Il carrugio di Sestri Levante

Il carrugio di Sestri Levante

Il carrugio di Sestri Levante.
Non può mancare, ogni tanto, su questo sito una bella foto classica del Carrugio di Sestri Levante.
Questa foto, scattata a fine estate scorsa, è proprio un classico da turista ma che ci posso fare se amo la mia cittadina?

Il carrugio di Sestri Levante

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

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Il porticciolo di Vernazza alle Cinque Terre

Il porticciolo di Vernazza alle Cinque Terre

Il porticciolo di Vernazza alle Cinque Terre.
Ancora una bella foto della perla delle Cinque Terre: Vernazza.
Questo è lo scatto più classico del piccolo borgo, arrivando da Monterosso lungo il Sentiero Azzurro a poche centinaia di metri dall’arrivo si aprono diversi punti da cui scattare così.
Come potrete vedere infatti ne ho già diverse di foto simili ma non mi stancano mai!

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Il porticciolo di Vernazza alle Cinque Terre

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

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foto gallery

Ecco dove si trova Vernazza:

Giungendo da occidente, Vernazza è il secondo dei paesi che costituiscono le Cinque Terre, in una baia tra i comuni di Monterosso al Mare e Riomaggiore. Comprende anche il successivo borgo di Corniglia, una sua frazione. Anche il suo territorio è caratterizzato dai tipici terrazzamenti per la coltivazione della vite, uno stile morfologico che, secondo una stima, è sviluppato per oltre 7.000 km di muretti a secco.
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The small port of Vernazza in the Cinque Terre – El pequeño puerto de Vernazza en Cinque Terre – O pequeno porto de Vernazza nas Cinque Terre – Der kleine Hafen von Vernazza in den Cinque Terre – Cảng nhỏ Vernazza ở Cinque Terre – 五渔村的韦尔纳扎小港口 – チンクエテッレのヴェルナッツァの小さな港

Vernazza dal porticciolo, luce sulle Cinque Terre.

Vernazza vista dal basso

Vernazza dal porticciolo, luce sulle Cinque Terre.
Il porto di Vernazza si apre davanti a me con una calma che contrasta con l’immagine più iconica del borgo, quella vista dall’alto lungo i sentieri delle Cinque Terre. Qui però il punto di osservazione cambia tutto: il porticciolo di Vernazza diventa il centro della scena e il borgo si riflette nell’acqua come una stratificazione di colori e case strette.
In queste immagini ho cercato proprio il senso di Vernazza dal porticciolo, una prospettiva meno scontata ma capace di raccontare il borgo in modo più intimo. La luce si muove tra le barche ferme e le facciate variopinte, mentre il porticciolo di Vernazza restituisce un ritmo più lento rispetto ai panorami da sentiero. È una visione diversa del classico Vernazza dal porticciolo, dove tutto sembra più vicino, quasi a portata di mano.
Siamo a Vernazza, nel comune di Vernazza, provincia della Spezia, Liguria, Italia, uno dei punti più riconoscibili dell’intero sistema delle Cinque Terre. Eppure osservandolo da qui, dal livello dell’acqua, il borgo perde un po’ della sua monumentalità fotografica e acquista una dimensione quotidiana. Il porticciolo di Vernazza diventa così uno spazio vissuto, non solo osservato.
Questo scatto nasce durante una camminata tra tutti e cinque i borghi, da Monterosso fino a Vernazza e oltre, un percorso che cambia continuamente prospettiva e ritmo. In altri contenuti di questo fotoblog ho raccontato sensazioni simili, come nelle immagini dedicate a Manarola, dove il rapporto tra acqua e architettura assume sfumature diverse ma altrettanto dense.
Una curiosità: Vernazza è spesso considerata uno dei pochi borghi delle Cinque Terre con un vero approdo naturale protetto, caratteristica che nei secoli ha favorito pesca e commercio locale, rendendolo un punto strategico ben prima del turismo moderno.

Guardando oggi il porticciolo di Vernazza mi chiedo se la sua bellezza stia davvero nei panorami dall’alto o proprio in questi dettagli più silenziosi, quasi nascosti tra le barche ferme.
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Vernazza vista dal basso

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

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Vernazza from the harbor – Vernazza du port – Vernazza desde el puerto – Vernazza do porto – Vernazza vom Hafen – Vernazza từ bến cảng – 韦尔纳扎港口景色 – ヴェルナッツァの港からの眺め

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Viale Dante e gli antichi pini di Sestri Levante

Viale Dante a Sestri Levante

Viale Dante e gli antichi pini di Sestri Levante.
Viale Dante a Sestri Levante è una delle strade della cittadina ligure che conserva ancora un’atmosfera particolare, grazie soprattutto alla presenza degli antichi pini marittimi che accompagnano il percorso. Sono alberi che fanno parte del paesaggio urbano e che ricordano un aspetto del passato della città, quando lungo questa strada si trovavano i capannoni dell’ex Fit. Mi piace molto passeggiare in questo viale proprio per la sua vegetazione e per il carattere che gli alberi riescono ancora a conferirgli.
A Sestri Levante, nella Riviera di Levante, non mancano scorci conosciuti e panorami che attirano ogni anno visitatori da tante parti d’Italia e del mondo. La Baia del Silenzio, la Baia delle Favole e il lungomare sono sicuramente tra i luoghi più fotografati, ma credo che anche le strade meno turistiche abbiano qualcosa da raccontare. Viale Dante è uno di quegli angoli quotidiani che, osservati con un po’ di attenzione, rivelano una parte importante della storia e dell’identità della cittadina.
La cosa che mi colpisce maggiormente sono proprio i pini marittimi. Il loro aspetto è inconfondibile: i tronchi robusti, la corteccia segnata dal tempo e le chiome che si allargano verso l’alto creano una presenza scenografica lungo la strada. Non sono semplicemente alberi decorativi, ma elementi che contribuiscono a definire il carattere del viale. In una città dove gli edifici e le attività cambiano nel corso degli anni, la presenza di alberi maturi rappresenta una continuità visibile con il passato.
Questi pini erano stati messi lungo i capannoni dell’ex Fit e oggi costituiscono una testimonianza di quel paesaggio urbano. Gli edifici industriali e gli spazi produttivi appartengono a una stagione diversa della vita di Sestri Levante, quando il lavoro e le attività economiche contribuivano a disegnare anche l’aspetto dei quartieri. Di quelle strutture possono cambiare le funzioni, gli utilizzi e perfino la presenza fisica, mentre gli alberi, se conservati, continuano a raccontare qualcosa di ciò che c’era prima.
È anche questo che rende interessante fotografare una strada come Viale Dante. Non serve necessariamente un monumento famoso o un panorama spettacolare per trovare un soggetto interessante. A volte basta osservare la luce che filtra tra i rami, il ritmo dei tronchi lungo il marciapiede e il modo in cui la vegetazione si inserisce tra gli edifici. Sono dettagli semplici, ma capaci di restituire l’atmosfera di un luogo.
Mi piace pensare che questi pini siano una piccola parte della memoria di Sestri Levante. Chi conosce la città da tanti anni può ritrovare in loro un collegamento con un passato fatto di attività, trasformazioni e vita quotidiana. Anche chi arriva per la prima volta può invece apprezzare il verde e la piacevole sensazione di camminare lungo una strada che conserva ancora alberi di queste dimensioni.
Tra le fotografie che mi piace realizzare nella mia zona ci sono proprio quelle dedicate agli scorci meno celebrati: vie, piazze, edifici e angoli che magari attraversiamo spesso senza soffermarci. Viale Dante merita uno sguardo, soprattutto per questi pini marittimi che resistono e continuano a caratterizzarlo.

A me questa via piace molto, e a te? Ti piace passeggiare tra gli antichi pini marittimi di Viale Dante a Sestri Levante? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Viale Dante a Sestri Levante, una strada cittadina caratterizzata dagli antichi pini marittimi rimasti dall'epoca dell'ex Fit

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

Una delle porte d’ingresso del Castello di Sestri

Una delle porte d'ingresso del Castello di Sestri

Una delle porte d’ingresso del Castello di Sestri.
Qualche tempo fa ho fatto una passeggiata sull’Isola di Sestri Levante e ho realizzato alcuni scatti in luoghi che non avevo mai osservato così bene.
Questa, ad esempio, è una delle porte lungo le mura realizzate dal Signor Gualino ad inizio del secolo scorso.
Non l’avevo mai guardata bene e fotografata.
Come me magari ci sono altri sestresi che se la sono persa.

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Una delle porte d'ingresso del Castello di Sestri

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

Ecco dove si trova questa porta di Vico Pozzetto:

One of the entrance doors of the Sestri Castle – Une des portes d’entrée du château de Sestri – Una de las puertas de entrada del Castillo de Sestri – Uma das portas de entrada do Castelo de Sestri – Eine der Eingangstüren der Burg Sestri – Một trong những cửa ra vào của Lâu đài Sestri

Una porta a Camogli

Una porta a Camogli

Una porta a Camogli.
Le case in Liguria hanno dei particolari veramente molto fotogenici.
Ovviamente ne è un esempio la cittadina di Camogli con le sue case che si affacciano sul mare.
Ma anche sul retro regalano scorci splendidi.
Come questo portone d’ingresso: oltre ai colori, la particolarità delle case qui, è che hanno l’entrata non al pian terreno ma a metà altezza e quindi per entrare ci sono come delle passerelle a strapiombo.
I colori, come potete vedere, sono modificati in hdr.

Una porta a Camogli

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S10.

Se volete vedere tutte le foto scattate nella bella cittadina Rivierasca cliccate qui:
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An entrance door of a house in Camogli, a seaside village in Liguria – Une porte d’entrée d’une maison à Camogli, village balnéaire de Ligurie – Una puerta de entrada de una casa en Camogli, un pueblo costero en Liguria – Uma porta de entrada de uma casa em Camogli, uma vila costeira na Ligúria – Eine Eingangstür eines Hauses in Camogli, einem Küstendorf in Ligurien – Cửa vào của một ngôi nhà ở Camogli, một ngôi làng ven biển ở Liguria – 利古里亚海滨村庄卡莫利一栋房屋的入口门 – リグリアの海辺の村、カモグリの家の玄関ドア

La scalinata della Fontana Pretoria a Palermo

Scalinata della Fontana Pretoria nel centro storico di Palermo, con le numerose statue visibili dalla piazza

La scalinata della Fontana Pretoria a Palermo.
Camminando nel centro storico di Palermo, mi sono trovato davanti a uno di quegli scorci in cui è difficile non fermarsi a guardare. Dalla scalinata che conduce verso la piazza si apre infatti la vista sulla grande quantità di statue che compongono la Fontana Pretoria, uno dei monumenti più riconoscibili della città.
In questa fotografia ho voluto mantenere proprio la prospettiva della scalinata, lasciando che fossero le statue a diventare progressivamente il punto di attenzione. È un modo diverso dal classico punto di vista frontale e permette di percepire meglio quanto sia articolata la fontana, con le numerose figure che si sovrappongono tra loro creando una scena quasi teatrale.
La Fontana Pretoria si trova nel cuore del centro storico di Palermo, nella piazza omonima, proprio accanto al Palazzo delle Aquile e non lontano dalla celebre Piazza Bellini. Per chi si chiede cosa vedere nel centro di Palermo, è uno di quei luoghi che si incontrano facilmente durante una passeggiata e che meritano qualche minuto in più per essere osservati con calma.
Quello che mi ha colpito maggiormente è stato proprio il rapporto tra la scalinata e la fontana. Salendo o scendendo, le statue cambiano continuamente posizione rispetto allo sguardo e la composizione sembra quasi trasformarsi a ogni passo. Da fotografo, sono questi piccoli cambiamenti di prospettiva che mi fanno spesso fermare.
Ho scattato personalmente questa fotografia durante la mia visita estiva a Palermo. Avevo ancora molte immagini da realizzare della città e, davanti a questa piazza, ho preferito cercare un’inquadratura che raccontasse il monumento senza limitarsi alla sua classica vista complessiva.
La storia della Fontana Pretoria è particolarmente curiosa. La fontana fu realizzata a Firenze nel Cinquecento per essere destinata a una villa, ma successivamente venne acquistata dalla città di Palermo e trasferita nella capitale siciliana. Il complesso fu poi ricomposto nella piazza e completato con interventi e adattamenti necessari alla sua nuova collocazione.
Questa origine contribuisce a rendere il monumento ancora più interessante. Passeggiando per Palermo, ci si trova davanti a una fontana profondamente legata alla città, ma nata altrove. È una di quelle piccole informazioni storiche che cambiano il modo in cui si guarda una fotografia: le statue non sono più soltanto una successione di figure decorative, ma diventano anche la traccia di una storia fatta di spostamenti, trasformazioni e nuove destinazioni.
La piazza stessa contribuisce molto alla percezione del monumento. La fontana occupa gran parte dello spazio centrale e le statue, disposte su diversi livelli, creano una forte presenza visiva. Dalla scalinata, però, l’insieme appare ancora più fitto e complesso.
Mi piace questo genere di fotografie perché non cercano necessariamente di mostrare tutto. A volte una parte del monumento può raccontare meglio l’impressione che ho avuto durante la visita. In questo caso ho scelto la scalinata proprio perché mi permetteva di avvicinarmi visivamente alla fontana e di far emergere le statue una dopo l’altra.
Guardando l’immagine, si può quasi immaginare il percorso di chi arriva nella piazza per la prima volta. Prima compaiono alcune figure, poi altre emergono dietro di esse e solo gradualmente si comprende la dimensione dell’intero complesso. È una prospettiva che trovo più interessante rispetto a una semplice fotografia frontale.
La Fontana Pretoria è anche uno di quei monumenti che dimostrano quanto Palermo sia ricca di dettagli architettonici e artistici concentrati in pochi metri. Durante una passeggiata nel centro storico si passa continuamente da una piazza all’altra e basta cambiare direzione o imboccare una scalinata per incontrare un nuovo soggetto fotografico.
In altri articoli dedicati alla mia visita a Palermo ho raccontato proprio questo modo di osservare la città, soffermandomi anche su particolari più piccoli rispetto ai monumenti principali. Dopo aver fotografato i due leoni del Teatro Massimo, per esempio, mi è venuto naturale continuare a cercare quei dettagli che spesso rimangono in secondo piano rispetto alla vista d’insieme.
Anche questa immagine nasce dallo stesso approccio. Non volevo semplicemente documentare la Fontana Pretoria, ma fermare il punto di vista che avevo davanti agli occhi in quel momento.
La storia della fontana è sicuramente interessante, ma alla fine lascio che sia soprattutto la fotografia a parlare. Ci sono monumenti davanti ai quali una spiegazione può aiutare a comprenderne il valore, ma poi arriva il momento in cui bisogna semplicemente guardarli.
E questa scalinata, con tutte quelle statue raccolte davanti allo sguardo, mi è sembrata proprio uno di quei casi.

Vi siete mai fermati a guardare la Fontana Pretoria dalla scalinata? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Scalinata della Fontana Pretoria nel centro storico di Palermo, con le numerose statue visibili dalla piazza

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Ecco dove si trova la fontana:

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Una pagoda a Ba Na Hills in Vietnam

Pagoda a Ba Na Hills

Una pagoda a Ba Na Hills in Vietnam.
Pur essendo una attrazione moderna, non tutto lo è: questa pagoda è addirittura risalente all’anno 1487.
E’ l’ultima meraviglia, probabilmente la più genuina, di tutto il complesso.
Uno splendido Buddha protetto da un pergolato, una bella pagoda e (non si vede in questa foto) uno stupa alto un paio di piani su cui si può salire.
Una piccola nota di colore: il traffico in Vietnam è famoso per essere caotico e senza regole. E’ così praticamente ogni tipo di situazione dove si forma una coda. Anche per salire sullo stupa, essendo la scaletta molto stretta, era una guerra senza sosta per salire e scendere. Ah ah ah!

Conosci il Vietnam?
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Pagoda a Ba Na Hills

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Ovviamente, essendo una attrazione turistica, non può mancare il sito ufficiale: banahills.sunworld.vn.

Clicca qui per vedere tutte le foto dell’intero complesso:
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Dove si trova il complesso turistico:

A pagoda in Ba Na Hills in Vietnam – Une pagode dans les collines de Ba Na au Vietnam – Una pagoda en las colinas de Ba Na en Vietnam – Um pagode em Ba Na Hills, no Vietname – Eine Pagode in den Ba Na Hills in Vietnam – Một ngôi chùa ở Bà Nà Hills ở Việt Nam

La Basilica Minore di Santa Maria Assunta di Camogli

La Basilica Minore di Santa Maria Assunta di Camogli

La Basilica Minore di Santa Maria Assunta di Camogli.
Una delle chiese più famose della Liguria e in pochi credo ne sappiano il nome.
Come in altri scatti è il soggetto principale degli scatti della cittadina di Camogli poiché è proprio alla fine della splendida baia della cittadina rivierasca.
Non è possibile passare di qui e non scattare una foto. Io, pur vivendo a pochi minuti di treno sono stato solo un paio di volte. Questa è della scorsa estate, esattamente a settembre, e da quel giorno arrivano tutti gli scatti recenti.

Conosci il borgo di Camogli?
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La Basilica Minore di Santa Maria Assunta di Camogli

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Qui vi lascio anche un video, che ho realizzato in un’altra occasione sempre nel porticciolo di Camogli:

Video registrato con Gopro Hero5.

E anche questi:


Video registrati con Gopro Hero 10 Black.

Per vedere invece tutte le foto che ho scattato durante l’escursione lungo il sentiero che da Camogli va a San Fruttuoso clicca qui:
foto gallery

Basilica Minore di Santa Maria Assunta nel capoluogo. Affacciata sul sottostante porticciolo, la parrocchiale del borgo si erge su quello che era l’antico insediamento dell’Isola, apparendo quasi decentrata rispetto al nucleo degli alti edifici policromi.
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The Minor Basilica of Santa Maria Assunta in Camogli – La basilique mineure de Santa Maria Assunta à Camogli – La basílica menor de Santa Maria Assunta en Camogli – A Basílica Menor de Santa Maria Assunta em Camogli – Die kleine Basilika Santa Maria Assunta in Camogli – Tiểu Vương cung thánh đường Santa Maria Assunta ở Camogli – 卡莫利的圣玛丽亚阿松塔小教堂 – カモグリのサンタマリアアスンタの小聖堂

La Bitexco Tower, simbolo dello skyline di Ho Chi Minh

Bitexco Financial Tower fotografata nello skyline di Ho Chi Minh City con la terrazza panoramica sporgente

La Bitexco Tower, simbolo dello skyline di Ho Chi Minh.
Durante il mio viaggio in Vietnam ho fotografato la Bitexco Financial Tower, uno degli edifici più riconoscibili di Ho Chi Minh City, Vietnam, un grattacielo che con la sua particolare forma caratterizza ancora oggi il profilo della città. La terrazza panoramica sporgente, quasi sospesa vicino alla cima, è il dettaglio che più mi ha colpito e che rende questo edificio diverso dai tanti altri presenti nello skyline urbano.
Ho voluto fermare questa immagine perché, quando si visita una grande città asiatica, anche l’architettura diventa parte del racconto del viaggio. Ho Chi Minh City è un luogo in continua trasformazione, dove edifici moderni, strade affollate e tracce della storia vietnamita convivono nello stesso spazio. La Bitexco Tower rappresenta proprio questa fase più contemporanea della città.
La Bitexco Financial Tower è stata inaugurata nel 2010 ed è diventata rapidamente uno dei simboli della metropoli. Per alcuni anni è stata la costruzione più alta del Vietnam, prima di essere superata da altri grattacieli più recenti. Nonostante questo, la sua forma ispirata al bocciolo del fiore di loto, simbolo nazionale vietnamita, continua a renderla immediatamente riconoscibile.
Una delle caratteristiche più famose della torre è lo Skydeck panoramico, dal quale è possibile osservare Ho Chi Minh City dall’alto. Anche se non sono riuscito a realizzare fotografie soddisfacenti dalla terrazza del bar all’ultimo piano, dove sono andato la sera a bere qualcosa, il ricordo di quella vista rimane comunque legato al viaggio.
Se si cerca cosa vedere a Ho Chi Minh City, oltre ai templi, ai mercati e agli edifici storici, anche lo skyline moderno racconta una parte importante dell’identità della città. La Bitexco Tower è uno di quei punti di riferimento che aiutano a orientarsi e a capire quanto velocemente sia cambiato questo centro urbano.
Questa fotografia nasce proprio dall’interesse verso questi contrasti: da una parte una città con radici profonde nella storia del Vietnam, dall’altra una metropoli moderna che cresce verso l’alto. Anche nei miei racconti fotografici di viaggio mi piace raccogliere questi dettagli, perché spesso sono gli elementi architettonici a raccontare il carattere di un luogo.

Hai mai fotografato un edificio che, più della sua funzione, rappresentava per te il simbolo di una città? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Bitexco Financial Tower fotografata nello skyline di Ho Chi Minh City con la terrazza panoramica sporgente

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

C’è persino il sito web ufficiale di questa icona di cemento: bitexcofinancialtower.com.

Ecco dove si trova questo palazzo:

Clicca qui per vedere tutte le foto scattate nella città vietnamita:
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