L’arco della vittoria e piazza della Vittoria a Genova

Arco della Vittoria a Genova al centro di piazza della Vittoria, con colonne monumentali e spazio urbano aperto attorno.

L’arco della vittoria e piazza della Vittoria a Genova.
Mi fermo al centro della piazza, lasciando che l’arco della vittoria riempia lentamente lo sguardo mentre cerco l’inquadratura giusta. Le linee della piazza della Vittoria si aprono attorno a me con ordine e respiro, e l’arco sembra raccogliere tutto in un unico punto, come un fulcro silenzioso che tiene insieme lo spazio.
Cammino piano, cambiando prospettiva a ogni passo. Le proporzioni dell’arco della vittoria cambiano leggermente, ma la sua presenza resta costante, solida, quasi immobile rispetto al movimento continuo della piazza. Le persone attraversano lo spazio senza fermarsi davvero, mentre io resto lì, a osservare come i dettagli emergono poco alla volta: le decorazioni, le superfici, il ritmo delle colonne.
Fotografare piazza della Vittoria significa anche accettare questo dialogo tra pieno e vuoto. Ci sono momenti in cui lo spazio sembra dilatarsi, lasciando l’arco isolato al centro, e altri in cui il passaggio delle auto e dei pedoni riempie ogni angolo. Cerco un equilibrio tra questi due stati, aspettando che la scena trovi da sola una forma naturale.
Mi soffermo sui particolari, ma senza perdere l’insieme. L’arco della vittoria non è solo un soggetto, è una presenza che definisce la piazza, che le dà un ritmo. Ogni scatto diventa un tentativo di raccontare questo rapporto, più che l’oggetto in sé. Anche un piccolo cambiamento di posizione modifica tutto: una linea che si allinea, una prospettiva che si apre.
C’è un dettaglio che mi torna sempre in mente: l’arco fu costruito per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale, e forse è anche per questo che trasmette una certa gravità, una quiete che si percepisce anche senza conoscerne la storia. Non è qualcosa che si impone, ma che si sente lentamente.

Quando abbasso la macchina fotografica, resto ancora qualche istante a guardare la piazza della Vittoria nel suo insieme. Non c’è un momento perfetto, ma tanti piccoli istanti che si intrecciano. Ti sei mai fermato davvero al centro di una piazza così, senza avere fretta? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Arco della Vittoria a Genova al centro di piazza della Vittoria, con colonne monumentali e spazio urbano aperto attorno.

Foto scattata con Oppo Reno 12.

L’arco della vittoria e piazza della Vittoria a Genova – The Victory Arch and Piazza della Vittoria in Genoa – L’arc de la victoire et la place de la Victoire à Gênes – El arco de la victoria y la plaza de la Victoria en Génova – Der Siegesbogen und die Piazza della Vittoria in Genua – O arco da vitória e a Piazza della Vittoria em Gênova – ジェノヴァの勝利のアーチとヴィットリア広場 – Арка Победы и площадь Победы в Генуе

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Un piccolo vicolo nel borgo di Bevagna in Umbria

Un piccolo vicolo nel borgo di Bevagna in Umbria

Un piccolo vicolo nel borgo di Bevagna in Umbria.
La foto è nata camminando senza una direzione precisa, come spesso succede nei borghi che sanno trattenerti più del previsto. Questo piccolo vicolo di Bevagna l’ho incontrato quasi per caso, durante una visita di ormai quasi due anni fa, e mi ricordo bene la sensazione di quiete che mi aveva accompagnato mentre lo percorrevo lentamente. Non c’era nessuno, solo il rumore dei miei passi sul selciato e l’aria fresca che scorreva tra i muri antichi.
Il vicolo è stretto, raccolto, con le pareti in pietra che sembrano avvicinarsi man mano che si avanza. C’è un arco in alto, semplice ma deciso, che unisce le due facciate e crea una specie di cornice naturale. Guardandolo oggi in fotografia, mi colpisce quanto tutto appaia essenziale: niente colori accesi, niente elementi superflui, solo materia, tempo e silenzio. È uno di quei luoghi che non hanno bisogno di spiegazioni, perché parlano da soli.
Ricordo di essermi fermato a metà, quasi istintivamente. Non per scattare subito la foto, ma per osservare. Le pietre consumate, i segni dell’umidità, qualche filo che corre lungo i muri, una lanterna appesa che sembra appartenere a un’altra epoca. Tutto contribuiva a creare un’atmosfera intima, come se quel vicolo fosse pensato più per chi vive il borgo che per chi lo visita. E forse è proprio questo il suo fascino più grande.
Bevagna è un luogo che conserva ancora una struttura medievale molto leggibile, fatta di strade strette, passaggi coperti e collegamenti tra le case. Vicoli come questo non erano solo scorci suggestivi, ma spazi funzionali, pensati per proteggere dal caldo, dal vento e per rendere il borgo più difendibile. Camminarci dentro oggi significa attraversare una quotidianità antica, che in parte è rimasta intatta.
Rivedendo questa immagine, mi torna quella sensazione di tempo sospeso, di passo rallentato senza un motivo preciso. È uno scatto che non racconta un evento, ma un momento, uno di quelli che restano impressi proprio perché semplici. Un vicolo qualunque, forse, ma capace di racchiudere l’anima discreta di Bevagna.

Anche tu ti fermi mai nei vicoli senza sapere bene perché? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Un piccolo vicolo nel borgo di Bevagna in Umbria

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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A small alley in the village of Bevagna – Une petite ruelle dans le village de Bevagna – Un pequeño callejón en el pueblo de Bevagna – Um pequeno beco na vila de Bevagna – Eine kleine Gasse im Dorf Bevagna – Một con hẻm nhỏ trong làng Bevagna – 贝瓦尼亚村的一条小巷 – ベヴァーニャの村にある小さな路地

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Uno scorcio di Varese Ligure

Scalinata in pietra nel Borgo Rotondo di Varese Ligure, tra archi, persiane verdi e vasi di fiori

Uno scorcio di Varese Ligure.
Tra le strette vie del Borgo Rotondo, nel centro storico di Varese Ligure, questa scalinata in pietra mi ha fatto fermare ancora una volta con la macchina fotografica. È uno di quegli angoli di Varese Ligure che aiutano a capire cosa vedere nel borgo senza cercare necessariamente un monumento famoso: basta seguire una salita, guardare un arco, una persiana verde, qualche vaso di fiori e il pavimento irregolare sotto i piedi.
Tutte le volte che mi trovo nel pittoresco Borgo Rotondo mi capita di scattare diverse fotografie agli angoli che circondano il centro storico e Piazza Fieschi. Questa immagine nasce proprio da uno di quei momenti. Non c’è un grande panorama da inseguire e non c’è bisogno di allontanarsi dalle strade più raccolte: la scena è costruita da elementi semplici, messi insieme dal tempo e dall’uso quotidiano degli edifici.
La scalinata sale accanto alla facciata color ocra e conduce verso un passaggio più interno. A proteggerla c’è un grande arco di sbatacchio, elemento che qui assume anche un ruolo visivo molto forte: divide la parte alta della strada da quella più bassa e crea una sorta di cornice naturale. Sopra e intorno all’arco si vedono le tracce della vecchia muratura, le persiane verdi, una lampada appesa alla parete e piccoli balconi. In basso, invece, i vasi di terracotta e le piante aggiungono una presenza domestica che rende l’angolo meno austero.
La fotografia è stata scattata da me, e ho scelto di fermare soprattutto l’insieme, perché la scalinata, l’arco e le case sembrano appartenere alla stessa storia visiva. Non cercavo un’inquadratura spettacolare; mi interessava piuttosto conservare quel piccolo equilibrio tra architettura e vita quotidiana. Anche il selciato in primo piano, segnato dall’acqua visibile nella fotografia, aiuta a leggere la profondità della scena e accompagna lo sguardo verso il passaggio più stretto.
Varese Ligure si trova in Liguria, in provincia della Spezia, in Italia, e il suo Borgo Rotondo è riconoscibile per la particolare organizzazione delle case attorno a Piazza Fieschi. Una curiosità interessante è proprio la forma circolare del borgo: percorrendo le vie dall’interno, questa caratteristica non si percepisce sempre immediatamente, ma si intuisce nella successione degli edifici, degli archi e dei passaggi che accompagnano il percorso.
Se si cerca cosa vedere a Varese Ligure, penso che anche angoli come questo meritino attenzione. Non sono necessariamente i luoghi più conosciuti a rendere interessante una passeggiata: spesso sono le scale, le persiane, i muri consumati e le piante davanti alle abitazioni a restituire meglio il carattere di un paese. Qui ogni elemento sembra avere una funzione precisa, ma allo stesso tempo contribuisce alla composizione fotografica.
Il verde delle persiane e dei parapetti ritorna in più punti dell’immagine, mentre il colore caldo degli intonaci crea uno sfondo uniforme su cui risaltano i vasi e la vegetazione. È una combinazione semplice, ma proprio per questo mi ha convinto a scattare. L’arco di sbatacchio, poi, diventa quasi una cornice dentro la fotografia e permette di vedere un secondo tratto della strada oltre la prima scalinata.
La firma presente nell’immagine riporta il 2024, mentre la fotografia resta soprattutto il ricordo di una passeggiata nel borgo e dell’attenzione dedicata a un dettaglio che, passando velocemente, potrebbe essere facilmente ignorato.
Mi piace tornare su immagini di questo tipo anche perché si collegano alle altre fotografie che ho pubblicato sui borghi liguri e sui piccoli dettagli dei centri storici. Sono proprio questi particolari, più che una visione complessiva, a costruire nel tempo il mio racconto fotografico dei luoghi.

Se tornassi davanti a questa scalinata, quale dettaglio cercheresti per primo: l’arco, le persiane verdi o i vasi di fiori? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Scalinata in pietra nel Borgo Rotondo di Varese Ligure, tra archi, persiane verdi e vasi di fiori

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

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Ecco dove si trova la cittadina:

L’Arco e le Scalette di S. Ercolano a Perugia

L'Arco e le Scalette di S. Ercolano a Perugia

L’Arco e le Scalette di S. Ercolano a Perugia.
Perugia, con la sua ricca storia e il suo fascino medievale, offre numerosi angoli suggestivi da esplorare. Tra questi, l’Arco e le Scalette di Sant’Ercolano rappresentano una tappa imperdibile per chi desidera immergersi nella storia della città.
L’Arco di Sant’Ercolano, conosciuto anticamente come Porta Cornea, è una delle testimonianze più affascinanti delle mura cittadine di origine etrusca. Costruito nella seconda metà del III secolo a.C., questo arco faceva parte delle sette porte di accesso alla città etrusca. Nel corso del Medioevo, l’arco originario a tutto sesto fu sostituito da un arco ogivale, conferendogli l’aspetto attuale.
Le scalette di Sant’Ercolano sono un percorso suggestivo che collega la parte bassa della città con la Chiesa di Sant’Ercolano. Percorrere questi gradini è come fare un tuffo nel passato, attraversando l’antica Porta Cornea e immergendosi nell’atmosfera medievale di Perugia. La chiesa, dedicata a Sant’Ercolano, è un altro gioiello architettonico che merita una visita.
Via Sant’Ercolano, con le sue scalette, la chiesa, e l’arco etrusco, è uno dei luoghi più caratteristici di Perugia. Tuttavia, è importante che questi tesori storici siano preservati e mantenuti in buone condizioni. La bellezza e il valore storico di questi luoghi richiedono attenzione e cura, sia da parte delle autorità locali che dei privati cittadini.

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L'Arco e le Scalette di S. Ercolano a Perugia

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Dove si trova l’arco:

L’Arco di S. Ercolano (anticamente Porta Cornea) si trova a Perugia sulle omonime scalette di Sant’Ercolano. Faceva parte delle mura cittadine di origine etrusca, costruita nella seconda metà del III secolo a.C. Era una delle 7 porte di accesso alla città etrusca. Fu rimodellata nel Medioevo e l’originario arco a tutto sesto fu rimpiazzato da un arco ogivale.
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The Arch and the Stairs of S. Ercolano in Perugia – L’Arc et l’Escalier de S. Ercolano à Pérouse – El Arco y las Escaleras de San Herculano en Perugia – O Arco e a Escadaria de S. Ercolano em Perugia – Der Bogen und die Treppe von S. Ercolano in Perugia – Cổng vòm và cầu thang của S. Ercolano ở Perugia

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di Copilot, un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.
Riferimenti:
– http://www.latramontanaperugia.it/articolo.asp?id=5820

Alcuni archi di sbatacchio nel borgo di Trevi

Alcuni archi di sbatacchio nel borgo di Trevi in Umbria

Alcuni archi di sbatacchio nel borgo di Trevi in Umbria.
Nel cuore del borgo medievale di Trevi, si possono ammirare degli affascinanti archi di sbatacchio, strutture architettoniche che non solo abbelliscono le strette vie del centro storico, ma svolgono anche una funzione fondamentale di consolidamento antisismico.
Gli archi di sbatacchio, noti anche come archi di contrasto, sono stati introdotti come misura preventiva contro i danni sismici. Questi archi collegano le facciate di edifici opposti, creando una struttura solida che contrasta le spinte orizzontali durante i terremoti. La loro presenza è particolarmente evidente nei vicoli stretti, dove lo spazio limitato non permette l’uso di contrafforti tradizionali.
Questi archi sono spesso costruiti in mattoni e possono presentare uno o più ordini sovrapposti. La loro forma a sesto ribassato è studiata per massimizzare la resistenza a compressione e impedire il ribaltamento delle facciate. Inoltre, alcuni archi sono rinforzati con catene metalliche annegate nella muratura, che aumentano ulteriormente la stabilità strutturale degli edifici collegati.
Passeggiando per Trevi, gli archi di sbatacchio offrono scorci suggestivi e rappresentano un esempio tangibile di come l’architettura tradizionale possa integrarsi con soluzioni tecniche avanzate per la sicurezza degli edifici. La loro conservazione è essenziale non solo per mantenere l’estetica del borgo, ma anche per preservare la memoria storica delle tecniche costruttive del passato.

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Alcuni archi di sbatacchio nel borgo di Trevi in Umbria

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova il borgo:

Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci che ne favorirono la floridezza economica (veniva chiamata “il porto secco”), testimoniata ancor oggi dai numerosi palazzi del centro storico, degni di figurare in città ben maggiori, e la crescita economica fu accompagnata da vivacissima attività culturale e sociale. Già nel 1469, per favorire la circolazione di denaro fu chiamato un banchiere ebreo, tra le poche professioni alle quali erano autorizzati quegli uomini, e nonostante questo fu perseguitato ed in seguito fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà, seguito poi dal Monte Frumentario e varie altre istituzioni benefiche e assistenziali.
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Some slamming arches in the village of Trevi in ​​Umbria – Quelques arches cliquetantes dans le village de Trevi en Ombrie – Algunos arcos que suenan en el pueblo de Trevi en Umbría – Alguns arcos barulhentos na aldeia de Trevi, na Úmbria – Einige klappernde Bögen im Dorf Trevi in ​​Umbrien – Một số mái vòm lạch cạch ở làng Trevi ở Umbria

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di Copilot, un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.
Riferimenti:
– https://ilcapochiave.it/2017/11/14/gli-archetti-di-sbatacchio-presidi-antisismici-premoderni/

Un vicolo con archi storici nel borgo di Spello

Vicolo di Spello in Umbria con arco di sbatacchio e archivolto tra antiche case del borgo storico

Un vicolo con archi storici nel borgo di Spello.
Tra le cose da vedere a Spello, in Umbria, Italia, ci sono anche i suoi vicoli, dove piccoli dettagli architettonici raccontano la storia del borgo più delle grandi vedute. Camminando tra le strade del centro storico di Spello si possono incontrare archi di sbatacchio e archivolti che collegano edifici antichi, creando scorci caratteristici capaci di mostrare il rapporto tra architettura e tempo.
Questo scatto nasce proprio dalla mia passione per questi particolari. Quando fotografo un borgo storico non cerco soltanto le piazze più conosciute o i monumenti principali, ma anche quegli elementi che spesso passano inosservati a chi cammina velocemente. Un arco tra due case, una curva della strada o una prospettiva stretta possono diventare immagini capaci di raccontare molto del luogo.
Diverso tempo fa sono stato a Spello con mia moglie e ho ancora diverse fotografie di quella visita. Questo vicolo mi aveva colpito per la presenza di più elementi architettonici nello stesso scorcio: da una parte un arco di sbatacchio, costruito per dare maggiore stabilità agli edifici vicini, dall’altra un archivolto che accompagna la forma della strada e aggiunge profondità alla composizione.
Ho voluto fermare questa scena con la mia macchina fotografica proprio perché rappresenta un aspetto quotidiano del borgo. Non è un luogo costruito per attirare l’attenzione, ma un dettaglio nato dalle esigenze della vita e dell’urbanistica di un paese cresciuto nel corso dei secoli.
Spello, situato nel cuore dell’Umbria, Italia, conserva ancora oggi un tessuto urbano ricco di testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Le sue vie strette, le case in pietra e i passaggi coperti mostrano come gli abitanti abbiano saputo adattare gli spazi disponibili creando soluzioni funzionali che oggi sono diventate parte del fascino del borgo.
Un piccolo approfondimento riguarda proprio gli archi di sbatacchio: in molti centri storici italiani vennero utilizzati come rinforzo tra edifici ravvicinati, soprattutto quando le costruzioni erano soggette a movimenti o necessitavano di maggiore stabilità. Oggi sono diventati dettagli molto ricercati dai fotografi perché aggiungono linee, profondità e carattere agli scorci urbani.
Dopo aver raccontato altri particolari di Spello, come la Cappella Baglioni, la Porta Venere e i vicoli del borgo, questa fotografia continua lo stesso percorso fatto di osservazione e ricerca dei dettagli. A volte sono proprio gli elementi più semplici a far ricordare un luogo.
Se stai cercando cosa vedere a Spello, prova a guardare anche sopra la tua testa mentre cammini: potresti trovare un piccolo pezzo di storia nascosto tra due edifici.

Qual è il dettaglio architettonico più curioso che hai fotografato durante una passeggiata? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Vicolo di Spello in Umbria con arco di sbatacchio e archivolto tra antiche case del borgo storico

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova il borgo:

Spello (Hispellum in latino) è un comune italiano della provincia di Perugia in Umbria. Fa parte del circuito de I borghi più belli d’Italia e si fregia del marchio di qualità turistico-ambientale Bandiera arancione, conferito dal Touring Club Italiano. Spello fu fondata dagli Umbri per poi essere denominata Hispellum in epoca romana; fu poi iscritta alla tribù Lemonia. Successivamente dichiarata “Colonia Giulia” da Cesare e “Splendidissima Colonia Julia” da Augusto, poiché lo supportò nelle guerra di Perugia; dopo la vittoria di Augusto, lui stesso cedette a Hispellum buona parte dei territori governati da Perusia e il dominio della città spellana si estese fino alle sorgenti del Clitunno, che erano prima sotto il possesso di Mevania. Più tardi fu chiamata “Flavia Costante” da Costantino. L’antica Spello era considerata una delle più importanti città nell’Umbria romana.
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L’archivolto che porta alla piazza centrale di Trevi

L'archivolto che porta alla piazza centrale di Trevi

L’archivolto che porta alla piazza centrale di Trevi.
Per arrivare nella piazza centrale di Trevi (piazza Mazzini) bisogna passare sotto a questo archivolto al di sotto del Palazzo Comunale.

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L'archivolto che porta alla piazza centrale di Trevi

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova il borgo:

Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci che ne favorirono la floridezza economica (veniva chiamata “il porto secco”), testimoniata ancor oggi dai numerosi palazzi del centro storico, degni di figurare in città ben maggiori, e la crescita economica fu accompagnata da vivacissima attività culturale e sociale. Già nel 1469, per favorire la circolazione di denaro fu chiamato un banchiere ebreo, tra le poche professioni alle quali erano autorizzati quegli uomini, e nonostante questo fu perseguitato ed in seguito fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà, seguito poi dal Monte Frumentario e varie altre istituzioni benefiche e assistenziali.
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The archivolt that leads to the central square of Trevi – L’archivolte qui mène à la place centrale de Trevi – La arquivolta que conduce a la plaza central de Trevi – A arquivolta que conduz à praça central de Trevi – Die Archivolte, die zum zentralen Platz von Trevi führt – Archivolt dẫn đến quảng trường trung tâm Trevi

Un arco di sbatacchio in un vicolo di Burano

Un arco di sbatacchio in un vicolo di Burano

Un arco di sbatacchio in un vicolo di Burano.
Burano, l’isola veneziana famosa per le sue case colorate e la tradizione del merletto, è un luogo che incanta i visitatori con la sua atmosfera unica e pittoresca. Passeggiando per i suoi vicoli stretti, si può respirare l’autenticità e la storia di questa affascinante isola.
I vicoli di Burano sono un labirinto di colori e dettagli architettonici che raccontano la vita quotidiana degli abitanti. Le case, dipinte in tonalità vivaci, creano un contrasto spettacolare con i canali e le barche ormeggiate. Ogni angolo dell’isola offre una nuova prospettiva e una nuova storia da scoprire.
In uno di questi vicoli c’era questo bell’arco (che in architettura si chiama arco di sbatacchio) che ha funzione decorativa ma anche strutturale; esso infatti aiuta a mantenere la stabilitá degli edifici quando lo spazio tra due palazzi é breve.
Uno degli aspetti più celebri di Burano è la tradizione del merletto. Le merlettaie dell’isola hanno tramandato questa arte di generazione in generazione, creando opere di straordinaria bellezza e precisione. Visitare uno dei laboratori di merletto è un’esperienza imperdibile per chiunque voglia conoscere da vicino questa antica tradizione.
Visitare Burano significa immergersi in un mondo di colori, tradizioni e storia. Ogni vicolo, ogni casa e ogni dettaglio architettonico contribuiscono a creare un’atmosfera unica che affascina e incanta. Non perdere l’occasione di esplorare questa meravigliosa isola veneziana e di lasciarti sorprendere dalla sua bellezza senza tempo.

Sei mai stato sull’isola di Burano?
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Un arco di sbatacchio in un vicolo di Burano

Foto scattata con Honor 20.

C’è anche il sito ufficiale dell’isola: isoladiburano.it.

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Ecco dove si trova l’isola:

Burano è un centro abitato di 2 270 abitanti che sorge su quattro isole della laguna di Venezia settentrionale. Fa parte del comune di Venezia e in particolare della municipalità di Venezia-Murano-Burano. È collegato da un ponte all’isola di Mazzorbo, che ne è divenuta una sorta di appendice. La cittadina è nota per le sue tipiche case vivacemente colorate e per la secolare lavorazione artigianale ad ago del merletto di Burano.
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A slamming arch in an alley in Burano – Une arche cliquetante dans une ruelle de Burano – Un arco que suena en un callejón de Burano – Um arco barulhento num beco em Burano – Ein klappernder Bogen in einer Gasse in Burano – Một mái vòm lạch cạch trong một con hẻm ở Burano

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di Copilot, un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.

Particolari dell’Arco della Vittoria a Genova

Particolari dell'Arco della Vittoria a Genova

Particolari dell’Arco della Vittoria a Genova.
Situato nel cuore della splendida città portuale di Genova, l’Arco della Vittoria è una testimonianza tangibile della storia gloriosa e della ricca cultura della città. Questo monumento maestoso, eretto per commemorare le vittorie militari italiane durante la prima guerra mondiale, si erge come un simbolo di resilienza, determinazione e speranza.
L’Arco della Vittoria, conosciuto anche come “Arco di Trionfo”, fu progettato dall’architetto Marcello Piacentini e inaugurato nel 1931. La sua costruzione fu commissionata dal regime fascista di Mussolini per celebrare le vittorie italiane nella Grande Guerra e per onorare i caduti.
Questo monumento imponente, caratterizzato da una struttura neoclassica e decorazioni allegoriche, rappresenta un tributo alla forza militare e al sacrificio patriottico. Le iscrizioni incise sulle sue facciate commemorano le battaglie e gli eroi che hanno difeso l’onore e la libertà del paese.
L’Arco della Vittoria è un esempio superbo di architettura monumentale, caratterizzato da linee pulite, proporzioni armoniose e dettagli intricati. La sua forma imponente e le colonne corinzie evocano le antiche tradizioni dell’architettura romana, mentre le sculture e le decorazioni allegoriche aggiungono un tocco di grandiosità e simbolismo.
Alla sommità dell’arco, una quadriga bronzea trainata da quattro cavalli rappresenta la vittoria trionfale, simboleggiando il trionfo della nazione italiana sulle forze nemiche. Questa straordinaria opera d’arte incarna la potenza e la determinazione del popolo italiano nel perseguire la vittoria e la pace.
Oggi, l’Arco della Vittoria rimane non solo un monumento storico, ma anche un punto di riferimento iconico e un luogo di incontro per i cittadini di Genova e per i visitatori provenienti da tutto il mondo. È un simbolo di unità nazionale e di speranza per un futuro migliore, un monito che la pace e la prosperità possono essere raggiunte attraverso la collaborazione e il rispetto reciproco.
Nonostante le controversie storiche legate alla sua costruzione e al suo significato, l’Arco della Vittoria continua a ispirare e a suscitare riflessioni sulla natura umana e sulle conseguenze della guerra. È un promemoria che, anche nelle situazioni più oscure, la luce della speranza e della dignità può ancora brillare, guidando le generazioni future verso un mondo di pace, tolleranza e comprensione reciproca.
In definitiva, l’Arco della Vittoria di Genova è molto più di un semplice monumento; è un monumento alla resilienza, alla gloria militare e alla ricerca perpetua della pace e della giustizia nel mondo.

Genova, i figli morti per la Patria
combattendo in terra in mare in cielo
alla gloria dei secoli, superba consacra
MCMXV, MCMXVIII

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Particolari dell'Arco della Vittoria a Genova

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Dove si trova il monumento:

L’Arco della Vittoria, detto anche Monumento ai Caduti o Arco dei Caduti, è un imponente arco di trionfo, realizzato durante il regime fascista, situato in Piazza della Vittoria a Genova. È dedicato ai genovesi caduti nel corso della Prima guerra mondiale e fu inaugurato il 31 maggio del 1931.
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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Uno scorcio del centro storico di Lavagna

Piccolo vialetto nel centro storico di Lavagna verso la Torre del Borgo, uno scorcio da vedere nel Tigullio

Uno scorcio del centro storico di Lavagna.
Camminando nel cuore della cittadina ligure, il piccolo vialetto verso la Torre del Borgo mi ha riportato ancora una volta davanti a uno dei luoghi che amo fotografare nel Tigullio. È una prospettiva semplice, quasi quotidiana, ma proprio per questo capace di restituire bene il carattere raccolto del centro storico di Lavagna e di suggerire cosa vedere a Lavagna senza bisogno di cercare grandi panorami.
Sono arrivato qui durante una delle mie passeggiate per il centro e, come mi è già capitato altre volte, sono tornato verso la Torre del Borgo e il giardino che si trova al suo cospetto. Questa volta, però, l’attenzione è caduta sul piccolo vialetto che conduce verso la torre. Non è il monumento in sé a occupare tutta la fotografia, ma il percorso che porta a raggiungerlo, con quella sensazione di entrare gradualmente in uno spazio più appartato rispetto alle vie del centro.
È uno di quei dettagli che durante una visita possono passare inosservati. Ci si concentra sulla torre, sulle architetture storiche o sulle strade del centro, mentre un passaggio laterale può diventare improvvisamente il punto di osservazione più interessante. Per me è stato proprio questo il motivo per cui ho voluto fermarmi e scattare: fotografare non soltanto la destinazione, ma anche il modo in cui ci si arriva.
Lavagna si trova in Liguria, nella città di Lavagna, in provincia di Genova, Italia, affacciata sul Golfo del Tigullio. Il centro storico conserva un carattere particolare, fatto di vicoli, edifici storici e scorci che invitano a rallentare. Se si cerca cosa vedere a Lavagna, la zona della Torre del Borgo è quindi una di quelle che vale la pena attraversare con attenzione, lasciandosi guidare anche dai piccoli passaggi che collegano gli spazi del quartiere.
La Torre del Borgo è legata alla storia medievale di Lavagna e rappresenta uno dei riferimenti storici più riconoscibili della città. Una curiosità è che il complesso della torre e dell’area circostante ha assunto nel tempo funzioni e aspetti differenti, seguendo le trasformazioni della città e del suo patrimonio storico. Oggi il giardino davanti alla torre aggiunge una dimensione più raccolta alla visita e crea un contrasto interessante tra la struttura antica e lo spazio verde.
In questa fotografia ho voluto quindi fermare un momento molto semplice della mia passeggiata. Non cercavo necessariamente una veduta spettacolare: mi interessava la prospettiva del vialetto, il rapporto tra il percorso e ciò che si intravede alla sua estremità, e quella particolare sensazione di familiarità che provo tornando in un luogo già fotografato più volte.
È anche questo uno degli aspetti che mi spinge a tornare con la macchina fotografica negli stessi posti. Una prima fotografia può raccontare un luogo, ma una visita successiva permette di accorgersi di particolari diversi. Cambia il punto di osservazione, cambia l’attenzione e talvolta basta spostarsi di pochi metri per trovare un’immagine completamente nuova.
Questo scorcio mi ricorda anche altre fotografie che ho dedicato ai centri storici liguri e ai dettagli incontrati durante le mie passeggiate, dove spesso il soggetto principale nasce quasi per caso lungo il percorso. Anche a Lavagna, accanto ai luoghi più riconoscibili, sono proprio questi piccoli passaggi a dare continuità al racconto fotografico.
Per chi ama fotografare i centri storici, questo è un buon esempio di come valga la pena osservare non soltanto ciò che si è deciso di raggiungere, ma anche gli spazi intermedi. Il vialetto verso la Torre del Borgo diventa così parte integrante della scena e permette di percepire il luogo prima ancora di arrivare davanti alla torre.

Io, comunque, continuo a tornarci volentieri. E voi avete mai trovato un piccolo scorcio come questo più interessante del monumento che stavate andando a fotografare? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Piccolo vialetto nel centro storico di Lavagna verso la Torre del Borgo, uno scorcio da vedere nel Tigullio

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Ecco dove ho scattato la foto:

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