riconoscibile il caruggio Dritto di Chiavari. Questo scorcio di Chiavari è uno di quei punti in cui basta fermarsi pochi istanti per capire cosa vedere nel centro storico senza cercare necessariamente un monumento isolato.
Da piazza Matteotti il percorso entra progressivamente nella parte più caratteristica della città. Le case sono costruite una accanto all’altra e sembrano accompagnare lo sguardo lungo la strada, mentre i portici creano una continuità visiva molto particolare. È proprio questa successione di elementi che mi ha spinto a fotografare la scena: non un singolo edificio, ma l’insieme che si forma guardando lungo il caruggio.
Il caruggio Dritto, oggi via Martiri della Liberazione, è una delle strade più rappresentative del centro storico di Chiavari. Percorrerlo significa attraversare una parte della città nella quale la funzione commerciale, l’architettura e la vita quotidiana convivono ancora nello stesso spazio. Le attività che si affacciano sotto i portici contribuiscono a mantenere questa strada viva, mentre le facciate e le strutture più antiche ricordano la storia del tessuto urbano.
Chiavari si trova in Liguria, nella città metropolitana di Genova, Italia, nel cuore del Golfo del Tigullio. Se si cerca cosa vedere a Chiavari, il caruggio Dritto è sicuramente uno dei percorsi che considero più interessanti da attraversare a piedi, soprattutto per osservare da vicino i dettagli architettonici che si perdono quando si guarda la strada soltanto nel suo insieme.
Quello che mi piace di questa fotografia è proprio la profondità della scena. Le colonne dei portici formano una specie di ritmo lungo il percorso e le case colorate, tutte ravvicinate, riempiono lo spazio senza lasciare grandi interruzioni. Il risultato è una prospettiva urbana molto diversa dalle immagini più aperte del lungomare o delle colline del Tigullio.
Ho voluto fermare questo punto con la mia macchina fotografica perché rappresenta bene una caratteristica che spesso cerco nei centri storici: la possibilità di riconoscere un luogo anche attraverso pochi elementi architettonici. Qui bastano i portici, le colonne, i colori delle facciate e la strada che prosegue davanti allo sguardo per capire immediatamente che siamo nel cuore di Chiavari.
Una breve curiosità riguarda proprio i portici di Chiavari, che sono una delle caratteristiche più riconoscibili dell’assetto urbano del centro. La loro presenza non è soltanto decorativa: proteggeva e continua a proteggere il passaggio dalle condizioni atmosferiche, creando allo stesso tempo uno spazio intermedio tra le abitazioni, le botteghe e la strada.
Guardando questa fotografia mi viene naturale pensare a quanto siano importanti anche le proporzioni. Le case alte e strette, accostate senza grandi spazi vuoti, danno al caruggio una sensazione di continuità. La strada non appare come un semplice collegamento tra due piazze, ma come un ambiente nel quale vale la pena rallentare e osservare i particolari.
È anche uno dei motivi per cui mi piace fotografare Chiavari. Tornando più volte nello stesso centro storico si possono trovare prospettive differenti, anche senza cambiare realmente zona. Basta guardare verso una strada laterale, osservare una facciata o fermarsi all’inizio di un percorso per ottenere una fotografia diversa da quella precedente.
Questo scorcio si collega naturalmente anche alle altre immagini che ho raccontato sul blog dedicate ai centri storici del Tigullio. Tra una fotografia di Lavagna, una passeggiata a Sestri Levante e gli altri luoghi che ho incontrato in Liguria, emerge spesso lo stesso piacere per i dettagli urbani: strade, portici, botteghe e scorci quotidiani che aiutano a costruire il carattere di una città.
In questo caso, però, il protagonista rimane il caruggio Dritto. Mi piace l’idea che la fotografia inizi proprio da piazza Matteotti e accompagni lo sguardo verso l’interno, quasi invitando a percorrere la strada. Non serve mostrare tutto il centro storico per raccontarlo: a volte è sufficiente scegliere il punto giusto da cui guardare.
Per chi arriva a Chiavari, questo è quindi uno di quei luoghi che suggeriscono di lasciare per un momento la fretta e camminare sotto i portici, osservando le facciate e i piccoli particolari che compaiono lungo il percorso. Io ho fatto esattamente questo, fermandomi davanti a questo scorcio prima di proseguire.
Vi piace fotografare i centri storici cercando prospettive profonde come questa, oppure preferite concentrarvi sui singoli edifici e sui dettagli? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.
Dove ho scattato la foto: