Il risotto allo zafferano o alla milanese, la ricetta

Il risotto allo zafferano o alla milanese, la ricetta

Il risotto allo zafferano o alla milanese, la ricetta.
Ogni tanto mi piace concedermi un buon risotto allo zafferano, soprattutto quando ha quella consistenza cremosa e quel colore giallo intenso che lo rendono immediatamente riconoscibile. Qualche tempo fa, lo Chef di bordo mi ha accontentato preparando proprio questo piatto, e ho pensato che valesse la pena raccogliere qui la ricetta del risotto alla milanese, uno dei classici della cucina lombarda.
La cosa che apprezzo di questo risotto è proprio la sua semplicità. Non servono molti ingredienti per ottenere un piatto ricco di gusto, ma è importante seguire con attenzione i passaggi e soprattutto avere un po’ di pazienza durante la cottura. Il riso deve essere seguito praticamente fino alla fine, aggiungendo il brodo poco alla volta e mescolando quando serve per favorire la formazione della caratteristica cremosità.
Il protagonista è naturalmente lo zafferano, che oltre a dare al risotto il suo colore inconfondibile contribuisce con il suo profumo e il suo sapore particolare. Per la preparazione tradizionale si utilizzano anche burro, cipolla, vino bianco, brodo e Parmigiano Reggiano. La scelta del riso è altrettanto importante: Carnaroli, Arborio o Vialone Nano sono varietà adatte alla preparazione di un buon risotto perché riescono a rilasciare amido durante la cottura mantenendo una consistenza piacevole.
La ricetta che riporto qui è una versione tradizionale e volutamente semplice. Non vuole sostituire il ricordo di quel piatto preparato dallo Chef di bordo, ma conservarne l’idea: un risotto allo zafferano da gustare senza complicazioni, concentrandosi sulla qualità degli ingredienti e sulla cottura.

Ingredienti (per 4 persone):

– 320 g di riso Carnaroli o Arborio;
– 1 l di brodo di carne (preferibilmente di manzo);
– 1 cipolla piccola;
– 1 bustina di zafferano (circa 0,15 g);
– 50 g di burro;
– 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato;
– 1 bicchiere di vino bianco secco;
– 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
– Sale q.b.;
– Pepe nero q.b. (opzionale).

Preparazione

Per prima cosa prepariamo il brodo, se possibile, di carne fatto in casa con manzo, sedano, carota e cipolla. In alternativa, potete utilizzare del brodo di carne già pronto o un dado da brodo sciolto in acqua calda.
Poi tritate finemente la cipolla. In una casseruola larga e bassa, fate sciogliere metà del burro insieme all’olio extravergine d’oliva. Aggiungete la cipolla tritata e fatela appassire a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto, fino a quando diventa trasparente.
Aggiungete il riso alla casseruola con la cipolla e fatelo tostare per un paio di minuti, mescolando continuamente. Questo passaggio è fondamentale per sigillare il chicco e mantenerlo al dente durante la cottura. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare l’alcol, continuando a mescolare.
Una volta evaporato il vino, iniziate ad aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, mescolando frequentemente. Attendete che il brodo venga assorbito prima di aggiungere il mestolo successivo.
Dopo circa 10 minuti di cottura, sciogliete lo zafferano in un mestolo di brodo caldo e aggiungetelo al risotto. Continuate la cottura aggiungendo brodo fino a quando il riso sarà al dente (circa 18-20 minuti in totale).
Quando il risotto è cotto al punto giusto, toglietelo dal fuoco. Aggiungete il burro rimanente e il Parmigiano Reggiano grattugiato. Mescolate energicamente per mantecare il risotto, ottenendo così una consistenza cremosa e omogenea.
Assaggiate e regolate di sale, se necessario. Se gradite, aggiungete una spolverata di pepe nero macinato fresco.
Lasciate riposare il risotto per un paio di minuti prima di servirlo. Distribuitelo nei piatti e, se desiderate, decorate con qualche pistillo di zafferano.
Consigli.
Qualità degli ingredienti: utilizzare ingredienti di alta qualità, in particolare il riso, il brodo e il Parmigiano Reggiano, farà la differenza nel risultato finale.
Costanza nella cottura: mescolare continuamente il risotto durante la cottura aiuta a rilasciare l’amido del riso, donando al piatto la sua caratteristica cremosità.
Variante: per un tocco di sapore in più, potete aggiungere midollo di bue alla cipolla in fase di soffritto, seguendo la tradizione milanese.
Il risotto allo zafferano è un piatto che unisce semplicità e raffinatezza, capace di conquistare anche i palati più esigenti. Buon appetito!

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Foto scattate con Honor 20.

Il risotto alla milanese (Chiamato anche riso giallo e risotto allo zafferano, ris sgiald o risot a la milanesa in lingua lombarda) è, insieme alla cotoletta alla milanese e al panettone, il piatto più tipico e conosciuto di Milano. Si tratta di un risotto i cui ingredienti principali, oltre a quelli necessari per preparare un risotto in bianco, sono lo zafferano, dal quale deriva il suo caratteristico colore giallo, e il midollo di bue. Può essere servito anche come contorno dell’ossobuco, altro piatto tipico milanese.
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Carpaccio di pesce spada allo zafferano, la ricetta

carpaccio di pesce spada aromatizzato allo zafferano

Il Carpaccio di pesce spada aromatizzato allo zafferano, la ricetta.
Uno dei miei piatti preferiti è il capriccio di pesce spada marinato e quando posso me ne faccio una vera scorpacciata.
Qui vi scrivo la ricetta su come prepararlo.

Ingredienti

– 300 g di filetto di pesce spada fresco;
– Zafferano in pistilli (circa 0,5 g);
– Succo di 1 limone;
– 2 cucchiai di olio d’oliva extra vergine;
– Sale q.b.;
– Pepe nero macinato fresco q.b.;
– Foglie di basilico fresco per guarnire (opzionale);
– Scaglie di parmigiano reggiano per guarnire (opzionale).

Preparazione

Prima di tutto, prepara il marinato allo zafferano. In una piccola ciotola, versa una piccola quantità di acqua bollente sugli stigmi di zafferano e lasciali in infusione per circa 10-15 minuti. Questo permetterà all’aroma dello zafferano di diffondersi nell’acqua.
Nel frattempo, taglia il filetto di pesce spada a fette molto sottili, possibilmente con l’aiuto di un coltello affilato. Disponi le fette su un piatto da portata in modo uniforme, coprendo l’intera superficie.
Quando lo zafferano ha finito di infondere, scola l’acqua (puoi anche pressare leggermente gli stigmi per estrarre ogni goccia di aroma). Aggiungi il succo di limone e l’olio d’oliva allo zafferano infuso e mescola bene per creare una marinata aromatizzata.
Versa la marinata sopra il pesce spada disposto sul piatto. Assicurati che ogni fetta di pesce sia coperta uniformemente con la marinata.
Aggiungi una leggera spruzzata di sale e pepe nero macinato fresco sulla superficie del carpaccio.
Copri il piatto con pellicola trasparente e lascia marinare in frigorifero per almeno 30 minuti. Questo permetterà al pesce di assorbire i sapori della marinata.
Prima di servire, guarnisci il carpaccio con alcune foglie di basilico fresco e, se lo desideri, aggiungi alcune scaglie di parmigiano reggiano per una nota di sapore extra.
Servi il carpaccio di pesce spada fresco e aromatico come antipasto o piatto principale leggero. Accompagna con fette di pane croccante o crostini, se preferisci.
Buon appetito!

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carpaccio di pesce spada aromatizzato allo zafferano

Foto scattata con Honor 20.

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Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Lo zafferano in vendita alla Boqueria di Barcellona

Lo zafferano in vendita al mercato della Boqueria a Barcellona

Lo zafferano in vendita alla Boqueria di Barcellona.
Qualche mese fa, durante un passaggio a Barcellona, sono finito a mangiare, lo ammetto, proprio come un buon turista, al celebre mercato della Boqueria. Tra le tante bancarelle e i prodotti esposti, però, è stato lo zafferano a attirare la mia attenzione, soprattutto per il modo in cui veniva presentato e per la quantità di confezioni disponibili.
La Boqueria di Barcellona è uno di quei posti dove, anche senza volerlo, si finisce per osservare cosa viene cercato dai visitatori. È un mercato molto frequentato dai turisti e basta guardare con un minimo di attenzione le bancarelle per rendersi conto di quali prodotti sembrano avere maggiore successo.
Quel giorno ho notato diverse bancarelle che vendevano zafferano in confezioni di peso e prezzo differenti. È stato proprio questo piccolo dettaglio a farmi fermare per una fotografia. In mezzo a frutta, spezie, prodotti freschi e tante altre cose da mangiare, quei piccoli contenitori di zafferano attiravano inevitabilmente lo sguardo.
Non sono mai stato particolarmente bravo a valutare il prezzo delle spezie, ma una cosa era abbastanza evidente: lo zafferano non è certamente un prodotto economico. Non costa letteralmente come l’oro, naturalmente, ma considerando le quantità molto ridotte nelle quali viene venduto, il prezzo può sembrare decisamente elevato.
La fotografia nasce quindi da una semplice osservazione durante la visita. Mi piace quando un viaggio permette di fotografare anche cose apparentemente banali, perché spesso sono proprio questi dettagli a ricordarmi meglio l’atmosfera di un luogo. Non ho fotografato una delle immagini più classiche della Boqueria, ma un prodotto esposto su una bancarella, qualcosa che racconta comunque una parte dell’esperienza del mercato.
Per chi cerca cosa vedere alla Boqueria di Barcellona, naturalmente ci sono moltissimi prodotti e colori che attirano l’obiettivo. A me capita invece di soffermarmi su particolari che magari non finiscono nelle fotografie più conosciute. In questo caso lo zafferano era interessante proprio per il contrasto tra la piccola quantità del prodotto e il suo valore commerciale.
C’è anche una piccola curiosità legata allo zafferano: la spezia deriva dagli stimmi del fiore del Crocus sativus e deve essere raccolta manualmente. È proprio questa lavorazione, insieme alla quantità molto piccola di spezia ottenuta da ogni fiore, a contribuire al suo prezzo elevato.
La Boqueria, ufficialmente Mercat de Sant Josep de la Boqueria, si trova lungo la Rambla, nel centro di Barcellona, e la sua storia commerciale è molto più lunga della fama turistica che ha oggi. Per me, però, resta soprattutto un luogo da osservare attraverso i dettagli: una bancarella, un prodotto particolare, un modo insolito di esporre la merce.
In fondo è questo che mi interessa quando porto la macchina fotografica durante un viaggio. Non necessariamente cercare il monumento più famoso o la fotografia che tutti hanno già scattato, ma fermarmi davanti a qualcosa che in quel momento mi ha incuriosito.
E lo zafferano, con le sue piccole confezioni e i prezzi diversi, quel giorno è riuscito proprio a fare questo.
Anche in altri articoli del blog ho raccontato mercati e prodotti incontrati durante i miei viaggi, perché trovo che il cibo sia uno dei modi più immediati per ricordare un luogo. A volte basta una fotografia di una bancarella per riportare alla mente un’intera passeggiata.

Avreste comprato lo zafferano alla Boqueria oppure anche voi avreste pensato che fosse venduto a caro prezzo? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Confezioni di zafferano in vendita tra le bancarelle del mercato della Boqueria a Barcellona

Confezioni di zafferano in vendita tra le bancarelle del mercato della Boqueria a Barcellona

Confezioni di zafferano in vendita tra le bancarelle del mercato della Boqueria a Barcellona

Photos taken with a Canon EOS M100 camera and Canon EF-M 11-22 lens.

Here is where the famous market on La Rambla is located:

Il risotto alla milanese

Il risotto alla milanese

Il risotto alla milanese.
Un piatto di risotto che è uno dei più famosi d’Italia, quello alla milanese.
Come tutti voi saprete il giallo è dovuto allo zafferano, l’ingrediente principale.
Mi piace molto ed ogni tanto me ne faccio un bel piattone!
La ricetta completa ve l’aveva scritta Loris qui!

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Il risotto alla milanese

Il risotto alla milanese

Il risotto alla milanese

Foto scattate con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

Il risotto alla milanese nacque nel 1574 alla tavola del vetraio belga Valerio di Fiandra, che all’epoca risiedeva a Milano poiché stava lavorando alle vetrate del Duomo di Milano. Per il matrimonio di sua figlia i suoi colleghi vetrai fecero aggiungere a un risotto bianco al burro dello zafferano: questa spezia era infatti utilizzata dai vetrai per ottenere una particolare colorazione gialla dei vetri.
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Ossobuchi alla milanese, la ricetta

Ossobuchi alla milanese

Ossobuchi alla milanese, la ricetta.
Questa mattina sono passato da Alfredo, il mio macellaio di fiducia. Alfredo è un macellaio all’antica: ha un banco che sembrerebbe piuttosto povero ma tutto è conservato nella cella frigo per mantenere la giusta umidità e temperatura; basta chiedere e Alfredo tira fuori dalla cella i tagli più belli…
Questa mattina insolitamente aveva in vetrina un bellissimo pezzo di stinco di posteriore di vitellone*, da cui mi sono fatto tagliare tre splendidi ossibuchi con cui ho preparato il mio piatto: ossibuchi con risotto allo zafferano e gremolada**
Come procedura ho infarinato gli ossibuchi e li ho fatti soffriggere a fuoco alto per chiudere tutti i pori e non far uscire i succhi della carne.
In una casseruola di terracotta ho fatto soffriggere una cipolla ed uno spicchio d’aglio, ho aggiunto gli ossibuchi ed ho fatto prendere calore.Ho poi aggiunto alcuni pezzetti di carota, patate e zucchini, ho bagnato con vino rosso ed ho fatto iniziare la cottura a fuoco basso.
Intanto a parte ho preparato con calma la base per il risotto, tritando un po’ di cipolla, facendo scaldare un pentolino di buon brodo di carne e facendo fondere lo zafferano in acqua. Agli ossibuchi ho aggiunto poco concentrato di pomodoro e li ho fatti cuocere lentamente, sempre controllando che la carne fosse tenera e le verdure cotte bene. A cottura quasi ultimata ho aggiunto un po’ di sale grosso (cerco di stare sempre attento al sale).
Poi ho iniziato la cottura del riso, facendo soffriggere la cipolla in poco olio d’oliva, aggiungendo il riso che, una volta tostato, ho bagnato con poco vino bianco. Evaporato il vino ho aggiunto il brodo caldo (ormai conosco le quantità e riesco, dopo una piccola leggera rimescolatura a non continuare a muovere il riso che cuoce lentamente muovendo da solo grazie all’ebollizione dei liquidi). A cottura quasi ultimata ho aggiunto lo zafferano e, a cottura ultimata, lo ho mantecato con un pezzo di burro ma non ho aggiunto formaggio, che per me, altera il sapore dello zafferano.
Poi ho preparato il piatto con il risotto, l’ossobuco che ho bagnato con il suo sugo ed ho aggiunto la gremolada. Tutto fatto…

Buon appetito!!!
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Ossobuchi alla milanese

Ossobuchi alla milanese

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Canon EF-M 22.

* il vitellone è la carne di solito usata per questo piatto perché è più tenera ma l’importante è che provenga dal posteriore perché meno fibrosa e più grande di diametro. Io ho usato il vitellone: ne sapevo la provenienza e la scelta mi ha dato ragione.
** la gremolada è una semplicissima salsa fatta tritando buccia di limone senza il bianco, aglio e prezzemolo e serve a profumare l’ossobuco

Nota: Come sempre la qualità delle materie prima è essenziale: per prima cose bisogna scegliere bene la qualità della carne, se è il caso prenotandola dal proprio macellaio di fiducia chiedendo espressamente che sia di posteriore. Importante poi è anche la qualità dei vini per bagnare la carne ed il riso.

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Paella: riso, zafferano, frutti di mare e verdura

Paella: riso, zafferano, frutti di mare e verdura

Paella: riso, zafferano, frutti di mare e verdura.
La paella è un piatto fantastico da fotografare.
Non a caso trovare già diversi post e foto a riguardo.
Questa è l’ultima foto che avevo scattato quest’estate.
Non ne posterò più fino alla prossima fermata in Spagna.

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Paella: riso, zafferano, frutti di mare e verdura

Foto scattata con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

E’ un piatto tradizionale della cucina spagnola, diffusosi in tutto il Mar Mediterraneo e nell’America Latina. Il piatto, a base di riso, zafferano e frutti di mare o carne, è simile al pilaf turco o al biryani indo-pakistano e viene preparato nella tipica padella da cui prende il nome, la pa ella o paellera.
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Paella: rice, saffron, seafood and vegetables – Paella : riz, safran, fruits de mer et légumes – Paella: arroz, azafrán, marisco y verduras – Paella: arroz, açafrão, marisco e legumes – Paella: Reis, Safran, Meeresfrüchte und Gemüse – Paella: cơm, nghệ tây, hải sản và rau
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