Una edicola votiva all’ingresso del Parco Rocca

Una edicola votiva all'ngresso del Parco Rocca a Chiavari

Una edicola votiva all’ingresso del Parco Rocca a Chiavari.
All’ingresso del cancello che permette di entrare nel giardino e nel parco di Villa Rocca c’é questa bella icona in questa edicola che sembra molto antica.

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Una edicola votiva all'ingresso del Parco Rocca a Chiavari

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Dove si trova questa edicola:

Il palazzo Rocca è un polo museale di Chiavari, situato in via Costaguta. L’edificio è ubicato nelle immediate vicinanze della storica “piazza delle Carrozze” del centro storico, intitolata a Giacomo Matteotti, circondato interamente dal pregiato Parco Botanico Rocca. Nelle antiche scuderie è ubicato il locale museo archeologico e, ai piani, la galleria civica.
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A votive shrine at the entrance to the Rocca Park in Chiavari – Un sanctuaire votif à l’entrée du Parco Rocca de Chiavari – Un santuario votivo a la entrada del Parco Rocca en Chiavari – Um santuário votivo à entrada do Parco Rocca em Chiavari – Ein Votivschrein am Eingang zum Parco Rocca in Chiavari – Một ngôi đền tạ ơn ở lối vào Parco Rocca ở Chiavari

L’edicola sopra un portone antico a Portovenere

L'edicola sopra un portone antico a Portovenere

Una edicola dedicata a Maria sopra un portone antico a Portovenere.
Percorrendo i vicoli del borgo marinaro di Portovenere ho trovato, e fotografato, questo vecchio portone che reca una piccola edicola dedicata a Maria Mater Boni Consilii.

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L'edicola sopra un portone antico a Portovenere

L'edicola sopra un portone antico a Portovenere

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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foto gallery

L’edicola è una struttura architettonica relativamente di piccole dimensioni, con la funzione pratica di ospitare e proteggere l’elemento che vi è collocato. Il termine deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes (“tempio”) e dunque con il significato originario di “tempietto”. In origine si trattava di un tempio in miniatura, che ospitava la statua o la raffigurazione di una divinità, e un tipico esempio poteva essere il larario domestico.
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A shrine dedicated to Mary above an ancient door in Portovenere – Un sanctuaire dédié à Marie au-dessus d’une ancienne porte à Portovenere – Un santuario dedicado a María sobre una puerta antigua en Portovenere – Um santuário dedicado a Maria por cima de uma porta antiga em Portovenere – Ein Marienschrein über einer alten Tür in Portovenere – Một đền thờ dành riêng cho Đức Maria phía trên một cánh cửa cổ ở Portovenere

Il bel palazzo in piazzetta Ruggero ad Assisi

Il bel palazzo in piazzetta Ruggero ad Assisi

Il bel palazzo in piazzetta Ruggero ad Assisi.
Una delle foto iconiche di Assisi, tolta quella della Basilica di San Francesco, è sicuramente di questo palazzo che sorge all’incontro di due strade: Piaggia di Porta San Pietro e via Fontebella.
Sede di questa bella edicola votiva con una Madonna con Bambino della quale però non riesco a trovare molte informazioni.

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Il bel palazzo in piazzetta Ruggero ad Assisi

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova questo palazzo:

The beautiful palace in Piazzetta Ruggero in Assisi – Le magnifique palais de la Piazzetta Ruggero à Assise – El hermoso palacio de la Piazzetta Ruggero en Asís – O belo palácio da Piazzetta Ruggero em Assis – Der wunderschöne Palast auf der Piazzetta Ruggero in Assisi – Cung điện xinh đẹp ở Piazzetta Ruggero ở Assisi

Il ponte romano di Sestri Levante sul Gromolo

Il ponte Romano di Santo Stefano a Sestri Levante e la sua edicola

Il ponte romano di Sestri Levante sul Gromolo.
Ci passo spesso senza pensarci troppo, ma ogni volta mi torna in mente cosa vedere a Sestri Levante anche nei dettagli più nascosti, come questo ponte romano che attraversa il torrente Gromolo. In Liguria, tra i luoghi da vedere a Sestri Levante, non sono solo il mare e le baie a raccontare la città, ma anche questi angoli più silenziosi lungo via Nazionale.
Quando torno verso casa a piedi, il passo rallenta quasi da solo appena lo vedo comparire tra le case e il verde. Non è un monumento imponente, e forse proprio per questo rischia di passare inosservato a chi non conosce la zona. Eppure, se qualcuno cerca cosa vedere a Sestri Levante, questo piccolo ponte sul Gromolo merita almeno uno sguardo, perché racchiude una storia che si percepisce più con gli occhi che con le parole.
Sestri Levante, Liguria, Italia: dirlo mentre mi fermo un attimo sul marciapiede rende tutto più concreto. Il torrente scorre sotto con un rumore discreto, mentre sopra la struttura in pietra sembra immobile da sempre. Accanto, l’edicola votiva aggiunge un tocco ancora più intimo, quasi domestico, come se quel punto fosse stato per secoli un passaggio quotidiano e non solo un attraversamento. Mi ricorda altri scorci che ho raccontato sul sito, quelli meno evidenti, lontani dalle vedute più fotografate della Baia del Silenzio.
Una piccola curiosità che mi ha sempre colpito è che questo ponte, pur chiamato “romano”, è stato probabilmente rimaneggiato nel corso dei secoli, adattandosi alle esigenze della zona. È uno di quei casi in cui il nome conserva la memoria, anche se la struttura ha vissuto più vite.
Continuo il mio cammino, ma ogni tanto mi volto ancora indietro. È un gesto automatico, quasi senza accorgermene. Forse perché luoghi così, semplici e poco appariscenti, sono quelli che restano più impressi nel tempo. Non hanno bisogno di stupire, basta esserci.
Se stai pensando a cosa vedere a Sestri Levante, forse vale la pena allontanarsi un attimo dal mare e seguire una strada qualsiasi, perché è lì che si incontrano storie come questa.

Ti è mai capitato di affezionarti a un luogo che quasi nessuno nota? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattate con macchina Canon EOS RP e lente Tamron 16-300.

Questa è la pagina del sito dei Beni Culturali nel quale il ponte è catalogato: catalogo.beniculturali.it.

La lapide di Santa Giulia sulla strada per Lavagna

La lapide in ricordo del ritrovamento delle reliquie Santa Giulia a Lavagna

La lapide di Santa Giulia sulla strada per Lavagna.
Scendendo dalla chiesa di Santa Giulia verso Lavagna mi sono imbattuto in questa piccola edicola, un dettaglio che potrebbe facilmente passare inosservato durante il percorso ma che conserva una memoria particolare legata alla storia religiosa del territorio.
La fotografia di questa lapide di Santa Giulia a Lavagna nasce proprio dalla mia curiosità per questi piccoli elementi che si incontrano camminando. Non è un monumento imponente e non ha la visibilità di una chiesa o di un edificio storico, ma racconta un episodio molto preciso e, proprio per questo, mi è sembrato interessante fermarmi a fotografarlo.
L’edicola si trova lungo la strada che dalla chiesa di Santa Giulia scende verso Lavagna, nella zona di Rigone. La posizione è già di per sé significativa perché il ricordo è legato a un episodio avvenuto proprio in questo territorio. La lapide ricorda infatti il ritrovamento di una reliquia di Santa Giulia dopo un furto sacrilego avvenuto nella chiesa parrocchiale.
Il testo inciso sulla pietra racconta che la reliquia venne ritrovata nella piana sottostante dopo essere stata gettata lì da una mano audace, una volta che era stato diviso il bottino del furto. La data indicata è quella della notte del 14 marzo 1911. A ricordare l’episodio sono stati gli abitanti della frazione di Rigone, che vollero lasciare proprio qui questa testimonianza.
È una di quelle storie che, leggendo una semplice lapide, improvvisamente rendono molto più interessante una strada che si stava semplicemente percorrendo. Quando cerco cosa vedere nei dintorni di Lavagna, mi piace proprio questo genere di scoperta: non necessariamente qualcosa di famoso, ma un particolare capace di aggiungere un pezzo di storia al paesaggio.
La reliquia ricordata dalla lapide è quella legata al culto di Santa Giulia, figura venerata in diverse località italiane e del Mediterraneo. A Lavagna il culto della santa è particolarmente legato alla chiesa di Santa Giulia, che domina la zona dall’alto e costituisce un importante punto di riferimento per questo territorio.
Il breve approfondimento storico che accompagna questa fotografia è quindi tutto racchiuso nella data e nelle parole della lapide. La notte del 14 marzo 1911 non rappresenta soltanto un episodio di cronaca religiosa, ma è diventata una memoria tramandata localmente attraverso questa piccola testimonianza. È interessante vedere come un avvenimento di oltre un secolo fa sia ancora leggibile lungo una strada percorsa quotidianamente.
Quello che mi ha spinto a fotografare la lapide è proprio la sua dimensione discreta. Passando velocemente si potrebbe guardare l’edicola senza soffermarsi sul significato delle parole incise. Io invece, quando ho la macchina fotografica con me, cerco spesso di prestare attenzione anche a questi particolari. Sono quelli che permettono di raccontare un luogo andando oltre la sua immagine più conosciuta.
La fotografia è stata scattata dall’autore proprio per conservare questo piccolo frammento della memoria di Lavagna. Non c’è bisogno di costruire una scena particolare: in casi come questo è la storia contenuta nel soggetto a rendere interessante l’immagine.
Anche sul blog ho raccontato altri luoghi della zona di Lavagna, come gli scorci del centro storico e via Dante Alighieri. Insieme, queste fotografie mostrano aspetti molto diversi della stessa città e del territorio che la circonda: da una parte le strade e le architetture del centro, dall’altra piccole testimonianze che si incontrano lungo i percorsi verso le frazioni.
Mi piace pensare che una fotografia come questa possa servire anche a far notare qualcosa a chi percorre quella strada. La lapide non racconta una storia attraverso grandi monumenti, ma attraverso poche righe incise nella pietra. E forse è proprio questo il suo valore: mantenere vivo il ricordo di un episodio che altrimenti sarebbe rimasto soltanto nella memoria locale.
Quando si cerca la storia di Santa Giulia a Lavagna, questo piccolo monumento offre quindi un collegamento concreto tra il culto della santa, la chiesa e il territorio circostante. È un dettaglio semplice, ma dopo averne letto il significato diventa difficile passargli accanto con la stessa indifferenza.

La lapide recita:
“Qui venne ritrovata l’insigne reliquia di S. Giulia che mano audace gettava nella piana sottostante dopo ripartito il bottino del sacrilego furto consumato nella chiesa parrocchiale la notte del 14 marzo 1911 – In memoria i frazionisti di Rigone posero questo ricordo.”

Vi è mai capitato di scoprire una storia particolare leggendo una semplice lapide durante una passeggiata?Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Foto scattata con Honor 20.

La facciata dell’Hotel Monte Rosa a Chiavari

La facciata dell'Hotel Monte Rosa a Chiavari, in Liguria

La facciata dell’Hotel Monte Rosa a Chiavari, in Liguria.
All’incrocio di Salita Levaggi e l’inizio di via Giuseppe Raggio si trova uno degli hotel più belli ed importanti della città di Chiavari.
La foto è solamente dell’esterno che comunque rappresenta il tipico palazzo chiavarese con il porticato e una edicola votiva in facciata.

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La facciata dell'Hotel Monte Rosa a Chiavari, in Liguria

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 11-22.

Questo il sito ufficiale dell’albergo: hotelmonterosa.it.

Ecco dove si trova questo punto esattamente:

The facade of the Hotel Monte Rosa in Chiavari, in Liguria – La façade de l’Hôtel Monte Rosa à Chiavari, en Ligurie – La fachada del Hotel Monte Rosa en Chiavari, en Liguria – A fachada do Hotel Monte Rosa em Chiavari, na Ligúria – Die Fassade des Hotel Monte Rosa in Chiavari, Ligurien – Mặt tiền của khách sạn Monte Rosa ở Chiavari, Liguria – 利古里亚基亚瓦里蒙特罗莎酒店的正面 – リグーリア州キアーヴァリにあるホテル モンテ ローザのファサード

Gli alberi di Corso Torino in piazza Savonarola

Gli alberi di Corso Torino all'altezza di piazza Savonarola a Genova.

Gli alberi di Corso Torino all’altezza di piazza Savonarola a Genova.
Mi piace fare foto durante le mie esplorazioni urbane per Genova. Questo è forse il viale alberato più importante della città con le due viette laterali.
Da notare le due piccole edicole, in verde, che ancora resistono al tempo!

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Gli alberi di Corso Torino all'altezza di piazza Savonarola a Genova.

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

Ecco dove si trova il punto esatto in cui ho scattato la foto:

The trees of Corso Torino near Piazza Savonarola in Genoa – Les arbres du Corso Torino près de la Piazza Savonarola à Gênes – Los árboles de Corso Torino cerca de Piazza Savonarola en Génova – As árvores do Corso Torino perto da Piazza Savonarola em Gênova – Die Bäume des Corso Torino in der Nähe der Piazza Savonarola in Genua – Những cái cây của Corso Torino gần Piazza Savonarola ở Genoa – 热那亚萨沃纳罗拉广场附近 Corso Torino 的树木 – ジェノヴァのサヴォナローラ広場近くのコルソ トリノの木

Una edicola su un portale in ardesia a Lavagna

Una edicola votiva sopra un portale in ardesia a Lavagna

Una edicola votiva sopra un portale in ardesia a Lavagna.
Una tradizione delle mie parti (ma penso sia comune a tutti i posti di mare) e’ quella di porre sulle facciate o sugli ingressi delle case una piccola edicola con una madonnina o un santo.
Sia per proteggere la casa sia chi vi abita.
Questa edicola ed il portone sottostante sono nel caruggio di Lavagna e la particolarità (che poi in zona non lo e’ nemmeno più di tanto) e’ la bella cornice di ardesia nera (chiamata anche lavagna) la famosa pietra cavata nell’entroterra della cittadina.
C’e’ anche un bel sentiero, quello che percorrevano le donne per portare verso il mare le lastre di questa pietra, percorribile e con partenza dalla Basilica dei Fieschi a Cogorno (qui il post).

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Una edicola votiva sopra un portale in ardesia a Lavagna

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 11-22.

Un sanctuaire votif au-dessus d’un portail en ardoise à Lavagna – Un sanctuaire votif au-dessus d’un portail en ardoise à Lavagna – Un santuario votivo sobre un portal de pizarra en Lavagna – Um santuário votivo acima de um portal de ardósia em Lavagna – Ein Votivschrein über einem Schieferportal in Lavagna – Một điện thờ vàng mã trên một cổng đá phiến ở Lavagna – 拉瓦尼亚石板门上方的供奉圣地 – ラヴァーニャのスレート ポータルの上にある奉納品

Una Madonnina in via Cittadella a Sestri Levante

Una Madonnina in via Cittadella per salire alla Penisola di Sestri Levante

Una Madonnina in via Cittadella per salire alla Penisola di Sestri Levante.
Salendo sulla penisola di Sestri Levante, percorrendo la meno famosa via Cittadella, si passeggia sotto un arco che nasconde e ripara una piccola edicola votiva che rappresenta una Madonnina.

L’hai mai notata? Lascia un commento cliccando qui.

Una Madonnina in via Cittadella per salire alla Penisola di Sestri Levante

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

Ecco dove si trova esattamente questa icona:

Vi lascio anche due video della stradina e della zona.

Percorrendo la creuza chiamata via Cittadella per scendere dalla Penisola di Sestri:

Passeggiando lungo la stradina che passa sopra la Penisola di Sestri c’è un edificio che mi dicono essere stato, una volta, il carcere della mia cittadina:

A Madonna in via Cittadella to go up to the Sestri Levante Peninsula – Une Madone dans la via Cittadella pour monter à la péninsule de Sestri Levante – Una Madonnina en vía Cittadella para subir a la Península de Sestri Levante – A Madonnina na via Cittadella para subir à Península de Sestri Levante – Eine Madonnina in der Via Cittadella, um zur Halbinsel Sestri Levante aufzusteigen – Đi Madonnina qua Cittadella để đi đến Bán đảo Sestri Levante – 通过 Cittadella 前往塞斯特里莱万特半岛的圣母玛利亚 – チッタデラ経由でセストリーレバンテ半島に上るマドンニーナ

L’edicola votiva di Vico San Pietro della Porta a Genova

L'Edicola di Vico San Pietro della Porta a Genova

L’edicola votiva di Vico San Pietro della Porta a Genova.
Passeggiando nel centro storico di Genova, in Liguria, mi sono imbattuto in questa piccola edicola votiva all’angolo di Vico San Pietro della Porta, a pochi passi da Piazza Banchi. È uno di quei dettagli che mi piace scoprire camminando nei caruggi: una presenza discreta, inserita tra le facciate degli edifici, che rischia di passare inosservata a chi attraversa queste strade senza soffermarsi a osservare ciò che lo circonda.
Il centro storico genovese è ricco di particolari che raccontano la storia e la vita quotidiana della città. Accanto ai palazzi storici, alle chiese e ai monumenti più conosciuti, ci sono portali antichi, iscrizioni, scorci improvvisi e piccole immagini sacre. Quando giro per i vicoli con la macchina fotografica, cerco proprio queste testimonianze: elementi che spesso non compaiono negli itinerari turistici più tradizionali, ma che contribuiscono a rendere unico il carattere di Genova.
Questa edicola si trova all’angolo tra Vico San Pietro della Porta e Via dei Conservatori del Mare. La sua posizione è particolarmente interessante perché non si trova in una grande piazza o davanti a una chiesa, ma è integrata nell’ambiente urbano dei vicoli. La si incontra quasi per caso, durante una passeggiata tra le strade strette che collegano le piazze e le vie del centro storico.
L’edicola è dedicata alla Madonna della Guardia e risale al XVIII secolo. Le edicole votive sono una presenza caratteristica di Genova e di molte località della Liguria. Collocate sulle facciate delle case, agli incroci o lungo le strade, rappresentavano per gli abitanti un segno di devozione e un riferimento spirituale nella vita di tutti i giorni. Potevano essere legate alla richiesta di protezione, alla gratitudine per una grazia ricevuta o alla volontà di mantenere viva una tradizione religiosa.
È proprio questa dimensione quotidiana che trovo interessante. Rispetto alle grandi chiese e ai monumenti più imponenti, un’edicola votiva può sembrare un elemento secondario, ma racconta un rapporto più intimo tra la comunità e il luogo in cui vive. La sua presenza contribuisce inoltre a conservare la memoria delle consuetudini religiose e della storia dei quartieri.
Ho scattato questa fotografia con la mia Canon EOS M100 e l’obiettivo Canon EF-S 10-18 mm. Mi interessava documentare l’edicola nel contesto in cui l’ho incontrata, mantenendo il legame con il vicolo e con gli edifici circostanti. Quando fotografo i caruggi, cerco spesso di valorizzare anche l’ambiente intorno al soggetto, perché è proprio il rapporto tra i dettagli architettonici e lo spazio urbano a raccontare qualcosa della città.
Chi visita Genova può dedicare qualche momento alla ricerca di queste piccole testimonianze, soprattutto passeggiando nei dintorni di Piazza Banchi. Basta rallentare e guardare con attenzione le pareti degli edifici per scoprire particolari che altrimenti sfuggirebbero. Non servono sempre grandi monumenti per conoscere un luogo: a volte sono proprio gli elementi più discreti a offrire uno sguardo interessante sulla sua storia.
Nel centro storico ho fotografato anche altre edicole votive, come quella di Ponte Reale, che testimonia la stessa tradizione in un altro angolo della città. Puoi vedere anche questo scorcio nel mio articolo dedicato all’edicola votiva di Ponte Reale a Genova. Per trovare altri esempi, puoi consultare la raccolta di fotografie dedicata alle edicole votive pubblicate su Lucadea.com.
Mi piace tornare nei vicoli del centro storico perché ogni passeggiata può riservare una nuova scoperta. Un’immagine sacra, un portone particolare o un dettaglio sulla facciata di una casa possono diventare il soggetto di una fotografia, semplicemente perché ci si è fermati a guardare con maggiore attenzione.
Per me, fotografare Genova significa anche raccontare questi aspetti meno appariscenti della città. L’edicola di Vico San Pietro della Porta è un piccolo esempio di come architettura, devozione e vita quotidiana si intreccino nei caruggi, mantenendo vivo un legame con le tradizioni del passato.

Ti è mai capitato di notare un’edicola votiva passeggiando nei vicoli di Genova, oppure è uno di quei dettagli che rischiano di sfuggire a uno sguardo distratto? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Edicola votiva settecentesca dedicata alla Madonna della Guardia in Vico San Pietro della Porta, nel centro storico di Genova

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

Ecco dove si trova questo scorcio di Genova:

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