Al mare a Vallegrande

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Al mare a Vallegrande.
Oggi, per la prima volta, sono andato a fare il bagno in una delle tante spiaggette che costellano il tratto di strada tra Moneglia e Sestri Levante.
Queste spiagge sono raggiungibili o in barca, per chi è fortunato ad averla, oppure in macchina se si riesce a trovare un posto tra una galleria e l’altra.
Lo spettacolo è garantito.

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Funghi porcini appena raccolti al Passo Centocroci

Funghi porcini freschi appena raccolti nei boschi vicino al Passo Centocroci, nel territorio di Varese Ligure

Funghi porcini appena raccolti al Passo Centocroci.
Li ho raccolti ieri, 15 agosto 2026, appena dopo il Passo Centocroci, e una volta rientrato ho voluto fotografare questi bei porcini ancora freschi, prima che finissero in cucina. Sono immagini di funghi freschi che appartengono a uno dei momenti che, per chi frequenta i boschi, rendono particolarmente piacevole una giornata nell’Appennino: camminare, guardarsi intorno e trovare improvvisamente qualcosa che non era affatto scontato incontrare.
La fotografia mostra alcuni esemplari raccolti durante la ricerca nel bosco. Non ho cercato una composizione elaborata, perché in questo caso volevo soprattutto conservare l’aspetto dei funghi appena raccolti, con il loro cappello ancora compatto e l’aspetto naturale che hanno quando vengono portati fuori dal terreno. È proprio questa freschezza a interessarmi nella fotografia: dopo qualche ora, con la pulizia e la preparazione, il loro aspetto cambia e rimane soprattutto il ricordo della raccolta.
Il Passo Centocroci è un punto che conosco anche per le fotografie dedicate a Varese Ligure e ai suoi dintorni. La zona si trova tra Liguria ed Emilia-Romagna e, sul versante ligure, il riferimento più vicino è Varese Ligure, in Liguria, Italia. Appena ci si allontana dalla strada e si entra nelle zone boscose, il paesaggio cambia rapidamente e l’attenzione si sposta inevitabilmente dal panorama ai piccoli dettagli del terreno.
Per me la ricerca dei funghi ha anche un aspetto molto fotografico. Bisogna osservare con calma, distinguere le forme tra foglie, rami e sottobosco e soprattutto imparare a non passare troppo velocemente davanti a ciò che si ha sotto gli occhi. Un porcino può essere quasi nascosto e proprio per questo la sua scoperta diventa parte del ricordo della giornata. In questo caso ne ho trovati diversi e ho deciso di fotografarne alcuni insieme, così da lasciare una testimonianza semplice della raccolta.
Una curiosità legata al nome del luogo è che il Passo Centocroci è un valico dell’Appennino ligure che collega la zona di Varese Ligure con quella parmense. Il nome, molto particolare, è associato a diverse tradizioni e racconti popolari legati alla storia del passaggio attraverso queste montagne. È uno di quei nomi che rimangono impressi e che rendono immediatamente riconoscibile il luogo.
Quando cerco funghi non penso alla fotografia come a un obiettivo separato dalla passeggiata. Spesso la macchina fotografica rimane semplicemente con me e viene utilizzata quando qualcosa merita di essere ricordato. Questa volta erano proprio questi porcini a chiedermi una fotografia. Il risultato non vuole essere una guida al riconoscimento dei funghi, né una dimostrazione di particolari tecniche fotografiche: è semplicemente il ricordo visivo di una raccolta recente.
Anche per questo ho scelto di mantenere l’immagine molto diretta. I funghi sono il soggetto e tutto il resto passa in secondo piano. Mi interessa mostrare il loro aspetto così come li ho visti dopo la raccolta, senza trasformare una fotografia personale in qualcosa di costruito. È un tipo di immagine che si inserisce bene anche nel racconto delle altre fotografie che ho pubblicato sul sito dedicate alla natura, ai boschi e alle passeggiate nell’entroterra ligure.
Il periodo di metà agosto può regalare belle occasioni a chi conosce questi boschi, ma la presenza dei funghi dipende naturalmente da molte condizioni e non è qualcosa che si possa dare per scontato. Per questo ogni ritrovamento rimane un piccolo evento personale. Questi porcini, in particolare, sono il risultato di una passeggiata di ieri e oggi sono diventati anche una fotografia da conservare insieme al ricordo del percorso.

Guardando questa immagine, vi capita mai di tornare a casa da una passeggiata nel bosco con qualcosa che vale la pena fotografare? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Funghi porcini freschi appena raccolti nei boschi vicino al Passo Centocroci, nel territorio di Varese Ligure

Funghi porcini freschi appena raccolti nei boschi vicino al Passo Centocroci, nel territorio di Varese Ligure

Il Golfo di Rapallo visto dalla Ruta

Il Golfo di Rapallo visto dalla Ruta, con il lungomare e la città distesa lungo la costa ligure

Il Golfo di Rapallo visto dalla Ruta.
Scendendo verso Rapallo dalla Ruta, basta fermarsi in uno dei punti panoramici lungo la strada per avere davanti agli occhi una vista molto ampia sul golfo e sul lungomare. È proprio questo il tipo di panorama che mi piace fotografare: non un singolo monumento, ma una porzione di territorio che permette di riconoscere la città nel suo insieme.
Queste due fotografie le ho scattate personalmente dalla Ruta, durante la discesa verso Rapallo. In quel tratto di strada il paesaggio cambia progressivamente e, quando gli edifici e la vegetazione lasciano spazio alla vista, si apre il panorama sul mare. Mi piace quel momento in cui, quasi senza preavviso, la città compare sotto di noi.
Nelle immagini si vede il Golfo di Rapallo con il suo lungomare, mentre la città si sviluppa lungo la costa. È una prospettiva molto diversa da quella che si può avere camminando nel centro storico o passeggiando direttamente sul fronte mare. Da questa posizione, infatti, Rapallo diventa quasi una composizione unica, con il mare davanti e le case che seguono la linea della costa.
La Ruta si trova sulle alture tra Rapallo e Camogli, in Liguria, nella città metropolitana di Genova, Italia. La strada attraversa una zona collinare dalla quale si possono incontrare diversi scorci sul Golfo del Tigullio. Per chi ama fotografare il territorio, è interessante proprio perché permette di osservare la costa da una prospettiva più elevata.
Quando fotografo panorami di questo tipo cerco di non concentrarmi soltanto sulla vastità della vista. Mi interessa anche il modo in cui la città appare da lontano, con gli elementi che normalmente vediamo da vicino trasformati in piccole parti di una scena più grande. Il lungomare, per esempio, da questa distanza diventa una linea che accompagna la costa.
Una delle cose che trovo più interessanti è proprio il rapporto tra Rapallo e il mare. Dal livello della passeggiata la città sembra svilupparsi principalmente davanti a noi; dalla Ruta, invece, si capisce meglio quanto sia strettamente legata alla conformazione del golfo. Le case seguono la costa e la città si raccoglie intorno a questo spazio naturale.
Questa vista è anche un buon esempio di come cambiare semplicemente punto di osservazione possa modificare completamente una fotografia. Rapallo è un luogo che ho fotografato molte volte, ma non è necessario cercare continuamente soggetti nuovi. A volte basta guardare lo stesso posto da un’altra angolazione.
Una piccola curiosità geografica è che il Golfo di Rapallo occupa una parte del più ampio Golfo del Tigullio, uno dei tratti più conosciuti della costa ligure orientale. Da queste alture la forma della costa diventa particolarmente leggibile e permette di comprendere meglio la disposizione dei centri abitati sul mare.
Per me queste due immagini rappresentano soprattutto una pausa durante il percorso. Non c’è un monumento particolare da cercare e non c’è bisogno di entrare nel centro della città. È sufficiente guardare verso il basso e lasciare che sia il paesaggio a costruire la fotografia.
Nel blog ho già pubblicato diverse immagini dedicate a Rapallo, dal Chiosco della Musica sul lungomare alla statua del polpo davanti al castello, fino alle strade del centro storico. Questa volta il punto di vista è completamente diverso e permette di mettere insieme, in una sola immagine, molti degli elementi che ho fotografato separatamente.
Mi piace proprio questa continuità tra fotografie diverse. Una città può essere raccontata attraverso un dettaglio, una strada, un edificio oppure attraverso una vista dall’alto. In questo caso ho preferito lasciare spazio al panorama e alla forma del golfo.
Scendendo dalla Ruta verso Rapallo, questo è uno di quei punti in cui vale la pena rallentare. Anche senza macchina fotografica, la vista merita qualche istante di attenzione. Con la macchina fotografica, naturalmente, diventa difficile non fermarsi.

Avete mai fotografato Rapallo dall’alto, arrivando dalla Ruta? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Il Golfo di Rapallo visto dalla Ruta, con il lungomare e la città distesa lungo la costa ligure

Il Golfo di Rapallo visto dalla Ruta, con il lungomare e la città distesa lungo la costa ligure

Pansoti alla salsa di noci fatti in casa

Piatto di pansoti alla salsa di noci in Liguria con pasta ripiena di ricotta e verdure e condimento cremoso fatto in casa

Pansoti alla salsa di noci fatti in casa.
C’è qualcosa nei pansoti alla salsa di noci che mi riporta subito a quei pranzi lenti, quando il tempo sembra fermarsi tra il profumo della cucina e il rumore sommesso delle stoviglie. I pansoti di magro, con quel ripieno delicato di verdure e ricotta, raccontano una tradizione ligure autentica, una di quelle cose da vedere e soprattutto da assaggiare in Liguria, in Italia, senza bisogno di grandi spiegazioni. La salsa di noci, cremosa e intensa, è uno di quei sapori che non si dimenticano facilmente, e ogni volta che la ritrovo mi sembra di riscoprirla da capo.
Ricordo ancora quando ho fotografato questo piatto: la luce cadeva morbida sul bianco del piatto e sulle pieghe irregolari della pasta, quasi a sottolineare la semplicità di qualcosa fatto davvero a mano. I pansoti alla salsa di noci non sono solo un piatto tipico ligure, ma anche un piccolo viaggio tra ingredienti poveri trasformati in qualcosa di sorprendente. La salsa, preparata con noci pestate, pane, latte e un tocco di aglio, ha una consistenza avvolgente che si lega perfettamente alla pasta.
A Genova, in Liguria, Italia, questo piatto è parte della quotidianità, ma allo stesso tempo mantiene un’aura speciale, come se ogni famiglia custodisse la propria versione. Una curiosità che mi ha sempre colpito è che i pansoti, a differenza di altri ravioli, hanno una forma più irregolare e spesso più grande, proprio perché nascono come piatto casalingo, senza la rigidità delle produzioni industriali.
Mentre osservavo il piatto attraverso l’obiettivo, mi sono accorto di quanto ogni dettaglio contasse: la granulosità della salsa di noci, il colore leggermente opaco della pasta, la sensazione quasi tattile che la fotografia riusciva a trasmettere. Mi ha ricordato altri scatti che ho fatto a piatti tradizionali liguri, dove il cibo diventa racconto, memoria e identità.

Forse è proprio questo che rende i pansoti alla salsa di noci così speciali: non sono solo qualcosa da mangiare, ma un momento da vivere, da ricordare, da condividere. E tu, hai mai assaggiato un piatto che ti ha fatto sentire subito a casa? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Piatto di pansoti alla salsa di noci in Liguria con pasta ripiena di ricotta e verdure e condimento cremoso fatto in casa

Piatto di pansoti alla salsa di noci in Liguria con pasta ripiena di ricotta e verdure e condimento cremoso fatto in casa

Piatto di pansoti alla salsa di noci in Liguria con pasta ripiena di ricotta e verdure e condimento cremoso fatto in casa

Piatto di pansoti alla salsa di noci in Liguria con pasta ripiena di ricotta e verdure e condimento cremoso fatto in casa

I pansoti, pansòti in ligure, o anche pansòtti (dal ligure pansa, in italiano “pancia”), sono una pasta ripiena tipica della cucina ligure, simile ai ravioli.
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Pansoti with walnut sauce homemade – Pansoti à la sauce aux noix faits maison – Pansoti con salsa de nueces caseros – Pansoti com molho de nozes caseiros – Pansoti mit Walnusssauce hausgemacht – Pansoti với sốt óc chó tự làm – 自制核桃酱意大利饺子 – くるみソースの自家製パンズォッティ

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Un’agave in fiore sul mare di Sestri Levante

Agave sul mare

Un’agave in fiore sul mare di Sestri Levante.
Ci sono dettagli del paesaggio che riescono a catturare lo sguardo anche quando si è circondati da uno scenario già bellissimo. È quello che mi è successo osservando questa pianta di agave fiorita sulla parete rocciosa della Baia del Silenzio, a Sestri Levante, in Liguria. Il fiore si staglia vicino al mare e crea un contrasto che mi ha colpito subito: da una parte la vegetazione che cresce tra le rocce, dall’altra le onde che si muovono poco più in basso.
La Baia del Silenzio è uno degli angoli più suggestivi di Sestri Levante. Le facciate colorate delle case, la spiaggia raccolta e il profilo della costa la rendono una meta amata da chi visita la Riviera ligure di Levante. Ma anche in un luogo così conosciuto ci sono particolari che possono sfuggire, soprattutto se si guarda soltanto il panorama nel suo insieme. A volte basta spostare lo sguardo verso una parete rocciosa per scoprire una piccola scena naturale che merita di essere fotografata.
L’agave è una pianta resistente, capace di crescere in ambienti aridi e su terreni difficili. Quando fiorisce, sviluppa uno stelo alto e vistoso che può attirare l’attenzione anche da lontano. La fioritura è un momento particolare nel ciclo di molte specie di agave: spesso avviene dopo diversi anni di crescita e, nelle specie monocarpiche, la pianta principale muore dopo aver prodotto fiori e semi. Non tutte le agavi, però, seguono esattamente lo stesso ciclo.
In questa fotografia mi piace soprattutto il rapporto tra il fiore e il mare sottostante. Le rocce fanno da sfondo alla pianta, mentre le onde aggiungono movimento alla scena. Il fiore sembra quasi affacciarsi sull’acqua, come se fosse cresciuto proprio per guardare il mare. È un piccolo incontro tra natura e paesaggio costiero, in cui elementi molto diversi si completano a vicenda.
Quando fotografo Sestri Levante, non cerco soltanto le vedute più famose o gli scorci del centro storico. Mi piace anche fermarmi davanti a particolari come questo, che raccontano il territorio in modo più discreto. Sul blog condivido spesso immagini della Baia del Silenzio e della costa ligure, cercando di mostrare sia i panorami conosciuti sia i dettagli che rendono ogni passeggiata diversa.

A volte una fotografia nasce proprio da un contrasto semplice: un fiore immobile tra le rocce e il movimento continuo del mare. Vi piace anche a voi fotografare questi piccoli dettagli naturali quando passeggiate lungo la costa? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Un'agave in fiore cresce sulla parete rocciosa della Baia del Silenzio a Sestri Levante, sopra le onde del mare

Raduno Ferrari nel Tigullio a Casarza Ligure

Raduno Ferrari nel Tigullio a Casarza Ligure.
Le linee lucide delle carrozzerie riempiono lo spazio ancora prima che arrivi il rumore delle persone, e il raduno Ferrari nel Tigullio sembra sospeso in una calma quasi irreale, come se le auto fossero già sufficienti a raccontare tutto. Il raduno Ferrari nel Tigullio a Casarza Ligure si percepisce subito, anche senza folla, anche senza il movimento tipico degli eventi più animati.
Sono arrivato la domenica mattina in piazza dell’Umanità a Casarza Ligure, nel cuore della Liguria, Italia, tra Sestri Levante e l’entroterra del Tigullio, e ho trovato solo le vetture schierate e poche persone a sorvegliarle. Nessun pubblico, nessun vociare, solo il riflesso delle carrozzerie sotto una luce neutra che lasciava spazio ai dettagli. Il raduno Ferrari nel Tigullio prendeva forma proprio in quel silenzio, quasi più intenso dell’evento stesso.
Mi sono fermato a lungo tra una macchina e l’altra, cercando angolazioni, riflessi, superfici che raccontassero qualcosa anche senza movimento. In questi contesti il raduno Ferrari nel Tigullio non è mai solo un’esposizione: è un esercizio di osservazione, un modo per rallentare lo sguardo. Le auto sembravano dialogare tra loro, ordinate ma vive, come sculture contemporanee.
Un piccolo approfondimento che spesso sfugge a chi guarda distrattamente: ogni Ferrari esposta nei raduni ufficiali viene controllata e preparata con grande attenzione, anche nei dettagli meno visibili, perché l’immagine complessiva deve restituire l’idea di perfezione che il marchio ha costruito nel tempo. È un aspetto che si percepisce bene proprio quando il contesto è così silenzioso.
In altri scatti del sito dedicati alle auto d’epoca e ai raduni in Liguria, ho spesso raccontato la stessa sensazione: quella di uno spazio che cambia completamente quando entrano in scena queste presenze meccaniche così iconiche.
Alla fine non ho sentito la mancanza della folla: il raduno Ferrari nel Tigullio era già completo così, essenziale, quasi minimale, lasciando tutto il resto fuori campo.

Ti capita spesso di osservare un evento anche quando sembra “vuoto”? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

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Ferrari S.p.A. is an Italian car manufacturer founded by Enzo Ferrari on 12 March 1947. The official symbol is a prancing horse, which derives from the one used during the First World War by the Italian aviator Francesco Baracca. It was given personally by Baracca’s mother as a good luck charm to Enzo Ferrari in 1923 and became the emblem of the Modena brand and its racing department. The yellow field, where the prancing horse is depicted, was chosen by Drake himself as it is one of the colors of the coat of arms of the city of Modena.
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Ferrari Rally in the Tigullio – Casarza Ligure – Rassemblement Ferrari dans le Tigullio – Casarza Ligure – Rally de Ferrari en el Tigullio – Casarza Ligure – Encontro Ferrari no Tigullio – Casarza Ligure – Ferrari Treffen im Tigullio – Casarza Ligure – Cuộc gặp Ferrari ở Tigullio – Casarza Ligure – 蒂古利奥的法拉利聚会 – 卡萨尔扎利古雷 – ティグッリオのフェラーリ集会 – カサルツァ・リーグレ

Il testo del post è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, un modello di lingua di OpenAI.

Le mie foto di Lavagna in Liguria

Uno scorcio di Lavagna in Liguria, parte della mia serie di foto dedicate al centro storico e alle vie della città

Le mie foto di Lavagna in Liguria.
Da qualche tempo mi sono ripromesso di dedicare più spazio fotografico ai paesi e alle città che ho vicino a casa, e Lavagna è stata una delle prime destinazioni che ho deciso di riscoprire con la macchina fotografica. Proprio qui, nel centro della Liguria, ho trovato diversi scorci che meritavano di essere fermati, tra il caruggio, le case del centro e le strade che portano verso il mare.
Sul mio sito ci sono fotografie scattate in molti luoghi del mondo, ma per parecchio tempo mi sono accorto di avere relativamente poche immagini della mia zona. Sestri Levante e le Cinque Terre erano già presenti con numerose fotografie, mentre altri paesi del Tigullio erano rimasti un po’ in secondo piano. Mi sembrava quindi arrivato il momento di rimediare.
Le prime fotografie di questo piccolo progetto personale sono state quelle di Varese Ligure. Dopo quelle immagini ho continuato con Lavagna, cercando di guardarla con l’attenzione che normalmente riservo a un luogo che visito per la prima volta. E questa fotografia è una delle immagini che preferisco tra quelle che ho realizzato durante questa ricerca.
Lavagna si trova in Liguria, nella città metropolitana di Genova, affacciata sul Golfo del Tigullio. È una città che conosco, ma proprio per questo fotografarla in modo sistematico mi ha fatto notare particolari che magari, durante una normale passeggiata, avrei semplicemente attraversato senza soffermarmi.
Il centro storico è probabilmente il punto da cui partire per capire meglio il carattere della città. I caruggi, le facciate delle case, i portoni e gli edifici storici creano prospettive molto interessanti, soprattutto quando si cammina senza avere necessariamente in mente una fotografia precisa da realizzare. In alcuni punti lo sguardo viene guidato naturalmente verso una piazza o verso uno degli edifici più importanti.
Tra le cose che mi piace cercare a Lavagna ci sono proprio questi rapporti tra le strade e le architetture. Non sempre il soggetto principale deve essere un monumento isolato: qualche volta una fotografia funziona meglio quando mostra il modo in cui un edificio si inserisce nel tessuto della città.
Una piccola curiosità legata a Lavagna è la sua storica tradizione legata all’ardesia, materiale che ha avuto un ruolo importante nell’economia e nell’identità della zona. Non è un dettaglio che si nota necessariamente in una singola fotografia, ma aiuta a comprendere quanto il territorio circostante abbia influenzato l’aspetto e la storia della città.
In questa serie ho cercato soprattutto di raccogliere immagini diverse tra loro. Non volevo creare una semplice sequenza di fotografie dello stesso soggetto, ma costruire poco alla volta un piccolo racconto visivo di Lavagna. Una strada, una villa, una facciata, un particolare architettonico o uno scorcio possono diventare tasselli dello stesso percorso.
Questa fotografia, tra quelle che ho scattato, continua a essere forse quella che mi piace di più. Non tanto perché rappresenti necessariamente il luogo più famoso di Lavagna, ma perché secondo me restituisce bene il modo in cui mi piace osservare una città: attraverso gli angoli che si incontrano camminando.
È anche il motivo per cui questo progetto fotografico sui luoghi vicini mi sta piacendo. Quando si viaggia lontano si tende a fotografare tutto perché ogni cosa è nuova. Fotografare casa propria richiede invece un’attenzione diversa. Bisogna imparare a guardare nuovamente ciò che si è già visto tante volte.
Dopo Lavagna, l’idea è continuare a raccogliere fotografie anche degli altri paesi e delle altre città del Tigullio. Ci sono moltissimi luoghi che conosco soltanto superficialmente e che, macchina fotografica alla mano, possono riservare sorprese.
Nel frattempo, queste immagini si aggiungono alle altre fotografie di Lavagna già pubblicate sul blog, come quelle dedicate al suo centro storico, al caruggio e alla Basilica di Santo Stefano. Viste insieme, raccontano una città attraverso prospettive differenti e soprattutto attraverso il mio modo personale di attraversarla.

Avete anche voi un luogo vicino casa che conoscete bene ma che avete iniziato a fotografare davvero solo dopo molto tempo? Aggiungi un commento oppure vai nella parte bassa del sito per leggere cosa hanno scritto gli altri visitatori.

Uno scorcio di Lavagna in Liguria, parte della mia serie di foto dedicate al centro storico e alle vie della città

La diga frangiflutti di Portobello a Sestri Levante

La diga di Portobello

La diga frangiflutti di Portobello a Sestri Levante.
Ho aggiunto un bel po’ di foto dal mondo.
Quella che ho inserito qui, ad esempio, è di Sestri Levante ed in particolare della “diga” che protegge la baia del Silenzio.

Conosci Sestri Levante e la Baia del Silenzio?
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La diga di Portobello

I frangiflutti sono strutture artificiali situate a ridosso delle coste per proteggere spiagge, moli o attracchi dai flutti e dall’erosione provocata dal moto ondoso. L’effetto dei frangiflutti è quello di ridurre l’intensità delle onde nel tratto di acque situate al loro interno e quindi di ridurre l’erosione della costa. A questo scopo vengono collocati in acque poco profonde a breve distanza dalla costa, oppure con uno degli estremi ancorato alla costa stessa. Spesso sono edificati, come nel caso di lunghi tratti della costa romagnola e marchigiana, per proteggere le spiagge e la ferrovia.
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The Portobello breakwater in Sestri Levante – Le brise-lames de Portobello à Sestri Levante – El rompeolas de Portobello en Sestri Levante – O quebra-mar Portobello em Sestri Levante – Der Portobello-Wellenbrecher in Sestri Levante – Đê chắn sóng Portobello ở Sestri Levante
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