Santa Margherita Ligure vista dall’alto

Santa Margherita Ligure vista dall’alto dalla via Aurelia, con la città costiera tra le colline liguri

Santa Margherita Ligure vista dall’alto.
Le tre fotografie che ho scattato dalla via Aurelia mostrano Santa Margherita Ligure da una prospettiva che mi piace particolarmente: quella delle colline che salgono alle spalle della costa. Percorrendo la strada nel tratto alto che collega Rapallo a Recco, passando da Ruta di Camogli, mi sono trovato davanti a diverse aperture sul paesaggio e proprio da una di queste ho fotografato la città sottostante.
Vedere Santa Margherita Ligure dall’alto cambia completamente la percezione del luogo. Dal livello della costa si osservano soprattutto le case, le strade e il rapporto diretto con il mare; da questa posizione invece riesco a cogliere meglio la forma della città e il modo in cui è inserita tra le colline e il litorale.
Ho voluto raccogliere in queste tre fotografie lo stesso scorcio, osservandolo da questa prospettiva elevata. Non cercavo una veduta particolarmente costruita, ma semplicemente un’immagine che restituisse la sensazione di trovarsi sulla strada sopra la città e di guardare verso la costa. È proprio questo genere di situazione che spesso mi porta a prendere la macchina fotografica durante uno spostamento.
Santa Margherita Ligure si trova in Liguria, nella città metropolitana di Genova, all’interno del Golfo del Tigullio. Da questo punto sulle alture, la posizione della cittadina appare con maggiore chiarezza e il paesaggio circostante diventa parte integrante della fotografia.
La via Aurelia, nel tratto che percorre le alture tra Rapallo e Recco passando per Ruta di Camogli, offre infatti una serie di punti nei quali la vista si apre improvvisamente sulla costa. Non è necessario arrivare in un luogo panoramico appositamente segnalato: a volte è sufficiente trovarsi nel punto giusto lungo la strada e guardare oltre il margine della collina.
È questo il particolare che mi piace di queste tre immagini. Non raccontano soltanto Santa Margherita Ligure, ma anche il percorso che permette di arrivare a questa prospettiva. La strada diventa quasi il filo conduttore della fotografia, mentre la città compare sotto, inserita nel paesaggio ligure.
Se ci si chiede cosa vedere nei dintorni di Santa Margherita Ligure, anche le alture alle spalle della città meritano attenzione proprio per le prospettive che possono offrire. Sono punti di osservazione diversi da quelli che si incontrano passeggiando sul lungomare e permettono di leggere il territorio in modo più ampio.
Una curiosità geografica riguarda proprio il Golfo del Tigullio: in questo tratto della Liguria le colline scendono molto vicino al mare e creano un paesaggio particolarmente articolato. È anche grazie a questa conformazione che, salendo lungo le strade dell’entroterra, si incontrano facilmente vedute dall’alto sulle località costiere.
In queste fotografie non ho cercato di raccontare una storia particolare o di soffermarmi su un singolo monumento. Mi interessava soprattutto il rapporto tra la città e il territorio. Guardando Santa Margherita Ligure da questa altezza, le costruzioni diventano parte di un insieme più grande e la presenza delle colline aiuta a comprendere meglio la posizione della cittadina.
Nel corso degli anni ho fotografato diversi scorci della Liguria incontrati durante gli spostamenti, e anche altri contenuti del sito nascono da questo stesso modo di osservare il paesaggio: partire da una strada, da un tragitto già in corso, e fermarsi quando compare qualcosa che merita di essere conservato in fotografia. Queste tre immagini si inseriscono naturalmente in quella raccolta di piccoli incontri con il territorio.
Mi piace anche il fatto che le tre fotografie permettano di mantenere l’attenzione sullo stesso paesaggio senza ridurlo a un’unica inquadratura. Cambia il modo in cui osservo la città, ma il punto di partenza rimane quello: la strada alta sopra Santa Margherita Ligure e la vista che si apre verso la costa.
È una prospettiva che difficilmente si può cogliere passeggiando semplicemente per le strade della cittadina, ed è proprio per questo che ho voluto fotografarla. La Liguria offre spesso questi cambi improvvisi di punto di vista: basta salire di qualche curva per ritrovarsi a guardare dall’alto un luogo che pochi minuti prima si vedeva completamente da un’altra angolazione.

Hai mai visto Santa Margherita Ligure da questa strada sulle alture? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Santa Margherita Ligure vista dall’alto dalla via Aurelia, con la città costiera tra le colline liguri

Santa Margherita Ligure vista dall’alto dalla via Aurelia, con la città costiera tra le colline liguri

Santa Margherita Ligure vista dall’alto dalla via Aurelia, con la città costiera tra le colline liguri

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 50.

Per vedere alcune foto che ho scattato tra Santa Margherita e Portofino clicca qui:

Questo, più o meno, il punto in cui ho scattato:

Uno scorcio del borgo di Montefalco in Umbria

Stradina in pietra in salita nel borgo di Montefalco, in Umbria, tra le vie del centro storico

Uno scorcio del borgo di Montefalco in Umbria.
Salendo lungo queste stradine in pietra mi sono trovato davanti a una delle immagini che meglio restituiscono il carattere raccolto del paese, fatto di muri, pendenze e scorci che si aprono poco alla volta. Questo scorcio di Montefalco mi ha attirato proprio per la semplicità della scena, mentre la salita verso il centro storico rendeva evidente il modo in cui il borgo si sviluppa sulla collina.
Per raggiungere la piazza principale bisogna infatti affrontare alcuni tratti in salita, e il percorso diventa quasi parte della visita. Non è una strada che porta semplicemente da un punto all’altro: camminando lentamente si incontrano angoli che meritano di essere osservati e fotografati. È stato proprio durante questo percorso che ho trovato la prospettiva della fotografia, fermandomi davanti a una strada in pietra che mi sembrava rappresentare bene Montefalco.
Quando cerco cosa vedere a Montefalco, oltre ai luoghi più conosciuti, mi piace lasciare spazio anche a questi dettagli. Un borgo medievale non si comprende soltanto arrivando nella sua piazza più importante o osservando un edificio storico. A volte è sufficiente seguire una delle strade che salgono verso il centro per accorgersi di quanto l’architettura, la pavimentazione e la conformazione del terreno siano legate tra loro.
Montefalco si trova in Umbria, in provincia di Perugia, nel cuore dell’Italia centrale. Il paese è conosciuto anche per la posizione panoramica sulle colline umbre e per il suo patrimonio storico e artistico, ma nella fotografia che ho scattato non cercavo una veduta ampia. Mi interessava invece raccontare la dimensione più ravvicinata del borgo, quella che si scopre camminando tra le sue strade.
La salita è un elemento che contribuisce molto alla percezione del luogo. Dopo aver percorso una strada pianeggiante, affrontare una via che sale modifica naturalmente il ritmo della passeggiata. Si guarda maggiormente davanti a sé, si notano le pietre sotto i piedi e, allo stesso tempo, si cerca di capire cosa ci sarà oltre la curva o alla fine della salita. È una sensazione che nella fotografia rimane soltanto in parte, ma che per me era presente nel momento dello scatto.
Ho voluto fermare questo scorcio con la mia macchina fotografica proprio perché mi sembrava una scena quotidiana e autentica. Non c’era bisogno di cercare un’inquadratura spettacolare: erano sufficienti la strada, le costruzioni in pietra e la prospettiva verso il cuore del borgo. Sono immagini come questa che spesso mi aiutano a ricordare un luogo anche più delle fotografie dedicate ai monumenti principali.
Una breve curiosità riguarda il nome di Montefalco, tradizionalmente collegato alla presenza del falco e alla posizione elevata del paese. Il borgo conserva ancora oggi l’impianto storico racchiuso dalle antiche mura, e il percorso verso la piazza permette di percepire bene questa struttura compatta, costruita nel corso dei secoli intorno al punto più importante dell’abitato.
Se si cerca dove si trova Montefalco, il paese è facilmente riconoscibile anche per la sua posizione sulle alture umbre, non lontano da Foligno e Spoleto. Ma per me il modo migliore di scoprirlo rimane quello di entrare nel borgo e camminare senza avere fretta. La fotografia nasce proprio da questo tipo di attenzione: osservare ciò che si incontra lungo il percorso e non soltanto la destinazione finale.
La strada fotografata è un piccolo esempio di quanto possa essere interessante il centro storico. Le pietre della pavimentazione e le pareti degli edifici costruiscono una scena che cambia man mano che si sale. Anche senza conoscere in anticipo la storia del paese, basta percorrere queste vie per intuire che il borgo ha conservato una parte importante della sua struttura originaria.
Questo modo di osservare Montefalco si collega anche ad altre fotografie che ho pubblicato dedicate ai borghi umbri e ai piccoli centri storici incontrati durante i miei viaggi. In quei racconti, come in questo, cerco spesso di lasciare che siano le strade e i dettagli architettonici a guidare la fotografia, perché sono loro a dare un’identità precisa a un luogo.
Riguardando questa immagine, mi piace soprattutto la sensazione di percorso che riesce a trasmettere. La strada sembra invitare a continuare a salire, verso la piazza principale e verso altri scorci ancora da scoprire. È una fotografia semplice, ma proprio per questo mi sembra rappresentativa del modo in cui ho vissuto la visita a Montefalco.

Avete mai visitato un borgo in cui anche la strada per arrivare alla piazza fosse parte dell’esperienza? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Stradina in pietra in salita nel borgo di Montefalco, in Umbria, tra le vie del centro storico

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

Per vedere tutte le foto che ho scattato nel borgo, clicca qui:

Ecco dove si trova Montefalco:

Montefalco, circondato da vigneti e uliveti, è situato in cima a una collina che domina la pianura dei fiumi Topino e Clitunno. Per questa favorevole posizione panoramica, dal 1568 gli è stato attribuito l’appellativo di “Ringhiera dell’Umbria”. Da qui, nelle giornate più limpide, da vari punti belvedere è possibile ammirare un panorama a 360° che spazia per l’intera vallata tra Perugia e Spoleto, dai versanti del Subappennino a quelli dei Monti Martani.
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L’altare maggiore del Duomo di Fiesole

Altare maggiore e abside affrescata del Duomo di Fiesole, sulle colline vicino a Firenze

L’altare maggiore del Duomo di Fiesole.
Entrando nella Cattedrale di San Romolo, sulle colline di Fiesole, vicino a Firenze, mi ha colpito subito il contrasto tra la severità dell’interno e la presenza più ricca dell’altare maggiore e dell’abside affrescato. È proprio questo particolare che ho voluto fermare con la mia macchina fotografica.
Fiesole si trova a pochi chilometri da Firenze, ma basta salire sulle colline per avere la sensazione di essersi lasciati alle spalle la città. In questo antico borgo toscano ho trovato una dimensione molto diversa da quella del centro fiorentino più conosciuto, e la cattedrale ne è uno degli elementi più importanti.
La fotografia mostra la parte più significativa della chiesa dal punto di vista visivo: l’altare maggiore davanti all’abside, con le decorazioni e gli affreschi che attirano lo sguardo verso il fondo della navata. L’interno della Cattedrale di San Romolo è piuttosto sobrio, quasi austero in alcuni punti, e proprio per questo questi elementi decorativi assumono ancora più rilievo.
Quando penso a cosa vedere a Fiesole, la cattedrale è sicuramente uno dei luoghi che vale la pena inserire nella visita. Non soltanto per la sua importanza religiosa, ma anche perché permette di incontrare una parte della storia del borgo che rischia di passare in secondo piano rispetto alla fama di Firenze.
Guardando questa immagine mi piace soprattutto il modo in cui l’architettura accompagna lo sguardo verso l’abside. L’altare diventa il punto centrale della composizione e tutto intorno sembra contribuire a incorniciarlo. Ho cercato di mantenere nella fotografia proprio questa sensazione, senza concentrarmi su un singolo dettaglio ma lasciando leggibile il rapporto tra l’altare, la volta e la parte terminale della chiesa.
La Cattedrale di San Romolo ha origini molto antiche e nel corso dei secoli ha subito diversi interventi e trasformazioni. Una curiosità è che il suo aspetto attuale conserva elementi appartenenti a epoche differenti, testimonianza delle modifiche che hanno accompagnato la storia dell’edificio. È uno di quei casi in cui osservare attentamente una fotografia permette di intuire quanto tempo sia passato tra una fase architettonica e l’altra.
Fiesole, nel territorio della Toscana e nella città metropolitana di Firenze, viene spesso considerata soprattutto per il suo rapporto con il capoluogo. In realtà il borgo possiede una propria identità storica molto forte e conserva testimonianze che raccontano una storia precedente e parallela a quella della Firenze più famosa.
È proprio questo aspetto che mi piace quando fotografo luoghi conosciuti ma non necessariamente al centro dell’attenzione. Una visita a Fiesole permette di allontanarsi per qualche ora dal percorso più abituale della città d’arte e di osservare un paesaggio, un’architettura e una storia differenti, pur rimanendo a poca distanza da Firenze.
L’interno della cattedrale mi è rimasto impresso proprio per la sua semplicità. Non è una chiesa che cerca di stupire in ogni angolo, e forse per questo l’altare maggiore e l’abside fotografati qui acquistano ancora più forza. Il mio interesse è stato attirato da questo punto preciso e ho preferito raccontarlo attraverso una fotografia piuttosto che cercare una descrizione troppo elaborata.
Anche in altri articoli del mio fotoblog ho raccontato interni di chiese e cattedrali incontrati durante i miei viaggi, cercando sempre di soffermarmi su quei particolari che riescono a restituire il carattere del luogo. Questa fotografia di Fiesole nasce dallo stesso approccio: non una guida alla cattedrale, ma il ricordo visivo di ciò che ha attirato la mia attenzione durante la visita.
Riguardando lo scatto, trovo interessante proprio questo equilibrio tra la struttura severa dell’edificio e la maggiore ricchezza decorativa concentrata nella zona dell’altare. È un particolare che probabilmente si nota ancora meglio osservando la chiesa dal vivo, quando ci si trova davanti alla navata e lo sguardo viene naturalmente accompagnato verso l’abside.

Conoscendo già Firenze, siete mai saliti a Fiesole per scoprire anche questa parte meno conosciuta della storia e dell’arte toscana? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Altare maggiore e abside affrescata del Duomo di Fiesole, sulle colline vicino a Firenze

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 11-22.

Per vedere tutte le foto scattate nel Duomo clicca qui:

Ecco dove si trova il duomo:

Baia caraibica a Tortola tra colline verdi

Vista di una spiaggia Caraibica

Baia caraibica a Tortola tra colline verdi.
La baia caraibica si apre sotto di me mentre mi trovo sulle alture di Tortola, e la sensazione è quella di un paesaggio che respira lentamente tra terra e mare. La baia caraibica di Josiah’s Bay si riconosce subito per quel disegno morbido della costa, dove la vegetazione scende quasi senza interruzioni fino a incontrare l’acqua. Il mare cambia colore a ogni piccolo spostamento dello sguardo, passando dal turchese chiaro vicino riva a tonalità più profonde verso l’orizzonte.
Dalle colline delle British Virgin Islands il panorama sembra sospeso, con la baia caraibica incastonata tra rilievi verdi che in alcuni punti diventano vere e proprie montagne. Non c’è rigidità in questo paesaggio: tutto appare fluido, naturale, come se il territorio avesse trovato da solo il modo di dialogare con l’oceano. Le forme della costa guidano l’occhio lungo una linea che si perde lentamente nella distanza.
Osservando ancora la baia caraibica, mi colpisce il modo in cui il verde delle colline entra letteralmente nel mare, senza un confine netto. È una transizione continua, quasi impercettibile, che rende questo punto dell’isola particolarmente armonioso. La vegetazione sembra adattarsi alla presenza dell’acqua, mentre il mare risponde con riflessi che cambiano a seconda delle nuvole e del vento.
Una curiosità: Josiah’s Bay è una delle spiagge più conosciute di Tortola soprattutto per il surf, grazie all’esposizione diretta all’oceano Atlantico che genera onde più consistenti rispetto ad altre baie più riparate dell’arcipelago.

In questo momento, mentre lo sguardo si perde lungo la baia caraibica, tutto sembra ridursi a una semplice relazione tra verde e blu, tra terra e acqua che si incontrano senza forzature. È davvero possibile abituarsi a un paesaggio così? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Vista di una spiaggia Caraibica

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

Caribbean Bay in Tortola between green hills – Baie caraïbe à Tortola entre collines vertes – Bahía caribeña en Tortola entre colinas verdes – Baía caribenha em Tortola entre colinas verdes – Karibische Bucht auf Tortola zwischen grünen Hügeln – Vịnh Caribe ở Tortola giữa những đồi xanh – 托尔托拉加勒比海湾绿丘之间 – トルトラの緑の丘に囲まれたカリブ海の入り江

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Colline dei Fieschi

Colline dei Fieschi

Colline dei Fieschi.
La Liguria non e’ una terra votata alla vite, sicuramente di piu’ all’ulivo, ma comuqnue ci sono spesso tra le varie colline alcuni filari di piante d’uva.
Questo e’ lo spiazzo che sta di fronte alla Basilica dei Fieschi (a Cogorno) e sicuramente questo appezzamento di terra faceva parte dei possedimenti della antica famiglia nobiliare.

Colline dei Fieschi

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Il campanile di San Bernardo a Sestri Levante

Il campanile della chiesa di San Bernardo sulle alture di Sestri Levante, visto attraverso l'obiettivo fotografico

Il campanile di San Bernardo a Sestri Levante.
Il mio obiettivo torna ancora una volta sulle alture della mia cittadina, dove la piccolissima frazione di San Bernardo offre una prospettiva diversa su Sestri Levante. In questa fotografia ho scelto di concentrare l’attenzione sul campanile della chiesa, un elemento semplice ma facilmente riconoscibile del piccolo abitato.
San Bernardo è uno di quei luoghi che conosco soprattutto attraverso la fotografia. Da questa frazione sulle colline di Sestri Levante ho infatti scattato diverse immagini che nel tempo sono finite sul blog, proprio perché il panorama e la posizione permettono di guardare la cittadina da un’angolazione diversa rispetto al centro e alla costa.
Questa volta, però, non ho cercato necessariamente una vista ampia. Ho puntato l’obiettivo sul campanile della chiesa della frazione, lasciando che fosse il piccolo edificio religioso a diventare il centro dello scatto. Mi piace questo modo di fotografare i luoghi che conosco bene: tornare più volte nello stesso posto e cercare ogni volta un particolare differente.
Quando si pensa a cosa vedere a Sestri Levante, vengono naturalmente in mente la Baia del Silenzio, il caruggio, la penisola e il mare. Le alture sono forse meno immediate, ma fanno parte dello stesso territorio e permettono di conoscere un’altra dimensione della cittadina. San Bernardo, con le sue dimensioni ridotte, è un esempio di questa parte più tranquilla e collinare.
La posizione della frazione rende interessante anche il rapporto tra il piccolo nucleo abitato e il paesaggio circostante. Salendo dalle zone più vicine al mare, il territorio cambia progressivamente e la presenza delle colline diventa più evidente. È proprio questo passaggio che mi piace osservare quando porto la macchina fotografica da queste parti.
Il campanile fotografato in questo scatto ha quindi anche un valore di riferimento. Non è soltanto un dettaglio architettonico, ma un elemento che permette di riconoscere il piccolo centro di San Bernardo. In luoghi di queste dimensioni, la chiesa e il suo campanile possono diventare parte integrante dell’identità visiva della frazione.
La fotografia è stata realizzata proprio perché quel particolare aveva attirato la mia attenzione. Non ho bisogno di trovare ogni volta un soggetto completamente nuovo: spesso mi basta cambiare punto di osservazione o restringere l’inquadratura. È uno dei motivi per cui continuo a fotografare Sestri Levante anche dopo averne raccontato moltissimi angoli.
Anche questa immagine si collega quindi naturalmente alle altre fotografie che ho pubblicato delle alture di Sestri Levante, compresa quella realizzata proprio a San Bernardo dalla quale si può osservare la cittadina dall’alto. Sono piccoli capitoli dello stesso territorio, visti ogni volta attraverso un’inquadratura diversa.
Per chi cerca dove vedere Sestri Levante da una prospettiva meno consueta, le frazioni collinari offrono proprio questa possibilità: allontanarsi dal centro senza perdere il legame con la cittadina. A me piace soprattutto perché posso continuare a fotografare luoghi che conosco bene, scoprendo comunque nuovi dettagli.

E voi avete mai raggiunto San Bernardo per vedere Sestri Levante da questa parte delle colline? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Il campanile della chiesa di San Bernardo sulle alture di Sestri Levante, visto attraverso l'obiettivo fotografico

La lapide sulla Selva sopra a Sestri Levante

La lapide sulla Selva sopra a Sestri Levante.
C’è un posto che a Sestri Levante che quasi tutti conoscono: la Selva.
Normalmente ci si va per le feste di fine aprile (25 aprile o 1 maggio) o per qualche appuntamento giovane ed un po’ “illegale”.
Ma questo luogo è soprattutto questo, che forse in pochi sanno.

Hai mai visto questo monumento? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

targa_selva

Una memoria storica di luoghi in cui si sono svolti momenti di liberà.

The plaque on the Selva above Sestri Levante – La plaque sur la Selva au-dessus de Sestri Levante – La placa en la Selva sobre Sestri Levante – A placa na Selva acima de Sestri Levante – Die Gedenktafel an der Selva oberhalb von Sestri Levante – Tấm biển trên Selva phía trên Sestri Levante
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