La Cappella Baglioni a Spello tra arte e silenzio

Interno della Cappella Baglioni a Spello con affreschi rinascimentali e dettagli decorativi nella Chiesa di Santa Maria Maggiore

La Cappella Baglioni a Spello tra arte e silenzio.
Entrando nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, nel cuore di Spello, in Umbria, Italia, lo sguardo viene subito attirato da uno spazio raccolto ma incredibilmente ricco: la Cappella Baglioni. Tra le cose da vedere a Spello, questa piccola cappella rappresenta uno dei luoghi più sorprendenti, quasi nascosto rispetto ai percorsi più battuti del borgo. Qui l’arte rinascimentale si svela lentamente, senza bisogno di grandi spazi o effetti scenici, ma attraverso dettagli che emergono poco alla volta.
Ho scattato questa fotografia cercando di fermare proprio quella sensazione di scoperta silenziosa, quando si entra in un ambiente che non ha bisogno di presentazioni per lasciare il segno. La Cappella Baglioni a Spello non si impone, ma si lascia osservare con calma, come accade spesso nei piccoli gioielli umbri. Le pareti raccontano storie attraverso affreschi che sembrano ancora vivi, con colori che dialogano con la luce naturale che filtra dall’esterno.
Passeggiando per Spello mi era già capitato di soffermarmi su altri dettagli architettonici e scorci, come ho raccontato in altri articoli dedicati ai vicoli fioriti del borgo, ma qui l’esperienza cambia completamente: si passa dall’esterno vivace e luminoso a un ambiente più intimo, dove ogni elemento invita a rallentare.
La cappella prende il nome dalla famiglia Baglioni, che fu tra le più influenti della zona. Un breve dettaglio storico che mi ha colpito è che proprio grazie al loro mecenatismo questo spazio è stato arricchito da artisti di grande talento del Rinascimento, trasformandolo in un piccolo capolavoro pittorico. Non serve essere esperti per coglierne il valore: basta osservare i volti, i gesti, i drappeggi per capire quanta attenzione sia stata dedicata a ogni scena.
Quello che più mi ha colpito, mentre cercavo l’inquadratura giusta, è stata la sensazione di equilibrio. Non c’è nulla di eccessivo, nulla di fuori posto. Anche il silenzio sembra parte integrante dell’opera. La fotografia nasce proprio da questo: dal tentativo di raccontare non solo ciò che si vede, ma anche ciò che si percepisce restando qualche minuto in più davanti a questi affreschi.
Se stai cercando cosa vedere a Spello, questo è uno di quei luoghi che rischiano di passare inosservati ma che meritano assolutamente una sosta. Non è una visita veloce: è un momento da vivere con calma.

Ti sei mai fermato davvero davanti a un dettaglio artistico così piccolo da sembrare invisibile, ma capace di restare nella memoria? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Interno della Cappella Baglioni a Spello con affreschi rinascimentali e dettagli decorativi nella Chiesa di Santa Maria Maggiore

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova il borgo:

La cappella Baglioni si trova nella collegiata di Santa Maria Maggiore di Spello ed è celebre per la presenza di un ciclo di affreschi di Pinturicchio, databili tra il 1500 circa e il 1501. La decorazione venne commissionata dal priore Troilo Baglioni (morto nel 1506), poi vescovo di Perugia, e riporta la data 1501, indicata come termine dei lavori (ma nel luglio 1496 il cantiere forse era già avviato). L’impresa fu l’ultima commissione importante di Pinturicchio in Umbria, prima di partire per Roma e Siena. L’impresa, come di consueto per il pittore perugino, venne condotta con notevole rapidità grazie all’utilizzo di una ben organizzata bottega, con l’impiego di altri maestri che dipingevano su suo disegno.
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La Porta Venere a Spello tra storia e pietra

Porta Venere a Spello con archi in travertino e Torri di Properzio viste dal basso nel centro storico umbro

La Porta Venere a Spello tra storia e pietra.
Arrivando a Spello, in Umbria, Italia, uno dei primi luoghi che cattura lo sguardo è proprio la Porta Venere, tra le cose da vedere più riconoscibili del borgo. Le sue forme romane emergono tra le mura come un segno netto del passato, qualcosa che non è rimasto fermo nel tempo ma continua a dialogare con chi passa sotto i suoi archi. Visitare Spello significa inevitabilmente attraversarla, anche solo con lo sguardo.
Quando ho scattato questa fotografia mi sono fermato qualche minuto davanti alla struttura, cercando un’inquadratura che riuscisse a tenere insieme le proporzioni della porta e la presenza imponente delle torri. La Porta Venere a Spello non è solo un ingresso, è una soglia vera e propria: da una parte il mondo esterno, dall’altra il cuore raccolto del borgo. Le pietre in travertino raccontano il passaggio di secoli, consumate e allo stesso tempo solide, come se avessero assorbito ogni passo.
Le tre aperture si distinguono chiaramente, con l’arco centrale più ampio che guida naturalmente lo sguardo, mentre quelli laterali sembrano accompagnarlo. Sopra, le Torri di Properzio dominano la scena con una geometria che colpisce subito. C’è qualcosa di estremamente equilibrato nella loro presenza, una simmetria che rende questa porta diversa da molte altre che ho incontrato nei miei viaggi.
Passeggiando poi tra le vie di Spello, ho ritrovato quella stessa attenzione per i dettagli che avevo già raccontato in altri articoli dedicati ai vicoli fioriti del borgo. Qui però tutto parte da questo punto preciso, come se la Porta Venere fosse l’inizio naturale di ogni percorso. Non è solo un monumento, è un riferimento visivo e mentale.
Un piccolo approfondimento che mi ha sempre incuriosito riguarda proprio il nome delle torri: si pensa che siano dedicate al poeta latino Sesto Properzio, anche se non esiste una conferma storica definitiva. È uno di quei dettagli che aggiungono fascino senza bisogno di certezze assolute, lasciando spazio all’immaginazione.
La luce che attraversa gli archi cambia continuamente durante la giornata, creando contrasti sempre diversi. In quel momento ho cercato di cogliere proprio questo equilibrio tra ombra e luce, tra massa e vuoto. Questa fotografia nasce da lì, da un attimo in cui la struttura sembrava respirare.
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Spello, questo è sicuramente uno dei punti da cui iniziare, non solo per orientarti ma per entrare davvero nell’atmosfera del luogo.

Ti è mai capitato di attraversare una porta antica e sentire di stare entrando in un’altra epoca? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Porta Venere a Spello con archi in travertino e Torri di Properzio viste dal basso nel centro storico umbro

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova il borgo:

Spello (Hispellum in latino) è un comune italiano della provincia di Perugia in Umbria. Fa parte del circuito de I borghi più belli d’Italia e si fregia del marchio di qualità turistico-ambientale Bandiera arancione, conferito dal Touring Club Italiano. Spello fu fondata dagli Umbri per poi essere denominata Hispellum in epoca romana; fu poi iscritta alla tribù Lemonia. Successivamente dichiarata “Colonia Giulia” da Cesare e “Splendidissima Colonia Julia” da Augusto, poiché lo supportò nelle guerra di Perugia; dopo la vittoria di Augusto, lui stesso cedette a Hispellum buona parte dei territori governati da Perusia e il dominio della città spellana si estese fino alle sorgenti del Clitunno, che erano prima sotto il possesso di Mevania. Più tardi fu chiamata “Flavia Costante” da Costantino. L’antica Spello era considerata una delle più importanti città nell’Umbria romana.
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Uno scorcio di Varese Ligure

Scalinata in pietra nel Borgo Rotondo di Varese Ligure, tra archi, persiane verdi e vasi di fiori

Uno scorcio di Varese Ligure.
Tra le strette vie del Borgo Rotondo, nel centro storico di Varese Ligure, questa scalinata in pietra mi ha fatto fermare ancora una volta con la macchina fotografica. È uno di quegli angoli di Varese Ligure che aiutano a capire cosa vedere nel borgo senza cercare necessariamente un monumento famoso: basta seguire una salita, guardare un arco, una persiana verde, qualche vaso di fiori e il pavimento irregolare sotto i piedi.
Tutte le volte che mi trovo nel pittoresco Borgo Rotondo mi capita di scattare diverse fotografie agli angoli che circondano il centro storico e Piazza Fieschi. Questa immagine nasce proprio da uno di quei momenti. Non c’è un grande panorama da inseguire e non c’è bisogno di allontanarsi dalle strade più raccolte: la scena è costruita da elementi semplici, messi insieme dal tempo e dall’uso quotidiano degli edifici.
La scalinata sale accanto alla facciata color ocra e conduce verso un passaggio più interno. A proteggerla c’è un grande arco di sbatacchio, elemento che qui assume anche un ruolo visivo molto forte: divide la parte alta della strada da quella più bassa e crea una sorta di cornice naturale. Sopra e intorno all’arco si vedono le tracce della vecchia muratura, le persiane verdi, una lampada appesa alla parete e piccoli balconi. In basso, invece, i vasi di terracotta e le piante aggiungono una presenza domestica che rende l’angolo meno austero.
La fotografia è stata scattata da me, e ho scelto di fermare soprattutto l’insieme, perché la scalinata, l’arco e le case sembrano appartenere alla stessa storia visiva. Non cercavo un’inquadratura spettacolare; mi interessava piuttosto conservare quel piccolo equilibrio tra architettura e vita quotidiana. Anche il selciato in primo piano, segnato dall’acqua visibile nella fotografia, aiuta a leggere la profondità della scena e accompagna lo sguardo verso il passaggio più stretto.
Varese Ligure si trova in Liguria, in provincia della Spezia, in Italia, e il suo Borgo Rotondo è riconoscibile per la particolare organizzazione delle case attorno a Piazza Fieschi. Una curiosità interessante è proprio la forma circolare del borgo: percorrendo le vie dall’interno, questa caratteristica non si percepisce sempre immediatamente, ma si intuisce nella successione degli edifici, degli archi e dei passaggi che accompagnano il percorso.
Se si cerca cosa vedere a Varese Ligure, penso che anche angoli come questo meritino attenzione. Non sono necessariamente i luoghi più conosciuti a rendere interessante una passeggiata: spesso sono le scale, le persiane, i muri consumati e le piante davanti alle abitazioni a restituire meglio il carattere di un paese. Qui ogni elemento sembra avere una funzione precisa, ma allo stesso tempo contribuisce alla composizione fotografica.
Il verde delle persiane e dei parapetti ritorna in più punti dell’immagine, mentre il colore caldo degli intonaci crea uno sfondo uniforme su cui risaltano i vasi e la vegetazione. È una combinazione semplice, ma proprio per questo mi ha convinto a scattare. L’arco di sbatacchio, poi, diventa quasi una cornice dentro la fotografia e permette di vedere un secondo tratto della strada oltre la prima scalinata.
La firma presente nell’immagine riporta il 2024, mentre la fotografia resta soprattutto il ricordo di una passeggiata nel borgo e dell’attenzione dedicata a un dettaglio che, passando velocemente, potrebbe essere facilmente ignorato.
Mi piace tornare su immagini di questo tipo anche perché si collegano alle altre fotografie che ho pubblicato sui borghi liguri e sui piccoli dettagli dei centri storici. Sono proprio questi particolari, più che una visione complessiva, a costruire nel tempo il mio racconto fotografico dei luoghi.

Se tornassi davanti a questa scalinata, quale dettaglio cercheresti per primo: l’arco, le persiane verdi o i vasi di fiori? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Scalinata in pietra nel Borgo Rotondo di Varese Ligure, tra archi, persiane verdi e vasi di fiori

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 28.

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Ecco dove si trova la cittadina:

Lo splendido caruggio di Sestri Levante

Il caruggio di Sestri Levante nel centro storico con case colorate e scorci della tipica strada ligure

Lo splendido caruggio di Sestri Levante.
Passeggiando nel caruggio di Sestri Levante, nel cuore del centro storico della cittadina ligure, ho trovato ancora una volta quei dettagli che rendono un luogo riconoscibile anche attraverso una semplice fotografia.
Le strette vie del centro storico di Sestri Levante raccontano una parte importante della vita della città: le facciate colorate delle case, le insegne dei piccoli negozi e i particolari architettonici che si incontrano lungo il percorso creano un ambiente dove passato e presente convivono naturalmente. Questa immagine nasce proprio dall’attenzione verso questi elementi quotidiani, spesso semplici ma capaci di raccontare molto di un luogo.
Il caruggio di Sestri Levante è uno degli angoli più caratteristici da vedere in Liguria perché rappresenta l’anima dei borghi tradizionali della regione. Camminando lungo questa strada pedonale si possono incontrare botteghe, locali e scorci che mostrano ancora il legame tra la città e la sua storia.
Ho voluto fermare questo dettaglio con la mia macchina fotografica durante una passeggiata, cercando di catturare non solo la strada in sé, ma anche l’atmosfera che si respira attraversandola. In questi luoghi spesso sono proprio i piccoli particolari, una porta, una finestra, una decorazione su una facciata o la prospettiva tra gli edifici, a rendere interessante una fotografia.
Sestri Levante si trova in Liguria, Italia, affacciata sul Golfo del Tigullio e conosciuta soprattutto per la Baia del Silenzio e per il suo caratteristico centro storico. Il caruggio, come molte vie storiche liguri, conserva il significato tradizionale del termine che indica un vicolo o una strada stretta tipica dei centri antichi.
Una curiosità legata a queste vie è proprio il termine “caruggio”, una parola del dialetto ligure ancora molto utilizzata per indicare gli stretti passaggi che caratterizzano molti borghi della regione.
Nel mio archivio fotografico ho raccontato spesso diversi angoli di Sestri Levante, dalle vedute della Baia del Silenzio alle immagini dedicate alle zone meno conosciute della città. Ogni scorcio aggiunge un piccolo pezzo alla storia fotografica di questo luogo.
Il caruggio di Sestri Levante rimane uno dei posti dove mi piace fermarmi a osservare i dettagli, lasciando che sia la strada stessa a suggerire la fotografia.

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Il caruggio di Sestri Levante nel centro storico con case colorate e scorci della tipica strada ligure

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Ecco il punto, piú o meno, dove ho scattato:

Un caratteristico vicolo nel centro storico di Perugia

Vicolo nel centro storico di Perugia con antiche case in pietra e scorcio delle vie medievali della città

Un caratteristico vicolo nel centro storico di Perugia.
Tra le cose da vedere a Perugia, i vicoli del centro storico sono sicuramente tra quelle che preferisco fotografare perché spesso raccontano la città attraverso dettagli più piccoli e meno appariscenti rispetto ai monumenti principali.
Passeggiando nel centro storico di Perugia, in Umbria, Italia, mi sono soffermato su questo scorcio di un antico vicolo, dove le pietre delle case, la strada e le prospettive strette creano una scena che sembra appartenere ancora alla città medievale. Non sempre sono le piazze più conosciute o gli edifici più importanti a catturare l’attenzione: a volte basta una strada secondaria per trovare un’immagine capace di raccontare l’anima di un luogo.
La fotografia nasce proprio da questa ricerca dei particolari. Ho voluto fermare con la mia macchina fotografica un angolo del centro storico di Perugia che rappresenta bene il carattere della città: un insieme di salite, vicoli, passaggi nascosti e scorci che cambiano continuamente mentre si cammina.
Il centro storico di Perugia conserva ancora oggi una struttura molto legata alla sua storia medievale, sviluppata attorno ai cinque antichi rioni cittadini: Porta Sole, Porta Sant’Angelo, Porta Santa Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro. Ognuno di questi quartieri ha caratteristiche proprie e contribuisce a creare quella rete di strade e percorsi che rende interessante esplorare la città a piedi.
Una piccola curiosità riguarda proprio i nomi di alcune vie del centro: esistono strade con denominazioni particolari come Via Bella, Via Speciosa e Via Pulcra, nomi che richiamano la bellezza ma che fanno anche parte della storia e delle trasformazioni della città nel corso dei secoli.
Mi piace fotografare questi luoghi perché permettono di vedere una Perugia diversa, lontana dalle immagini più immediate e concentrata sui dettagli quotidiani. Un vicolo può diventare un piccolo racconto fatto di materiali, prospettive e segni lasciati dal tempo.
Questo articolo si collega anche alla fotografia dedicata alla vista sui tetti della città di Perugia, un altro modo per osservare il capoluogo umbro da una prospettiva differente.
Quando viaggio cerco spesso proprio questi angoli meno evidenti, perché sono quelli che alla fine rimangono più impressi nella memoria.

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Vicolo nel centro storico di Perugia con antiche case in pietra e scorcio delle vie medievali della città

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Dove si trova il punto, più o meno, in cui ho scattato:

Dalla piazza principale del centro si diramavano le cinque vie regali, che collegavano – e ancor oggi in parte collegano – la città di Perugia con Cortona (oggi la Via Cortonese si sovrappone alla statale del Trasimeno), Orvieto (Via Marscianese), Gubbio (Via Eugubina), Città di Castello e la Via Flaminia (Foligno) che da Roma conduceva ad Ariminium (attuale Romagna).
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Vico Macelli, il vicolo storico di Sestri Levante

Vico Macelli nel centro storico di Sestri Levante

Vico Macelli, il vicolo storico di Sestri Levante.
Passeggiando nel centro storico di Sestri Levante mi capita spesso di infilarmi in quei piccoli passaggi che sembrano quasi nascondersi tra le vie più conosciute, e questo caratteristico vicolo di Sestri Levante è sicuramente uno dei luoghi che amo fotografare di più. Non è una strada ampia o spettacolare nel senso classico del termine, ma è proprio nei suoi spazi stretti, nelle pietre e nelle case addossate le une alle altre che secondo me si trova una parte autentica della storia del borgo.
Ho scattato questa fotografia in uno dei miei tanti giri con la macchina fotografica per le vie della mia cittadina, cercando quei dettagli quotidiani che spesso si rischia di non notare passando velocemente. Vico Macelli, nel centro storico di Sestri Levante in Liguria, Italia, è uno di quei luoghi dove basta rallentare un attimo per accorgersi di particolari che raccontano il passato: un angolo di muro, una porta, la forma irregolare degli edifici e la sensazione di trovarsi dentro una parte più antica del paese.
Il nome del vicolo è legato, molto probabilmente, alla presenza in passato di attività collegate alla lavorazione della carne. Non ho trovato una documentazione precisa che racconti ogni dettaglio della storia di questo piccolo angolo del centro storico, ma l’origine del nome richiama proprio gli antichi macelli o i luoghi dove potevano essere lavorati gli animali destinati al consumo della comunità.
Una piccola curiosità è che molti vicoli dei borghi liguri hanno mantenuto nomi nati da attività artigiane, mestieri o funzioni che oggi non esistono più, diventando una sorta di memoria nascosta nella toponomastica delle città.
Mi piace tornare in queste zone perché ogni volta riesco a vedere qualcosa di diverso. Anche in altri articoli ho raccontato dettagli del centro storico di Sestri Levante, come il Caruggio Dritto, la strada principale della città, e trovo interessante il contrasto tra la parte più conosciuta del borgo e questi piccoli vicoli laterali meno fotografati ma altrettanto importanti.
Fotografare Vico Macelli per me significa proprio questo: fermare un frammento della città prima che il tempo lo trasformi. Sono luoghi semplici, magari senza grandi monumenti da mostrare, ma che conservano il carattere di una comunità e il modo in cui le persone hanno vissuto questi spazi nei secoli.
Quando cammino per Sestri Levante cerco spesso proprio questi angoli meno evidenti, quelli che non necessariamente attirano subito lo sguardo ma che poi rimangono impressi nella memoria. È anche questo il motivo per cui amo fotografare la mia zona: ogni strada può nascondere una piccola storia.

Conoscete altri vicoli o angoli nascosti del centro storico di Sestri Levante che meritano una fotografia? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con Honor 20.

Ecco dove si trova il vicolo:

Due scorci tra i vicoli del borgo di Trevi in Umbria

Un paio di scorci del borgo di Trevi in Umbria

Due scorci tra i vicoli del borgo di Trevi in Umbria.
La scorsa primavera, durante qualche giorno trascorso in Umbria con mia moglie, ho avuto l’occasione di passeggiare tra le stradine di Trevi e di fotografare alcuni angoli che mi hanno colpito per il loro carattere autentico. Queste due fotografie raccontano proprio una piccola parte della visita a questo borgo in provincia di Perugia, dove le vie strette e gli edifici in pietra accompagnano il passo e invitano a guardarsi intorno senza fretta.
Avevamo scelto di sistemarci nei dintorni di Perugia, una posizione comoda per esplorare i tanti borghi che rendono questa regione così interessante. Ogni giornata ci offriva la possibilità di raggiungere un paese diverso, camminare tra le sue strade e scoprire particolari che spesso non si notano passando soltanto in automobile. Trevi è stata una delle tappe di quel viaggio, e i suoi vicoli sono diventati il soggetto di questi due scatti.
Quando fotografo un borgo storico, non cerco sempre la piazza principale o il monumento più conosciuto. Mi piace anche seguire una strada secondaria, osservare come le case si sviluppano lungo il pendio e cogliere il rapporto tra le pietre, le porte, le finestre e il percorso della via. Sono dettagli semplici, ma contribuiscono a restituire l’identità di un luogo e a conservare il ricordo di una passeggiata condivisa.
Trevi si trova in Umbria, nel cuore dell’Italia centrale, su un rilievo che domina la pianura attraversata dal fiume Clitunno. Il borgo conserva un impianto medievale fatto di strade in salita, passaggi raccolti e scorci che cambiano continuamente mentre si cammina. Questa conformazione rende piacevole esplorarlo a piedi: dietro una curva può aprirsi una veduta tra i tetti, mentre poco più avanti una strada stretta riporta l’attenzione sulle facciate degli edifici.
Una curiosità legata al territorio di Trevi è la sua storica tradizione olivicola. Le colline circostanti sono caratterizzate da estesi oliveti e la produzione dell’olio extravergine d’oliva rappresenta uno degli elementi più riconoscibili della cultura locale. Il paesaggio che circonda il borgo e le attività legate all’olivo contribuiscono a definire il carattere di questa parte dell’Umbria, oltre a offrire un contesto interessante per chi visita la zona.
Le fotografie che pubblico qui sono state scattate da me durante quella visita primaverile. Non vogliono essere una raccolta completa dei luoghi da vedere a Trevi, ma piuttosto due piccoli ricordi di ciò che mi ha attirato mentre camminavo per il centro. Mi piace conservare questo genere di immagini perché, quando le riguardo a distanza di tempo, riescono a riportarmi alla mente il piacere della scoperta e il ritmo tranquillo delle passeggiate fatte durante il viaggio.
Se stai pensando a cosa vedere a Trevi, ti suggerisco di lasciare un po’ di spazio anche all’esplorazione senza una meta precisa. Oltre ai punti d’interesse più noti, vale la pena soffermarsi sulle strade laterali, sulle prospettive tra gli edifici e sui piccoli dettagli che rendono diverso un borgo dall’altro. È proprio camminando che si comprende meglio il rapporto tra il paese e il territorio collinare che lo circonda.
Nel mio fotoblog raccolgo anche altri scorci dei borghi italiani visitati durante i viaggi, perché ogni paese offre una combinazione diversa di architettura, paesaggio e vita quotidiana. Le immagini di Trevi si aggiungono a questo racconto personale dell’Umbria, una regione che abbiamo apprezzato anche grazie alla varietà dei suoi centri storici e alla possibilità di spostarci facilmente tra località diverse.
Riguardando questi due scatti, mi torna la voglia di tornare in Umbria e continuare a esplorare i suoi borghi, magari con una nuova occasione per fermarmi davanti a un vicolo che avevo attraversato senza fotografarlo.

E tu, conosci già Trevi oppure quale borgo umbro consiglieresti di visitare per primo? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova il borgo:

La Fontana Monumentale di Bevagna in piazza Silvestri

Fontana Monumentale in piazza Filippo Silvestri davanti alla chiesa di San Silvestro a Bevagna

La Fontana Monumentale di Bevagna in piazza Silvestri.
Passeggiando nel centro storico di Bevagna, in Umbria, mi sono fermato nella piazza principale del borgo per fotografare la Fontana Monumentale di piazza Filippo Silvestri, uno degli angoli più caratteristici del paese. Davanti alla chiesa di San Silvestro, questa presenza in pietra completa uno spazio dove architettura medievale e vita quotidiana convivono ancora oggi.
La fotografia nasce proprio dall’attenzione verso questi dettagli urbani che spesso fanno la differenza quando si visita un piccolo borgo italiano. Non ho voluto immortalare solamente un edificio famoso, ma anche il rapporto tra la fontana e la piazza che la accoglie, perché sono questi elementi insieme a raccontare davvero l’atmosfera di un luogo.
La Fontana Monumentale di Bevagna si trova nel cuore del borgo, nella scenografica piazza Filippo Silvestri, considerata una delle piazze medievali più belle dell’Umbria. Qui si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui la chiesa di San Silvestro, creando un insieme architettonico particolarmente suggestivo.
Ho scattato questa immagine durante la mia visita a Bevagna perché la piazza aveva attirato la mia attenzione per la sua armonia. La fontana, pur essendo un elemento apparentemente semplice, contribuisce a dare equilibrio allo spazio e diventa un punto di riferimento per chi attraversa il centro storico.
Una curiosità legata alla piazza è che Bevagna conserva ancora oggi una forte impronta medievale, tanto da essere conosciuta anche per il Mercato delle Gaite, una manifestazione storica che ogni anno rievoca la vita del borgo nel Medioevo attraverso antichi mestieri, botteghe e tradizioni.
La città di Bevagna si trova in provincia di Perugia, in Umbria, Italia, e rappresenta uno di quei piccoli centri dove una passeggiata permette di scoprire continuamente nuovi scorci da fotografare. La fontana di piazza Filippo Silvestri è proprio uno di questi dettagli: non è solamente un elemento decorativo, ma parte integrante dell’identità del borgo.
Nel mio fotoblog ho raccontato spesso piazze, chiese e piccoli centri storici italiani, cercando di dare spazio anche a quei particolari meno conosciuti che rendono unico un viaggio. Come nelle fotografie dedicate ad altri borghi umbri, anche questo scatto nasce dal desiderio di conservare il ricordo di un luogo visto personalmente.
Se cerchi cosa vedere a Bevagna, una sosta in piazza Filippo Silvestri davanti alla Fontana Monumentale è sicuramente un momento da non perdere per capire il carattere del borgo.

Hai mai passeggiato nella piazza principale di Bevagna e ammirato questa fontana? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Fontana Monumentale in piazza Filippo Silvestri davanti alla chiesa di San Silvestro a Bevagna

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova la fontana:

Filippo Silvestri (Bevagna, 22 giugno 1873 – Portici, 10 giugno 1949) è stato un entomologo italiano. La sua successiva carriera si sviluppò all’interno di questa struttura, divenendo direttore dell’Istituto superiore agrario di Portici fra il 1920 e il 1930 e portandola alla notorietà mondiale. La raccolta di insetti dell’istituto, che comprende circa duemila specie raccolte da Silvestri in oltre mezzo secolo di attività è tuttora considerata tra le più importanti al mondo.
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Il palazzo del Gran Caffè Tritone a Sestri

Il palazzo del Gran Caffè Tritone sul lungomare di Sestri Levante con forme arrotondate e vista mare in Liguria

Il palazzo del Gran Caffè Tritone a Sestri.
Camminando sul lungomare di Sestri Levante mi sono ritrovato a osservare il palazzo del Gran Caffè Tritone, uno di quei dettagli che spesso passano in secondo piano quando si cercano cose da vedere in Liguria. Eppure proprio questo edificio, affacciato sul mare, ha qualcosa che cattura lo sguardo più del continuo via vai del lungomare o dei tavolini sempre occupati.
La mia attenzione è caduta subito sulle forme: linee morbide, angoli arrotondati, una struttura che sembra quasi voler accompagnare lo sguardo verso il mare. In quel momento non stavo pensando al locale storico, pur sapendo che il Gran Caffè Tritone è uno dei punti di riferimento della città fin dal 1946 . Mi interessava di più il contenitore, il modo in cui questo palazzo si inserisce nello spazio e dialoga con tutto quello che gli sta intorno.
Osservandolo meglio, mi è venuto spontaneo pensare a uno stile architettonico legato agli anni ’40. Non sono un esperto, anzi, ma quelle forme mi ricordano qualcosa di razionalista o, come si dice spesso, “littorio”. In effetti l’edificio è stato costruito proprio all’inizio degli anni Quaranta , un periodo in cui in Italia si diffondeva un’architettura fatta di volumi semplici, geometrie pulite e, a volte, anche curve eleganti come queste. Una curiosità interessante è che molti edifici di quel periodo vengono oggi riletti più dal punto di vista estetico che politico, proprio per le loro caratteristiche formali.
Sestri Levante, Liguria, Italia, è piena di scorci che attirano subito l’attenzione, ma ogni tanto vale la pena fermarsi su dettagli meno evidenti. Questo palazzo, ad esempio, chiude quasi come una quinta scenografica uno spazio aperto verso il mare, creando un equilibrio particolare tra architettura e paesaggio. Non è solo uno sfondo: è parte della scena.
Mi è capitato qualcosa di simile anche fotografando altri edifici della zona, come raccontavo in un altro articolo dedicato alle facciate colorate del centro. Alla fine mi rendo conto che spesso sono proprio questi elementi a raccontare meglio un luogo rispetto ai soggetti più evidenti.

E tu, quando cammini in un posto come questo, ti soffermi mai più sugli edifici o su quello che succede davanti a loro? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Il palazzo del Gran Caffè Tritone sul lungomare di Sestri Levante con forme arrotondate e vista mare in Liguria

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Ecco il sito del Gran Caffè: tritonesestrilevante.it.

Dove si trova il palazzo:

Dopo la caduta del regime, nel secondo dopoguerra questa architettura razionalista è stata a lungo criticata per reazione politica. Con il tempo il giudizio estetico è andato modificandosi e le migliori tra queste architetture sono state rivalutate per i loro pregi estetici.
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The Gran Caffè Tritone building in Sestri – Le bâtiment du Gran Caffè Tritone à Sestri – El edificio del Gran Caffè Tritone en Sestri – O edifício do Gran Caffè Tritone em Sestri – Das Gebäude des Gran Caffè Tritone in Sestri – Tòa nhà Gran Caffè Tritone ở Sestri – 塞斯特里莱万特的 Gran Caffè Tritone 大楼 – セストリのグラン カフェ トリトーネの建物

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Una vista sul Golfo Paradiso in Liguria

Una vista sul Golfo Paradiso in Liguria

Una vista sul Golfo Paradiso in Liguria.
Il Golfo Paradiso è una pittoresca insenatura situata sulla costa della Liguria, nel nord-ovest dell’Italia. Questo incantevole golfo è parte della Riviera Ligure di Levante e si estende tra le città di Genova e Portofino. Alcune delle località più conosciute all’interno del Golfo Paradiso includono Camogli, Recco, Bogliasco, Pieve Ligure e Sori.
Paesaggi pittoreschi: il Golfo Paradiso è famoso per i suoi paesaggi mozzafiato. Le colline verdi si ergono sulle acque cristalline del Mar Ligure, creando uno sfondo idilliaco per le pittoresche cittadine costiere.
La zosta è punteggiata da numerose spiagge e calette nascoste, ideali per chi cerca relax e tranquillità. Le scogliere che si affacciano sul mare offrono panorami spettacolari.
Camogli: Questa affascinante località costiera è uno dei gioielli del Golfo Paradiso. Con le sue case colorate, il porto pittoresco e la chiesa di Santa Maria Assunta, Camogli attira turisti da tutto il mondo.
Recco: Famosa per la sua cucina, in particolare la focaccia al formaggio, Recco è un’altra destinazione imperdibile nel Golfo Paradiso. Il suo lungomare e il centro storico aggiungono un tocco di charme alla zona.
Attività outdoor: La regione offre diverse opportunità per attività all’aperto, come escursioni lungo i sentieri panoramici che collegano le diverse località, sport acquatici e immersioni subacquee.
Accessibilità: Il Golfo Paradiso è facilmente raggiungibile da Genova e altre città circostanti, rendendolo una meta ideale per brevi viaggi o gite giornaliere.

Il Golfo Paradiso è un luogo incantevole che combina la bellezza naturale con la cultura e la storia delle sue città costiere. La sua atmosfera rilassante e le numerose attrazioni lo rendono una destinazione amata sia dai turisti che dai residenti locali. Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Una vista sul Golfo Paradiso in Liguria

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Ecco la zona del Golfo:

Il Golfo Paradiso è un piccolo golfo situato sulla riviera di levante della città metropolitana di Genova, nella parte orientale del golfo di Genova, nel mar Ligure. Il comprensorio, appartenente all’area metropolitana di Genova, stretto tra il grande comune del capoluogo ligure e il promontorio di Portofino, confina a nord con la val Fontanabuona, ed è costituito da sette comuni, di cui cinque sul mare (Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Camogli) e due senza sbocco sul golfo (Avegno e Uscio).
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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

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