La facciata della Basilica dei Fieschi

La facciata della Basilica dei Fieschi

La facciata della Basilica dei Fieschi.
Una delle piu’ belle chiesette di tutta la Liguria che ho visitato qualche settimana fa.

La facciata della Basilica dei Fieschi

Foto scattata con macchina Canon EOS M100 e lente Tamron 16-300.

Eccovi anche un bel video che ho registrato all’interno della Basilica:

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Qui tutte le foto scattate fuori e dentro la Basilica:
foto gallery

La basilica di San Salvatore dei Fieschi – conosciuta anche semplicemente come basilica dei Fieschi – è un luogo di culto cattolico situato nella frazione di San Salvatore dei Fieschi, in piazza Innocenzo IV, nel comune di Cogorno nella città metropolitana di Genova. La chiesa è sede della parrocchia omonima del vicariato di Chiavari-Lavagna della diocesi di Chiavari. Ha la dignità di basilica minore.
Continua e approfondisci su Wikipedia.

Focaccia al formaggio di Pivazzano

Focaccia al formaggio di Pivazzano

Focaccia al formaggio di Pivazzano

Focaccia al formaggio di Pivazzano.
Uno dei posti nell’entroterra sestrese in cui si può trovare una focaccia al formaggio degna di Recco è la pizzeria Pivazzano a San Pietro Vara (più in giù le indicazioni).
Forse perché usano prodotti locali (il formaggio usato per esempio viene dal caseificio di Varese Ligure, credo) forse perché i prezzi sono altamente competitivi è una delle migliori.
Unico neo, anzi ce ne sono due: la distanza da Sestri Levante (ci vogliono una quarantina di minuti) ed il fatto che è sempre molto pieno (ma c’è tanto posto a sedere e non si aspetta mai tantissimo).

Focaccia al formaggio di Pivazzano

Foto scattata con Honor 10.

Dove si trova la pizzeria Pivazzano:

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Cardini Critical Wine 2017 (foto)

cardini critical wine 2017

Cardini Critical Wine 2017

Dopo diversi anni sono riuscito a ritornare alla splendida Cardini Critical Wine 2017.
Tanti produttori di vino e di delizie da assaggiare.
Ottimamente organizzato e con tanta gente.
Questa la pagina con le foto che ho scattato io ieri sera.

In questa foto il sacchettino porta bicchiere (al prezzo di 13 euro ti forniscono il bicchiere, il porta bicchiere ed un carnet di buoni per assaggiare tutti i diversi vini presenti):

cardini critical wine 2017

Foto scattate con macchina Canon 600D e lente Tamron 16-300.

Qui la pagina ufficiale di Facebook.

[ENG] After several years I managed to return to the wonderful Cardini Critical Wine 2017.
Many wine producers and delicacies to taste.
Well organized and with so many people.
This is the page with the photos I took last night.

Stoccafisso bollito dallo chef stellato Loris, la ricetta

Stoccafisso: merluzzo ad essicare

Lo stoccafisso ha una lunga storia e non è adesso il momento di raccontarvela perchè negli anni è diventata un romanzo…
Io sono stato molte volte alle isole Lofoten, in Norvegia ed ho visitato molti luoghi di produzione e stoccaggio del Merluzzo che poi diventa stoccafisso.
Qui da noi, nel primo entroterra, abbiamo molte trattorie che al venerdì preparano lo stoccafisso bollito ed i clienti sono sempre numerosissimi.
Bisogna dire che preparare lo stoccafisso bollito é molto facile ma uno dei motivi per cui a molte signore non piace cucinarlo in casa è dovuto al cattivo odore che emana cuocendo e che poi si sparge in tutta la casa. Io uso un sistema semplicissimo per non avere il cattivo odore in casa e desidero raccontarvi come faccio.

Prima di tutto, la sera prima, metto a bagno in acqua fredda un paio di manciate di fagiolane che il mattino successivo faccio bollire assieme alle patate con la buccia: io calcolo una bella patata e mezza per persona. Poi cuocio lo stoccafisso a vapore nella pentola a pressione. Metto sul fondo della pentola due e o tre dita di acqua a cui aggiungo sale, alcune foglie di alloro e una gambetta di sedano. A questo punto metto lo stoccafisso in una gabbietta apposita che entra nella pentola senza però che il pesce tocchi l’acqua ed aggiungo un cipolla intera a cui ho tolto la buccia.
Se lo stoccafisso che ho comperato è bagnato, molto bagnato, lo faccio cuocere calcolando 10 minuti dopo il primo fischio della pentola che segnala che la pressione interna è ottimale. Dopo aver atteso questi 10 minuti, tolgo la pentola dal fuoco e la porto in giardino (o sul terrazzo) per fare uscire tutto il vapore fuori di casa e senza che il cattivo odore si sparga in casa. Una volta ritornato in casa pulisco lo stoccafisso, pelo le patate ed aggiungo le fagiolane. Prima di condire il tutto con l’olio extra vergine ligure, aggiungo la mia salsa che ho preparato durante i 10 minuti della cottura del pesce.

Salsa per la stoccafisso:

Pesto nel mortaio (si può anche usare il frullatore ad immersione) qualche pinolo, uno spicchio d’aglio senz’anima e un paio di filetti di acciuga.

Vi racconterò in altra occasione qualche simpatico annedoto.

Vi allego una foto (da me scattata) di una casa alle Lofoten con essiccazione della stoccafisso.

Stoccafisso: merluzzo ad essicare

Pansotti alla salsa di noci di Settembrin: tra i migliori

pansotti di settembrin

Pansotti alla salsa di noci di Settembrin: tra i migliori

Una delle specialità della trattoria da Ou Settembrin di Carasco sono i pansotti alla salsa di noci.

Non potevo certo esimermi dal pubblicare una foto:

pansotti di settembrin

Foto scattata con iPhone 6.

Ravioli al ragù di Bocca Moà

Ravioli al ragù di Bocca Moà

Ravioli al ragù di Bocca Moà

Ravioli al ragù di Bocca Moà.
Della serie foto di ravioli al ragù di carne, piatto tipico dell’entroterra della Riviera di Levante, questi sono stati mangiati domenica scorsa presso la trattoria (ma è anche un agriturismo) Bocca Moà (recensione su Tripdavisor) che si trova sulla strada per il lago di Giacopiane, credo comune di Borzonasca.

Buoni ma non i migliori.

Ravioli al ragù di Bocca Moà

Il raviolo è, poi, mutevole anche nel nome, mutandosi in agnolotto o agnellotto (di forma piccola) in Piemonte e nel Pavese, anolino nel Piacentino e nel Parmense, marubino nel Cremonese e nella pianura nord-orientale piacentina, tortello in Emilia e Lombardia, pansoti o pansotti in Liguria, tordello o turdelo nella Toscana nord occidentale e nell’estremo Levante ligure, tortello in quasi tutta la Toscana, dal Pistoiese all’Aretino, dal Pisano alla Maremma, cappellaccio nel Ferrarese, ravaioli o agnolotti nelle Marche, mentre in Irpinia vengono chiamati ravaiuoli e sono di pasta bianca. In alcune aree del meridione vengono chiamati “maccaruni chini”. Nel basso Cilento prendono il nome di “cauzuni” ed assumono la grandezza di una mano sono di pasta bianca (senza uovo) con ripieno di ricotta e prezzemolo.
Continua e approfondisci su Wikipedia.

Ecco dove si trova l’agriturismo:

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