Il Colosseo: simbolo eterno di Roma antica

Colosseo a Roma visto dall’esterno con arcate dell’Anfiteatro Flavio e dettagli dell’antica struttura

Il Colosseo: simbolo eterno di Roma antica.
Nel cuore di Roma, Lazio, Italia, ho fotografato uno dei monumenti più riconoscibili al mondo: il Colosseo, conosciuto anche come Anfiteatro Flavio. Tra le cose da vedere a Roma, il Colosseo rappresenta senza dubbio uno dei luoghi più importanti, un punto in cui storia, architettura e memoria si incontrano ancora oggi dopo quasi duemila anni.
Ho scattato questa fotografia durante una passeggiata nella Città Eterna, cercando di raccontare attraverso l’immagine la presenza imponente di questo antico anfiteatro. Ogni volta che ci si trova davanti al Colosseo si percepisce la dimensione straordinaria dell’opera, non soltanto per le sue dimensioni, ma soprattutto per la quantità di storie che le sue pietre hanno attraversato.
La costruzione del Colosseo iniziò tra il 70 e il 72 d.C. sotto l’imperatore Vespasiano della dinastia Flavia e terminò nell’80 d.C. durante il regno del figlio Tito. L’anfiteatro poteva ospitare decine di migliaia di spettatori e veniva utilizzato per spettacoli pubblici, combattimenti tra gladiatori, rappresentazioni e grandi eventi destinati alla popolazione romana.
Osservando il monumento si può ancora intuire la complessità del progetto architettonico. Realizzato principalmente in travertino, il Colosseo presenta una struttura ellittica lunga circa 189 metri e larga 156 metri. La facciata era caratterizzata da diversi ordini architettonici, con colonne doriche, ioniche e corinzie che contribuivano alla sua eleganza monumentale.
Anche gli spazi interni raccontano l’organizzazione della società romana. Le gradinate erano divise in settori destinati alle diverse classi sociali, mentre al centro si trovava l’arena dove si svolgevano gli spettacoli. Sotto il pavimento dell’arena si trovava un complesso sistema di ambienti sotterranei, utilizzati per preparare gladiatori, animali e scenografie prima degli eventi.
Una piccola curiosità riguarda il fatto che il Colosseo non è sempre stato visto come un monumento da proteggere. Nel Medioevo fu utilizzato anche come cava di materiali da costruzione per altri edifici della città. Solo nei secoli successivi è cresciuta la consapevolezza del suo valore storico e culturale.
Il Colosseo è oggi uno dei simboli più importanti dell’antica Roma e uno dei luoghi più visitati al mondo. Nel 1980 è stato inserito dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità e nel 2007 è stato scelto tra le Nuove Sette Meraviglie del Mondo.
Questa fotografia si collega naturalmente agli altri scatti che ho dedicato ai grandi monumenti italiani, come la Fontana di Trevi, perché raccontano lo stesso tema: luoghi conosciuti in tutto il mondo ma capaci di regalare sempre nuovi punti di vista quando vengono osservati con attenzione.
Fotografare il Colosseo significa fermare un frammento di una storia lunghissima, fatta di trasformazioni, distruzioni e rinascite. È un luogo che continua a parlare al presente attraverso le tracce lasciate dal passato.

Hai mai visitato il Colosseo e quale dettaglio ti ha colpito maggiormente? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Colosseo a Roma visto dall’esterno con arcate dell’Anfiteatro Flavio e dettagli dell’antica struttura

Foto scattata con Honor 20.

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Ecco dove si trova il Colosseo:

Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, è il più grande anfiteatro del mondo, situato nel centro della città di Roma. In grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50.000 e 75.000 unità, è il più importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento dell’antica Roma che sia giunto fino a noi, conosciuto in tutto il mondo come simbolo della città di Roma e uno dei simboli d’Italia.
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Uno scorcio del Colosseo tra storia e Roma

Scorcio del Colosseo a Roma con le arcate esterne dell’Anfiteatro Flavio e dettagli della struttura antica

Uno scorcio del Colosseo tra storia e Roma.
Durante una passeggiata nel centro di Roma, Lazio, Italia, ho fermato con la mia macchina fotografica un dettaglio dell’Anfiteatro Flavio, uno degli esempi più conosciuti di architettura romana e uno dei simboli più fotografati della capitale. Tra le cose da vedere a Roma, il Colosseo occupa da sempre un posto speciale, non solo per la sua imponenza ma anche per la capacità di raccontare secoli di storia attraverso pochi elementi architettonici.
Qualche mese fa ero arrivato a Roma per una commissione che mi avrebbe impegnato soltanto per una giornata, ma non ho rinunciato alla possibilità di concedermi un giro da turista tra alcune delle attrazioni più famose della città. Come spesso accade quando viaggio con la macchina fotografica, anche un passaggio veloce davanti a un luogo conosciuto può diventare l’occasione per cercare un’inquadratura diversa.
In questa fotografia ho scelto volutamente di non mostrare l’intero monumento, ma soltanto uno scorcio dell’esterno del Colosseo. Mi interessava concentrarmi sulle arcate, sui materiali e sulle forme ripetute della struttura, lasciando che fosse il dettaglio a suggerire la grandezza dell’intero anfiteatro. A volte una porzione di un monumento riesce a raccontare molto più di una vista completa, perché invita chi osserva a immaginare ciò che rimane fuori dall’inquadratura.
La costruzione dell’Anfiteatro Flavio iniziò nel I secolo d.C. sotto l’imperatore Vespasiano e venne inaugurata nell’80 d.C. durante il regno di Tito. L’edificio era destinato agli spettacoli pubblici dell’antica Roma e poteva accogliere un numero enorme di spettatori per l’epoca. Una curiosità poco conosciuta è che il nome “Colosseo” probabilmente deriva dalla presenza nelle vicinanze della gigantesca statua del Colosso di Nerone, anche se l’origine del nome non è completamente certa.
Guardando queste pietre viene spontaneo pensare a quante persone siano passate davanti a queste stesse arcate nel corso dei secoli. Il Colosseo ha attraversato terremoti, trasformazioni e periodi in cui venne utilizzato anche come fonte di materiali, ma è arrivato fino a noi come una delle testimonianze più importanti della Roma antica.
Questo scatto si collega anche alle altre fotografie che ho pubblicato dedicate ai grandi monumenti italiani, come la Fontana di Trevi, perché raccontano il piacere di ritrovare luoghi celebri con uno sguardo personale e non soltanto attraverso le immagini più classiche.
Fotografare il Colosseo dall’esterno significa quindi fermare un piccolo frammento di una storia molto più grande, lasciando parlare la geometria delle sue arcate e la consistenza delle sue antiche pietre.

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Scorcio del Colosseo a Roma con le arcate esterne dell’Anfiteatro Flavio e dettagli della struttura antica

Foto scattata con macchina Canon EOS RP e lente Canon RF 24-50.

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Ecco dove si trova il Colosseo:

Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, è il più grande anfiteatro del mondo, situato nel centro della città di Roma. In grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50.000 e 75.000 unità, è il più importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento dell’antica Roma che sia giunto fino a noi, conosciuto in tutto il mondo come simbolo della città di Roma e uno dei simboli d’Italia.
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I resti del tempio Capitolino a Brescia

I resti del tempio Capitolino a Brescia

I resti del tempio Capitolino a Brescia.
Qualche mese fa sono stato, per la seconda volta in vita mia, nella bella città di Brescia e per la seconda volta sono stato a visitare il piccolo parco con i resti romani proprio in centro.
A differenza della volta scorsa il parco era aperto e così sono potuto entrare, gratuitamente, e passeggiare tra i resti.
Molto affascinante!

Sei mai stato a visitare Brescia?
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I resti del tempio Capitolino a Brescia

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 11-22.

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Il Capitolium o Tempio Capitolino è un tempio romano situato a Brescia in Piazza del Foro, lungo via dei Musei, il nucleo dell’antica Brixia romana. Insieme al teatro, ai resti del foro cittadino e degli scavi archeologici di palazzo Martinengo costituisce il più importante complesso di rovine e resti di edifici pubblici d’età romana presenti nell’Italia settentrionale.
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The remains of the Capitoline temple in Brescia – Les vestiges du temple du Capitole à Brescia – Los restos del templo Capitolino en Brescia – Os restos do templo Capitolino em Brescia – Die Überreste des Kapitolinischen Tempels in Brescia – Dấu tích của ngôi đền Capitoline ở Brescia – 布雷西亚卡比托利欧神庙的遗迹 – ブレシアのカピトリーノ神殿の遺跡

La antica via Aurelia a Sestri Levante

La antica via Aurelia a Sestri Levante

La antica via Aurelia a Sestri Levante.
Forse in pochi l’hanno notata ma lungo la via Antica Romana Occidentale, parte nel cortile del Tempio del Cristo Re e parte all’esterno, c’è un qualche metro della antica strada romana chiamata Aurelia.
C’è anche una lapide che racconta di alcuni Papi passati in quel punto per la via: nel 1635 Benedetto Odescalchi, nel 1809 Pio VII (il Papa Prigioniero) e nel 1825 Giovanni Mastai Ferretti.
Invece appena fuori dal sagrato del Tempio c’è un ponticello che credo sia la continuazione, originale, della via.

Hai mai visto questa targa?
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La antica via Aurelia a Sestri Levante

La antica via Aurelia a Sestri Levante

La antica via Aurelia a Sestri Levante

Foto scattate con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

Dove si trova il punto delle foto:

L’Aurelia (che nella numerazione delle strade statali adottata da parte dell’ANAS ha preso la numerazione di strada statale 1 Via Aurelia) collega oggi Roma alla Francia costeggiando il mar Tirreno ed il mar Ligure.
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The ancient street called Aurelia in Sestri Levante – L’ancienne rue appelée Aurelia à Sestri Levante – La antigua calle llamada Aurelia en Sestri Levante – A antiga rua chamada Aurelia em Sestri Levante – Die alte Straße namens Aurelia in Sestri Levante – Phố cổ mang tên Aurelia ở Sestri Levante – 塞斯特里莱万特的古街 Aurelia – セストリ レバンテのアウレリアと呼ばれる古代の通り

Il ponte romano a Riva Trigoso

Il ponte romano a Riva Trigoso

Il ponte romano a Riva Trigoso.
Uno dei ponti originali pervenuti a noi dal tempo dei romani è a Riva trigoso.
Recentemente ristrutturato è proprio una bella costruzione.

Giusto per chiarezza, mi fanno notare che il ponte (che si chiama Ponte Balbi già Brignole) non è romano ma post-medievale o Neoclassico. In particolare ho trovato molte informazioni sul post scritto da Laura Nicolini qui. Molto interessante!
Qui invece la pagina dei Vincoli Architettonici che ne parla in maniera ufficiale.

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Il ponte romano a Riva Trigoso

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-S 10-18.

The ancient bridge over the Petronio stream in Riva Trigoso – L’ancien pont sur le ruisseau Petronio à Riva Trigoso – El antiguo puente sobre el arroyo Petronio en Riva Trigoso – A antiga ponte sobre o córrego Petronio em Riva Trigoso – Die alte Brücke über den Bach Petronio in Riva Trigoso – Cây cầu cổ bắc qua suối Petronio ở Riva Trigoso – 里瓦特里戈索佩特罗尼奥溪流上的古桥 – リヴァ トリゴゾのペトロニオ ストリームに架かる古代の橋

L’Arena di Verona

Arena di Verona

Arena di Verona.
Uno dei monumenti simbolo dell’Italia latina è questo anfiteatro secondo solo al Colosseo.
Mi sono reso conto che non ho mai dedicato un singolo post a questo monumento nonostante sia stato a Verona già qualche anno fa.

Conosci la bella città di Verona?
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Arena di Verona

Tutte le foto di Verona le potete trovare qui.
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L’Arena della citta’ di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, icona della città veneta insieme alle figure di Romeo e Giulietta. Si tratta di uno dei grandi fabbricati che hanno caratterizzato l’architettura ludica romana ed è l’anfiteatro antico con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri realizzati fin dal Seicento. D’estate ospita il celebre festival lirico e vi fanno tappa molti cantanti e musicisti internazionali.
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La statua del Fauno di Pompei

Statua del Fauno nella Casa del Fauno a Pompei, al centro dell’impluvium dell’antica abitazione romana

La statua del Fauno di Pompei.
Tra le immagini più riconoscibili degli scavi di Pompei, il Fauno è uno di quei soggetti davanti ai quali mi sono fermato volentieri per cercare di trovare l’inquadratura che rendesse meglio la scultura. Se stai cercando cosa vedere a Pompei, questa statua è certamente uno dei dettagli che vale la pena osservare con attenzione, anche perché si trova al centro di uno degli ambienti più importanti e conosciuti della città antica.
La fotografia nasce proprio da uno dei miei giri tra le rovine di Pompei, in Campania, nella provincia di Napoli. Avevo la macchina fotografica con me e, come spesso mi succede quando visito un luogo archeologico, non mi interessava soltanto documentare quello che avevo davanti, ma cercare un punto di vista che desse alla fotografia una certa presenza.
Il Fauno è collocato nell’atrio della Casa del Fauno, una delle abitazioni più grandi e prestigiose dell’antica Pompei. Già il nome della casa deriva proprio dalla piccola statua in bronzo che si trova al centro dell’impluvium, il bacino utilizzato per raccogliere l’acqua piovana. La figura rappresenta un fauno, creatura della mitologia romana legata alla natura e tradizionalmente associata al mondo agreste.
Quello che mi colpisce ancora oggi è il modo in cui la statua riesce a dominare uno spazio relativamente semplice. Il Fauno è piccolo rispetto all’ampiezza dell’abitazione, ma la sua posizione centrale fa sì che lo sguardo cada naturalmente su di lui. È uno di quei casi in cui la collocazione di un oggetto è importante quasi quanto l’oggetto stesso.
La Casa del Fauno era una dimora particolarmente ricca, con ampi spazi e numerose decorazioni. La sua estensione e la qualità degli elementi artistici presenti al suo interno fanno capire che doveva appartenere a una famiglia di alto livello sociale. Anche senza trasformare la fotografia in una ricostruzione storica, è difficile non pensare alla distanza tra la vita quotidiana di allora e quella che possiamo immaginare osservando oggi queste stanze.
Questa fotografia l’ho realizzata personalmente durante la visita e ho scelto di lavorarla in HDR. Era un modo che utilizzavo per cercare di mantenere leggibili le diverse zone dell’immagine e dare maggiore profondità alla scena. Rivedendola oggi, appartiene anche a un periodo preciso del mio percorso fotografico, quando sperimentavo maggiormente questo tipo di elaborazione.
Il Fauno ha anche una particolarità che trovo interessante: nonostante sia diventato quasi il simbolo della casa, la sua funzione non era quella di essere semplicemente un elemento isolato da ammirare. Era inserito nell’architettura dell’atrio e contribuiva alla composizione complessiva dello spazio. La sua presenza al centro dell’impluvium rendeva la statua immediatamente visibile a chi entrava nella casa.
La cosa bella di Pompei è proprio questa. Una fotografia come questa può sembrare, a prima vista, soltanto il ritratto di una statua. In realtà, guardandola nel suo contesto, diventa una piccola finestra sull’organizzazione delle abitazioni romane, sull’arte decorativa e sul modo in cui gli elementi architettonici venivano pensati insieme.
Quando sono davanti a una statua antica cerco spesso di non limitarmi al soggetto. Osservo la posizione, le proporzioni rispetto all’ambiente, ciò che si trova intorno e soprattutto il modo in cui la luce naturale permette di leggere le forme. Nel caso del Fauno, è proprio l’inserimento nell’atrio a rendere la scena interessante da fotografare.
Una curiosità legata alla Casa del Fauno è il celebre mosaico di Alessandro, rinvenuto all’interno dell’abitazione. Il grande mosaico rappresenta la battaglia tra Alessandro Magno e Dario III e testimonia il livello artistico raggiunto dalla decorazione della casa. È un dettaglio che aiuta a comprendere perché questo edificio sia considerato uno degli esempi più importanti delle abitazioni pompeiane.
Il Fauno, quindi, non è soltanto una bella statua da fotografare. È anche il punto che dà il nome alla casa e uno degli elementi attraverso i quali è possibile riconoscere immediatamente questo particolare angolo di Pompei.
Tra le altre fotografie che ho dedicato alla città c’è anche quella dell’affresco del lupanare di Pompei. È un soggetto completamente diverso, ma fa parte dello stesso modo di guardare gli scavi: passare dai grandi ambienti ai particolari più piccoli per cercare di raccontare, attraverso le fotografie, aspetti diversi della città antica. Ho fotografato anche coralli e cammei d’alta scuola a Pompei, un altro dettaglio che mi aveva attirato durante la visita.
Riguardando oggi questa immagine del Fauno, penso che sia soprattutto una fotografia legata alla ricerca dell’inquadratura. La statua è un soggetto molto conosciuto e proprio per questo non è semplice fotografarla senza cadere in una ripresa puramente documentaria. Cercavo quindi di valorizzare il rapporto tra la figura centrale e lo spazio della casa.
È questo che continua a piacermi delle fotografie scattate a Pompei. Anche quando il soggetto è celebre, c’è sempre la possibilità di fermarsi un momento e guardarlo con maggiore attenzione. Una statua, un mosaico, un affresco o un particolare architettonico possono diventare il punto di partenza per osservare la città da una prospettiva diversa.
La statua del Fauno rimane per me uno dei simboli più immediati della Casa del Fauno e uno dei soggetti che vale la pena cercare durante una visita agli scavi. Non soltanto per la fama della scultura, ma per il modo in cui è inserita nell’ambiente e per ciò che permette di intuire sulla ricchezza e sull’organizzazione delle abitazioni pompeiane.
Quando fotografo luoghi come questo mi interessa soprattutto lasciare una traccia del modo in cui li ho visti io quel giorno. La fotografia non può raccontare tutto, ma può conservare un punto di vista preciso. In questo caso, quel punto di vista è quello del Fauno al centro della sua casa, circondato dalle tracce di una città che il tempo ha trasformato in uno dei più importanti luoghi archeologici del mondo.

Avete mai fotografato la statua del Fauno durante una visita a Pompei? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Statua del Fauno nella Casa del Fauno a Pompei, al centro dell’impluvium dell’antica abitazione romana

Foto scattata con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

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Questo è il sito istituzionale del parco: pompeiisites.org.

Statua alata in bronzo a Pompei

Statua antichi romani

Statua alata in bronzo a Pompei.
Ci sono dettagli che catturano lo sguardo subito, senza bisogno di pensarci troppo. In questa foto, quello che mi colpisce è l’intensità del volto: concentrato, quasi teso, come se fosse fermo in un momento preciso, sospeso tra azione e quiete. La statua alata in bronzo a Pompei ha qualcosa di magnetico, anche se so bene che si tratta di un souvenir moderno e non di un reperto antico.
Mi piace fotografare le statue proprio per questo motivo. Anche quando sono riproduzioni, riescono a trasmettere una storia. Basta cambiare angolazione, avvicinarsi un po’, cercare la luce giusta, e improvvisamente prendono vita. Qui la luce è morbida, calda, e scivola sulle ali mettendo in evidenza ogni singola piuma. È un dettaglio che mi ha fatto fermare: la cura nella lavorazione, la profondità delle incisioni, il contrasto tra le parti lisce e quelle più scolpite.
Non sono sicuro di chi rappresenti esattamente questa figura. Potrebbe ricordare un angelo guerriero, oppure una figura mitologica come un messaggero divino o un protettore. La spada, le ali, la postura: tutto suggerisce forza ma anche una certa eleganza. Ed è proprio questa ambiguità che la rende interessante da fotografare. Non sapere con precisione chi sia lascia più spazio all’immaginazione.
Nel negozio Cellini a Pompei, dove ho visto questa statua, c’erano molti altri oggetti simili. Ma questo mi ha colpito più degli altri. Forse per l’espressione, forse per la posizione delle ali, oppure semplicemente per come si è lasciato fotografare in quel momento.
Un breve pensiero mi è venuto proprio mentre scattavo: anche nei luoghi più turistici, pieni di oggetti pensati per essere portati via, si possono trovare soggetti interessanti. Basta osservare con calma. Non serve sempre qualcosa di raro o unico; a volte è lo sguardo che fa la differenza.
E alla fine questa immagine è proprio questo: un dettaglio, un incontro casuale, un soggetto che magari molti avrebbero ignorato ma che, visto da vicino, racconta molto più di quanto sembri.

Ti è mai capitato di trovare qualcosa di interessante in un oggetto apparentemente “turistico”?
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Statua antichi romani

Foto scattata con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

Winged bronze statue in Pompeii – Statue ailée en bronze à Pompéi – Estatua alada de bronce en Pompeya – Estátua alada de bronze em Pompeia – Geflügelte Bronzestatue in Pompeji – Tượng đồng có cánh ở Pompeii – 庞贝的青铜翼像 – ポンペイの翼のあるブロンズ像

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Le rovine dell’antica città di Pompei

Le rovine dell’antica città di Pompei.
Erano anni che avrei voluto visitare le rovine di Pompei e questa volta non mi sono lasciato scappare l’occasione.
Ho immortalato alcuni, ahimè il tempo non era molto, dei luoghi più belli e famosi (tempio di Apollo, Lupanare, statua del fauno…) e li condivido qua sperando vi piacciano.

In questa foto una panoramica dal Foro di Pompei con il Vesuvio sullo sfondo e le statue, moderne, dell’artista franco-polacco Igor Mitoraj.

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pompei

Foto scattata con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

Questo è il sito istituzionale del parco: pompeiisites.org.

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The ruins of the ancient city of Pompeii – Les ruines de l’ancienne ville de Pompéi – Las ruinas de la antigua ciudad de Pompeya – As ruínas da antiga cidade de Pompéia – Die Ruinen der antiken Stadt Pompeji – Tàn tích của thành phố cổ Pompeii – 庞贝古城遗址 – 古代都市ポンペイの遺跡
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